La cultura in Piemonte nel 2017

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Osservatorio Culturale del Piemonte

    Nel 2018 l’Osservatorio Culturale del Piemonte ha compiuto vent’anni di attività; è il caso italiano più longevo di osservatorio in ambito culturale. Questo ha permesso di riconsiderare l’archivio di dati, informazioni e rapporti annuali e di leggere alcuni cambiamenti che hanno attraversato il mondo della cultura piemontese in una fase di grande trasformazione

     

    Questo ha permesso di riconsiderare l’archivio di dati, informazioni e rapporti annuali e di leggere alcuni cambiamenti che hanno attraversato il mondo della cultura piemontese in una fase di grande trasformazione, e di valutare, alla luce dei cambiamenti intervenuti alcune possibili condizioni per il futuro.

    Negli ultimi vent’anni sono in particolare due i processi che hanno maggiormente trasformato il “quotidiano” : la crisi finanziaria globale e la diffusione del digitale. Siamo partiti da questi importanti driver per descrivere gli effetti determinati nei diversi domini culturali e le prospettive che si aprono per orientare l’azione dei decisori politici e degli amministratori pubblici in termini di politiche culturali.

    Le risorse per la cultura e la crisi globale

    Ricorre nel 2018 il decennale del fallimento della Lehman Brothers, l’evento simbolo che segna la rovinosa dinamica della crisi finanziaria globale, i cui effetti ancora oggi sono tutt’altro che superati. Si è assistito a una profonda mutazione dell’intero sistema economico al cui interno il ruolo dei contributi pubblici e l’intero sistema del welfare non sono più pensabili con i criteri e i parametri di vent’anni addietro. Nello specifico del comparto culturale regionale, il grafico evidenzia una situazione inequivocabile.

    Figura 1. Andamento della spesa pubblica e privata in Piemonte dal 2000 al 2016 (valori attualizzati)

    In Piemonte le risorse destinate alla cultura, nel 2016, hanno superato i 264 milioni di euro. Dopo un lungo periodo di decrescita seguita da una stabilità su livelli quasi dimezzati rispetto ai primi anni 2000, c’è stato un segnale positivo di incremento delle disponibilità finanziarie (+7,9%) rispetto all’anno precedente che sarebbe, tuttavia, inopportuno accogliere come il principio di un rinnovato impegno di spesa nel settore. Una variazione di qualche punto percentuale sull’anno precedente rappresenta poca cosa di fronte al passaggio di paradigma provocato dal quasi dimezzamento delle risorse del comparto. Alcuni segnali di ridimensionamento dello stock disponibile erano precedenti alla crisi: già dal 2005 le amministrazioni comunali cominciarono a diminuire progressivamente e sistematicamente gli impegni destinati alla cultura (-78% nel 2016 rispetto al 2004 a valori attualizzati)[1]. La stessa tendenza – ma da far risalire ai primi anni 2000 – si ritrova nelle risorse messe a disposizione dallo Stato.

    Vite digitali

    Nel frattempo, uno sviluppo tecnologico rapidissimo e senza precedenti ha riplasmato nel profondo il vissuto quotidiano: il digitale ormai innerva ogni momento e funzione e la sua pervasività sta ridefinendo anche gli stili di vita, così come i processi di produzione, consumo e fruizione culturale.

    Il digitale non si configura come qualcosa di additivo - del tipo: la cultura del ‘900 più una “spruzzata” di tecnologia e connettività  - e non è nemmeno un fenomeno che riguardi in particolar modo la cultura o il tempo libero. Il digitale implica un nuovo vissuto e una diversa socialità, che si estende alla vita nella sua interezza: si ascolta musica lavorando; ci s’informa, ci si forma e si legge allo stesso tempo; navigando nella rete si trovano cose diverse da quelle che si cerca; s’innesca un nomadismo dei consumi che tracima dai confini, dai generi, dalle tassonomie e dalla linearità degli effetti e degli impatti.

    Le conseguenze di questi comportamenti sono disseminate in tutti i domini del consumo culturale: crollano ulteriormente le presenze nelle sale cinematografiche, dove la perdita del 12% di spettatori rispetto al 2016 segna un trend negativo che trova conferma anche nel primo quadrimestre del 2018, a fronte di un incremento esponenziale del consumo di fiction in rete; diminuisce l’ascolto della radio ma contestualmente aumenta considerevolmente il consumo di musica in streaming[2], e via, via, similmente per altri comparti del mondo culturale. Il digitale sembra così erodere gli equilibri passati proponendo nuovi ventagli di opportunità.

