La mappatura delle Organizzazioni Non Profit in Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (ISFOL), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Regione Piemonte)

    Introduzione

    Partendo dalla ormai diffusa consapevolezza che il sistema italiano di welfare necessiti di una importante riconfigurazione, la sfida che il nostro paese sta cercando di cogliere è abbandonare il paradigma assistenzialistico (erogatore di risorse) e puntare su un welfare inclusivo per coinvolgere i cittadini e renderli corresponsabili dei processi. Uno dei processi preliminari per intraprendere questa strada è il lavoro d'individuazione, sistematizzazione e valorizzazione di tutte le risorse attive presenti sul territorio.

    La mappatura delle Organizzazioni Non Profit in Piemonte è un progetto di ricerca sperimentale che s'inserisce in un contesto socio-economico nel quale il Terzo Settore tende ad assumere un ruolo di maggior rilievo, come si desume anche dall'analisi degli orientamenti comunitari in materia di coesione sociale. Basti pensare all'obiettivo prioritario della "crescita inclusiva" indicato dalla strategia Europa 2020, il cui perseguimento, tutt'altro che scontato, potrà difficilmente fare a meno del contributo del Terzo Settore, soggetto inclusivo per vocazione naturale.

    Le organizzazioni del Terzo Settore svolgono attività orientate all'interesse sociale, di fatto, concorrono in maniera significativa alla produzione di "beni e servizi" e partecipano all'attuazione del principio di sussidiarietà.

    Comprendere meglio come il Terzo settore incide sul mercato del lavoro, sia per il numero di operatori che per le iniziative in sostegno alle politiche attive; come il Terzo settore ha acquisito nel corso di quest'ultimo decennio un ruolo rilevante rispetto ai nuovi fenomeni di esclusione sociale e di contenimento della spesa pubblica destinata alla realizzazione del welfare; come il Terzo Settore si posiziona nei vari ambiti di attività dalla cultura allo sport, dall'istruzione alla ricerca scientifica, dall'assistenza sociale alla sanità, dalla protezione civile alla cooperazione internazionale; potrebbe dare una dimensione più concreta al dibattito aperto da tempo sul "capitale sociale" del nostro Paese. Quanto mai utile anche per i policy maker in un momento di crisi globale come quello che stiamo vivendo.

    La Regione Piemonte ha ravvisato la necessità di conoscere l'eterogeneità del mondo del Non Profit e la conseguente esigenza di avere una serie di informazioni di tipo strutturale che possano costituire il punto di partenza per approfondire il contesto, affrontare meglio la programmazione delle politiche ad esso rivolte ed attivare future azioni di valutazione dei servizi offerti.

    Il progetto si sviluppa nel quadro di un Protocollo di collaborazione interistituzionale sulle indagini riguardanti l'economia sociale e il terzo settore sottoscritto nel settembre 2013 da Regione Piemonte, ISFOL e IRES Piemonte, che hanno avviato un rapporto di reciproca cooperazione secondo le rispettive competenze tecniche e istituzionali.

    L'ISFOL aveva già delineato la struttura, il sistema concettuale, la progettazione e la realizzazione del SIONP, un sistema informativo statisticamente rilevante di rappresentazione dell'universo delle organizzazioni non profit nel nostro Paese. Il SIONP è un immenso archivio di dati alimentato da registri, elenchi e albi, molti nazionali, altri regionali e provinciali, a cui le ONP possono iscriversi per ottenere riconoscimento giuridico, benefici fiscali, possibilità di lavoro dalla P.A., o altro). Questi registri sono tenuti da Ministeri, Agenzia delle Entrate, Enti nazionali, Regioni, Province, Prefetture e Camere di Commercio.

    La Regione Piemonte ha messo a disposizione i registri e gli albi delle organizzazioni non proft di sua competenza (registro delle persone giuridiche, registro delle organizzazioni di volontariato, registro delle associazioni di promozione sociale, albo delle cooperative sociali).

