Benchmarking della green economy delle regioni italiane

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Alberto Crescimanno, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – IRES Piemonte

    Introduzione

    Lo scopo del presente studio non è quello di determinare i "confini concettuali" dell'economia verde né tantomeno di stabilirne l'esatta definizione, quanto piuttosto di studiare quantitativamente il fenomeno attraverso l'analisi di sfere pragmatiche dei comportamenti regionali. In tal modo si potrebbe contribuire a un dibattito scientifico e culturale sulla misura della green economy.

     

    Si è scelto di proporre un metodo a "geometria variabile", costruendo un cruscotto della green economy. La metodologia del cruscotto (dashboard) è stata sviluppata dai membri del gruppo CGSDI (Consultative Group on Sustainable Development Indicators)(1) per proporre un pacchetto software di libero accesso, capace di prendere in considerazione e confrontare le complesse relazioni che intercorrono tra economia, società e ambiente. Lo strumento propone al proprio utilizzatore non già un unico indice sintetico, ricavato a partire da molteplici indicatori, quanto piuttosto un vero e proprio cruscotto che, analogamente a quello di un'autovettura o di un aereo, è in grado di mostrare contemporaneamente più variabili e di confrontarle tra loro. L'utente può, di volta in volta, decidere in funzione delle proprie esigenze quali variabili considerare e quali aspetti tralasciare. Scopo finale dell'utilizzo del metodo del cruscotto è quello di aumentare il livello di consapevolezza e quindi di partecipazione degli utilizzatori.

     

    Il metodo del cruscotto della green economy

    Si tenga presente che l'adozione della metodologia "dashboard" implica che i diversi indicatori e le differenti componenti dovrebbero essere analizzati contemporaneamente come se si osservassero le diverse strumentazioni presenti sul cruscotto di un aereo, che indicano aspetti diversi ma comunque importanti per pilotare correttamente il mezzo. L'obiettivo prioritario non è quello di definire un rank complessivo ma piuttosto quello di individuare ambiti performativi e problematici della regione per indirizzare le politiche e le azioni. E' pertanto più interessante soffermarsi sui singoli indicatori e quindi sulle singole classi/dimensioni mentre il rank complessivo è sicuramente quello a minore informazione.

    Le fasi principali dello studio sono state le seguenti:

    1. Identificazione delle variabili a partire dall'analisi dei modelli precedentemente proposti e della letteratura esistente e verifica della disponibilità di banche dati a livello regionale.

    2. Costruzione del data-set con riferimento all'anno più recente disponibile e standardizzazione dei valori.

    3. Verifica delle eventuali correlazioni tra le variabili, per evitare che vi siano legami di dipendenza statisticamente "rilevanti".

    4. Costruzione degli indici sintetici per ognuna delle sei dimensioni e calcolo dell'indice sintetico finale. Questi indici formano la base di lettura del cruscotto.

    5. Lettura dei risultati attraverso l'analisi delle classifiche (ranking) delle diverse parti del cruscotto e dell'indice finale.

    Nell'analisi regionale sono state prese in considerazione sei dimensioni per la lettura delle relazioni a livello. Le sei dimensioni della green economy:

    • Politiche, messe in atto dalle istituzioni territoriali e che esplicita la sfera delle azioni;
    • Dotazioni, infrastrutture e dotazione presenti sul territorio, che dà ragione del capitale innovativo, formativo e ambientale presente;
    • Green production, che tratta della sfera produttiva e dell'orientamento della stessa al tema della sostenibilità della struttura agricola, industriale e dei trasporti.
    • Green business, che si focalizza sul 'cosa viene prodotto' e quindi sullo scopo e risultato del processo, sul business orientato all'ambiente presente nelle regioni: si è verdi poiché l'ambiente è il business del territorio considerato.
    • Comportamenti personali, dove si cerca di quantificare i nuovi stili di vita presenti sul territorio: il risparmio energetico, il riciclo dei materiali, il basso consumo.
    • Green life, dove si cerca di quantificare la qualità dell'ambiente locale in cui si vive.

    Le sei dimensioni considerate (politiche, dotazioni, green production, green business, comportamenti personali, green life) sono formate ognuna da quattro indicatori, quindi per un totale di 24 indicatori

     

