Arte contemporanea e sviluppo urbano: Paratissima e il quartiere di San Salvario a Torino

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Politecnico di Torino - DIGEP) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Politecnico e Università di Torino - DIST)

    Origini e sviluppo di Paratissima

    Paratissima è la "mostra-happening" di arte contemporanea che dal 2005 si ripete annualmente a Torino come alternativa della fiera mercato internazionale Artissima. Insieme, Artissima e Paratissima rappresentano forse l'elemento più attrattivo e di successo di un più ampio sistema di attori, istituzioni e politiche che, formatosi nel secondo dopoguerra, ha portato Torino ad essere uno dei principali centri italiani, ma anche europei, della scena artistica contemporanea. Ma mentre Artissima è un esempio di politica culturale "tradizionale" a regìa pubblica, Paratissima si propone come iniziativa indipendente, che rifiuta il sistema istituzionalizzato dell'arte.

    La prima edizione della manifestazione nasce per iniziativa di un gruppo di alcuni giovani creativi ("gruppo para") intenzionati a creare, nel sistema urbano torinese, occasioni autogestite di fruizione artistica, aperte a tutti, senza l'imposizione, d'autorità, di filtri da parte di una ristretta élite di critici e esperti. Tuttavia, il grande successo che Paratissima riscuote sin dalla prima edizione induce un processo di rapida trasformazione che, nell'arco di pochi anni, porta modificare sia la natura stessa della manifestazione sia il contesto urbano in cui questa prende forma. Cruciale in questo iter evolutivo è stata la scelta di realizzare nel quartiere multietnico di San Salvario la quarta edizione di Paratissima, quella del 2008, dandole la forma di "evento di strada", con le opere degli artisti esposte negli spazi commerciali e terziari del quartiere. Grazie a questa scelta, poi confermata nelle successive quattro edizioni (vedi tabella), la manifestazione ha acquisito una sempre maggiore stabilità, visibilità e istituzionalizzazione.

    Dall'altro lato, essa ha anche contribuito alla trasformazione in senso economico, funzionale e identitario del quartiere di San Salvario, sempre più identificabile nel contesto urbano come ambito di destinazione della movida notturna.

     

    Tabella 1 – Le edizioni di Paratissima

       

    Anno

    Sede

    Dimensioni (stime)

    Elementi distintivi

    2005

    Zona centro (appartamento in ristrutturazione)

    1 giorno, 7 artisti, 300 visitatori

    Organizzazione amatoriale, “domestica”

    Utilizzo di locali privati non utilizzati

    Ricorso alle reti di relazioni personali dei promotori

    Promozione mediante “passa-parola”

    2006

    Via Aosta 8 (fabbricato industriale in disuso)

    2 giorni, 90 artisti, 3.500 visitatori, 3000mq, 14.000 euro di budget

    Organizzazione più strutturata e in rapida crescita

    Promozione mediante internet

    2007

    Corso Vittorio Emanuele II (ex carceri Le nuove)

    3 giorni, 240 artisti, 13.000 visitatori

    Organizzazione in crescita

    Ingresso degli sponsor tecnici

    Utilizzo di locali pubblici non utilizzati

    2008

    San Salvario

    3 giorni, 222 artisti, 72 spazi espositivi, 20.000 visitatori, 51 eventi

    Organizzazione in crescita

    Mostra-happening diffusa nel tessuto urbano (locali commerciali e sfitti)

    Coinvolgimento diretto di esercenti e enti del quartiere

    Ingresso di sponsor finanziari e patrocini

    Nuova visibilità come evento urbano.

    2009

    San Salvario

    3 giorni, 375 artisti, 112 spazi espositivi, 40.000 visitatori, 175 eventi

    Ristrutturazione per aree nella gestione Ampliamento nel coinvolgimento diretto di esercenti e enti del quartiere

    Interesse dello sponsor pubblico e istituzionale e inserimento nel Calendario Contemporary Art

    2010

    San Salvario

    5 giorni 475 artisti, 183 spazi espositivi, 80.000 visitatori, 156 eventi

    Ampliamento nel coinvolgimento diretto di esercenti e enti del quartiere

    Nuove iniziative: progetti curatoriali con artisti e gallerie, progetti speciali e sezioni tematiche, premiazioni

    2011

    San Salvario

    5 giorni, 530 artisti, 230 spazi espositivi, 50.000 visitatori, 178 eventi

    Ampliamento nel coinvolgimento diretto di esercenti e enti del quartiere

    Nuove iniziative: punti paratissima in altri eventi (The Others) e altre zone della città (mole antonelliana), flash-mob e corsi

    2012

    Area ex-Moi nel quartiere Borgo Filadelfia

    5 giorni, 438 artisti, 95.825  visitatori, 180  performance e
    50 progetti speciali

    Location mista: grande area espositiva organizzata per aree comuni, gallerie e stand e alcuni spazi commerciali esterni.

