A Torino tra arte e industria: lo spazio del design

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università IULM di Milano)

    Introduzione

    Il design negli ultimi due decenni si è affacciato su un numero crescente di ambiti di ricerca in modo innovativo, allargando enormemente il proprio spettro d'azione e investendosi di nuove funzioni etiche e sociali all'interno e per la città.

    Anche grazie a questa evoluzione, il design è oggi concepito sempre più come mezzo di riposizionamento economico e il settore sembra aver assunto un ruolo propositivo e di sintesi nell'applicazione di nuovi e potenti strumenti tecnologici – si pensi alle nanotecnologie o alla stampa 3D – ponendosi in modo pioneristico verso forme inedite di produzione industriale.

    Ancora, nella città il design è settore culturale in grado di trasformare e di animare lo spazio urbano attraverso eventi e interventi (le "settimane del design", per esempio, si sono diffuse in oltre venti capitali del mondo) e di interpretare e di fare da trait d'union tra le tendenze provenienti da altri settori di produzione culturale quali la moda, l'arte contemporanea, l'artigianato o l'architettura. Con il mondo dell'arte, in particolare, si è assistito a un processo di sempre maggiore interazione nell'ambito della valorizzazione sia dei prodotti di design storicizzati sia di quelli contemporanei.

    Anche grazie al suo ruolo di mediatore culturale e di catalizzatore di interessi, il design oggi è, infine, considerato anche elemento chiave nelle strategie di marketing territoriale di città e territori e trova sempre più frequenti connessioni nell'ambito del turismo.

    Il design è così andato a occupare uno spazio sempre maggiore nel dibattito globale sulla "economia creativa" come dimostrato anche dai numerosi studi a esso dedicati e ai sempre più numerosi tentativi di darne una dimensione economica. Il design, nelle sue diverse declinazioni, compare, infatti, in tutti i principali rapporti nazionali e internazionali prodotti negli ultimi dieci anni sull'economia creativa e, secondo l'UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development) nel 2013 il valore mondiale delle esportazioni di beni di design ha oggi raggiunto i 301 miliardi di dollari.

     

    Torino, (world) design capital

    Anche in Italia, il dibattito sulle industrie della creatività ha contribuito ad alimentare l'interesse nei confronti del design e del suo ruolo di supporto al Made in Italy, e nelle politiche di rigenerazione urbana.

    A partire dagli anni '90, alcuni importanti studi di settore sono stati promossi soprattutto in Lombardia e in Piemonte per indagare il sistema del design italiano e, in particolare, il rapporto tra design e sistema economico-produttivo.

    In ambito piemontese, la svolta nel passaggio tra l'acquisizione di un quadro chiaro della struttura del sistema design piemontese e il posizionamento della regione, e di Torino in particolare, nella mappatura europea delle città di design si è avuta a partire dal processo di nomina della Città a prima Capitale Mondiale del Design (World Design Capital, WDC) per il 2008.

    Il riconoscimento ha dato, infatti, il via a una serie di iniziative di promozione e di ricerca che costituisce a oggi una delle principali fonti di conoscenza del settore in area torinese e in Piemonte. Tale progettualità si è concretizzata, tra le altre cose, in una fitta e articolata attività di ricerca sulle caratteristiche della domanda e dell'offerta di design a livello regionale, nello sforzo di aggregazione e messa in rete delle imprese di design e dei progettisti(1), e nell'elaborazione di politiche e iniziative a sostegno della formazione e della promozione commerciale del settore(2).

    Ne emerse un quadro in cui l'interesse e l'attenzione per il design era molto cresciuto durante gli anni Duemila sia sul fronte della domanda quanto su quello dell'offerta. I consumatori, però, mostravano di avere una concezione del design ancora molto legata all'aspetto formale-estetico dei prodotti e poco agli aspetti funzionali e di innovazione tecnologica e anche le imprese palesavano un interesse non ancora del tutto consolidato nei confronti del design come fattore strategico di successo dei prodotti industriali.

    Parte dei risultati di quelle indagini resta a oggi valido e dipinge un sistema imprenditoriale legato al tema del design certamente cresciuto, in termini di fatturato assai vario per ambiti applicativi ma ancora sbilanciato, in termini economici, sull'industrial, automotive e, sempre più, sul communication design. Un sistema legato alla produzione di beni durevoli e allo sviluppo di tecnologie dell'indotto, frammentato e molto Torino-centrico. A oggi, il Capoluogo raccoglie, infatti, oltre la metà delle circa 800 imprese piemontesi che fanno design nonché la quota più consistente del fatturato.