    L'IRES Piemonte ha costruito un database originale dove sono confluite le informazioni tratte dalle fonti disponibili relative alle organizzazioni non profit piemontesi.

     

    I dati della mappatura delle ONP in Piemonte

    La prima fase di lavoro si è concretizzata nella identificazione e selezione delle molteplici fonti che disponevano di informazioni e dati concernenti le organizzazioni del terzo settore.

    Sono state individuate 18 possibili fonti di dati:

    o L'Albo delle cooperative sociali presso la Regione Piemonte

    o Il Registro delle organizzazioni di volontariato presso la Regione Piemonte

    o Il Registro delle associazioni di promozione sociale presso la Regione Piemonte

    o Il Registro delle persone giuridiche private presso la Regione Piemonte

    o Registro delle persone giuridiche presso ognuna delle 8 Prefetture del Piemonte

    o I dati relativi al Piemonte del 9° Censimento ISTAT sulle istituzioni non profit 2011

    o I dati relativi al Piemonte del Registro imprese Sezione Speciale Imprese Sociali presso Infocamere

    o I dati relativi al Piemonte degli elenchi dei soggetti beneficiari del 5 per mille per l'anno 2012 presso l'Agenzia delle Entrate

    o L'Anagrafe delle Onlus presso l'Agenzia delle Entrate Direzione regionale del Piemonte

    o Gli archivi informativi relativi alla comunicazione da parte di Enti Associativi (c.d. modello EAS) presso l'Agenzia delle Entrate Direzione regionale del Piemonte

    o I dati relativi al Piemonte del Registro Nazionale CONI delle Associazioni e Società Sportive dilettantistiche per l'anno 2012

    Tra le diverse fonti disponibili è stato possibile instaurare un dialogo collaborativo solo con alcune istituzioni e di conseguenza accedere e lavorare con i dati relativi ai seguenti archivi:

    o SIONP - Archivio Sperimentale Piemonte 2013 alimentato da:

    o Albo delle cooperative sociali presso la Regione Piemonte

    o Registro delle organizzazioni di volontariato presso la Regione Piemonte

    o Registro delle associazioni di promozione sociale presso la Regione Piemonte

    o Registro delle persone giuridiche private presso la Regione Piemonte

    o Registro delle persone giuridiche presso ognuna delle 8 Prefetture del Piemonte

    o Dati relativi al Piemonte del 9° Censimento ISTAT delle istituzioni non profit 2011

    o Dati relativi al Piemonte degli elenchi soggetti beneficiari del 5 per mille 2012 presso l'Agenzia delle Entrate

    o Dati relativi al Piemonte del Registro Nazionale CONI delle Associazioni e Società Sportive dilettantistiche per l'anno 2012

    Il gruppo di lavoro ha costruito un database originale dove sono confluite le informazioni tratte dalle fonti disponibili.

    Abbiamo potuto definire come unità di osservazione la singola organizzazione non profit, grazie alla disponibilità della quasi totalità (97%) dei codici fiscali delle organizzazioni.

    Nonostante la diversa struttura delle singole fonti dati, la disponibilità dei codici fiscali usati come chiave di identificazione univoca dell'ONP ha permesso di effettuare un certosino lavoro di pulitura del dato per incrociare le informazioni e ottenere un DB il più completo possibile ed eliminare la possibilità di alimentare il nuovo archivio con ONP presenti più volte.

    In assenza del codice fiscale, per arrivare all'identificazione univoca dell'ONP si è lavorato sulle informazioni di anagrafica (denominazione e indirizzo).

    Alla fine del lavoro di pulitura del dato a ogni singola ONP è stato assegnato un codice identificativo univoco.

    I dati sono poi stati elaborati a livello aggregato nel rispetto della vigente normativa sulla privacy.

    Si evidenzia il diverso riferimento temporale delle 4 fonti disponibili che tuttavia non influisce sulla costruzione dell'archivio della mappatura, il cui scopo è creare un database originale che sarà poi implementato con le altre fonti al momento non disponibili e con un aggiornamento sistematico e periodico.

