I cambiamenti culturali e di competenza per la green economy: il Protocollo “La regione Piemonte per la green education”

    Di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Regione Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.(Ires Piemonte)

    Negli ultimi anni il concetto di green economy è diventato di largo utilizzo, dal lessico comune alle agende e strategie politiche.  La molteplicità di definizioni date dall’UNEP, OCSE e Commissione Europea, è riconducibile oggi a una visione comune che molto schematicamente si può riassumere nell’assunzione della green economy quale strumento di sviluppo sostenibile basato sulla valorizzazione dei capitali economico, naturale e sociale. Se nella fase iniziale di definizione la green economy era identificata come una piccola parte dell’economia riferita all’industria ambientale - e prioritariamente al settore delle energie rinnovabili - oggi viene applicata a tutti i settori della produzione di beni e servizi

    oltre che alla conservazione e all’utilizzo sostenibile delle risorse naturali, ai fini di una transizione verso un modello di sviluppo in grado di garantire un migliore e più equo benessere per tutto il genere umano, nel rispetto dei limiti del pianeta. In tal senso, la green economy è vista come un nuovo paradigma economico e non può e non deve essere considerata semplicemente come la parte “verde” dell’economia.

    Per evitare che questa ampiezza comporti una diluizione del significato è altrettanto importante evidenziarne le caratteristiche peculiari, quali: un forte orientamento all’innovazione, l’assunzione di un’ottica di economia circolare e un coinvolgimento sistemico dei diversi attori che concorrono al cambiamento, includendo i cittadini con i loro consumi e stili di vita.

    Da questa impostazione ne deriva che la green economy:

    1. riorienta le basi, innanzitutto culturali, che garantiscono – dalla scala locale a quella globale – un miglioramento generalizzato della qualità della vita, attraverso un uso sostenibile delle risorse e la riduzione degli impatti ambientali e sociali;
    2. richiede di configurare in modo nuovo le relazioni umane e produttive, delle società con il loro ambiente, e di promuovere contesti e processi volti a produrre/alimentare cambiamenti culturali e di competenza nella società. Comunicazione, sensibilizzazione, educazione, formazione, conoscenza comune diventano driver del cambiamento;
    3. chiama in causa tutti gli attori che compongono il sistema territoriale e il suo sviluppo: i cittadini, le istituzioni (di governo del territorio, della ricerca, dell’istruzione, dei beni culturali e ambientali, ecc), la formazione professionale, le imprese e le loro rappresentanze, le fondazioni e le associazioni. Il Protocollo “La regione Piemonte per la green education”, promosso da più Direzioni della Regione Piemonte e sottoscritto da un primo nucleo di soggetti pubblici e privati il 7 dicembre 2016, si colloca in questo contesto.

    Il Protocollo “La regione Piemonte per la green education”: oggetto e finalità

    Il Protocollo si configura come un network che raggruppa, al 2019, 44 attori tra pubblico e privato. Il Protocollo ha per oggetto la “costruzione di una community per la green education che coinvolga soggetti istituzionali, educativi, formativi, del mondo produttivo, della ricerca e del terzo settore” ed ha la finalità di “favorire il processo di cambiamento culturale e di competenza verso i principi della green e circular economy”.

    Il suo operato si fonda sulle seguenti ipotesi:

    • il processo per il cambiamento del paradigma della green economy è già avviato e esistono già oggi politiche e linee di azione significative da valorizzare sia in Piemonte sia a livello sovra-regionale. La frammentazione è uno dei problemi che crea sovrapposizioni, ripetizioni e sprechi di risorse;
    • la condivisione e l’allineamento su concetti, obiettivi e valori comuni è elemento centrale per analizzare il sistema già attivo sul territorio e indirizzare gli ulteriori sviluppi in una prospettiva di riconoscimento e valorizzazione reciproca; è possibile incominciare a intervenire su aspetti deboli di sistema a partire dalla conoscenza del sistema stesso, delle relazioni che le parti del sistema sviluppano sul territorio e delle aspettative degli attori del territorio;
    • dalla conoscenza del contesto si possono aprire opportunità inedite di intervento; potenziare e/o costruire nuove partnership su linee di lavoro strategiche; riconoscersi in un contesto istituzionale e territoriale, legittimandosi reciprocamente come attori di cambiamento; avere canali di comunicazione privilegiati tra attori istituzionali e non fondati su obiettivi comuni di cambiamento; produrre delle ricadute nella costruzione di community locali. Ciò che lega gli attori del Protocollo sono le intenzionalità educative e formative presenti nelle politiche e azioni di ciascuno e la possibilità di migliorarle attraverso una de-frammentazione degli interventi.

