Il ruolo delle Università nella Strategia per lo Sviluppo Sostenibile del Piemonte

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    Anche se le Università sono comunemente considerate centri di alta formazione e di ricerca scientifica, oggi hanno ampliato enormemente le loro tradizionali funzioni assumendo un nuovo, rilevante ruolo nella società, un ruolo ‘civico’ o ‘sociale’ ormai riconosciuto a livello internazionale[1].  Questo nuovo ruolo viene comunemente associato a quella che in accademia, viene denominata la “terza missione” dell’università, ossia “l’insieme delle attività̀ con le quali le università̀ entrano in interazione diretta con la società̀

    affiancando le missioni tradizionali di insegnamento (prima missione, che si basa sulla interazione con gli studenti) e di ricerca (seconda missione, in interazione prevalentemente con le comunità̀ scientifiche o dei pari)”[2].In pratica, questa definizione ricomprende tutta l’attività atta a favorire l'applicazione diretta, la valorizzazione e l'impiego della conoscenza per contribuire allo sviluppo sociale, culturale, economico e ambientale della comunità.

    Le Università rivestono infatti un ruolo chiave nel supportare i territori e le comunità locali verso un percorso di sostenibilità. Gli Atenei rappresentano per il territorio in cui sono collocati una risorsa fondamentale sia per la capacità di innovazione tecnologica e di attrazione di capitali (capitale umano qualificato, capitale finanziario, capitale materiale e capitale immateriale), sia in termini di creazione di occupazione e, più in generale, un volano di cambiamento e sviluppo. Essi costituiscono il nodo di una rete di soggetti che, in diverse forme, produce e condivide conoscenza e innovazione, oltre che uno spazio di incontro tra la dimensione locale/regionale e quella globale/internazionale.

    Per le Università, l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite rappresenta un piano d’azione per trasformare il mondo, agendo a favore delle Persone, della Pace, del Pianeta, della Prosperità, delle Partnership[3]. Si tratta quindi per le Università di intraprendere un processo trasversale attraverso il quale perseguire «in modo integrato» e sistemico la tutela ambientale, il benessere della comunità, l’equità sociale e inter-generazione e lo sviluppo economico[4].

    I campus universitari sono spazi in cui spesso si misurano e si producono anche fisicamente alcune importanti trasformazioni urbane e fungono da laboratori di sperimentazione delle soluzioni innovative e modelli di best practice. Molte sono le esperienze già sviluppate singolarmente e portarle a sistema rappresenta una delle principali sfide che la Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile, RUS, intende realizzare attraverso Gruppi di Lavoro dedicati ai temi della educazione, energia, mobilità, rifiuti e risorse, cibo e cambiamenti climatici.

    Le Università hanno un reciproco vantaggio nel perseguire insieme politiche di sostenibilità, in quanto possono con maggior efficacia: promuovere nuove politiche nazionali di sostenibilità, politiche di crescita sostenibile per favorire progetti e processi orientati ad un’economia circolare; incentivare lo sviluppo di una collaborazione tra università e città, diffondendo innovazione sociale sul territorio e fornendo stimoli culturali per l’intero sistema paese; condividere azioni comuni e buone pratiche, semplificando il percorso per tutti gli atenei e gli enti di ricerca e di formazione; promuovere iniziative di dialogo con attori economici attraverso i technology transfer office, servizi di incubatori e spin-off

    La Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile è stata istituita ufficialmente dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, CRUI, nel luglio 2015 dopo un processo di incubazione che è partito nel novembre 2013 a Ecomondo, evento internazionale per l’innovazione tecnologica che riunisce tutti i settori dell’economia circolare. Oggi, dicembre 2019, le Università coinvolte sono 73, corrispondenti al 85% del totale nazionale.