    I dati disponibili contenuti nel DB Mappatura ONP Piemonte riguardano le seguenti informazioni:

    o Anagrafica (denominazione, codice fiscale e indirizzo)

    o Tipologia organizzazione

    o Attività prevalente

    o Fonte di provenienza

    I dati delle 4 fonti disponibili alimentano il database della mappatura delle ONP in Piemonte. Le organizzazioni non profit presenti in Piemonte risultano essere 35.354.

     

    Figura 1. Le ONP in Piemonte. (valori assoluti)

    Fonte: elaborazioni IRES Piemonte su dati ISTAT, CONI, SIONP e 5x1000

     

     L'attività del gruppo di lavoro relativa alla pulitura del dato ha permesso di affinare l'indagine approfondendo la composizione dell'archivio e di vedere quali ONP sono presenti in una singola fonte e quali sono presenti in diverse fonti.

     

    Si rileva che il 54% delle ONP è presente nella sola fonte relativa al 9° Censimento non profit ISTAT, il 20% è presente esclusivamente nel Registro Nazionale CONI delle Associazioni Sportive Dilettantistiche, il 6% è presente solo nei registri amministrativi territoriali del Piemonte confluiti nel SIONP e il restante 0,6% delle ONP è presente solo negli elenchi dei beneficiari del 5 per mille.

    Si evince quindi che solo il 20% delle ONP piemontesi è presente in più fonti e che l'80% delle ONP piemontesi è rilevata da una sola delle 4 fonti.

    In particolare risulta che solo 7 ONP (0,02%) sono presenti in tutte e 4 le fonti; 2.068 ONP (5,8%) sono presenti nel Censimento ISTAT, negli elenchi dei beneficiari del 5 per mille e nei registri del SIONP; 2.223 ONP (6,3%) sono presenti nei registri SIONP e rilevate dal Censimento ISTAT; 1.242 ONP ( 3,5%) sono rilevate dal Censimento ISTAT e iscritte al registro CONI; 1.185 ONP (3,4%) sono rilevate dal Censimento ISTAT e presenti degli elenchi dei beneficiari del 5 per mille.

    Le altre combinazioni di presenze nelle varie fonti sono poco significative e non raggiungono complessivamente l'1%.

    La diffusione territoriale vede la concentrazione di quasi la metà delle organizzazioni nella provincia di Torino (16.036 - 45%), minore la distribuzione nelle altre province: Cuneo (5.654 - 16%), Alessandria (3.424 - 10%) Novara (2.898 - 8%)e Biella (1.987 - 6%), Verbano Cusio Ossola (1.873 - 5%), Asti (1.843 - 5%) e Vercelli (1.628 - 5%).

    Bisogna comunque tenere presente che mancano i dati delle prefetture di Novara, Vercelli, Asti e Alessandria e parzialmente anche quelli della prefettura di Cuneo.

     

    Figura 2. La distribuzione geografica delle ONP in Piemonte. (valori assoluti)

    Fonte: elaborazioni IRES Piemonte su dati ISTAT, CONI, SIONP e 5x1000

     

    Interessante la diffusione per comune delle ONP che vede 836 comuni (70%) con una concentrazione di non profit fino a 10 unità, 323 comuni con una presenza di ONP fino a 100 unità, e si tratta dei comuni più piccoli sotto i 20mila abitanti; 29 comuni hanno una presenza tra le 100 e le 250 ONP e sono i comuni più grandi fino a 25mila abitanti, 17 comuni tra le 250 e le 1000 ONP e sono i capoluoghi di provincia e altre 10 città fino a 100mila abitanti e Torino che spicca con la presenza di circa 6mila organizzazioni.

    La forma giuridica che predomina chiaramente tra le organizzazioni non profit in Piemonte è l'associazione non riconosciuta (23.325 unità, 66%). L'associazione riconosciuta si attesta al 21% (7.347 unità), gli Enti di culto rappresentano il 3% (1.118 unità), la Fondazione il 2% (738 unità), come la cooperativa sociale (685 unità). Le ONP con altra forma sono 2.141 (6%) e sono sostanzialmente comitati, società di mutuo soccorso e istituzioni educative dell'infanzia (alias asili e scuole materne).