    2013

    Area ex-Moi nel quartiere Borgo Filadelfia

    5 giorni, 480 artisti, oltre 100.000 visitatori

    Location: grande area espositiva organizzata per aree comuni, gallerie e stand



    Paratissima, San Salvario e l'"effetto quartiere"

    Uno dei risultati più interessanti, ricavabile dalle interviste condotte con i frequentatori dell'ultima edizione di Paratissima, riguarda l'influenza che le caratteristiche dello spazio urbano sansalvarino hanno determinato sulla manifestazione. Se è, infatti, piuttosto evidente e prevedibile l'effetto moltiplicatore che la localizzazione in San Salvario ha determinato sui numeri della manifestazione (cfr. tabella 1), meno scontato è il processo di progressiva istituzionalizzazione e territorializzazione dell'iniziativa che ne è conseguito.

    Con la decisione di aprire Paratissima al coinvolgimento diretto degli attori del quartiere (commercianti, privati e istituzioni locali, a cui è chiesto di mettere a disposizione locali e spazi), essa non ha solo assunto una dimensione sempre maggiore, ma è anche diventata più riconoscibile a livello urbano e integrata rispetto agli altri eventi/soggetti del sistema torinese dell'arte contemporanea. Ciò ha comportato una modificazione nella percezione dell'evento da parte dei fruitori della manifestazione: mentre gli organizzatori, i partner e la maggior parte degli artisti che espongono per Paratissima contribuiscono in modo consapevole alla costruzione di un circuito alternativo di produzione e fruizione artistica, nella percezione della maggior parte dei visitatori e degli osservatori esterni, Paratissima è uno dei tanti eventi culturali organizzati a Torino, di cui si apprezza soprattutto la dimensione sociale e conviviale. Molti dei giudizi raccolti, infatti, enfatizzano il ruolo di Paratissima quale evento dal basso, utile allo sviluppo del quartiere. D'altro canto, i mezzi stessi attraverso cui Paratissima si auto-organizza (relazioni di prossimità, autofinanziamento, partecipazione volontaria) sono tipici di una comunità territoriale ristretta.

    Un altro aspetto che offre una prova della dimensione sociale e "ludica" dell'iniziativa, riguarda le modalità di incontro tra il visitatore e le opere artistiche. Innanzitutto, predomina un atteggiamento di esposizione "passiva": in più della metà dei casi rilevati non è stato seguito alcun itinerario, ma si è preferito "girovagare senza meta" e, anche quando si è dichiarato di seguire un percorso specifico, le motivazioni erano di tipo personale più che artistico. Tra le motivazioni stesse della partecipazione, l'intrattenimento è di gran lunga prevalente rispetto all'immersione estetica. Non a caso, molti visitatori e artisti hanno dichiarato di approfittare di Paratissima per organizzare incontri con gli amici e passare insieme il tempo. Sono invece rare le occasioni di acquisto di opere d'arte o beni di altro genere.

    Anche i giudizi qualitativi espressi dai frequentatori della manifestazione forniscono elementi che rafforzano la tesi che, nello sviluppo di Paratissima in San Salvario è intervenuto un "effetto quartiere" che ha portato a conseguire processi di socializzazione diversi da quelli inizialmente prefigurati (marketing e apprendimento culturale). Soprattutto nei residenti, ma diffusamente anche tra gli altri visitatori, si percepisce una sorta di "fidelizzazione" nei confronti della manifestazione, determinata da una forte adesione ideologica e emotiva. Paratissima diventa così l'elemento di mobilitazione e trasformazione culturale della società locale verso una nuova coscienza del luogo.

    Tra i fattori più apprezzati emergono in particolare: la dimensione informale, "allegra" e "festosa"; l'affluenza di pubblico, il "movimento" di nuovi visitatori/fruitori che si crea; la partecipazione attiva del quartiere, che sente ormai la manifestazione come "propria"; il fatto di poter esplorare spazi normalmente interdetti (studi e cortili privati); la scelta di esporre opere d'arte in luoghi non convenzionali, rendendone la fruizione molto più accessibile e libera, rispetto a quanto accade nei musei e nelle gallerie; la dimensione sociale, ossia il fatto di essere l'occasione di socializzazione con "gente nuova", al fuori delle solite "cerchie" di amici e conoscenti; la forte integrazione con il quartiere di San Salvario, da molti ritenuto il contesto più adatto ad ospitare una manifestazione come Paratissima.