    La finalità principale della Rete è la diffusione della cultura e delle buone pratiche di sostenibilità, sia all’interno che all’esterno degli Atenei, ed i suoi obiettivi sono:  l’armonizzazione delle attività istituzionali e il miglioramento della gestione degli aspetti ambientali e sociali degli aderenti, anche mediante un osservatorio permanente dello stato della sostenibilità degli Atenei e la definizione di un framework condiviso e di metriche appropriate per il monitoraggio delle prestazioni ambientali, sociali ed economiche degli Atenei e relativa attività di benchmarking; la creazione di una community capace di sviluppare / disseminare / trasferire / adattare best practices e di rappresentare adeguatamente gli aderenti e la RUS stessa a livello nazionale e internazionale, con una particolare attenzione alle dimensioni di sostenibilità nei ranking internazionali[5] e al raggiungimento dei Sustainable Development Goals; la promozione all’interno della Rete di progetti già sperimentati con successo da uno o più aderenti e sviluppo congiunto di iniziative relative a nuove progettualità, nei campi del trasferimento di conoscenze e competenze, della didattica e dell’attività di conduzione e gestione degli Atenei con un’ottica di apprendimento e contaminazione multi-stakeholder e multidisciplinare; lo sviluppo della dimensione educativa transdisciplinare dei programmi universitari al fine di contribuire a far crescere la cultura dello sviluppo sostenibile e di incidere sull’adozione di corretti stili di vita da parte degli studenti, usando anche nuovi approcci pedagogici e ideando iniziative coinvolgenti innovative; la formazione e aggiornamento sui temi dello sviluppo sostenibile per il personale (docente, tecnico-amministrativo e collaboratori ed esperti linguistici) di tutti gli Atenei italiani, eventualmente anche per i docenti degli altri ordini e gradi di scuole; lo                 sviluppo di iniziative di sensibilizzazione e promozione a dimensione locale, nazionale e internazionale, in ottica di stakeholder engagement; l’incremento delle collaborazioni con le istituzioni pubbliche e il mondo delle aziende pubbliche e private per le finalità proprie della RUS, nell’ottica della condivisione della conoscenza e della «Terza missione» dell’Università.

    In questo triennio, la RUS si è prefissa di potenziare il proprio impatto sul territorio, organizzandosi anche per sotto-reti regionali ed è sempre più attiva nella promozione di iniziative di carattere educativo e di coinvolgimento attivo delle comunità locali, legate alla «Terza missione» delle università, anche grazie alla collaborazione attiva e continua con società civile, industria ed enti pubblici e territoriali.

    Il Politecnico di Torino è da inizio del 2019 il coordinatore nazionale della rete RUS. Da alcuni mesi, insieme a Università di Torino, Università del Piemonte Orientale e Università di Scienza Gastronomiche, è stato avviato un percorso fattivo finalizzato alla costituzione, in seno a RUS, di un coordinamento regionale sulle politiche e le azioni dei 4 atenei piemontesi in materia di sostenibilità. Questi temi sono stati oggetto di uno scambio di informazioni con il vs. Settore Progettazione strategica e green-economy.

    Le sfide poste al 2030 e 2050 dall’Agenda Globale e dalla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS), che hanno l’ambizione di disegnare una visione di futuro e di sviluppo incentrata sul paradigma della sostenibilità, impongono sistemi di governance innovativi, collaborativi e multidisciplinari, che definiscano policies per la sostenibilità in cui l’approccio lineare, consueto, di miglioramento progressivo delle prestazioni si integri con elementi di discontinuità e transizione rapida ad uno sviluppo fondato su una visione circolare e sistemica. Al fine di rafforzare la governance regionale per lo sviluppo sostenibile e affiancare le attività di sviluppo della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS), definendo nuovi modelli collaborativi Atenei-Regione e uno specifico indirizzo della terza missione universitaria, è stata recentemente sviluppata una proposta progettuale comune, denominata “PASS – Piemonte e Accademia per lo Sviluppo Sostenibile”. La proposta è stata sviluppata congiuntamente dai quattro atenei del Piemonte - Politecnico di Torino (capofila), Università di Torino, Università del Piemonte Orientale e Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo - in risposta al bando di finanziamento pubblicato a inizio settembre dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per progetti di ricerca a supporto dell’attuazione della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, con una specifica declinazione su scala regionale. Il bando ha quindi offerto l’occasione per consolidare e rafforzare il percorso di collaborazione già avviato tra i quattro atenei e raccordarlo con il lavoro che la Regione, insieme a IRES-Piemonte, sta svolgendo per la costruzione di una strategia regionale e una cabina di regia per lo sviluppo sostenibile in Piemonte.

