Editoriale nr. 58 - Dalla Quarta rivoluzione industriale alla digital transformation: a che punto è il Piemonte?

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    Da almeno quattro anni la “Quarta rivoluzione industriale” è la questione economica (e di politica economica) più mediatizzata. La locuzione trae origine da un documento pubblicato in Germania nel 2011 intitolato “Industria 4.0: l‘Internet delle cose sulla strada della Quarta rivoluzione industriale”. In questa pubblicazione si rendeva nota la costituzione di un gruppo di lavoro partecipato dalle principali imprese manifatturiere tedesche, con l’obiettivo di redigere un piano per favorire la transizione dell’industria nazionale ad un nuovo stadio evolutivo caratterizzato dall’utilizzo delle tecnologie digitali: principalmente la connettività e i big data, le nuove forme di automazione e il machine learning.

    Le politiche regionali per la transizione del sistema produttivo piemontese

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Regione Piemonte)

    La strategia della Regione Piemonte a sostegno della transizione dell’apparato produttivo piemontese verso tecnologie e modelli di business ad alta intensità “digitale” è stata sviluppata nel quadro delle politiche europee e nazionalie tenendo conto delle peculiarità del sistema economico regionale, sia dal punto di vista della specializzazione sia da quello dei modelli organizzativi e di cooperazione delle imprese.

    Industria 4.0: un primo bilancio dell’esperienza piemontese

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Digital Innovation Hub Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Digital Innovation Hub Piemonte)

    L’applicazione aziendale di strumenti hardware e software sempre più potenti ha portato ad una serie di cambiamenti organizzativi, culturali e tecnologici che vengono collettivamente definiti “trasformazione digitale”. Per meglio rappresentare questo concetto nel 2011 in Germania è stato coniato il termine Industrie 4.0, con un richiamo alla cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”. Negli anni successivi in diversi paesi sono state introdotte politiche volte a indirizzare e sostenere il sistema produttivo lungo queste trasformazioni. Nelle pagine che seguono si riassume l’esperienza italiana, con particolare attenzione alla realtà piemontese.

    Cambiamento tecnologico e qualità del lavoro

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    L’ascesa della nuova generazione di tecnologie digitali interroga da anni futuro e ruolo del lavoro nella società. Stime allarmate sulla sostituibilità delle occupazioni convivono con approcci che sottolineano il carattere frizionale della disoccupazione tecnologica. Oltre la pseudo opposizione tra umani e macchine, stabilito che dinamica e geografia del lavoro originano solo in parte da fattori tecnologici, i timori per l’occupazione sembrano porre in secondo piano i cambiamenti qualitativi del lavoro. 

    L’impatto occupazionale della digital transformation in Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    Una delle ragioni per cui la digital tranformation è diventata un tema ricorrente nel dibattito economico è la diffusa preoccupazione per il suo possibile impatto negativo sull’occupazione, una preoccupazione niente affatto nuova, visto che già nel 1930 John Maynard Keynes parlava di “disoccupazione tecnologica”.

    I servizi digitali piemontesi tra startup, scaleup e ecosistema di supporto

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.(Ires Piemonte)

    Il contributo nasce con un obiettivo tutto sommato semplice: quali sono gli effetti della trasformazione digitale nel terziario piemontese e, in modo specifico, nel terziario “di mercato”[1]?

    Industria 4.0: nuove competenze e capitale umano per il Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRCRES - CNR)

    L’impatto del cambiamento tecnologico sul capitale umano è storicamente molto intenso e può essere gestito con una politica della formazione che consenta un adattamento delle competenze al cambiamento in corso, sia dal lato delle mansioni operative, che da quello delle mansioni manageriali. 

    Efficienza energetica e tutela dell’ambiente nei settori elettrico, termico e dei trasporti

    di Giuseppe Bergesio (IREN Energia)

    Introduzione

    Le politiche energetiche trovano una fondamentale declinazione nel contesto urbano e nella ricerca dell’equilibrio tra efficienza energetica e sostenibilità ambientale il principio a cui ricondurre le strategie gli interventi  settoriali.  

    Le sfide del servizio idrico integrato: quale destino per i fanghi da depurazione?

    di Armando Quazzo (SMAT)

    Introduzione

    Il servizio idrico integrato richiede la gestione coordinata delle diverse fasi del ciclo delle acque: dalla captazione alla depurazione. L’articolo si sofferma sui fanghi da depurazione che costituiscono il prodotto della fase finale del servizio idrico integrato, ovvero il trattamento delle acque reflue civili ed industriali con la restituzione dell’acqua depurata affinché possa ritornare all’ambiente in una perfetta logica di economia circolare.