     

    Alcune indicazioni per le politiche urbane

    Il caso di Paratissima in San Salvario è significativo in quanto rappresentativo di alcune rilevanti dinamiche relative allo sviluppo in chiave culturale della città contemporanea.

    Da un lato, è esemplificativo delle nuove forme di azione collettiva-partecipativa che la crisi ha facilitato: il fallimento di molte politiche pubbliche, insieme con la sempre più drammatica carenza di fondi a disposizione delle amministrazioni locali aprono nuovi spazi di manovra per forme di azione non convenzionale che, nate dal basso, spesso per iniziativa di piccoli gruppi indipendenti, tendono ad avere una valenza e una ricaduta di tipo ampio.

    Dall'altro lato, evidenzia due aspetti chiave nella realizzazione di politiche culturali di scala urbana.

    Il primo è l'impossibilità di prevedere gli effetti delle azioni implementate. Obiettivo di Paratissima è lo sviluppo degli artisti ma l'effetto più evidente che realizza è la generazione di processi di fruizione collettiva dello spazio urbano che hanno contribuito in modo significativo alla costruzione sociale dello spazio urbano stesso e della sua identità. Si è, in pratica, generato un legame reciproco e molto forte tra l'immagine, la rappresentazione esterna di Paratissima e quella del quartiere di San Salvario. Inoltre, attraverso Paratissima, nella porzione nord-occidentale del quartiere si è facilitato un processo di progressiva diffusione di locali e spazi notturni, che è oggi oggetto di violente critiche e movimenti di protesta da parte dei residenti disturbati dal rumore generato dalla movida.

    Il secondo è la mutua relazione tra politiche e spazio urbano. Non solo la manifestazione ha contribuito a modificare lo spazio urbano (come ampiamente sostenuto dalla letteratura sulla rigenerazione urbana) e la comunità locale, ma lo spazio urbano ha, a sua volta, contribuito a modificare sensibilmente la natura della manifestazione (o, almeno, la sua percezione e immagine esterna).

    La nostra tesi è che le ragioni di queste ricadute, in larga misura inaspettate, vadano ricercate nel peculiare processo di territorializzazione seguito da questa iniziativa. Da un lato, le relazioni economiche, sociali e identitarie già esistenti nel quartiere sono diventate veicolo di un messaggio aggiuntivo legato all'arte e alla sua espressione contemporanea. Da un altro lato ha rafforzato, attraverso la partecipazione a un progetto comune dalla forte valenza territoriale, lo spirito comunitario degli abitanti e dei frequentatori del quartiere. L'arte contemporanea diventa così una nuova leva di connotazione del quartiere e dei suoi attori, nonché l'occasione per fare interagire comunità che partecipano del medesimo spazio, ma con modalità, forme e tempi separati.

    Dal punto di vista della teoria, il caso di Paratissima sembra dunque confermare la possibilità che iniziative per l'arte, anche nella forma meno istituzionalizzata, possono contribuire positivamente e significativamente nella trasformazione e sviluppo urbano. Tuttavia, questi processi di territorializzazione non avvengono in modo ubiquitario nel quartiere, ma si realizzano con maggiore intensità laddove il capitale sociale, culturale e relazionale è più forte. Inoltre, sempre dal caso di Paratissima, si ricavano evidenze che dimostrano come, oltre una certa soglia, le relazioni stesse che alimentano il radicamento possono generare con maggiore facilità vari tipi di diseconomie. Ne consegue, dal punto di vista delle politiche, un ammonimento rispetto alla pretesa di poter realizzare ovunque iniziative di sviluppo locale basate sull'arte e la cultura e la necessità di introdurre nella pianificazione di questi eventi elementi di attenzione per la dimensione spaziale dell'evento stesso e della partecipazione che attiva.

     

    Riferimenti Bibliografici

    Rota F., Salone C. (2013), Place-making Processes in Unconventional Cultural Practices. The Case of Turin's Contemporary Art Festival Paratissima, Cities.

    Scott A.J. (1997), "The Cultural Economy of Cities", International Journal of Urban and Regional Research, 21, pp. 323–339.

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