Montagna e turismo slow

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Presidente T.r.i.p. Montagna)

    Introduzione

    Il futuro del turismo montano non potrà più essere legato unicamente al business dello sci da discesa. Lo sostiene la Commissione internazionale per la protezione delle Alpi (CIPRA), organizzazione non governativa che ha come scopo lo sviluppo sostenibile delle montagne. Nel recente report "Transizione nel turismo invernale" (2017) CIPRA affronta il tema dello sci da discesa e del suo indotto, affermando che: "il cambiamento del comportamento dei visitatori e il cambiamento climatico impongono nuove strategie e nuovi approcci.

    Si rende perciò̀ necessaria una trasformazione socioeconomica che tenga conto del passato, del presente e delle potenzialità̀ future del turismo". Analogamente Laurent Vanat, tra i maggiori specialisti svizzeri sul tema, sottolinea come il numero di pernottamenti nei principali centri di sport invernale delle Alpi sia ormai in calo da anni (2016). E Martin Falk, dell'Austrian Institute of Economic Research Wifo di Vienna, stima che da un quarto ad un terzo delle stazioni sciistiche dell'intero Arco alpino siano oggi in deficit economico (2011).

     

    Trip Montagna: imprenditori e professionisti della montagna

    Oggi in Regione Piemonte, per quanto permanga una parte di imprenditori e professionisti del settore ancora legata ad un concetto di sviluppo infinito del turismo di massa in montagna, ne esiste un'altra, non ancora maggioritaria ma sicuramente in aumento costante, che sembra aver colto la sfida del cambiamento. Sono gli aderenti al Collegio delle guide alpine del Piemonte, all'Associazione guide ambientali escursionistiche (Aigae), all'Associazione dei rifugi alpini e posti tappa (Agrap), alla rete Sweet Mountains. Imprenditori e professionisti attivi sul territorio piemontese che nel gennaio del 2017 , assieme alle associazioni culturali Dislivelli e Cantieri d'alta quota hanno deciso di unirsi creando il coordinamento "T.r.i.p. Montagna. Rete per il Turismo responsabile in Piemonte", con l'obiettivo di accompagnare e sostenere il processo di trasformazione del turismo alpino in atto nella regione.

    Trip Montagna coinvolge oltre 700 tra piccoli imprenditori e professionisti della montagna attivi in 543 comuni montani del Piemonte. Concetti chiave dell'associazione sono infrastrutture minime, creazione di una rete di attori della montagna e promozione di servizi turistici che coprano tutti i 12 mesi dell'anno con un'offerta variegata di attività sportive, culturali e sociali a basso impatto ambientale.

     

    Una definizione di turismo dolce

    La prima operazione che l'Osservatorio Trip Montagna ha realizzato è stata quella di formulare una definizione precisa di questo nuovo tipo di offerta turistica, definita "turismo dolce". Per fare questo ha preso in prestito la definizione del Vicepresidente dell'Associazione Dislivelli, Enrico Camanni, secondo la quale l'offerta turistica sulle Alpi del Piemonte oggi si divide in due tipologie differenti: il turismo di massa e il turismo dolce. Dove il turismo di massa è sostanzialmente quello dello sci da discesa:

    • intensivo
    • pesante
    • universale
    • esclusivo perché difficile da far interagire con altre forme di sport outdoor
    • basato su scale territoriali sempre più ampie
    • polarizzato
    • esogeno
    • corporativo
    • autoreferenziale
    • dipendente da fattori esterni incontrollabili
    • fortemente stagionalizzato
    • risolvibile in un "mordi e fuggi".

    Al contrario, il turismo dolce è un turismo:

    • estensivo
    • leggero
    • relativo
    • inclusivo
    • basato su scale territoriali piccole ma dense
    • endogeno
    • comunitario
    • extra-referenziale
    • destagionalizzato
    • indipendente da fattori esterni e incontrollabili

    Il turismo dolce si definisce come tale perché ha un approccio di curiosità e di scoperta per i territori, non ricerca la mera riproduzione di una visione di montagna data dalla pianura, ma ne scova i tratti caratteristici e le mille sfaccettature; è fatto dai singoli e da gruppi di persone, non dalle grandi S.p.a. o multinazionali; predilige il contatto diretto con l'ospite e lo accoglie mostrandogli che non sempre vi è un camino tirolese ad aspettarlo, ma l'atmosfera appare non meno calorosa; nell'offerta di turismo dolce sono importanti le attività complementari che ne decretano la polifunzionalità. La sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) non è mero slogan bensì base per la stessa vitalità del comparto. Per questo si parla anche di turismo responsabile.