    Ciò che, in parte, sembra oggi cambiato è, invece, la consapevolezza relativa al ruolo del design per l'immagine e la vita culturale della città. 

     

    Il design tra arte e scienza: nuovi spazi di promozione e nuove comunità

    Interessante è analizzare come il design, negli anni, si sia andato progressivamente integrando nella città e nella sua offerta culturale, nutrendosi delle connessioni con le altre componenti dell'atmosfera creativa locale: da un lato la cultura storico-artistica passata e contemporanea – conservata nei musei e nei prodotti del territorio, o presente nelle manifestazioni artistiche e negli spazi dell'arte pubblica – dall'altro la cultura e la ricerca tecnico-scientifica.

    Una prima mappatura di questa "massa critica" creativa del design piemontese e torinese è stata condotta da Bertacchini e Santagata nel 2012nell'ambito della ricerca "Atmosfera creativa. Un modello di sviluppo sostenibile per il Piemonte fondato su cultura e creatività" che ha cercato di esplicitarne le componenti, descrivendone il patrimonio di conoscenze, tacite ed esplicite, e le connessioni a essa sottese.

    Le connessioni presenti nel sistema locale della creatività si ritrovano poi nella filiera del design e nei servizi di supporto al settore, che evidenziano interessanti e frequenti relazioni con i mondi dell'arte, dell'artigianato, della moda, del cibo ma anche con l'importante cultura scientifica presente sul territorio.

    Con il mondo dell'arte le relazioni sono particolarmente visibili soprattutto in alcuni "spicchi" della filiera (Figura 1): nei processi di storicizzazione, di comunicazione e promozione, ma anche di ricerca e sviluppo. Per quanto riguarda il primo fronte, quello della storicizzazione e musealizzazione del design, si tratta di un fenomeno relativamente "nuovo" ed evidente non solo in Piemonte ma a livello nazionale e internazionale come dimostrano le esperienze di Milano, di Copenhagen, di Lisbona, solo per citarne alcune. Storicizzandosi il design è diventato oggetto di culto, oggetto d'arte e da collezione, necessitando di nuovi spazi di memoria, di vita e di comunicazione.

     

    Figura 1 – La filiera del design 

    03_Friel-Fig.01

     

     

    Preposti a tali funzioni, a Torino troviamo, tra gli altri, il MIAAO - Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi, nato nel 2006, il Museo del Design GH di None Torinese, inaugurato nel 2008 e subito inserito nel circuito di Torino WDC, oltre al "nuovo" Museo nazionale dell'Automobile, luogo iconico del rapporto dialettico tra conservazione e promozione del design, e innovazione tecnologica e di prodotto.

    A queste strutture va aggiunto poi un vasto patrimonio di musei e archivi d'impresa, veri e propri "giacimenti" del design, che rappresentano luoghi di testimonianza ma anche di apprendimento: se "le fabbriche del design italiano sono state concepite un po' come università del lavoro" (Picchi, 2007) i loro musei sono diventati a tutti gli effetti "co-agenti di sviluppo economico e sociale" (Santagata, 2007).

    In area torinese ne sono esempio, tra gli altri, l'Archivio Storico FIAT che documenta l'evoluzione ultracentenaria dell'azienda esponendo auto, aerei, trattori, biciclette e altri esemplari della sua produzione storica, il Museo Martini a Chieri, l'Associazione Archivio Storico Olivetti a Ivrea che raccoglie documenti, libri, filmati, immagini, manifesti e campagne pubblicitarie relativi alla storia dell'azienda, il Museo della radio e della televisione RAI, la Collezione Pininfarina a Cambiano che illustra la storia dell'azienda con vetture storiche, pezzi unici o prodotti in piccola serie, modelli di stile e prototipi di ricerca dal 1936 al 2000.

    Il mondo del design però non dialoga soltanto con i contenitori museali a esso specificamente dedicati e interagisce, sia sul fronte della ricerca sia su quelli della promozione e della commercializzazione, anche con il sistema dell'arte (contemporanea).

