Atmosfera Creativa

    Un modello di sviluppo sostenibile per il Piemonte fondato su creatività e cultura.

    Di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Dip. di Economia Cognetti De Martiis, Università di Torino e CSS-Ebla.

    È possibile che il benessere economico e sociale di un territorio si fondi su creatività e cultura? È quanto risulta dal rapporto "Atmosfera creativa", progetto della Fondazione CRT, a cura del Centro Studi Silvia Santagata e della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Torino.

     

    Infatti, la cultura e la creatività stanno diventando due fattori fondamentali per comprendere l'identità e lo sviluppo delle società. In senso funzionale, cultura e creatività sono da sempre servite per generare beni e idee che nella storia hanno prodotto valore simbolico, estetico, economico e sociale, ma solo negli ultimi anni si è iniziato a enfatizzarne il ruolo come fattori intangibili per lo sviluppo economico e sociale. Da un lato, è cresciuta la consapevolezza del valore economico generato dalle industrie rivolte alla produzione di beni e servizi culturali e del loro potenziale in termini di crescita rispetto ad altri settori dell'economia (Howkins, 2001). Dall'altro, si riconosce come il capitale culturale e la concentrazione di talenti e creativi possa generare nuove opportunità di sviluppo, dove la crescita economica si coniuga con la qualità sociale e la produzione di valore culturale (Florida, 2002).

    Il rapporto "Atmosfera Creativa" analizza la vitalità e l'importanza delle industrie culturali e creative in Piemonte. Partendo dall'analisi condotta a livello nazionale nel Libro Bianco sulla Creatività (Santagata, 2009) le industrie creative prese in considerazione nel caso del Piemonte contemplano i settori dalla moda, del design, del gusto, delle industrie dei contenuti e del patrimonio storico e artistico.

    Il rapporto rappresenta un lavoro collettivo frutto del contributo di numerosi autori, docenti universitari e ed esperti nei diversi ambiti della produzione culturale. La prima parte del rapporto è costituita da capitoli di inquadramento generale, mentre nella seconda parte vengono analizzati i singoli settori delle industrie creative e culturali in Piemonte.

    Utilizzando i dati ASIA per l'anno 2007 si rileva che in aggregato queste industrie rappresentano circa il 9% degli addetti e delle imprese dell'economia Piemontese, una cifra paragonabile al sistema auto e all'edilizia che hanno un peso rispettivamente del 9,48% e del 12,37 % per numero di addetti.

     

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    Partendo da questo dato positivo, il rapporto individua un modello interpretativo volto ad evidenziare quali siano le condizioni per rendere questo macrosettore un attivatore per lo sviluppo locale.

    Il modello si articola essenzialmente in quattro livelli:

    • L'atmosfera creativa

    • I sistemi locali della creatività, con particolare attenzione agli imprenditori culturali e alla produzione di esternalità positive;

    • Le fabbriche della cultura

    • I micro servizi dei settori creativi e culturali;

    Questi quattro livelli servono per delineare un modello basato sulla creatività nella produzione culturale come meccanismo di attivazione di sviluppo economico locale. Le fabbriche della cultura e i micro servizi a loro collegati costituiscono gli attori nelle diverse filiere produttive e segnalano la presenza di specializzazioni di un territorio in specifiche produzioni culturali. I sistemi locali della creatività determinano i legami e le reti tra i diversi soggetti lungo e tra le filiere produttive. L'atmosfera creativa segnala infine quella dimensione spesso intangibile che determina la concentrazione di talenti ed eccellenze e la capacità dei sistemi locali ad esprimere elementi creativi e produrre innovazione.

    Considerando l'atmosfera creativa come un fattore cruciale (Hall, 2000), il rapporto si concentra sull'analisi dei sistemi locali della creatività, intesi come reti di relazioni economiche e sociali tra i diversi attori privati ed istituzionali. L'analisi di queste reti serve infatti a comprendere il ruolo dei diversi attori nel sistema e l'intensità delle relazioni che può produrre un clima innovativo e creativo.

    I principali risultati del rapporto possono essere sintetizzati in tre punti.