    Il turismo responsabile è un'idea di montagna capace di futuro, dolce, leggera e sostenibile: dolce perché ha a cuore il rispetto dell'ambiente alpino, naturale e umano; leggera nella scelta dei mezzi di trasporto e delle attività, che rinuncia alle grandi infrastrutture impattanti e ai divertimenti rumorosi e inquinanti; sostenibile per il territorio, per chi lo vive e per chi lo frequenta, dal punto di vista ambientale, economico e sociale.

     

    Osservatorio sul turismo responsabile in Piemonte

    L'Associazione Trip Montagna ha realizzato un Osservatorio permanente per monitorare annualmente l'andamento del settore del turismo responsabile piemontese .

    Il turismo è un'attività economica che, promuovendo e valorizzando le risorse naturali, storiche, culturali e sociali, incentiva l'occupazione e lo sviluppo locale. In molte aree rappresenta una delle opportunità - talvolta l'unica – di vivere e lavorare nella propria regione. Lo sviluppo sostenibile di questo settore costituisce quindi un'importante sfida per garantire la sostenibilità economica senza rischiare di compromettere le risorse. La mobilità e il suo impatto sul cambiamento climatico, la conservazione delle risorse naturali (acqua, suolo, ambienti sensibili, ecc.), la riduzione dell'inquinamento e dei rifiuti, la gestione equilibrata sia nel tempo, sia nello spazio dei flussi dei visitatori e il rispetto per le tradizioni sociali e culturali sono solo alcune delle sfide che occorre affrontare.

    Le sfide riguardano tutti gli stakeholder (tour operator, addetti trasporti, tourism developer e albergatori, ristoratori, negozianti, tour manager, pianificatori, fornitori e gestori di prodotti turistici, operatori regionali e rappresentanti eletti e ovviamente turisti) e i territori, nonché le attività relative a accoglienza, alloggio, trasporti.

    Data la limitata disponibilità di informazioni statistiche sul fenomeno del turismo responsabile a livello regionale, Trip montagna ha lavorato alla costruzione di uno strumento di rilevazione per raccogliere e monitorare i dati di un settore in forte crescita nel territorio piemontese.

    In sintesi, gli obiettivi generali di policy dell'Osservatorio sul turismo responsabile sono stati:

    1. raccolta di dati sul turismo responsabile al fine di avviare un benchmarking collaborativo destinato a generare comportamenti virtuosi e la diffusione di buone pratiche all'interno della rete;
    2. il contributo all'aumento degli investimenti destinati al settore del turismo e al suo sviluppo sostenibile nel territorio piemontese;
    3. il supporto agli enti locali e ai membri della rete per il miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza della spesa indirizzata alla valorizzazione turistica sostenibile dei territori.

    Con la collaborazione delle reti di professionisti aderenti al coordinamento Trip Montagna, nel mese di settembre 2017 (a stagione estiva chiusa) si sono raccolti dati, attraverso questionari, relativi a:

    • pernottamenti e pasti serviti presso rifugi e altre strutture ricettive;
    • numero di lavoratori fissi e stagionali;
    • ore lavoro di guide e accompagnatori e tariffe;
    • numero clienti e dati sulla provenienza;
    • luoghi più frequentatati dalle guide.

    I questionari sono stati sottoposti a: guide alpine, guide ambientali - escursionistiche, rifugisti e gestori aderenti ad AGRAP, e membri della rete Sweet Mountains.

    L'osservatorio ha permesso di monitorare lo sviluppo in atto del turismo responsabile sulle Alpi piemontesi, rilevando un settore in crescita, in grado di coinvolgere sempre più comuni, rispettoso di ambiente e culture e soprattutto con bassi costi di infrastrutture.

    I primi dati 2017 dell'Osservatorio, relativi al periodo da ottobre 2016 a Settembre 2017, prodotti dagli imprenditori e professionisti del coordinamento Trip montagna , hanno evidenziato innanzitutto il peso e il potenziale di crescita del settore.