    In questo rapporto dialettico il design ha riscoperto l'arte non solo nelle sue radici storiche ma come terreno di sperimentazione e, parallelamente, la produzione artistica si è anch'essa appropriata di tecniche e contenuti mutuati dal mondo del design.

    Gli esempi sono numerosi e, negli anni, hanno trovato spazio soprattutto alla GAM – Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo o, ancora, a Palazzo Bertalazone, spazio espositivo poliedrico che presidia i mondi dell'arte, della moda e del design.

    Quest'ultimo è stato sede di importanti iniziative di promozione della cultura del design tra cui le edizioni torinesi di Meet Design, "piattaforma multicanale" ideata dal gruppo RCS (Rizzoli-Corriere della Sera Media Group S.p.A) e dedicata alla divulgazione del design italiano.

    L'uso condiviso, tra arte e design, delle piattaforme dedicate alla loro promozione e commercializzazione – spazi espositivi, showroom, negozi, gallerie e fiere – è un altro tema interessante per le modalità di valorizzazione del design a Torino.

    Il caso di Artissima è senz'altro il più evidente anche per le proporzioni, insieme al sistema di ContemporaryArt Torino Piemonte e alla Settimana del Design torinese.

    Nel mese torinese dell'arte contemporanea, importanti manifestazioni lavorano per creare connessioni tra arte, design e artigianato, contribuendo all'emersione di argomenti di grande attualità nel mondo del disegno industriale come è per esempio quello dell'uso del design per la valorizzazione della cultura materiale o quello dell'autoproduzione, "energia creativa non organizzata", come definita da Alessandro Mendini, fenomeno oggi molto dibattuto nei design week internazionali e i cui numeri stanno rapidamente guadagnando importanza, sia dal punto di vista evolutivo della professione sia in termini economici.

    Sull'autoproduzione, sulla promozione dei valori a essa sottesi e sulla tutela giuridica dei lavori autoprodotti, si concentra, per esempio Operae, il festival del design indipendente nel 2013 alla sua quarta edizione.

    L'innovativa manifestazione, rivolta a designer, a piccole medie aziende e ad artigiani, promossa da Torino Design Week, ha riscosso grande successo con quasi 20.000 visitatori in 3 giornate di apertura e il grande spazio riservatole dai media.

    L'interazione di arte artigianato e design nel sistema fieristico torinese, trova infine la quadratura del cerchio Artò. Il salone dedicato all'artigianato ha, infatti, progressivamente cercato di rafforzare le interazioni con il design sul fronte dell'innovazione e della valorizzare commerciale dell'artigianato attivando premi per progetti di collaborazione sia tra artigiani e designer sia con importanti realtà del mondo artistico e del progetto come il Politecnico di Torino, Cittadellarte e Teatro Regio.

    Eventi e contenitori culturali tra arte e contemporanea e design, dunque, si pongono oggi come uno dei preziosi connettori per la costruzione di un sistema settorialmente trasversale e per contribuire a garantire il radicamento territoriale del design come promotore e collante di nuovi "software territoriali".

    Il processo di consolidamento di una «rete interna» tra istituzioni, istituti di formazione, designer e imprese potenzialmente acquirenti «di design» dimostra però di essere ancora in itinere e la sfida per i prossimi anni è dunque quella di portarlo avanti e di potenziarlo: tale rete è, infatti, necessaria tanto al miglioramento del posizionamento locale e internazionale del sistema design piemontese quanto al rafforzamento delle sue connessioni con il mondo delle altre produzioni creative.

     

    Bibliografia

    Picchi F. (2007), "Design capitale umano", in Castelli, Antonelli e Picchi Conversazioni con i protagonisti del design italiano, Milano, Skira.

    Santagata W. (2007) La fabbrica della cultura, Bologna, Il Mulino.


     

     

     

    Nota(1) Un esempio è costituito dal progetto della Camera di commercio di Torino relativo alla realizzazione del portale www.to-design.org, vetrina su cui sono visibili oltre 200 designer e aziende di design di Torino e del Piemonte

    Nota(2) Per una descrizione dei principali progetti si rimanda al sito della Camera di commercio di Torino: http://www.to.camcom.it/Page/t08/view_html?idp=10229

    Copyright © 2018 Politiche Piemonte. Tutti i diritti riservati.