La valorizzazione del patrimonio escursionistico regionale

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte)

    Introduzione

    La ricerca, commissionata dal Settore Programmazione Negoziata della Regione Piemonte aveva come obiettivo l'analisi e l'applicazione della legge regionale nr. 12/2010, normativa regionale dedicata alla valorizzazione della rete sentieristica piemontese. Il lavoro cerca inoltre di illustrare le tendenze in atto nel mercato turistico legato agli sport all'aria aperta e, attraverso un indagine diretta, fornire un identikit dei frequentatori della montagna.

     

    Il turismo outdoor

    Basta dare un'occhiata in una qualsiasi libreria per notare, per lo più nella sezione viaggi, la presenza di numerose pubblicazioni dedicate ai principali cammini, come il famosissimo cammino di Santiago de Compostela oppure la via Francigena, accanto a numerosi altri volumi sui sentieri delle nostre Alpi e Appennini, il camminare a piedi o con le ciaspole in inverno. È il segno di come il camminare e, soprattutto, farlo in un ambiente naturale sia diventato qualcosa di più che un semplice passatempo di pochi appassionati per avvicinarsi ad uno stile di vacanza e talvolta di vita di sempre più ampie fasce della popolazione che si cimentano nelle diverse attività outdoor.

    Per sport outdoor consideriamo tutte quelle attività o discipline sportive che hanno come terreno comune di azione la natura: dall'acqua alla roccia, dalla terra all'aria. Quindi dalla passeggiata di poche ore ai trekking di più giorni, dal cicloturismo alla mountain bike, l'equitazione, il volo a vela, l'arrampicata e l'alpinismo in estate e lo scialpinismo e le passeggiate con le racchette da neve in inverno; sono solo alcuni esempi delle numerose attività che hanno visto aumentare costantemente il numero dei praticanti. Già dalla fine degli anni Novanta e in particolare con gli anni Duemila c'è stata una profonda mutazione. Lo sport outdoor è passato da una pratica da parte di gruppi limitati al coinvolgimento di grandi strati di popolazione Assosport (2016). Nell'universo outdoor oggi sono rappresentate tutte le fasce d'età e ceti economico-sociali differenti tra loro. Si va dai giovanissimi alle famiglie, fino alla terza età. Sono coinvolti praticanti di ogni livello sociale. Diviene così una risorsa economica non marginale per territori che hanno un patrimonio ambientale da valorizzare e proporre. Ed è interessante notare che anche in questi anni di crisi i territori che a suo tempo hanno investito in questo tipo di offerta vedono un movimento con continui trend in crescita: un turismo di prossimità capace di soddisfare il bisogno di movimento e natura diventa un'appetibile e praticabile alternativa turistica sulla porta di casa. Il "vivere diverso", il "muoversi" è diventato nel mondo una necessità così come per tanta parte della popolazione senza dover per forza fare viaggi esotici o lontani.

    Le forme di turismo alternative sono in una fase di vero e proprio boom. Secondo diversi studi di settore crescono ad un tasso quasi tre volte superiore a quello a quello del turismo tradizionale. Secondo l'Organizzazione Mondiale del Turismo, nei prossimi dieci anni l'incremento delle entrate turistiche in Europa proverrà per lo più da forme alternative di viaggio che non coinvolgono il classico turismo "sole e sabbia" o dei "city break". Questo "nuovo" tipo di turismo dovrebbe corrispondere al 20% circa dei viaggi nei prossimi 20 anni ed è destinato a crescere più in fretta di qualsiasi altro segmento di mercato.

    Innanzitutto cerchiamo di fornire qualche dato in grado di dare un ordine di grandezza al fenomeno outdoor. Sono dati su cui non esistono numeri certificati perché si ha a che fare con attività che si svolgono per lo più fuori da impianti, terreni o strutture a pagamento, quindi difficili da quantificare. Possono però essere fatte delle stime. Per esempio si può stimare il valore del mercato dell'attrezzatura e dell'abbigliamento per lo sport outdoor. Il rapporto Assosport (2016) stima in 226 miliardi di euro il valore di questo mercato a livello mondiale, in 66 mld quello europeo e di 7,6 mld quello italiano.