    Il dato significativo è rappresentato dalla forma giuridica dell'associazione non riconosciuta, tipologia prevista dal Codice Civile (artt. 36 e seguenti) che può operare al pari delle associazioni riconosciute ma a differenza di queste non ha una autonomia patrimoniale perfetta, con la conseguenza che delle obbligazioni assunte in nome e per conto dell'Associazione rispondono anche le persone che le hanno contratte, personalmente e solidalmente.

    Con il riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato l'organizzazione acquista la personalità giuridica di diritto privato e ottiene le seguenti prerogative:

    o autonomia patrimoniale perfetta (il patrimonio dell'ente è autonomo e distinto da quello degli associati/fondatori e amministratori)

    o limitazione di responsabilità degli amministratori per le obbligazioni assunte per conto dell'ente.

    Le associazioni iscritte ai registri APS, OdV, Anagrafe Onlus, ASD possono operare con o senza personalità giuridica.

    Per avere personalità giuridica l'organizzazione deve iscriversi al registro regionale delle personalità giuridiche di diritto privato, se dispone di un patrimonio adeguato, non ha scopo di lucro, e intende operare nel territorio regionale e nelle materie di competenza regionale (art.117 della Costituzione); se invece dispone di un patrimonio adeguato, non ha scopo di lucro e intende operare in ambito ultra regionale oppure nelle materie di competenza statale (art.117 della Costituzione), deve presentare apposita istanza alla Prefettura competente per territorio.

    Il gruppo di lavoro ha poi svolto un approfondimento relativo alla forma giuridica delle organizzazioni e alla loro presenza nelle diverse fonti disponibili.

    Si evidenzia un dato interessante relativo alle forme giuridiche della fondazione e della cooperativa sociale che si trovano prevalentemente (oltre il 75%) nei registri amministrativi territoriali che alimentano il SIONP e di contro la bassissima presenza (7%) negli stessi registri delle associazioni non riconosciute. La presenza delle associazioni riconosciute si attesta al 30%.

    I registri amministrativi territoriali che alimentano il SIONP, in particolare gli albi delle cooperative sociali, i registri ODV e APS, meno i registri delle persone giuridiche, sono l'unica fonte dati disponibile, aggiornata annualmente, che contiene una serie di dati completi sul'attività e le dotazioni dell'ONP oltre a disporre anche il controllo sulle informazioni che le ONP forniscono e a verificarne lo stato di attività o cessazione.

    Interessante ora vedere gli ambiti di attività, il cosiddetto mercato dell'economia sociale, dove operano le organizzazioni non profit mappate in Piemonte. Rileviamo che oltre 24mila ONP (quasi il 70%) sono attive nel settore della cultura (13,2%), dello sport (41%) e ricreazione (14,6%); 2.270 ONP (il 6,4%) operano nell'assistenza sociale (5%) e protezione civile (1,2%); 1.607 ONP (4,5%) operano nel settore religione; 1.234 ONP (il 3,5%) nell'Istruzione (primaria e secondaria sono circa il 2%, formazione professionale lo 0,8%) e ricerca (0,8%); 1.110 ONP operano nel settore relazioni sindacali e rappresentanza di interessi (3,1%) e quasi mille ONP (il 2,8%) operano nella sanità.

    Le altre ONP (circa il 10%) operano in modo diffuso nei restanti settori di attività, ambiente (1,8%), sviluppo economico e coesione sociale (1,6%), tutela dei diritti e attività politica (1,4%), filantropia e promozione volontariato (1,2%), cooperazione e solidarietà internazionale (1%), altre attività (1,2%), oltre ad un 2,6% di cui non è disponibile l'informazione.

    Si stima(1) che circa un terzo delle 35.354 ONP mappate possano essere considerate organizzazioni market oriented, ovvero che operano prevalentemente sul mercato e siano orientate alla produzione di beni e servizi vendibili, il restante 70% è da considerarsi non market oriented.

