EDITORIALE N.31 - Finanza Locale

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte)

    City money

    Questo numero di Politiche Piemonte è dedicato alla finanza degli enti territoriali. Trae spunto dalla presentazione (il 5 dicembre a Bari ed il 23 gennaio a Milano) del X rapporto 'La finanza territoriale in Italia'. Un'opera unica che si è sviluppata attraverso la partnership di sei istituti di ricerca, l'IRES Piemonte, Eupolis Lombardia, Liguria Ricerche, l'IRPET della Toscana, l'IPRES pugliese ed SR Mezzogiorno, ente di emanazione bancaria.

    Il rapporto (d'ora in poi RFT) monitora l'evoluzione delle entrate e delle spese degli enti territoriali italiani. Inoltre fornisce ogni anno contributi e analisi su specifiche tematiche che caratterizzano il governo locale italiano, con alcuni approfondimenti relativi all'esperienza di altri paesi. Per la congiuntura della finanza locale si prendono in considerazione tutte le amministrazioni locali (regioni, comuni e province) e si utilizzano diverse fonti informative. L'analisi viene svolta e articolata per territori. La prima parte del rapporto considera poi la diffusione del fenomeno del dissesto finanziario e analizza le misure adottate dal governo per facilitare il riequilibrio delle singole situazioni. Quindi espone l'esperienza di due casi regionali nell'attuazione di un'altra riforma di natura finanziaria: l'armonizzazione dei sistemi contabili.

    Come ogni anno viene poi proposto un approfondimento tematico: quest'anno riguarda le Città Metropolitane. L'avvio delle Città Metropolitane è la grande sfida che toccherà il governo locale italiano, a partire dalla, auspicabile, ricerca di accordi cooperativi tra i comuni di ogni area metropolitana (in particolare si esamina la situazione torinese). Ma la sfida riguarda anche l'impostazione di progettualità infrastrutturale ed economica di area vasta e l'integrazione dei servizi.

    L'impostazione normativa data dalla legge Del Rio e del rapporto con le Regioni ridefinisce infatti l'assetto istituzionale complessivo attraverso un processo di revisione di funzioni, competenze e linee di finanziamento che investe tutto il sistema autonomistico. Anche in Piemonte si sta avviando una redistribuzione delle funzioni provinciali, con contenuti e modalità necessariamente diverse tra il capoluogo -dove si è costituita la Città metropolitana- e il resto del territorio. Rinnovate forme associative comunali dovranno poi comporre un sistema regionale di autonomie locali efficace. Il monitoraggio delle risorse utilizzate dagli enti territoriali e dei loro impieghi, di cui i contributi qui presentati danno un saggio, rimane un insostituibile indicatore dell'evoluzione dell'intervento locale.

    Questo numero di Politiche Piemonte si apre con una sintesi di alcuni risultati emersi nel RFT (a cura di Renato Cogno), con un'ottica complessiva nazionale. I contributi seguenti sono invece dedicati alla situazione locale. Il secondo contributo espone la recente dinamica delle entrate e delle spese degli enti locali piemontesi mentre il terzo, di Marco Orlando, illustra la particolare situazione finanziaria che si è creata per le Province piemontesi, esclusa quella metropolitana. La scala metropolitana è trattata nel quarto contributo, di Santino Piazza, che, utilizzando i dati di bilancio dal 2000 al 2012, propone un'analisi della salute fiscale dell'area torinese. In esso si cerca di affrontare il nodo delle disparità fiscali entro l'area metropolitana, proponendo un confronto tra il nucleo centrale, il capoluogo, e le cinture contermini. I risultati dell'analisi offrono spunti di riflessione in tema di cooperazione finanziaria infra-areale, sul disegno ottimale dei confini metropolitani e sulle più urgenti questioni legate al finanziamento delle funzioni specificamente metropolitane, previste dalla legge Delrio. L'ultimo articolo, di Matteo Barbero, spiega il significato dell'introduzione di una nuova contabilità per gli enti locali - la cd armonizzazione contabile – e sottolinea alcune criticità nell'avvio di questa importante riforma.

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