Nota sulle linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora (fio.PSD))

    Introduzione

    Nell'ambito delle politiche di contrasto ai fenomeni di emarginazione degli adulti e al disagio abitativo sono state approvate e pubblicate di recente le Linee di Contrasto per la Grave Emarginazione Adulta che, insieme alle Indagini sulle Persone Senza Dimora e i Servizi loro dedicati, rappresentano un primo impegno del governo per conoscere il fenomeno della povertà estrema al fine di definire standard operativi relativi alle opportune misure di intervento.

    I lavori per l'elaborazione delle Linee di Indirizzo per il Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta sono stati avviati nel 2013 su iniziativa di fio.PSD (Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora).

    L'iniziativa nasceva dalla necessità di rispondere alle raccomandazioni della European Consensus Conference On Homelessness, tenutasi a Bruxelles nel dicembre 2010, quando veniva esplicitato che gli Stati Membri dovevano dotarsi di una strategia uniforme di contrasto alla povertà estrema, nonché per assolvere alle indicazioni contenute nel Social Investments Package – Commission Staff Working Document on Homelessness (2013) orientate a sviluppare indirizzi per politiche integrate tese a contrastare e prevenire la grave marginalità e l'esclusione abitativa secondo quanto già contenuto nel mandato europeo (Strategia Europea 2020 – Obiettivo tematico 9) con l'obiettivo di migliorare la vita di due milioni di persone in Italia e farle uscire da una condizione di povertà assoluta.

     

    Metodologia e indirizzi

    Le Linee rappresentano una buona pratica di governance multilivello a forte valenza partecipativa.

    La costituita Cabina di regia, coordinata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (LPS) con la Segreteria tecnica di fio.PSD, ha visto il coinvolgimento attivo di quattro rappresentanti di diverse direzioni del Ministero LPS, un rappresentante del Ministero delle Infrastrutture, uno del Ministero degli Interni, un rappresentante della conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, uno di ANCI ed un rappresentante per ciascuno degli Assessorati ai Servizi Sociali delle dodici città metropolitane italiane. Il lavoro di stesura delle Linee si è svolto tra il mese di gennaio 2013 e il mese di marzo 2015, adottando un metodo, come si è detto, fortemente partecipato.

    La Cabina di regia ha raccolto le informazioni generali e, sulla base delle rispettive esperienze territoriali, ha elaborato contributi specifici sui diversi temi, armonizzato approcci e linguaggi tra le diverse esperienze regionali, unificato metodi e valutazioni. In particolare si è assunto l'approccio cosiddetto "Housing First" quale pratica da raccomandare a tutti, ma altresì da declinare secondo le specificità territoriali e le risorse locali disponibili (come in effetti sta accadendo ).

    In un'ultima fase fio.PSD, ha provveduto alla redazione di una sintesi dei contributi giungendo ad un testo finale nel marzo 2015, che è poi stato discusso, emendato e integrato dalla Cabina di Regia, sino alla approvazione avvenuta il 5 Dicembre 2015 durante la seduta della Conferenza Unificata Stato Regioni. Il testo è stato quindi presentato al CNEL dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il 10 Dicembre 2015..

    Le Linee constano di dieci paragrafi. Dopo una breve premessa concettuale vengono analizzati e descritti i servizi applicabili per il contrasto alla grave emarginazione adulta e quindi ampio spazio viene dedicato alla parte funzionale-operativa relativa alla realizzazione di tali servizi. La finalità principale è infatti quella di dotare il sistema di welfare nazionale e il servizio sociale professionale di un quadro concettuale comune e di modalità di lavoro omogenee e condivise.

    Il grave disagio abitativo è declinato attraverso la classificazione ETHOS (European Typology of Housing Exclusion) che descrive le quattro grandi macro categorie entro le quali esso è espresso in ambito europeo: senza tetto, senza casa, sistemazioni insicure e sistemazioni inadeguate. Le linee guida puntano quindi l'attenzione sul riconoscimento dei diritti civili e sociali, primo fra tutti il diritto alla residenza anagrafica, come sancito dalla legge dello Stato (Legge anagrafica 1228 del 24 dicembre 1954).

    Proseguono successivamente affrontando la questione della definizione tecnica dei servizi oggi presenti in Italia: dalla distribuzione viveri, al dormitorio, dalla comunità semi-residenziale alla comunità di transito, dal centro ascolto al servizio di counselling, tutela legale, ambulatori etc...

    La seconda parte del documento è interamente dedicata alla declinazione operativa delle misure e delle pratiche oggi attuabili in Italia per contrastare, prevenire e gestire i bisogni sociali connessi alla grave emarginazione e alle diverse tipologie di destinatari: donne senza dimora, persone senza dimora over 65, persone profughe e richiedenti asilo, persone senza dimora con disturbi mentali.

    Trovano inoltre spazio: il tema della residenza e del diritto esigibile di cittadinanza, la gestione dell'emergenza in un'ottica di investimento attivo orientato a promuovere la persona (più che di moltiplicazione dei posti letto disponibili), la valorizzazione e professionalizzazione del servizio delle unità di strada, il miglioramento dei servizi di primo intervento, l'accoglienza diurna come spazio di integrazione sociale e di contatto con la comunità, l'housing first come approccio di frontiera in tema di autonomia abitativa e reinserimento sociale.

    In conclusione, le Linee Guida rappresentano un modo nuovo e partecipato di affrontare il problema dei Senza Dimora e sono tese a, promuove un approccio proattivo sia dell'offerta che della domanda (delle istituzioni, delle organizzazioni di settore e dei soggetti interessati) entro un quadro integrato di contrasto alla homelessness che fa sintesi del patrimonio di conoscenze e pratiche già diffuse in molte parti del nostro paese. Sono quindi espressione di un passaggio significativo da una fase politico-assistenziale ad una altrettanto importante e delicata di follow-up applicativo pro-attivo. Occorrerà un po' di tempo per verificare la robustezza e validità di questo nuovo approccio.

     

     

     

     

     

    Nota(1) CONFERENZA UNIFICATA DEL 05.11.2015: Accordo tra il Governo, le Regioni e le Autonomie locali per la promozione e la diffusione delle linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia. (LAVORO E POLITICHE SOCIALI) (Codice sito - 4.11/2015/9 - Servizio III) Accordo, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lett. c) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Repertorio Atti n.: 104/CU del 05/11/2015

    Nota(2) Istat, Ricerca Nazionale sulla Condizione di Persona Senza Dimora, 2012. Istat, Follow-up – Indagine sulle Persone Senza Dimora, 2015. Entrambe sono state svolte a seguito di una convenzione trafio.PSD, Istat, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Caritas Italiana. http://www.fiopsd.org/la-ricerca-psd/

    Nota(3)   www.housingfirstitalia.org

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