    Nel 2012 altre stime attribuivano 14 miliardi di euro al solo mercato europeo: pur trattandosi di indagini diverse si può notare un considerevole aumento. Il mercato più importante è la Germania, seguono il Regno Unito, la Francia, mentre Italia, Austria e Svizzera si collocano agli ultimi posti. In totale si calcola che i paesi dell'arco alpino influiscano su questo valore per il 55% del totale. I paesi del nord dell'Europa occupano un 15/16% e sono in crescita i paesi dell'Est Europa (Polonia e Repubblica Ceca). Mettendo in relazione questi dati con le stime sui praticanti dei singoli paesi si stimano in circa 80/100 milioni i praticanti di sport outdoor in Europa così ripartiti: 25 milioni in Germania; 15 milioni in Francia; 6 milioni in Italia; 6 milioni in Svizzera; 6 milioni in Austria, per un totale di 55 milioni di praticanti nei paesi dell'arco alpino.

     

    La rete sentieristica regionale

    In Piemonte, la legge regionale 12/2010 "Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte" ha sancito un processo iniziato da diversi anni da parte dell'Assessorato alla Montagna e ha trovato nell'intervento normativo l'occasione per far emergere il prezioso, ancorché poco conosciuto, lavoro svolto negli anni dai funzionari dell'Assessorato. Lo scopo è duplice: censire e mettere in sicurezza la rete dei sentieri e dare respiro alla creazione di un sistema turistico alternativo ai modelli più tradizionali e con il pregio di offrire opportunità di occupazione e sviluppo in territori di montagna troppo spesso considerati (e trattati) come marginali e problematici.

    In questo quadro si collocano gli interventi di recupero e valorizzazione delle migliaia di km della rete di sentieri che in Piemonte attraversano le Alpi da Nord a Sud (la Grande Traversata delle Alpi o GTA) o risalgono le vallate (i percorsi Occitani in Val Maira) o ancora girano attorno a montagne simboliche come il Monviso.

    Sentieri che sono stati censiti e organizzati nel database del Catasto Regionale della Sentieristica , strumento tecnico che contiene i dati relativi a:

    i) tutti i singoli sentieri che compongono la rete (coordinate geografiche, quote altimetriche, lunghezza, dislivello, ecc,);

    ii) i sentieri oggetto di interventi di adeguamento e manutenzione da parte degli operai forestali;

    iii) i sentieri organizzati in itinerari attrezzati. Questi ultimi in particolare sono il risultato combinato del lavoro dei funzionari regionali, dei GAL e dei Comuni, con l'apporto di privati e associazioni e delle risorse derivanti dai finanziamenti europei: circa 30 milioni di euro dal 2000, di cui il 95% provenienti da fondi europei (Programma di Sviluppo Rurale, Fondo Sociale Europeo) per la fruizione e la promozione turistica, ricreativa e culturale del territorio .

    La Rete dei sentieri (come struttura distinta da possibili itinerari che si appoggiano su di essa) è intesa come infrastruttura di base sulla quale sviluppare progettualità di tipo turistico, promozionale, sportivo-ricreativo, e conoscitivo delle realtà produttive locali di presidio nelle aree rurali del Piemonte. Sino a luglio 2017 erano stati codificati 4.345 percorsi, che non sono semplici sentieri ma itinerari organizzati con infrastrutture di appoggio e servizi connessi e che rappresentano circa il 30% dei 19.124 km della rete sentieristica complessiva.

    Un lavoro enorme a cui ha fatto seguito la parte della ricerca dedicata all'analisi sul campo, ossia all'ascolto delle testimonianze/opinioni dei frequentatori dei sentieri attorno al Monviso e di alcuni testimoni privilegiati come i gestori dei rifugi o i funzionari regionali impegnati nella realizzazione della politica.

     

    La ricerca sul campo

    Per meglio comprendere il fenomeno dell'escursionismo e ottenere dei feedback sulle opere realizzate è stata realizzata una campagna di interviste sui sentieri del Tour del Monviso integrata dalla rilevazione numerica dei flussi attraverso appositi eco-contatori, fotocellule in grado di rilevare i passaggi sul sentiero in entrambi i sensi di marcia e collocati in alcuni punti chiave del tour (foto). Nei due mesi e mezzo della rilevazione, sono stati raccolti in totale 221 questionari che, considerando che la maggior parte degli intervistati era in gruppo o con il partner o amici, significa circa 560 persone .

    52.Dondona_Fig.1In larga maggioranza i soggetti che hanno compilato il questionario sono cittadini italiani (67%) e specificatamente piemontesi (75%). Gli stranieri sono il 33%, circa il doppio degli italiani provenienti da fuori regione.