    Il trasporto pubblico locale

    di Walter Ceresa (GTT)

    Introduzione

    Il servizio di Trasporto Pubblico Locale (TPL) è un servizio pubblico fondamentale e cioè l’offerta di tutti i mezzi di trasporto collettivo (bus, treni, tram, metropolitane) che contribuiscono al soddisfacimento del bisogno di mobilità in ambito urbano, regionale e infra-regionale. che consente e milioni di persone di recarsi a scuola o al lavoro o assecondare la domanda di mobilità per il tempo libero.

    Da carenza a eccesso: come gestire le fluttuazioni nella disponibilità della risorsa idrica

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (SMAT)

    Introduzione

    In Italia, come nel resto del mondo, è molto aumentata la consapevolezza sull'importanza e strategicità della risorsa acqua. Ad aumentare è anche l’attenzione rivolta alla gestione di questo bene primario. Da questo punto di vista il Nord-Ovest rasenta indubbi elementi di forza: la rete distributiva spicca nel panorama italiano per la maggiore efficienza. 

    I servizi pubblici locali: la via (ritrovata) del Nord-Ovest

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (REF)

    Introduzione

    Nelle Regioni del Nord-Ovest, 558 imprese di servizi pubblici locali compongono un “gruppo industriale” che fattura ogni anno 17 miliardi di euro e occupa circa 42 mila addetti, generando utili per 332 milioni e realizzando ogni anno investimenti per oltre 1,6 miliardi di euro.  

    EDITORIALE N.53 - Le utilities e la governance regionale dello sviluppo.

    di Sandro Baraggioli (Confservizi Piemonte e Valle d'Aosta)

    Come evidenziato dal Rapporto Istat sulla competitività dei settori produttivi, la crisi non ha modificato le caratteristiche strutturali del sistema produttivo italiano. I tratti salienti della struttura produttiva italiana non sono mutati nel corso delle due fasi recessive che hanno colpito la nostra economia dal 2008.

    Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma: la circular economy dei rifiuti organici

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (ACEA Pinerolese)

    Introduzione

    Quando si parla di economia circolare, di green economy e di Rifiuti/Risorse spesso l’immaginario comune vola a chissà quali teorizzazioni lontane dalla vita quotidiana. In realtà gran parte dell’innovazione dipende dall'organizzazione dei sistemi dei servizi.

    Contratti di rete ed attori del credito: un’ipotesi interpretativa

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale)

    Istituti di credito, imprese e crisi economica

    La crisi economica iniziata nel 2008 si è caratterizzata, in molti paesi, da una rilevante riduzione dei prestiti finanziari ad imprese e famiglie. Secondo un recente studio CNA-Kpmg , in Italia nel periodo gennaio 2012- gennaio 2016, il credito alle imprese si è ridotto di circa 112 miliardi di euro (pari a oltre l'11% dello stock complessivo di credito erogato alle imprese). Tale riduzione ha però colpito maggiormente le piccole imprese: per questo segmento, infatti, essa si è attestata intorno al 20%. Inoltre, la differenza di accesso al credito fra medio-grandi imprese e piccole imprese si è accentuata dal 2014: sempre secondo lo studio CNA-Kpmg, dal 2014 ad inizio 2016, le imprese con più di 20 dipendenti hanno visto aumentare il credito ottenuto nei loro confronti dello 0,7% l'anno, mentre le seconde lo hanno visto diminuire dell'1,7%.

    Le preferenze dei consumatori per capi di abbigliamento in lana sostenibile

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Istituto di Ricerca sulla Crescita Economica Sostenibile del Consiglio Nazionale delle Ricerche)

    Introduzione(1)

    Nel campo della moda il consumatore è cambiato. Si possono osservare almeno due aspetti di tale cambiamento: il primo è legato al nuovo ruolo del consumatore nella complessa dinamica del consumo; il secondo ha a che fare con l'attuale transizione verso un'economia circolare e stili di vita più responsabili per il proprio benessere e quello del pianeta. Nel rapporto tra fornitore e utilizzatore del bene, lo scettro è ormai passato dal brand a chi effettua l'acquisto (Rinaldi e Testa, 2013): con l'aumentare delle informazioni e della concorrenza, il consumatore è più competente, esigente, selettivo, sensibile al prezzo e libero di cambiare marca e stile.

