La Regione Piemonte e lo sviluppo sostenibile

    Di Elena Porro (Regione Piemonte)

    La definizione più nota e diffusa di sviluppo sostenibile è ancora oggi quella del Rapporto Brundtland del 1987, in cui è definito sostenibile “uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri”. Un principio guida che,  a partire dalle considerazioni sviluppate nel successivo Earth Summit, la Conferenza mondiale su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro del 1992 e nell’Agenda XXI, è stato declinato come bilanciamento tra dimensioni e scale di sviluppo: è sostenibile lo sviluppo che persegue unitamente gli obiettivi di crescita economica con quelli dell’integrità degli ecosistemi e dell’equità sociale.

    Oggi il mondo è molto diverso e, nonostante le dichiarazioni di intenti, gli accordi internazionali, gli innumerevoli progetti avviati e le grandi potenzialità della tecnologia, la sensazione è che le misure intraprese per dare operatività al principio dello sviluppo sostenibile abbiano in larga misura fallito.

     

    La  comunità politica, scientifica e culturale a scala internazionale si sta interrogando e ci sta restituendo una dimensione di impegno che invoca a una effettiva presa di coscienza di  quanto alcuni fenomeni (come il cambiamento climatico, le migrazioni, l’aumento delle diseguaglianze) che si stanno verificando con una velocità e un’intensità superiore a quella prevista solo alcuni anni fa, non solo siano fortemente destabilizzanti dal punto di vista degli impatti, ma siano anche un chiaro segnale dell’insostenibilità, sul piano ambientale, economico e sociale, del modello di sviluppo che caratterizza il nostro vivere sul pianeta.

    Si sta quindi consolidando la consapevolezza che è necessario ripensare il paradigma alla base dell’odierno modello di sviluppo perché, semplicemente, non è più sostenibile. L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile e l’Accordo di Parigi (COP 21) sui cambiamenti climatici, adottati nel 2015, sono Documenti essenziali per provare a guidare la transizione verso un nuovo modello di sviluppo economico che abbia come obiettivo non solo redditività̀ e profitto ma anche progresso sociale e salvaguardia dell’ambiente e delle sue risorse.

    In particolare l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un vero e proprio programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità̀ ed esprime un carattere fortemente innovativo: viene definitivamente superata l’idea che la sostenibilità sia unicamente una questione ambientale e si afferma una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo. Ingloba 17 Obiettivi - Sustainable Development Goals, SDGs - che rappresentano visioni comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà̀, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni. ‘Obiettivi comuni’ significa che essi riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità.

    L’adesione alla sostenibilità, richiede un cambiamento significativo, ma non impossibile, nel disegno delle politiche economiche, sociali e ambientali, basato su due fondamentali pilastri: l’integrazione tra le diverse dimensioni dello sviluppo, con il superamento definitivo dell’idea che esista una gerarchia, anche temporale, tra economia, società e ambiente, e la considerazione paritetica degli effetti di breve e di lungo periodo delle politiche stesse.

    Tale scelta non coinvolge solo gli organismi e istituzioni pubbliche, ma costituisce una vera e propria nuova cultura, frontiera del “nuovo umanesimo”, diffusa nella vita dei singoli e delle collettività: migliaia di organizzazioni governative e non governative, aziende private, individui in questi ultimi anni hanno già abbracciato l’idea della sostenibilità e stanno investendo risorse ed energie per concretizzare tale visione. Lo sviluppo sostenibile si sta consolidando come elemento al centro delle aspirazioni della comunità globale.

    L'Italia coerentemente con gli impegni sottoscritti nel settembre del 2015, sta operando per declinare gli obiettivi strategici dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile nell’ambito della programmazione economica, sociale e ambientale nazionale.  Il documento la "Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile" (SNSvS), approvato con delibera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica n. 108/2017, rappresenta lo strumento di indirizzi per lavorare in tal senso. Anche le Amministrazioni subnazionali sono impegnate in tale percorso: secondo quanto previsto dall'art. 34 del D.Lgs. 152/2006 (Norme in materia ambientale) le Regioni sono chiamate a dotarsi di una complessiva strategia di sviluppo sostenibile che sia coerente e definisca il contributo alla realizzazione degli obiettivi della Strategia nazionale.  

    Il progetto di costruzione della Strategia Regionale dello Sviluppo Sostenibile (SRSvS) del Piemonte è stato avviato in coerenza con quanto definito dal suddetto art. 34  e nell'ambito del percorso si affiancamento che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) ha attivato per tutte le Regioni italiane e, recentemente, anche per le Città Metropolitane, al fine di lavorare in sinergia a scala nazionale. Il Piemonte, inoltre, insieme a Emilia- Romagna e Lombardia fa parte di uno dei gruppi di lavoro interregionali (definiti hub) in cui il Ministero ha organizzato le Regioni, al fine di approcciare il percorso di costruzione della Strategia secondo tematiche e temi di approfondimento diversi. L’hub in questione fa riferimento al tema dell'Economia Circolare visto quale strumento in grado di tradurre i principi della sostenibilità e del nuovo modello di sviluppo, a questo collegati, in target e azioni concrete. 

