Analisi GIS delle dotazioni urbane e spaziali nelle Alpi. Marginalità, isolamento e autonomia funzionale

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - DIST(1), Politecnico di Torino.

    Introduzione

    In questo testo verranno presentati alcuni risultati di ricerca sullo stato della montagna piemontese rispetto alle altre regioni dal punto di vista dei servizi e delle relazioni territoriali (isolamento, marginalità o autonomia funzionale). Questi risultati costituiscono una sintesi di un progetto molto più ampio(2), condotto come analisi multilivello dei caratteri dei sistemi urbani delle Alpi, i cui passaggi salienti hanno riguardato, dapprima, l'identificazione dei bacini urbani di gravitazione e le aree di integrazione di questi sistemi, quindi, l'analisi della loro dotazione urbana, con un focus sulle Alpi italiane.

    EDITORIALE N.12 - Montagna

    La montagna del Piemonte: verso una nuova agenda strategica

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - IRES Piemonte e di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - DIGEP Politecnico di Torino.

    Con il nuovo periodo di programmazione 2014-2020 si concretizza un'occasione importante per ripensare obiettivi, strumenti e modi dell'azione politica per le terre alte in Italia così come in Piemonte. Nei documenti comunitari è infatti prevista la possibilità di individuare nella politica rurale nazionale e regionale un asse di intervento specificatamente rivolto ai territori di montagna.

    I contratti di fiume per lo sviluppo dei territori marginali

    Di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - DIST - Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio, Politecnico di Torino - e di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

    Introduzione. I contratti di fiume

    Diversamente da quanto accade per la maggior parte degli strumenti per la gestione del territorio, il Contratto di fiume (CdF) non scaturisce da una legge istitutiva vera e propria. Esso rappresenta piuttosto un'esperienza della pianificazione che si sta progressivamente consolidando sia dal punto di vista metodologico che operativo.

    EDITORIALE N.11 - Montagna

    La montagna del Piemonte: la valorizzazione delle risorse locali

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    Questo editoriale apre il primo di numeri consecutivi che Politiche Piemonte dedica al tema della montagna. In particolare, in questo numero si approfondiscono alcune esperienze di sviluppo e valorizzazione delle risorse locali che, realizzatesi in specifici contesti della montagna piemontese, rappresentano best practices di sviluppo locale applicabili tanto nel resto delle terre alte quanto in altri ambiti territoriali contraddistinti da simili problemi e opportunità.

    Politiche per lo Sviluppo Montano – Il Lupo

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    Introduzione

    L'ambiente montano è caratterizzato da animali che arrecano danni alle colture, agli allevamenti, alla pastorizia. Lupi, cinghiali, caprioli e branchi di cani selvatici rappresentano un pericolo che può condizionare negativamente il lavoro dell'agricoltore e costringerlo a scelte in contrasto con la prosecuzione stessa della sua attività. Nonostante il progetto "Propast, Sostenibilità dell'allevamento pastorale in Piemonte", che propone politiche di contenimento del fenomeno degli animali selvatici, sembra che le istituzioni non si rendano conto in modo adeguato di quanto questi possano incidere sul futuro dell'agricoltura montana e di quali misure siano da adottare in via prioritaria per la salvaguardia di questa economia. Sulla questione si intrecciano gli interessi conflittuali di tre gruppi principali di attori: gli animalisti, i turisti e gli agricoltori.

    L’approccio integrato alla pianificazione delle aree protette: il caso del parco naturale delle Alpi Marittime

    Di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - DIST - Dipartimento Interateneo di Scienze Progetto e Politiche del Territorio, Politecnico di Torino - e di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - SiTI - Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l'Innovazione.

    Introduzione

    In Italia, nonostante l'approccio alla pianificazione sia stato nel tempo interessato da un progressivo ampliamento dell'orizzonte dei piani verso un'apertura di carattere più concertativo e meno conservazionistico, favorevole a realizzare una maggiore integrazione tra gli strumenti di programmazione che agiscono sul territorio (così come sancito anche dalla Legge Quadro 394/91), la sua concreta realizzazione risulta ancora oggi complessa, più radicata nelle teorie che nelle pratiche(1).

    Il Centro faunistico Uomini e Lupi nel Parco Naturale delle Alpi Marittime: un’occasione di tutela e valorizzazione delle risorse ambientali montane

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    Introduzione

    Il Centro faunistico Uomini e Lupi con sede a Casermette, nel Parco Naturale delle Alpi Marittime, è il primo centro faunistico delle Alpi italiane interamente dedicato al lupo e costituisce uno strumento di particolare pregio per l'approfondimento e la diffusione delle conoscenze su questo animale. Inoltre, grazie alle attività di educazione ambientale ed ai momenti di confronto organizzati dal centro, può essere considerato un luogo privilegiato per la divulgazione dei principi del turismo sostenibile e per la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali caratterizzanti il territorio circostante.

    Reti territoriali per una economia e una società “green”

    A cura di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Presidente dell'Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro Onlus

    Il questionario

    Sono ormai molte le ricerche che confermano l'importanza dell'economia "verde" (o da rendere tale) per le prospettive occupazionali e per la possibilità di combattere la crisi strutturale che ha investito larga parte dei paesi industrializzati. Si tratta di studi sia a livello globale (es. UNEP, ILO, IOE, ITUC, 2008; UNDESA, UNEP, UNCTAD, 2011; UNDESA, UNEP, UNCTAD, 2011) sia nazionale (Unioncamere-Symbola, 2011). Il fenomeno non è però automatico: va compreso, guidato, sostenuto.

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