    Uno sguardo oltre il Piemonte: cosa insegnano le esperienze di Emilia-Romagna e Veneto

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.i (Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale)

    Introduzione

    Emilia Romagna e Veneto sono due tra le regioni italiane tradizionalmente più ricche di distretti industriali e presentano una struttura produttiva basata sulle PMI, parzialmente in contrasto con il Piemonte. In entrambe le regioni il settore manufatturiero è cruciale per l'economia locale ed è alto il grado di internazionalizzazione delle aziende, tipico dei contesti distrettuali. Entrambe le regioni hanno sofferto pesantemente la crisi economica con una riduzione del numero di imprese e di addetti, ma sono tornate a crescere nel 2014 più della media nazionale. Le due regioni, simili dal punto di vista della struttura produttiva, hanno adottato politiche parzialmente differenti per lo sviluppo economico territoriale e nella fattispecie per lo strumento del contratto di rete e soprattutto modelli differenti di governance.

    La cornice giuridica multilaterale dello scambio dei prodotti tessili e dell'abbigliamento: la globalizzazione come sfida e come opportunità

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Giurisprudenza)

    Introduzione

    La rilevanza del settore tessile per l'economia globale e locale nonché l'evoluzione del quadro normativo internazionale in questo ambito hanno costituito lo spunto per la realizzazione di un lavoro di ricerca, nell'ambito del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Torino, finalizzato ad evidenziare criticità e potenziali trasformazioni degli scambi internazionali di questi prodotti a partire dal Secondo dopoguerra fino ai giorni nostri.

    EDITORIALE N.42 - Il contratto di rete: uno strumento per lo sviluppo regionale

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Consorzio A.A.Ster srl) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università degli Studi di Milano-Bicocca)

     

    Questo numero di Politiche Piemonte si occupa di "contratti di rete". Si tratta di una forma di aggregazione tra le imprese relativamente recente (introdotta dal legislatore nel 2009) e che sta riscuotendo un interessante successo in tutto il Paese, seppure con importanti differenze territoriali. Come si chiarisce nel primo dei capitoli che compongono il numero, il Piemonte si distingue per il ricorso ancora scarso delle sue imprese a questa modalità di collaborazione, che ha mostrato in altre regioni una diffusione sorprendentemente maggiore.

    Prospettive sostenibili per applicazioni non tessili della lana italiana

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ircres-CNR)

    Introduzione(1)

    Tradizionalmente la lana è usata soprattutto nel settore dell'abbigliamento, ma ha anche altri sbocchi, i più comuni nel mercato dei tessuti per l'arredamento, per le imbottiture e nell'artigianato. Tuttavia le applicazioni alternative più recenti sono varie e interessanti anche per i possibili impatti in termini di quantità di materiale potenzialmente utilizzabile. Alcune, più massive, stanno superando la fase sperimentale e sono già in scala industriale o semi-industriale, come nel tessile tecnico per la bioedilizia.

    Modelli di rete: pratiche e prospettive per il Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale)

    Introduzione

    La ricerca sui contratti di rete alla quale si fa riferimento in questo numero di Politiche Piemonte ha suggerito l'individuazione di alcuni modelli di rete. Il modello più semplice, e forse più diffuso tra le aggregazioni oggetto della nostra analisi, è quello che abbiamo chiamato "a connessione orizzontale", o "per il mercato", nel quale le imprese cooperano per presentarsi sul mercato con un catalogo o una gamma di prodotti in qualche modo comuni.

    I costi di una filiera di lana rustica: alcuni spunti operativi e di analisi

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Cnr-Ircres) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università di Torino)

    Modelli organizzativi di filiera(1)

    Nell'attuale filiera della lana rustica è possibile individuare tre modelli organizzativi principali, che si caratterizzano per una progressiva diminuzione dei costi fissi a favore dei costi variabili a seconda della produzione effettuata: 1. filiera integrata. Un unico soggetto si occupa dell'intera lavorazione, dall'allevamento al prodotto finito (filati o tessuti). In Italia non esistono esempi di filiera integrata a livello industriale.

    Contratti di rete e capitale sociale

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale)

    Reti di imprese e contratti di rete

    Il fenomeno delle reti di imprese ha attirato da sempre l'attenzione dei soggetti economici e delle politiche pubbliche, con la conseguenza di essere uno degli oggetti più studiati e indagati dalla sociologia economica, oltre che dalla letteratura economica e giuridica. Disponiamo infatti di numerose ricerche, studi di caso, riflessioni teoriche e analisi comparate sulle più importanti esperienze di collaborazioni tra le imprese, che toccano numerosi aspetti: dalle reti più informali a quelle più istituzionalizzate, dai gruppi aziendali ai consorzi, ai distretti industriali, ai patti di sviluppo territoriale, alle diverse associazioni temporanee di scopo, alle varie operazioni di joint-venture, fusioni e acquisizioni, agli accordi di filiera nella catena della fornitura, meta-distretti, peer production, cluster di ogni tipo e moltissime altre forme di reti orizzontali o gerarchiche, lunghe o corte, dense o ridotte, complementari o indipendenti, temporanee o permanenti.