    Una serie di atti della Giunta Regionale (DGR 28 settembre 2018 n. 3-7576; DGR 16 maggio 2019 n. 98-9007; DGR 27 settembre 2019, n. 1-299)  in linea con le sfide e i principi dell’Agenda 2030 e della SNSvS, hanno sancito la volontà e l’impegno del Piemonte ad avviare il percorso di costruzione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile al fine di orientare, le politiche, i programmi e gli interventi verso l'obiettivo di "assicurare la dissociazione fra la crescita economica e il suo impatto sull'ambiente, il rispetto delle condizioni di stabilità ecologica, la salvaguardia della biodiversità̀ e il soddisfacimento dei requisiti sociali connesso allo sviluppo delle potenzialità̀ individuali quali presupposti necessari per la crescita della competitività̀ e dell'occupazione". Tali atti, in particolare, hanno anche stabilito, di indirizzare il documento di Strategia regionale verso un modello di sviluppo fondato sul principio dell’economia circolare e in linea con le peculiarità̀ delle diverse realtà̀ territoriali che caratterizzano la nostra regione.

    Il chiaro indirizzo politico ha portato la Regione a sottoscrivere un Accordo di Collaborazione con il MATTM che sostiene, anche con proprie risorse, il progetto operativo di costruzione della SRSvS denominato "La Strategia del Piemonte per lo sviluppo sostenibile", avviato ad inizio 2019.

    I risultati ottenuti dagli approfondimenti e dalle attività già avviate con tale progetto hanno consentito di elaborare i primi elementi di visione e di indirizzo nel percorso di costruzione della Strategia piemontese, riportati nel "Documento tecnico di impostazione e primi indirizzi della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile", redatto in stretta collaborazione con IRES Piemonte e con il contributo di diverse strutture regionali e approvato con la già citata DGR n. 98-9007 del 16 maggio 2019[1]. Tale documento necessita di tappe successive di elaborazione per arrivare alla Strategia definitiva.

    Con questo documento il Piemonte individua una governance interna alle strutture regionali per lavorare con un nuovo approccio a questa sfida. Il coordinamento dei contributi di tutte le strutture regionali coinvolte per la costruzione della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile è stato demandato al Gabinetto della Presidenza della Giunta regionale con il supporto tecnico e operativo della Direzione Ambiente, Governo e Tutela del Territorio.

    Pur richiedendo ancora importanti affinamenti, sono state individuate diverse modalità di lavoro interne all’Ente, al fine di passare dall’attuale approccio di governo settoriale a un approccio di governo integrato , che prenda le mosse dalla lettura delle dinamiche e dei problemi del territorio piemontese e delle sue comunità descritti e definiti nella loro complessità in relazione agli obiettivi di sviluppo sostenibile e ai risultati che tali obiettivi richiedono di conseguire per un reale cambio di rotta dello sviluppo della nostra regione.

    La Strategia del Piemonte è, pertanto, indirizzata a introdurre nuove modalità per costruire, orientare e definire le politiche e le azioni della Regione con un nuovo approccio conoscitivo e di intervento. In particolare:

    1. per integrare le politiche è necessario individuare nuove modalità di lavoro:
    • che consentano di “rompere” le logiche settoriali che ostacolano tale integrazione;
    • che consentano di riconoscere e fare emergere ciò che è già è presente e “virtuoso” in chiave di sostenibilità e che possano coagulare interessi e attivare nuove progettualità comuni;
    • che attivino e promuovano processi di apprendimento tra gli attori territoriali (enti pubblici e società civile) per costruire in modo condiviso nuovi contenuti e valori di riferimento, garantendo una particolare attenzione alla relazione con i giovani, al fine di garantire il confronto intergenerazionale;
    1. affinché la Strategia sia efficace è necessario che i suoi contenuti siano adattati alle scale territoriali opportune (Ambiti Territoriali Integrati del Piano Territoriale Regionale e altre aggregazioni quali Aree Interne, Contratti di Fiume, Unioni di Comuni, etc.). In questo senso la Strategia deve trovare attuazione negli strumenti di pianificazione territoriale a partire dal Piano Territoriale Regionale;
    2. i contenuti della Strategia regionale devono diventare elementi di riferimento nei processi valutativi e procedurali nonché negli strumenti di indirizzo economico dell'Amministrazione (esempio: la Valutazione Ambientale Strategica; il Documento di Programmazione Economico-Finanziaria Regionale).