    Il progetto PASS mira non solo ad assicurare un adeguato, coerente e duraturo supporto scientifico alla SRSvS, ma anche a garantire la transdisciplinarietà degli approcci, l’indirizzo di ricerca e azione amministrativa verso risultati fortemente ambiziosi e l’incisività dell’azione nel territorio regionale. Nello specifico, PASS intende superare alcune delle barriere che ostacolano la transizione allo SvS e l’attuazione delle SNSvS e SRSvS: limitatezza della cooperazione tra Enti e al loro interno; debolezza della terza missione universitaria ed esiguità della produzione di ricerca applicata per la sostenibilità; lentezza della traduzione della ricerca in azione pratica; inerzia nell’estensione dell’iniziativa diretta per lo SvS ad altri soggetti, pubblici o privati, del territorio.

    Elemento cardine della proposta è la valorizzazione della sinergia all’interno del sistema universitario sviluppata dal coordinamento regionale RUS e la sua trasposizione a favore della Cabina di Regia per l’attuazione della SRSvS. In ciò PASS trae forza sia dal dato di fatto che la RUS, a livello nazionale, ha dimostrato le potenzialità della rete nel far evolvere e adottare paradigmi culturali e operativi di SvS, sia dal fatto che gli Atenei piemontesi interpretano sé stessi come modello di azione, con il coinvolgimento di una popolazione universitaria di 115.000 studenti e 12.000 dipendenti. Inoltre, la transdisciplinarietà espressa da RUS Piemonte rappresenta sinora un unicum nel coordinamento delle competenze, con l’integrazione di quattro Atenei diversificati per ambiti di azione e rapporti con il territorio. Di conseguenza l’esperienza piemontese si candida a divenire un caso studio esemplare e modello eventualmente replicabile.

    La proposta di progetto PASS è incentrata su tre obiettivi specifici:

    1. strutturare un modello di collaborazione tra Regione Piemonte e Università per una governance dello sviluppo sostenibile, attraverso una fattiva partecipazione alla cabina di regia regionale,
    2. valorizzare la terza missione delle Università, attraverso l’emersione, la mappatura e il coinvolgimento delle conoscenze in ambito universitario in materia di sviluppo sostenibile,
    3. contribuire a innovare la prospettiva della sostenibilità, dal livello del dibattito pubblico a quello degli approcci alla pianificazione territoriale.

    I contenuti e le azioni della proposta intercettano più aspetti della governance per lo SvS, tra queste: il consolidamento di meccanismi/approcci collaborativi, l’ampliamento di azioni coordinate per l’innovazione e l’accelerazione culturale e fattuale verso il cambio di paradigma economico-sociale obiettivo dell’Agenda 2030, attraverso la diffusione della conoscenza e la promozione della consapevolezza dell’essenzialità del contributo dei singoli e il ruolo delle istituzioni in tale processo. Infine, il progetto è improntato ad un’ottica evolutiva pluriennale: mira ad una collaborazione duratura tra Atenei e Regione oltre il termine progettuale stesso e, pur avviandosi dalla sostenibilità ambientale oggetto dell’attività di RUS Piemonte, si propone di estendere tale collaborazione a tutti i campi della sostenibilità (istituzionale, sociale, economica e ambientale).

    L’efficacia del progetto sarà valutata nel livello di integrazione Atenei-SRSvS raggiunto.

    * Prorettore e Coordinatore Green Team, Politecnico di Torino, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Note

    [1] Goddard, J. et al. (2000). The Civic University: The Policy and Leadership Challenges; Carayannis et al. (2012). The Quintuple Helix innovation model: global warming as a challenge and driver for innovation.

    [2] http://www.anvur.it/, II.2 Qualità e impatto della produzione scientifica, p.559

    [3] UN, 2015; ASviS, 2016

    [4] ASviS, 2016; RUS, 2018

    [5] Hazelkorn, 2015

     

     

     

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