    In primo luogo, in il Piemonte rispecchia due modelli geografici di creatività. Da un lato, l'area metropolitana di Torino concentra molte delle attività culturali e creative, in particolare quelle legate alle industrie dei contenuti o al Patrimonio storico artistico. Dall'altro lato, la regione presenta un tessuto di distretti e territori che hanno saputo elaborare autonomamente le istanze creative della cultura materiale (gusto, design e moda), in maniera complementare all'esperienza metropolitana. Solo per citare alcuni esempi, Slow Food nasce a Bra, la Ferrero ad Alba, la Alessi nel Verbano. In questa prospettiva, il Piemonte sembra rappresentare un perfetto caso di studio per analizzare come possano convivere i due modelli geografici della creatività, quello metropolitano e quello territoriale-distrettuale.

    In secondo luogo, il macro settore delle industrie culturali e creative in Piemonte risulta eterogeneo per quanto riguarda l'atmosfera creativa esistente nei diversi sistemi produttivi. Alcuni settori, come l'editoria, la radiotelevisione e in parte la moda presentano eccellenze che sono principalmente il frutto di un'atmosfera creativa passata. Al contrario, altri sistemi, come quello del gusto, del cinema o dei musei hanno saputo negli ultimi anni esprimere una forte atmosfera creativa.

    Infine, come riportato nella figura 2, le industrie culturali e creative sono caratterizzate da una densa rete di connessioni tra i diversi settori, principalmente dovuta alla trasversalità e complementarietà dei beni e servizi creativi offerti, come nel caso dei media digitali o del design per la produzione di beni culturali.

    L'importanza della creazione di reti è evidente nel caso di Torino con il ruolo degli enti pubblici e dei soggetti privati nella creazione di effettivi sistemi di produzione culturale che favoriscano la cooperazione tra i diversi attori del sistema per soddisfare la domanda crescente, per migliorare la qualità dei prodotti culturali e per condividere pratiche e competenze.

    Questo aspetto è fondamentale per rilevare la presenza di atmosfera creativa all'interno dei sistemi locali analizzati. Infatti, la presenza di una ricca dotazione di capitale sociale e di istituzioni, quali la fiducia, la reciprocità, la cooperazione, e la ricchezza di reti costituiscono una base sostanziale per la costruzione di una sovrastruttura di atmosfera creativa.

     

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    Da un punto di vista di policy, il rapporto sottolinea come le istituzioni abbiano il compito di mettere a disposizione dei sistemi della creatività le infrastrutture di base per il loro sviluppo, che in vario modo accrescono o migliorano la dotazione e l'efficienza di diverse forme di capitale: fisico, naturale, umano e culturale. Queste possono essere infrastrutture hard o fisiche per sfruttare economie di scala e di scopo a beneficio delle imprese o dei talenti presenti sul territorio. In questo ambito ricadono i nuovi spazi per l'espressione culturale e la sperimentazione creativa o gli investimenti in dotazioni tecnologicamente avanzate. Allo stesso tempo, le istituzioni possono investire in infrastrutture soft, cioè creare progetti rivolti a valorizzare e finanziare le risorse produttive esistenti sul territorio e allo sviluppo di relazioni collaborative e sinergie tra le imprese e i talenti dei sistemi della creatività. I progetti spesso si accompagnano a collaborazioni o partnership tra pubblico e privato, soprattutto fondazioni e imprenditori.

     

    Bibliografia

    Florida R. (2002), The Rise of the Creative Class. And How It's Transforming Work, Leisure, Community, and Everyday Life, Basic Books, New York (ed. it. L' ascesa della nuova classe creativa. Stile di vita, valori e professioni, Mondadori, Milano, 2003).

    Hall P. (2000). Creative Cities and Economic Development. Urban Studies, 37: 639.

    Howkins, John. 2001. The Creative Economy: How People Make Money from Ideas. London: Allen Lane.

    Santagata W. 2009 Libro Bianco sulla Creatività. Per un Modello Italiano di Sviluppo, Milano: Università Bocconi Editore, Trad. Inglese: White paper on creativity Towards an Italian model of development, disponibile su www.css-ebla.it

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