    Azzardando ora un parallelo provocatorio(2), nello stesso ambito di mercato, andiamo a intercettare anche quasi 4 mila organizzazioni che pur essendo for profit svolgono attività in settori a valore aggiunto sociale come quello della sanità, dell'assistenza, della cultura, dell'ambiente, dello sport, ecc.

    Questi settori sono stati individuati a partire dagli ambiti di attività previsti dalla legge italiana sull'Impresa sociale.

    Rileviamo che ci sono 1.812 imprese (il 46%) che operano nel settore cultura, sport e ricreazione, circa mille (il 27%) nel settore sanità, 703 (il 18%) nel settore istruzione e ricerca, 337 (iI 9 %) nell'assistenza sociale.

    Ora prendiamo in considerazione il Disegno di Legge di riforma del terzo settore(3)e in particolare l'articolo 4 che riguarda l'impresa sociale. Nel testo l'impresa sociale viene definita come "impresa privata a finalità di interesse generale avente come proprio obiettivo primario il raggiungimento di impatti sociali positivi e misurabili". Questa definizione è in linea con la definizione di Impresa sociale contenuta nel Regolamento del programma EaSI(4) che considera "impresa sociale" un'impresa, qualunque sia la sua forma giuridica, che ha come obiettivo primario la realizzazione di un impatto sociale positivo e misurabile e non finalità lucrative per i proprietari, soci e azionisti.

    A questo punto il discrimine per individuare l'impresa sociale diventa il limite alla distribuzione degli utili, ovvero il mantenimento della non finalità lucrativa dell'organizzazione, con un conseguente aumento del potenziale bacino di imprese sociali e dei soggetti nel mercato dell'economia sociale.

     

    Riflessioni e futuro prossimo

    Ad oggi esistono 19 registri, elenchi e albi molti nazionali, altri regionali e provinciali a cui le ONP del Piemonte possono iscriversi per ottenere riconoscimento giuridico, benefici fiscali, possibilità di lavoro dalla P.A., o altro). Questi registri sono tenuti da Ministeri, Agenzia delle Entrate, Enti nazionali, Regioni, Province, Prefetture e Camere di Commercio.

    I dati contenuti in queste fonti sono diversi perché diversa è la funzionalità di ogni strumento amministrativo.

    Alcune Istituzioni detentrici di informazioni faticano a dialogare e condividere le informazioni: con 4 Prefetture del Piemonte su 8 non è stato possibile attivare una collaborazione per aver la disponibilità dei dati utili al progetto di ricerca, così come con l'Agenzia delle Entrate e Unioncamere.

    Dove si è riusciti ad instaurare un dialogo, il lavoro ha portato agli uffici che hanno collaborato benefici utili alla gestione amministrativa del registro ed è stata l'occasione per facilitare la nascita di una rete tra attori istituzionali.

    Emerge un quadro di criticità diffusa nel complesso sistema dei registri, che potrà essere superato dal percorso intrapreso dal governo con la creazione di un registro unico del Terzo Settore prevista dal Disegno di legge delega sulla riforma del Terzo Settore.

    Dalla sintesi dei contributi della consultazione indetta dal Governo emerge che la creazione di un registro unico per il Terzo Settore è tra i punti che presentano un maggior grado di condivisione insieme al servizio civile universale, la stabilizzazione del 5 per mille e al miglioramento della legge sull'impresa sociale con l'ampliamento dei settori di attività. Tuttavia la gestione stessa dei registri (ad esempio la duplicazione tra nazionali o regionali) è uno punti più controversi.

    In particolare il tema del registro unico emerge nel dibattito sull'aggiornamento della legge 266/91 sul volontariato e sulla revisione della legge 383/2000 sulle associazioni di promozione sociale evidenziando la necessità della creazione di un registro unico e nazionale delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale e di tutto il Terzo Settore, con funzioni costitutiva e informativa , come quello per le imprese sociali.