    Condizione necessaria per interpretare all’unisono la sostenibilità anche nella lettura delle dinamiche territoriali è la costruzione e la diffusione di un solido bagaglio di conoscenze che trova espressione nella Relazione sullo Stato dell’Ambiente[2] (redatta da Regione e Arpa Piemonte) e nel Rapporto Annuale socio-economico[3] (redatto dall’Istituto di Ricerche Economico-Sociali del Piemonte) che indagano le grandezze ambientali, sociali ed economiche del sistema territoriale piemontese. Le edizioni 2019 dei due documenti sono state strutturate per garantire la conoscenza delle dinamiche ambientali integrata con quelle sociali ed economiche, proprio al fine di “leggere” la sostenibilità del Piemonte. La Regione Piemonte si è strutturata per misurare la sostenibilità del proprio territorio anche orientando la redazione dell’Annuario Statistico regionale che, nel 2018, è stato costruito utilizzando il set di indicatori predisposto da Istat, coerente con la Strategia Nazionale di sviluppo sostenibile e che consente anche di misurare il benessere della comunità piemontese (BES).

    Per superare gli evidenti limiti di politiche economiche volte esclusivamente alla crescita del PIL, la Regione Piemonte, nel Documento di Economia e Finanza, principale strumento di programmazione economica, in analogia a quanto compiuto a livello nazionale, ha introdotto uno specifico capitolo dedicato alla Sostenibilità quale “riferimento per un cambiamento significativo delle sue politiche economiche, sociali e ambientali”.

    Per quanto attiene il metodo, la Strategia regionale deve essere definita coerentemente ai diversi livelli territoriali e attraverso la partecipazione dei cittadini e delle loro associazioni, in rappresentanza delle diverse istanze. Pertanto il coinvolgimento dei diversi attori del territorio rappresenta un elemento fondante del processo di costruzione della Strategia regionale.

    In particolare il coinvolgimento della società civile (intesa come l'insieme delle categorie sociali, produttive, il mondo delle associazioni, etc.) è progettato e realizzato di concerto con le azioni di coinvolgimento delle istituzioni, anche ricollocando (sugli obiettivi della sostenibilità) i gruppi trasversali già attivi in Regione e le aggregazioni in capo alle diverse Direzioni regionali e ad altri Enti territoriali (es. Protocollo per la Green Education; Forum Energia della Direzione Competitività, Comitato Regionale di coordinamento delle Università del Piemonte) e omogenei (rilevanti dal punto di vista della governance istituzionale), che diventano riferimento per intercettare gli operatori e gli stakeholder locali sugli obiettivi della sostenibilità.

    Una particolare attenzione è rivolta al coinvolgimento dei più giovani, in grado di portare il proprio contributo e punto di vista rispetto a un confronto intergenerazionale più etico e corretto.

    L'attività di comunicazione, prevista nell’ambito della definizione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile, sarà infine uno degli strumenti fondamentali per garantire il coinvolgimento di tutta della società civile. Così come evidenziato nella Strategia Nazionale, momenti di comunicazione, diffusione e coinvolgimento periodici diventano “vettori” utili a trasferire e veicolare i concetti della sostenibilità verso tutti i soggetti del territorio.

    Un primo esempio operativo è la Rassegna “#Vettoridisostenibilità - La Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile del Piemonte” che organizza seminari, workshop, laboratori e eventi rivolti ai cittadini che diventano veri e propri “luoghi di elaborazione” per condividere linguaggi, concetti e alleanze per la sostenibilità. Con la seconda edizione che si è tenuta a giugno 2019, in cui sono stati organizzati 17 eventi per 17 Obiettivi, si è sancita la volontà e l’importanza di realizzare incontri in cui si sono trattati temi e argomenti legati agli obiettivi di sviluppo sostenibile analizzati nella loro complessità in funzione delle tre dimensioni ambientale, sociale ed economica.

    L’azione coordinata e sinergica di tutte le istituzioni territoriali è un elemento essenziale al fine del percorso del Piemonte verso lo sviluppo sostenibile. Tale prospettiva si sta rapidamente concretizzando anche grazie al percorso di sostegno alla SNSvS. Il MATTM negli ultimi mesi ha implementato la Strategia regionale stabilendo con le Regioni un nuovo Accordo di collaborazione; ha deciso di attivare per le Città Metropolitane la costruzione dell’Agenda metropolitana per la sostenibilità; ha emanato il Bando per gli enti di ricerca a cui le 4 Università piemontesi (Politecnico di Torino, Università di Torino, Università del Piemonte Orientale, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo) hanno deciso di aderire in modo congiunto grazie al coordinamento della RUS (Rete Universitaria per la Sostenibilità).

    La condivisione di visione e il coordinamento nell’azione verso i temi dello sviluppo sostenibile che si sono avviati sul territorio regionale, anche con gli Enti quali Ires e Arpa Piemonte, sta concretizzandosi in un percorso di lavoro che può realisticamente portare alla costruzione di un documento di Strategia  di valore strategico e utile a fornire concreti indirizzi per un possibile cambio di paradigma del modello economico di sviluppo regionale. Un presupposto fondamentale per garantire prosperità e benessere a tutta la comunità nei prossimi anni e alle generazioni future.

     

    Note 

    [1] http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2019/25/attach/dgr_09007_1050_16052019.pdf

    [2] http://relazione.ambiente.piemonte.it/2019/it

    [3] https://www.ires.piemonte.it/relazione2019/RelazioneAnnuale2019_WEB.pdf

     

    Copyright © 2018 Politiche Piemonte. Tutti i diritti riservati.