    L’educazione e la formazione sono processi e prodotti territoriali 

    La presenza, fin dalle prime fasi del Protocollo, delle organizzazioni rappresentative del sistema produttivo (insieme agli enti istituzionali,  ai rappresentanti del sistema produttivo di beni e servizi, alle associazioni e fondazioni; cfr. tabella 1), sottolinea da un lato l’urgenza di affrontare i temi dell’educazione e formazione, colmando le distanze con i sistemi scolastico e della formazione professionale, dall’altro è da ritenersi manifestazione collettiva di responsabilità sociale di impresa in cui tali organizzazioni si riconoscono.

    Tabella 1. I soggetti aderenti al Protocollo (novembre 2019)  

    Enti di governo e governance

    Istituzione scolastica

    Istituzioni di ricerca e alta formazione

    Altre istituzioni

    Enti e agenzie di Formazione professionale

    Associazioni di categoria e sindacati

    Ordini professionali

    Associazioni culturali e Fondazioni

    Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Province di Asti e Novara, Comuni di Asti, Bra, Ivrea, Moncalieri, Pinerolo, San Mauro Torinese, Torino

    MIUR – Ufficio Scolastico regionale del Piemonte, Retegreen di scuole, INDIRE - Istituto Nazionale di Ricerca e Innovazione per la scuola italiana

    CNR – IRCRES, IRES Piemonte, IS M. Boella (oggi LINKS), Politecnico di Torino (Green team), Università degli Studi di Torino (Green office)

    ARPA Piemonte, Cameria di Commercio di Torino, Environment Park s.p.a., MiBACT - Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Torino,

    Hydroaid - Scuola Internazionale dell'acqua per lo sviluppo, Formedil Piemonte, ITS – Energia Piemonte

    CIA Piemonte, CNA Piemonte, Confcommercio Piemonte Confindustria Piemonte, Confcooperative Piemonte, Federazione regionale Coldiretti Piemonte, Unione Industriale di Torino

    Collegio Geometri Torino; Ordine Architetti Torino; Ordine Dottori Commercialisti Provincia di Cuneo, Ordine Ingegneri di Asti, URL CSL Piemonte

    CIFA ONLUS Fondazione per l'Ambiente Teobaldo Fenoglio ONLUS, HUMANA People to People Italia,

     Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé Futuro onlus, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Museo A come Ambiente (MacA), Museo Nazionale del cinema - Festival Cinemambiente; Slow Food Italia.

     

    I sottoscrittori agiscono a scale territoriali diverse: alcuni a scala regionale, altri a scala provinciale o locale. Taluni sono parti di sistemi nazionali o internazionali. Per le politiche ed azioni, ciascun sottoscrittore ha margini di autonomia, vincoli e possibilità, definiti nell’ambito di tali sistemi. Per esempio, una scuola, seppur autonoma, fa riferimento all’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte e al Ministero dell’Istruzione di cui è parte.

    I temi dell’educazione e formazione, come processi trasversali ineludibili alla base di un cambiamento, diventano in tal modo e sono trattati non come appannaggio di chi li ha per mission o core business, ma come responsabilità condivisa e prodotto dell’interazione, scambio e integrazione multi-scalare e multi-settoriale tra attori e tra sistemi (territoriali e/o settoriali). 

    Il Protocollo nella Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile del Piemonte

    Dalla nascita ad oggi il Protocollo ha attraversato alcune fasi che, in relazione ai mutamenti istituzionali di scala sovra-regionale, vengono sintetizzate nella Tabella 2. Questa breve storia illustra come attraverso l’idea di creare un organismo di dialogo, al fine di promuovere un cambiamento culturale e di competenza per lo sviluppo del Piemonte, si sia di fatto anticipato di alcuni anni le esigenze di Agenda 2030 e della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile. 

    Tabella 2. Breve storia del Protocollo “La regione Piemonte per la green education”

    2016

    DGR 51-3451 del 6 giugno 2019 – Approva lo schema di Protocollo promosso dalle Direzioni: Ambiente, Agricoltura, Coesione sociale e Gabinetto di Presidenza

    Nel mese di dicembre il Protocollo viene sottoscritto da enti di ricerca, associazioni e ordini professionali, MIUR, MIBACT, fondazioni, associazioni culturali. La sottoscrizione è aperta e nel 2019 sono 44 i soggetti sottoscrittori tra cui gli Atenei torinesi

    2017

    Si avvia il progetto transfrontaliero “A.P.P. VER. – Apprendere per produrre verde”, Italia Francia, capofila la Città metropolitana, considerato strategico dalla Regione Piemonte che ne sostiene la candidatura nell’ambito del Protocollo (il 70% dei sottoscrittori, con ruoli e funzioni diverse, vi prende parte). Obiettivo: studiare le forme, i modi, gli strumenti e i contenuti per avvicinare il sistema scolastico e della formazione professionale ai cambiamenti del mondo produttivo per la green economy e lo sviluppo sostenibile.

