Il Piemonte: laboratorio di innovazione sociale per contrastare la crisi del welfare

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università degli Studi di Milano e Centro Einaudi di Torino)

    Fronteggiare la crisi del welfare con un nuovo paradigma

    L'Italia sembra aver superato la soglia oltre la quale il ritorno al modello di welfare pre-crisi non appare più né possibile né auspicabile, essendo il contesto economico-sociale profondamente cambiato rispetto agli anni in cui tale modello era stato creato e successivamente consolidato, rendendo così oggi di fatto insostenibile la difesa di un welfare incentrato sul sistema statale e su risorse prevalentemente pubbliche.

    I servizi sociali tra domanda crescente e risorse scarse: un nuovo ruolo per la finanza locale

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (farePA S.r.l.)

    Premessa

    Il presente contributo costituisce una sintesi del paper I servizi sociali tra domanda crescente, risorse scarse ed un nuovo ruolo per il Patto di Stabilità curato da Luca Bisio e Daniele Valerio ed in corso di pubblicazione nel secondo Rapporto sulla Finanza Pubblica della Fondazione Rosselli. L'evoluzione normativa degli ultimi mesi e la volontà di calare il tema nel contesto piemontese ha comportato l'esigenza di un generale aggiornamento dei contenuti statistici e normativi del paper. Ciò che non è stato oggetto di revisione è il messaggio di fondo sulla necessità di una chiara ridefinizione del sistema dei vincoli della finanza locale.

    Scenari futuri del Welfare in Italia

    d Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Osservatorio Reforming)

    Introduzione

    Sulla base dei dati contenuti nel più recente Programma di Stabilità dell'Italia (PdS), è possibile tracciare le proiezioni a medio-lungo periodo della spesa pubblica per i principali istituti di welfare, in primo luogo pensioni, sanità acuta, assistenza ai non autosufficienti (Ltc). Dalla fine degli anni Novanta, l'Italia, come tutti gli altri Partner europei, ha cominciato a sviluppare regolarmente queste proiezioni di spesa come strumento di supporto alle scelte di policy.

    EDITORIALE N.32 - Welfare e non profit

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Fondazione Rosselli)

    Il welfare contraddistingue il tessuto culturale e l'architettura istituzionale dell'Europa e, oltre a rappresentare un modello di convivenza sociale basato sulla solidarietà, ha contribuito negli anni allo sviluppo dell'economia europea, garantendo più elevati livelli di benessere, una più equa ripartizione della ricchezza e la formazione di una solida classe media.

    Crisi economica ed emergenze sociali

    Il comune di Bra e il sistema integrato di interventi per fronteggiare il fenomeno dell'impoverimento

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Comune di Bra-Cn)

    Introduzione e sintesi

    Gli effetti della crisi economica hanno determinato anche nelle realtà urbane di piccole e medie dimensioni della Provincia di Cuneo un aumento quantitativo ed un modifica sostanziale e qualitativa dei fenomeni di impoverimento. Per fronteggiare questi nuovi scenari, il cui carattere emergenziale è stato acuito dai limiti e vincoli della finanza locale, gli Enti locali e le Comunità territoriali della Provincia di Cuneo hanno dovuto ridefinire e riprogettare con urgenza e tempestivamente le proprie politiche di intervento, le prassi operative, le modalità relazionali interistituzionali, il rapporto tra Istituzioni e cittadini.

    EDITORIALE N.29 - Impoverimento, nodi dello sviluppo e nuove tendenze

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte)

    Le storie, le esperienze e gli studi che emergono negli articoli che seguono confermano quanto l'attuale fenomeno dell'impoverimento sia frutto di un'emergenza lavorativa, considerata senza precedenti in altri studi e analisi. Per questa ragione preferiamo il concetto di impoverimento a quello di povertà al fine di denotare il carattere nuovo del fenomeno e collegarlo alla grave e perdurante crisi in atto.

    Impoverimento, sviluppo economico e autorganizzazione delle comunità locali

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (ricercatore libero professionista), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte)

    In questo articolo tracciamo un ragionamento introduttivo e di sintesi sul fenomeno dell'impoverimento per poi lasciare spazio a tre contributi provenienti da tre contesti locali piemontesi in cui si stanno sviluppando progetti di risposta dai tratti in parte inediti.E' notizia recente che si sono fatti grandi passi sul fronte della lotta alla fame, allo stesso tempo studi internazionali mostrano un allargamento del divario tra i più ricchi e i più poveri, a causa della crescita enorme dei redditi di poche persone.

    Rimettere in moto il welfare a partire dalle capacita’ delle persone e dei territori

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (S-Nodi/Osservatorio Caritas Torino) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione, Università di Torino)

    La crisi e le "Azioni di sistema anticrisi"

    Ormai è noto come la crisi economica iniziata nel 2008 abbia portato in Italia al raddoppio dei poveri assoluti nel 2012, passati da 2,4 del 2008 a 4,8 milioni di individui (dal 4,1% all'8% della popolazione, e dal 4,1% al 6,8% delle famiglie), e a cambiamenti nel loro profilo: l'incidenza della povertà assoluta aumenta soprattutto tra le famiglie senza occupati e tra gli immigrati, nonché in categorie prima meno colpite, come le famiglie più giovani, quelle meno numerose (1 o 2 figli), gli individui residenti al Nord e al Centro.

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