    Dal punto di vista della domanda turistica dolce in montagna, anche se non propriamente oggetto di quest'indagine, si riscontra la sostenibilità e accessibilità economica di questa forma di turismo, se confrontata ai costi di una vacanza invernale tradizionale; le tariffe per le stanze sono mediamente di 38,57€ per una camera singola, 75,33 € per una doppia, 20,08€ per un posto letto in camerata. Mentre il prezzo medio per un pasto completo è di 16,86€. Provando ad ipotizzare una giornata tipo di un turista dolce che decide di andare con altri 3 amici in montagna, la spesa media che dovrà sostenere sarà di 100,28 €, così ripartita:

    • 45,75 € per una guida (183€ è il costo totale della guida per 4 persone, per 5 ore di attività outdoor)
    • 16,86 € per un pasto presso una struttura "sweet"
    • 37,67 € per il pernottamento (75,33€ costo complessivo della doppia)

    Il quadro emerso dalla presente indagine permette di delineare, dal punto di vista dell'offerta turistica dolce in montagna, una serie di punti di forza tendenzialmente poco considerati nelle decisioni di policy a livello regionale. Il turismo dolce è infatti un settore in forte crescita e in grado di contribuire positivamente all'economia territoriale. Considerando i ricavi prodotti dai soli professionisti e imprenditori aderenti a TRIP Montagna questi si aggirano intorno ai 36.000.000 € all'anno con un indotto occupazionale che vede coinvolte più di 1000 persone, tra guide e accompagnatori, strutture e lavoratori dipendenti.

     

    Conclusioni

    I primi dati 2017 dell'Osservatorio permanente sul turismo dolce in Piemonte, che in quanto tale verranno raccolti tutti gli anni con possibilità future di analisi diacronica, hanno quindi evidenziato un settore ormai maturo e di tutto rispetto.

    In più l'Osservatorio ha permesso di monitorare lo sviluppo in atto del turismo responsabile sulle Alpi piemontesi, una crescita di un settore in grado di coinvolgere sempre più comuni, rispettoso di ambiente e culture e soprattutto con bassi costi di infrastrutture.

    Oltre alla collaborazione dei professionisti della rete, Trip ha incontrato il sostegno del GAL Valli del Canavese, GAL Valli di Lanzo Ceronda e Casternone della Regione Piemonte e dell'IRES Piemonte, che si sono dimostrata fin da subito interessati al progetto, partecipando al convegno di presentazione dei dati dell'Osservatorio il 29 novembre presso la Ex Chiesa SS Trinità di Cuorgné.

    In particolare il Settore Sviluppo della montagna e Cooperazione transfrontaliera della Direzione Regionale Opere pubbliche, Difesa del suolo, Montagna, Foreste, Protezione Civile, Trasporti e Logistica della Regione Piemonte ha appoggiato la fase di restituzione dei dati dell'Osservatorio attraverso un contributo per la pubblicazione di parte di essi.

    A conclusione di quest'indagine ciò che è importante sottolineare è che il turismo dolce, a differenza del turismo industriale, non porta solo a un ritorno economico in termini monetari, ma ha anche una forte e positiva ricaduta sul territorio che le analisi sui ricavi del settore non possono sempre rilevare. Il turista dolce, come ricordato nel primo capitolo, non si accontenta di vivere un'emozione: vuole tornare a casa con un'esperienza, diventare protagonista attivo e consapevole. Vuole in altre parole, conoscere il territorio di cui è ospite, e per fare questo non si accontenta di praticare un'attività risolvibile nel più classico mordi e fuggi tipico del turismo industriale. Il turista dolce va alla scoperta del piccolo artigiano, compra dal produttore locale e intesse relazioni con gli abitanti della montagna. Questo desiderio di conoscenza ed esperienza del turista dolce porta quindi, a una valorizzazione del territorio, delle sue risorse, del suo paesaggio e degli abitanti che lo vivono e lo animano tutti i giorni. Una valorizzazione in definitiva che non può essere espressa solo in numeri.

     

    Bibliografia

    CIPRA (2017), "Transizione nel turismo invernale", http://www.cipra.org/

    Falk M. (2013), "A Survival Analysis of Ski Lift Companies", Tourism Management, vol. 36: 377-390.

    Trip montagna (2017), "Osservatorio sul turismo responsabile nelle montagne piemontesi", http://www.dislivelli.eu/blog/immagini/dic2017_genn2018/report_completo_indagine.pdf

    Vanat L. (2016), "2016 International Report on Snow & Mountain Tourism", http://www.isiaski.org/download/20160408_RM_World_Report_2016.pdf.

     

     

     

     

     

    Nota(1) Per scaricare i risultati 2017 dell'Osservatorio permanente sul turismo dolce in Piemonte di Trip Montagna: http://www.dislivelli.eu/blog/immagini/dic2017_genn2018/risultati_indagine.pdf

    Nota(2) Hanno risposta al questionario 350 operatori. Pur essendo ad oggi il coordinamento più significativo in regione, il coordinamento Trip Montagna si stima raccolga al proprio interno circa un terzo degli operatori e dell'indotto del turismo dolce piemontese

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