    Tabella 1 - Cruscotto green economy

    INDICATORE

    SEGNO

    MISURA

    ANNO - FONTE

    Politiche

    Rifiuti urbani smaltiti in discarica

    negativo

    kg /abitante

    2009 - Ispra

    Detrazione fiscale del 55%

    n/abit *1000

    2010 - Enea

    Piste ciclabili

    %

    2009 - Istat

    Spesa pubblica R&S

    % Pil

    2009 - Istat

    Dotazioni

    Banda larga Imprese

    %

    2010 - Istat

    Corsi universitari green

    %

    2011 - Miur

    Consumo di suolo

    negativo

    %

    2009 - Lucas

    Biocapacità

    gha pro capite

    2009 - Ires

    Green Production

    Emissioni CO2 Industria

    negativo

    t/Val.Agg. *100

    2006 - Enea

    Emissioni CO2 Trasporti

    negativo

    t/Val.Agg. *100

    2006 - Enea

    Prodotti fertilizzanti

    negativo

    kg/M€

    2010 - Istat

    Distribuzione prodotti fitosanitari

    negativo

    kg/M€

    2010 - Istat

    Green Business

    Posti letto Az. agrituristiche

    pl agri/pl tot

    2010 - Istat

    Agricoltura Biologica

    %

    2010 - Sinab

    Energia elettrica da fonti rinnovabili

    %

    2010 - Terna

    Spese impresa per R&S

    % Pil

    2009 - Istat

    Comportamenti personali

    Emissioni CO2 civile

    negativo

    t/abit *1000

    2006 - Enea

    Persone a lavoro piedi+bici

    %

    2009 - Istat

    Raccolta differenziata di rifiuti urbani

    %

    2009 - Ispra

    Consumi pro-capite

    negativo

    € /persona

    2010 - Istat

    Green Life

    Inquinamento aria

    negativo

    %

    2011 - Istat

    Odori sgradevoli

    negativo

    %

    2011 - Istat

    Superamento limite PM10

    negativo

    n.

    2009 - Istat

    Tempo casa-lavoro

    %

    2009 - Istat

    Fonte: elaborazione IRES Piemonte su fonti varie

     

    I risultati

    L'analisi condotta consente di ottenere una misura sintetica del livello di green economy raggiunto da ciascuna regione. E' interessante osservare che l'unica dimensione che presenta un gradiente geografico chiaro che va dal Nord al Sud è quello delle Politiche, mentre appare meno consolidato, seppur presente, quello del Green Business. Negli altri casi il gioco del ranking diventa più complesso e tale da distribuire le regioni virtuose. Ricopre la prima posizione il Trentino-Alto Adige, seguita però dalla Basilicata e dalla Sardegna. Il Trentino-Alto Adige si mostra come un caso esemplare e particolare: si distingue positivamente per le politiche (2°posto), per i comportamenti personali (2° posto) e per la green production e green business (3° posto). Nel gruppo di testa emergono anche la Basilicata, la Sardegna, la Valle d'Aosta, la Toscana e il Friuli-Venezia Giulia. Il Piemonte si posiziona nella parte centrale della classifica, al 13° posto. In particolare ottiene il sesto posto per le Politiche, il quarto per la Green business, l'ottavo per i Comportamenti personali, mentre si colloca nella parte bassa della classifica per le dotazioni (13°), green production (15°) e green life (17°).

    I risultati completi e dettagliati dell'analisi sono presenti nel Rapporto Green economy.

     

    Tabella 2 - Classifica regionale per l'indice aggregato di Green economy

    Regione

    Indice green Economy

    Politiche

    Dotazioni

    Green Production

    Green Business

    Comportamenti Personali

    Green Life

    Trentino-Alto Adige

    1

    2

    5

    3

    3

    2

    5

    Basilicata

    2

    16

    1

    7

    6

    12

    7

    Sardegna

    3

    11

    3

    12

    19

    3

    4

    Valle D’Aosta

    4

    12

    4

    9

    5

    20

    1

    Toscana

    5

    7

    11

    5

    2

    14

    13

    Friuli-Venezia Giulia

    6

    1

    7

    17

    16

    11

    8

    Umbria

    7

    9

    6

    19

    1

    18

    9

    Liguria

    8

    13

    17

    1

    14

    10

    11

    Calabria

    9

    19

    9

    2

    7

    9

    10

    Marche

    10

    15

    16

    10

    8

    7

    2

    Molise

    11

    18

    2

    11

    20

    17

    3

    Abruzzo

    12

    14

    8

    13

    11

    13

    6

    Piemonte

    13

    6

    13

    15

    4

    8

    17

    Emilia-Romagna

    14

    5

    12

    18

    12

    15

    15

    Lombardia

    15

    3

    18

    8

    13

    16

    19

    Veneto

    16

    4

    19

    16

    15

    5

    16

    Sicilia

    17

    20

    10

    14

    10

    6

    14

    Lazio

    18

    8

    15

    4

    9

    19

    18

    Campania

    19

    10

    20

    6

    17

    1

    20

    Puglia

    20

    17

    14

    20

    18

    4

    12

    Fonte: elaborazione IRES Piemonte su fonti varie, vedi tabella 1

     

    Figura 1. Rank regionale. L'indice aggregato di Green economy

    01_Bench-Fig1

    Fonte: elaborazione IRES Piemonte su fonti varie, vedi tabella 1

     

    Bibliografia

    GreenItaly, L'economia verde sfida la crisi, Rapporto 2011, Unioncamere

    Indice di Green Economy 2012, Fondazione Impresa

    Global Green Economy Index, The 2012, Dual Citizen

     

    Per approfondimenti

    http://www.ires.piemonte.it/osservatori/219-green

     

     

     

    Nota(1) http://www.iisd.org/cgsdi/members.asp

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