    Dall'analisi congiunta dei risultati dei questionari e dei dati forniti dagli eco-contatori è possibile stimare che dalla metà circa di giugno alla metà di settembre (periodo di apertura dei rifugi attorno al Monviso) fra escursionisti giornalieri, alpinisti, escursionisti impegnati nel Tour del Monviso e frequentatori pomeridiani per una breve passeggiata si trovino a percorrere la rete dei sentieri del Parco del Monviso circa 40.000 persone. Un flusso turistico importante, di molto superiore anche a quello di una città importante come Saluzzo (17 mila arrivi e 34 mila presenze in un anno), nonostante le difficoltà connesse con il territorio di alta montagna e il breve periodo di apertura dei rifugi.

    La spesa media rilevata per il 45% degli intervistati si colloca fra i 20 e i 50 €, che è praticamente il prezzo della mezza pensione nei rifugi comprensivo di qualche extra. Le spese aumentano quanto maggiore è la distanza percorsa per arrivare in zona: i camminatori provenienti dalla Germania, Inghilterra o anche gli italiani che arrivano da altre regioni spendono mediamente di più: fra i 51 e 80 € nel 24% del campione, con punte fino a 100€. Adottando 35 € come valore medio, si stima una spesa complessiva diretta fra 1,2 e 1,4 milioni di euro.

    Dalla sezione del questionario dedicata alla così detta customer satisfaction traspare come la maggior parte dei giudizi rilevati esprima una grande soddisfazione per l'esperienza vissuta, gli ambienti visitati, l'infrastrutturazione sia della rete sentieristica che della rete dei rifugi, segno che le caratteristiche naturali e anche umane del posto sono il punto di forza che deve essere preservato e che costituisce la principale fonte di attrazione ancorché di una limitata nicchia di appassionati.

    Il passaparola è il mezzo principale che ha motivato il soggiorno. Occorre ricordare come il passaparola può funzionare in entrambi i sensi: può essere "positivo" che invita cioè a visitare le valli attorno al Monviso, la loro cultura ed il loro ambiente incontaminato; ma può anche malauguratamente essere "negativo" qualora la realtà incontrata non corrisponda più alle attese, e questo vale soprattutto per i visitatori stranieri. Quindi occorre che l'intero ambiente (come quello in generale e delle montagne in particolare) venga preservato intatto con un'apposita tutela ambientale e paesaggistica.

    Da parte di alcuni escursionisti si richiedono le comodità tipiche del mondo moderno (copertura telefonica, wi-fi, docce, trasporti, ecc.) che impegnano ad una maggiore organizzazione dell'accoglienza, tenendo però conto che esiste una domanda di "wilderness" e cioè di luoghi ancora non toccati dal turismo di massa e di cui la nostra regione è ricca, specialmente nelle zone di montagna.

    I turisti stranieri sembrano conoscere meglio le nostre montagne rispetto ai connazionali provenienti da altre regioni, probabilmente a causa di una scarsa promozione sul territorio italiano e di un appeal probabilmente inferiore a quello delle Dolomiti che, volenti o nolenti, rappresentano "la montagna" nell'immaginario collettivo degli italiani.

     

    Conclusioni

    Il recupero e la valorizzazione della rete sentieristica regionale rappresenta una politica che, vista la particolare ricchezza di opportunità che il Piemonte offre agli amanti della natura e degli sport all'aria aperta, può costituire un'importante risorsa per i territori montani e collinari, una fonte di occupazione e reddito e, infine, un modo per conservare il paesaggio e tutelare l'ambiente naturale da possibili rischi connessi all'abbandono dei territori montani.

     

    Bibliografia

    AA.VV., 2016, "Rapporto AssoSport 2016", http://www.assosport.it

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    Dondona C.A., 2009, "Escursionisti in Piemonte: chi sono, perché scelgono la nostra regione, quanto incidono sulla nostra economia", in "Piemonte e turismo" Sviluppo Piemonte Turismo (a cura di), Torino, 2009

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    Marra E., Ruspini E., 2010, "Altri turismi. Viaggi, esperienze, emozioni", Franco Angeli, Milano.

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    Sitografia

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    http://www.regione.piemonte.it/retescursionistica/cms/meteovetta/previsioni.php

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    http://www.assosport.it/

    http://www.ecotur.org/

     

     

     

     

     

    Nota(1) http://www.regione.piemonte.it/retescursionistica/cms/index.php/catasto-regionale/catasto-regionale

    Nota(2) Il questionario prevedeva domande sulla motivazione del soggiorno, mezzi di trasporto, conoscenza del luogo e dei comportamenti da tenere, giudizi sul soggiorno, i sentieri e l'accoglienza oltre che la tradizionale parte anagrafica. È stato redatto in tre lingue: italiano, francese e inglese

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