Il Progetto AbiTo

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Cooperativa Aeris) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Cooperativa Stranaidea)

    Introduzione

    I modelli di intervento per favorire la inclusione sociale delle persone senza dimora si sono evoluti nel tempo al mutare delle tipologie di chi si trovava a vivere per strada. Negli anni in cui questa condizione interessava soggetti che rinunciavano alla esistenza considerata "normale" abbandonando per scelta - seppure sofferta - occupazioni, affetti, stili di vita per vivere per strada, nella attuale fase storica caratterizzata dalla crisi economica i senza dimora lo diventano "loro malgrado" perdendo il lavoro e di conseguenza, a caduta, casa, affetti, vita di relazione e prospettive di vita presenti e future.

    Dalla casa alla strada… si può fermare la discesa?

    Sperimentare percorsi di prevenzione e inclusione per non restare SENZA DIMORA

    a cura di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo)

    Premessa

    Può succedere nella vita che eventi improvvisi e spiazzanti portino a una svolta che rischia di peggiorare le proprie condizioni esistenziali. L'uscita dal mondo del lavoro, una separazione, la perdita della casa... diventano l'elemento di rottura del proprio percorso di vita... e inizia la discesa. Ciò che sembrava facile da superare diventa insormontabile. In fretta ci si trova dalla casa alla strada. Soli. Le porte che erano aperte, poco alla volta si chiudono e quasi senza accorgersene si diventa "senza dimora".

    Le pratiche di contrasto alla grave emarginazione abitativa: il modello “a gradini” (staircase approach)

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Servizio Adulti in Difficoltà - Comune di Torino)

    Introduzione

    Il percorso per la redazione delle Linee di Indirizzo per il contrasto della Grave Emarginazione in Italia, di recente pubblicazione, ha coinvolto direttamente la realtà locale di Torino che, insieme ad altre città metropolitane, è stata chiamata a contribuire alla riflessione circa le buoni prassi sviluppate sul proprio territorio. Nell'ambito del gruppo di lavoro nazionale, promosso dal Ministero Lavoro Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, la Città ha scelto di presentare un contributo critico sul cosiddetto modello "a gradini" frutto di un percorso di confronto e scrittura collettiva realizzato nell'ambito del Comitato di Coordinamento Tecnico del Piemonte (CCT), composto dagli aderenti locali della Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora (Fio,PSD).

    Vite ai margini. I senza dimora in Italia e in Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.(1) (Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora)

    Introduzione

    Le persone senza dimora presenti in Italia sono 50.724. Questa è la cifra stimata dalla Seconda indagine sulla condizione delle persone che vivono in povertà estrema condotta da Istat in collaborazione con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, fio.PSD (Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora) e Caritas Italiana(2). A trentasei mesi dallo svolgimento della prima indagine nazionale, la grave marginalità adulta si attesta su una cifra più o meno stabile (erano 47.648 nel 2011).

    EDITORIALE N.40 - Senza fissa dimora

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ricercatore libero professionista)

     

    La crisi economica che interessa da decenni il nostro Paese ha avuto effetti di ricaduta destruenti sulla vita delle persone, generando forme di vulnerabilità sociale in singoli cittadini e famiglie che sembravano essere immuni dal rischio di entrare nel novero dei poveri, aggravando le condizioni di vita dei poveri "tradizionali", creando nuove forme di povertà, prime fra tutte quelle da sofferenza occupazionale.

    La mappatura delle Organizzazioni Non Profit in Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (ISFOL), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Regione Piemonte)

    Introduzione

    Partendo dalla ormai diffusa consapevolezza che il sistema italiano di welfare necessiti di una importante riconfigurazione, la sfida che il nostro paese sta cercando di cogliere è abbandonare il paradigma assistenzialistico (erogatore di risorse) e puntare su un welfare inclusivo per coinvolgere i cittadini e renderli corresponsabili dei processi. Uno dei processi preliminari per intraprendere questa strada è il lavoro d'individuazione, sistematizzazione e valorizzazione di tutte le risorse attive presenti sul territorio.

    Un esempio di valutazione di impatto sociale in Piemonte. Il caso Università degli Studi di Torino e il processo di rendicontazione sociale

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università degli Studi di Torino)

    Introduzione

    La valutazione degli impatti sociali e, più precisamente, la misurazione e conseguente valutazione degli stessi, è un tema assai caldo e dibattuto sia a livello accademico, che professionale e politico. Ad alimentare questo dibattito si sommano: diverse prospettive di indagine ovvero studiosi provenienti da differenti campi di studio, interlocutori, strumenti e contesti di applicazione. Ciononostante, esiste una immutata esigenza generalizzata ovvero capire quali metodologie e quali strumenti possano essere impiegati per la produzione, gestione e misurazione di un preciso impatto sociale.

    Rendicontare il valore sociale ed economico delle imprese sociali: la sperimentazione delle RSET

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Osservatorio sull'economia civile della Camera di commercio di Torino)

    Introduzione

    Il Comitato per l'imprenditorialità sociale - Osservatorio sull'economia civile della Camera di commercio di Torino (OECISS) nasce nel 2006 con lo scopo di supportare e sostenere le organizzazioni nonprofit e diffonderne la cultura. Tra le proprie attività prevede lo sviluppo e la promozione di forme di rendicontazione sociale del settore nonprofit; in questo ambito, a partire dal 2009 è stato sperimentato un modello di Rendicontazione sociale di territorio (RSET) su territori extraurbani quali la Val Susa, Val Pellice Chisone e Germanasca e, in ambito urbano, nella Circoscrizione IV della città di Torino.

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