    2018

    Con l’approvazione da parte del CIPE della Strategia Nazionale viene realizzata una prima indagine qualitativa per verificare il posizionamento dei sottoscrittori rispetto agli obiettivi nazionali (politiche e pratiche in essere coerenti con la Strategia).

    L’indagine viene presentata il 31 maggio 2018 in IRES Piemonte nell’ambito della Rassegna annuale “#vettoridisostenibilità” della Regione Piemonte.

    2019

    La Regione Piemonte sigla l’Accordo di collaborazione con il Ministero dell’Ambiente per realizzare il percorso partecipato che conduca alla redazione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile del Piemonte.

    Nel “Documento tecnico di impostazione e primi indirizzi della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile del Piemonte”; approvato dalla Giunta regionale il 16 maggio 2019 e inviato al Ministero, viene inserito un paragrafo dedicato al Protocollo che ne chiarifica le aree di intervento in relazione agli ambiti e obiettivi della Strategia Nazionale.

    Il 13 giugno 2019 – sempre nell’ambito della rassegna #vettoridisostenibilità, la direzione Ambiente della Regione Piemonte condivide con i sottoscrittori e le altre Direzioni regionali presenti (Coesione Sociale, Montagna, Cultura Turismo e Sport) gli obiettivi di lavoro del Protocollo in relazione alla costruzione della Strategia a partire dal Documento approvato dalla giunta (nota 1.c), anche utilizzando i risultati del progetto A.P.P. VER. come modello adottabile sul fronte delle attività di formazione professionale e istruzione per la costruzione di competenze per lo sviluppo sostenibile.

    Settembre 2019 – in una riunione con i funzionari delle direzioni regionali presenti il 13 giugno, sulla base di una prima focalizzazione di temi da affrontare nella costruzione della Strategia emersi dalla discussione, si decide di coinvolgere le altre direzioni che sviluppano politiche e azioni in materia di educazione e formazione professionale per condividere internamente percorso e contenuti e di convocare, entro novembre, un nuovo incontro del tavolo del Protocollo per proseguire i lavori di approfondimento che conducano alla costruzione della Strategia.

    2019-2020

    Da novembre 2019. Si avvia una nuova fase per il Protocollo funzionale alla predisposizione del Documento di Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile che consentirà di identificare le linee di azione ed obiettivi su cui far convergere più attori.

    Il Tavolo dovrà anche condividere gli strumenti di monitoraggio e valutazione che consentano di verificare l’efficacia delle azioni nel sistema regionale (anche utilizzando strumenti già in essere visti all’interno di questa prospettiva).

    La scelta progettuale del Piemonte per il percorso di costruzione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS), sostenuta dagli indirizzi del Ministero dell’Ambiente, è stata quella di partire dalle “aggregazioni” (gruppi di lavoro, reti, protocolli, ecc.) già esistenti e già “vicine” o attive rispetto alla mission, ai temi da affrontare e agli obiettivi da perseguire.

    Al Protocollo, per il suo ambito di azione, sono attribuite le funzioni concernenti la governance della Strategia e il coinvolgimento della società civile versus la costruzione della community regionale per la green economy e lo sviluppo sostenibile. Tale obiettivo ha richiesto l’avvio di un percorso di lavoro che ha coinvolto in primis i sottoscrittori del Protocollo per poi aprirsi ad altri attori e relazioni, con lo scopo di configurare una governance di sistema partecipata e inclusiva.

    In questo modo viene riconosciuto il ruolo del Protocollo, e dei suoi differenti attori, quale base da cui partire per la sperimentazione, a livello piemontese, di strumenti che rendano più capillari, efficaci ed efficienti gli interventi di educazione e formazione per la green economy e lo sviluppo sostenibile.

    IRES Piemonte è stato incaricato dalla Regione di  impostare, sviluppare e accompagnare un percorso che consenta di patrimonializzare le esperienze all’interno di una prospettiva utile agli sviluppi della SRSvS e di definire un modello di governance per le politiche regionali in campo educativo e della formazione professionale per la green economy e lo sviluppo sostenibile con il concorso di tutti gli attori necessari a tale fine.

    Il lavoro avviato con il Protocollo dovrà produrre, in un tempo ragionevole e funzionale alla redazione della SRSvS (entro il 2020), un quadro organico di politiche definite e condivise dentro la Regione e con il territorio. Tale quadro potrebbe successivamente, qualora ci siano le condizioni, dare elementi per avviare il processo di costruzione di una Legge Regionale sull’Educazione e Formazione alla green economy e allo sviluppo sostenibile in Piemonte.

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