Rimettere in moto il welfare a partire dalle capacita’ delle persone e dei territori

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (S-Nodi/Osservatorio Caritas Torino) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione, Università di Torino)

    La crisi e le "Azioni di sistema anticrisi"

    Ormai è noto come la crisi economica iniziata nel 2008 abbia portato in Italia al raddoppio dei poveri assoluti nel 2012, passati da 2,4 del 2008 a 4,8 milioni di individui (dal 4,1% all'8% della popolazione, e dal 4,1% al 6,8% delle famiglie), e a cambiamenti nel loro profilo: l'incidenza della povertà assoluta aumenta soprattutto tra le famiglie senza occupati e tra gli immigrati, nonché in categorie prima meno colpite, come le famiglie più giovani, quelle meno numerose (1 o 2 figli), gli individui residenti al Nord e al Centro.

    La transizione socio-economica di un territorio e l’impatto nelle vite dei suoi abitanti. il biellese dal punto di vista di osservabiella.it

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Q.R.S. Soc. Coop.)

    Introduzione

    La situazione del territorio biellese merita un approfondimento in primo luogo in quanto appare emblematica del processo di terziarizzazione dell'economia, in presenza di una repentina riduzione del ruolo della produzione manifatturiera, con una forte ricaduta sull'occupazione e sulle condizioni di vita della popolazione. Un secondo motivo di interesse é la possibilità di disporre di uno strumento per l'analisi quale un Osservatorio sociale in grado costruire e diffondere conoscenza sulle trasformazioni in atto.

    Editoriale n.24 - I servizi per l’infanzia tra crisi economica e innovazione sociale

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Ires Piemonte

    Quasi ovunque in Europa, al di là dei differenti modelli culturali e operativi, si è assistito negli scorsi decenni ad una crescita dell'offerta dei servizi educativi dedicati ai bambini con meno di tre anni. In Italia, in particolare con il Piano straordinario per lo sviluppo dei servizi per la prima infanzia (2007), la disponibilità dei posti è cresciuta e si è allineata alla media europea.

    Il comune di Torino ripensa i servizi in modo partecipato

    a cura di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Comune di Torino, Direzione Servizi Educativi

    Introduzione

    Le radici del percorso intrapreso dal Comune di Torino hanno molteplici origini: un sistema globale e una riforma nazionale in atto da tempo che vede il ruolo dell'ente pubblico profondamente trasformato. Rispetto a 30 anni fa, la pubblica amministrazione ha mutato progressivamente la sua missione: sempre meno gestore diretto di servizi, sempre più regolatore del sistema. Un ruolo di governo, sviluppo, garanzia e controllo con cui Torino aveva fatto poco i conti, orientando fino a qualche tempo fa le politiche educative verso il sostegno e la promozione di servizi a gestione diretta.

    Costi, criteri d’accesso e tariffe dei nidi d’italia

    di Daniela Del Boca, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Giuseppe Sorrenti – Università degli Studi di Torino, Collegio Carlo Alberto

    I morsi della crisi(1)

    Il peggioramento delle condizioni socio-economiche delle famiglie nel nostro paese – nel 2013 quasi un quinto dei bambini vive in nuclei familiari al di sotto della soglia di povertà – ha reso l'accesso al nido ancora più indispensabile. La crisi economica, dal 2008 in poi, ha infatti esacerbato le difficoltà delle famiglie, aggravandone i problemi strutturali sia in termini di reddito ottenuto che di opportunità di impiego e di risparmi. Nel biennio 2008-2010 l'occupazione femminile è diminuita, mentre è cresciuta l'occupazione non qualificata rispetto a quella qualificata.

    I servizi per l’infanzia: alcune tendenze

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Fondazione Giovanni Agnelli

    Introduzione

    Dati recenti e validati dall'Istat non ce ne sono ancora, ma da più parti del Paese arrivano segnali preoccupanti circa un calo delle iscrizioni ai nidi e alle scuole dell'infanzia. Ai nidi torinesi, ad esempio, si parla di una diminuzione superiore al 10% in un anno, di certo non compatibile con le inevitabili oscillazioni della demografia. E presso le celebratissime scuole dell'infanzia di Reggio Emilia il tasso di scolarità è sceso in dieci anni dal 95 all'86%(1).

    I Servizi per la prima infanzia in Piemonte e in Italia

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Politecnico di Torino

    Introduzione

    In Italia, l'offerta quantitativa di servizi educativi per bambini sotto i tre anni d'età si colloca intorno ai livelli medi europei, benché tuttora a notevole distanza rispetto, ad esempio, alla Francia o alle nazioni scandinave. Negli ultimi anni la situazione è comunque sensibilmente migliorata, in particolare grazie al Piano straordinario per lo sviluppo dei servizi 0-2 anni, finanziato dal Governo nel 2007: a livello nazionale, nel complesso, la disponibilità di posti è cresciuta di oltre il 40% e la copertura dell'utenza potenziale – ossia della popolazione con meno di 3 anni – è oggi allineata alla media europea.

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