    Appaiono invece stabili le performance delle biblioteche civiche piemontesi nell’ultimo triennio, sebbene entro cambiamenti importanti. Anche se la contabilità dei prestiti resta invariata, il ruolo della biblioteca come primo presidio sociale e culturale sul territorio è interessato dalla progressiva dematerializzazione del libro e dal cambiamento stesso della pratica di lettura, imposto dall’affermarsi delle nuove tecnologie. Al di là degli scenari più o meno verosimili di estinzione dei libri cartacei - eventualità che comunque a distanza di 20 anni dai primi libri elettronici venduti su Amazon è lungi dall’avverarsi – la dematerializzazione cresce e  in questa direzione va letta la creazione della Media Library On Line (MLOL), piattaforma di prestito digitale che mette in rete le biblioteche offrendo ai propri iscritti contenuti digitali di vario genere, dagli ebook ai quotidiani ai film, dalla musica alle banche dati ai corsi di formazione on line. Gli utenti hanno così la possibilità di prendere in prestito o consultare la collezione digitale dal proprio computer di casa, dal proprio device o smartphone oppure da una postazione in biblioteca.

    Figura 2 La fruizione dei contenuti in MLOL in alcuni Sistemi bibliotecari piemontesi (2016-2017)

    Biblioteca

    prestiti ebook

    Consultazioni totali
    (2017)

    consultazioni quotidiani e riviste

    2016

    2017

    2016

    2017

    Sistema Bibliotecario Urbano di Torino

    19.937

    19.287

    411.242

    331.570

    380.968

    Sistema Bibliotecario Area Metropolitana di Torino

    1.876

    4.440

    108.876

    50.419

    102.909

    Sistema Bibliotecario Astigiano

    446

    661

    6

    non hanno abbonamenti

    Sistema Bibliotecario delle Langhe

    366

    303

    18.156

    13.095

    17.343

    Sistema Bibliotecario Biellese

    1.929

    1.924

    48.881

    46.983

    48.627

    Sistema Bibliotecario Cuneese

    3.233

    6.242

    139.431

    104.268

    139.431

    Totale

    29.803

    34.874

    726.592

    548.351

    691.295

     

    Per concludere

    Più che di conclusioni sarebbe preferibile parlare di questioni aperte, la cui presa in carico da parte dei decisori pubblici e privati appare irrinunciabile.

    In un quadro di scarsità di risorse, la prima necessità delle amministrazioni ai diversi livelli di governo del territorio si manifesta nella copertura delle spese correnti, mentre poco resta per gli investimenti. Ciò implica per gran parte delle istituzioni e delle imprese culturali una forte sollecitazione a trovare nuovi equilibri e nuove traiettorie di sostenibilità economica per ciò che  concerne la gestione corrente. In secondo luogo, tale condizione di insufficienza, per quanto riguarda la spesa in conto capitale (che non è solo del comparto culturale, poiché tocca anche gli altri settori di competenza e intervento delle amministrazioni pubbliche su tutto il territorio nazionale) andrebbe riconsiderata alla luce di strategie adeguate, per evitare i principali effetti negativi di un disinvestimento prolungato sulla conservazione, ma anche sulla valorizzazione del patrimonio e delle attività culturali.

     

    Per ciò che concerne, invece, l’impatto del digitale sulla cultura,[3] il tema va attentamente considerato e analizzato a fronte di una progressiva inadeguatezza degli indicatori tradizionalmente definiti nell’ambito della ricerca dedicata al settore culturale e creativo. Il rischio che si corre quotidianamente è la perdita di uno sguardo profondo sul presente, la tentazione d’interpretare la rarefazione di abitudini culturali storicizzate solo come progressiva mancanza d’interesse e astensione, e non come processo esteso di metamorfosi dei comportamenti culturali.

    I tempi, molto più frammentati di cui oggi le persone dispongono per lo svago e il divertimento, impongono flessibilità ed elevate possibilità di personalizzazione dell’offerta di contenuti culturali; ciò implica una rilettura e uno spostamento di focalità delle politiche in ambito culturale, dalla centralità conferita al sistema di offerta a interventi capaci di attivare il motore dei consumi, anche per dare nuova linfa al sistema economico culturale. Questo cambio di paradigma delle politiche presuppone la conoscenza delle dinamiche e delle antropologie culturali contemporanee che si esprimono in una prospettiva di analisi alternativa alla logica quantitativa dei consumi culturali incapace di restituire il senso complessivo delle pratiche attuali. Oltre alle quantità cambiano soprattutto le qualità e i significati delle pratiche culturali che quindi richiedono nuove azioni e nuove politiche.

    Bibliografia

     

    Osservatorio Culturale del Piemonte, La cultura in Piemonte nel 2017. Relazione Annuale dell’Osservatorio Culturale del Piemonte, luglio 2018:

    http://www.ocp.piemonte.it/doc/relazione_annuale/ocp_relazione-annuale-2017.pdf

     

    [1] Elaborazione OCP su dati Ministero dell’Interno.

    [2] Spotify conta 60 milioni di sottoscrizioni nel mondo nel 2017, nel 2011 erano appena 1 milione.

    [3] L’Osservatorio nel 2018 ha iniziato ad approfondire il tema dei comportamenti culturali e dell’impatto del digitale con un’indagine di matrice etnografica realizzata nel corso del 2018 volta a ricostruire storie di vite per comprendere attraverso la quotidianità gli interessi, le aspirazioni e la socialità. Il risultato di questa prima indagine è presente nella Relazione annuale “La cultura in Piemonte nel 2017”.

     

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