    Così come nel dibattito sull'istituzione di un'authority del Terzo Settore molti contributi legano compiti specifici oggi in capo all' Amministrazione Pubblica centrale, regionale e/o locale, quali la gestione dei Registri nazionali unificati.

    Il progetto di ricerca ha evidenziato come la collaborazione interistituzionale tra la Regione Piemonte, l'IRES e l'ISFOL sia stata fruttuosa e abbia portato:

    o alla sperimentazione sul campo del SIONP e all'evidenziazione delle potenzialità dello strumento (ex: l'utilità del sistema di caricamento dati on line)

    o un contributo alla realizzazione della Riforma del Terzo Settore nel corso di un'audizione al MLPS relativa alla creazione del registro unico del non profit attraverso l'illustrazione dei risultati di questo lavoro e alla proposta di creare un gruppo di lavoro sul registro unico

    o la proposta della Regione Piemonte al Governo di coinvolgere le istituzioni nel percorso della Riforma, soprattutto quelle che saranno chiamate ad essere gli snodi di attuazione della stessa (ex: uffici su cui ricade l'attuazione del registro unico)

    o la candidatura della Regione Piemonte ad essere il laboratorio per una sperimentazione del registro unico del Terzo Settore.

    Nel prossimo futuro l'IRES Piemonte si impegna a proseguire nel lavoro di ricerca intrapreso e nel coinvolgimento di tutte le istituzioni interessate per offrire un quadro sempre più esaustivo del Terzo Settore.

    Operativamente l'IRES intende proporre:

    o il rinnovo del protocollo di collaborazione interistituzionale con Regione Piemonte e ISFOL, all'interno del quale continuare a ideare progetti di ricerca sull'Economia Civile e sul terzo Settore

    o allargare il protocollo e la collaborazione agli altri attori Istituzionali interessati alla tematica.

    In particolare i prossimi lavori riguarderanno:

    o Aggiornamento della mappatura delle ONP in Piemonte attraverso la raccolta dati dalle fonti identificate e non ancora rese disponibili

    o Approfondimenti sul tema della Responsabilità sociale e della rendicontazione soicale nelle ONP

    o Approfondimenti sulla partecipazione a progetti europei e sull'uso dei finanziamenti comunitari da parte delle ONP.

    Il report di ricerca e i materiali del convegno del 21 novembre 2014 "Le opportunità per il Terzo Settore in Piemonte" sono disponibili all'indirizzo http://ires.piemonte.it/ricerca/cultura-conoscenza-creativita/economia-e-responsabilita-sociale/economia-sociale.

    Il 26 febbraio 2015 il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato la legge sulla "Semplificazione" che contiene un articolo che istituisce il Registro Unico delle Organizzazioni del Terzo Settore in Piemonte. La proposta è stata avanzata dalla Consigliera Enrica Baricco e dall'Assessore Augusto Ferrari, che ha dichiarato come "l'esigenza di istituire un Registro Unico nasce dallo studio congiunto effettuato da ISFOL, IRES Piemonte e Regione Piemonte, nel quale si dimostra che le organizzazioni piemontesi non profit (circa 35.000) hanno ben 19 registri diversi in cui iscriversi, ciascuno dei quali fa riferimento ad organi differenti".

     

     

     

    Nota(1) L'ISTAT nel Censimento ha distinto le ONP tra unità market e non market a seconda che il rapporto fra la somma delle quote percentuali delle voci di entrata relative a contratti e convenzioni con istituzioni pubbliche e ricavi derivanti da vendita di beni e servizi e la somma delle quote percentuali delle voci relative ai costi di produzione sia o meno superiore al 50%

    Nota(2) su una suggestione lanciata dal segretario di IRIS Network, l'istituto che si occupa di Impresa sociale, all'ultimo Workshop sull'Impresa sociale

    Nota(3)   Disegno di Legge n. 2617 Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale

    Nota(4)  REGOLAMENTO (UE) N. 1296/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO dell'11 dicembre 2013 relativo a un programma dell'Unione europea per l'occupazione e l'innovazione sociale ("EaSI")

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