    La filiera della lana rustica

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università di Torino)

    Introduzione(1)

    Progettare una filiera di lana rustica oggi significa riscoprire prodotti, e conseguentemente processi di trasformazione, già presenti nell'industria tessile nei primi decenni del Novecento, quando la lana rustica figurava tra le materie prime principali, e in seguito abbandonati a favore della lavorazione delle lane pregiate e delle fibre sintetiche che oggi incontrano maggiormente il favore del pubblico. Tale filiera si etichetta come sostenibile dal punto di vista ambientale in quanto trasforma lana considerata un rifiuto per via delle fibre grossolane che ne rendono difficile la lavorazione, e quindi smaltita con un elevato impatto ambientale.

    Le dimensioni del fenomeno

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Consorzio A.A.Ster srl)

    Introduzione

    Alla data dell'ultima estrazione disponibile al momento della redazione (metà maggio 2016) sono stati stipulati in Italia, complessivamente, 2.844 Contratti di rete che coinvolgono 14.307 imprese, dei quali 2.443 standard ("reti contratto") con 12.917 imprese, a cui vanno aggiunti 401 contratti con personalità giuridica ("reti soggetto"), con 2.870 imprese(1). Dopo una partenza rallentata i Contratti si sono progressivamente diffusi. I primi erano stati stipulati nel 2010, ma soltanto a partire dal 2012 il numero è iniziato a crescere sensibilmente, registrando un vero e proprio boom nel 2013.

    Il distretto tessile di Biella tra realtà e potenzialità di sviluppo

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ircres-CNR)

    Introduzione(1)

    Il distretto tessile di Biella, tra periodi di splendore e altri più bui, resta sicuramente un'eccellenza per il Piemonte ed un settore cardine su cui concentrare gli sforzi anche nei prossimi anni. La produzione di filati, tessuti e abbigliamento, specie se in lana, vede infatti un'elevata specializzazione proprio in Piemonte, oltre che in Toscana e Veneto. In particolar modo, le imprese d'eccellenza si concentrano nei distretti di Biella e Prato.

    I flussi di materia del settore estrattivo piemontese

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.(Ires Piemonte)

    Introduzione

    Una delle metodologie sviluppate in questi ultimi decenni per stimare gli impatti delle società umane sull'ambiente e rendere confrontabili misure economiche con analisi di tipo ambientale è la quantificazione del bilancio di massa di un sistema economico, ottenuta mediante l'analisi dei flussi di materia. Tale metodologia, chiamata Material Flow Analysis (MFA) è in grado di fornire un quadro sintetico della quantità di materia che attraversa un sistema socio-economico, permettendone una valutazione del livello di sostenibilità.

    Editoriale n.45 - La sostenibilità della filiera tessile in Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Istituto di Ricerca sulla Crescita Economica Sostenibile del Consiglio Nazionale delle Ricerche)

    Introduzione

    Il settore tessile e abbigliamento (T&A) continua a rivestire un ruolo importante e strategico per lo sviluppo del nostro paese e del Piemonte in particolare. Questo numero di Politiche Piemonte prende spunto da due ricerche recenti, pubblicate e presentate a Torino nel 2016. La prima, realizzata dall'Istituto di Ricerca sulla Crescita Economica Sostenibile del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha studiato un caso di innovazione della filiera tessile: l'utilizzo di lana rustica italiana, scarto dell'allevamento ovino, per la produzione di capi di sartoria e maglieria. Il libro "Economa del tessile sostenibile: la lana italiana" di Pagliarino, Cariola e Moiso, è stato presentato alla Casa dell'Ambiente di Torino il 23 maggio 2016.

    Analisi geografica e cronologica della dell’attività estrattiva in confronto con quanto previsto dal documento di programmazione delle attività estrattive (DPAE)

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ag3 srl), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Dip. Scienze della terra, Università degli studi di Torino)

    Introduzione

    L'articolo propone un confronto tra la distribuzione delle cave piemontesi e gli ambiti previsti dal Documento di programmazione delle attività estrattive (DPAE) approvato dalla Regione Piemonte nel 2002.

    I dati sulla localizzazione delle cave dell'intero territorio piemontese sono stati forniti dalla Regione Piemonte tramite estrazione dalla Banca Dati Attività Estrattive (nel seguito BDAE), che raccoglie dati sin dagli inizi degli anni '80.

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