L’attrattività turistica di Torino

    Di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - IRES Piemonte e di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Università degli Studi di Torino

    Introduzione

    Il turismo è certamente in grado di rappresentare un fattore di crescita per le economie locali. Inoltre il turismo costituisce uno spostamento dei consumi nello spazio, dove a muoversi non sono le merci quanto i consumatori (Peroni, 1998) e si connota con le caratteristiche proprie dell'industria culturale e dei servizi (Berry 1980; Peroni 1998), anche se è solo in parte riconducibile alle attività di leisure (Mannell e Iso-Ahola, 1987) L'attività turistica può essere considerata, quindi, un consumo emblematico della post-modernità, un "bisogno primario" delle società affluenti (Becheri, 1998).

    Al turismo di massa, iniziato negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, si sono affiancati molteplici forme di turismo, diverse per attività svolta (culturale, rurale, sportivo, termale, religioso,...) e per destinatari (turismo scolastico, della terza età, ...). Sono anche mutate le motivazioni, connesse a diversi stili di vita nei consumi, tenendo conto che i consumi simbolici (e tra essi il consumo di turismo) svolgono un ruolo centrale (Vicari Haddock, 2004). In questo mutato scenario la destinazione prescelta assume un interesse particolare agli occhi del turista poiché gli permette di costruire (e confermare) la propria identità e le città assumono un ruolo via via più importante. Ma come si colloca Torino nel contesto italiano in quanto a capacità di attrattività turistica?

     

    1. La collocazione di Torino

    Elemento caratterizzante delle destinazioni del turismo urbano diventa la città stessa, di cui l'ambiente circostante costituisce solo un'attrazione secondaria: per dirla con Defert (1972), il turismo urbano non è tanto legato all'hydioma (l'acqua) né al phythoma (la natura) del luogo, ma al suo lithoma (monumenti e insediamenti abitativi) e anthropoma (modi di vita della popolazione). Sebbene il turismo urbano racchiuda in sé una molteplicità di componenti, esso, secondo alcuni (Boyer 1997, MacCanne 1976)m si caratterizza in particolare per tre tipologie di elementi, riconducibili all'heritage, alla tradizione o back region e al leisure. L'heritage comprende quei beni culturali, architettonici e artistici che ne costituiscono il patrimonio peculiare ed è la componente del turismo urbano riconosciuta già ai primordi del Tour (Boyer 1997). La back region comprende la cultura locale e una sua componente immateriale che si traduce nei comportamenti e negli stili di vita ed è influenzata dallo stratificarsi di individui e culture. Le attrazioni, gli avvenimenti, le strutture fanno parte del leisure, il quale determina la durata, la spesa e il giudizio del turista. Le componenti di leisure inoltre hanno un ruolo fondamentale nel catturare gli individui che non sono troppo interessati ad aspetti connessi all'heritage e alla back region. Infine, gli elementi che compongono le categorie dell'heritage, della back region e del leisure, se concentrati in un ambito spaziale ristretto, consentono al turista di goderne con maggior facilità e diventano il valore aggiunto del turismo urbano. A questi tre insieme di fattori faremo riferimento più avanti, calcolandone indici rappresentativi per comparare Torino con le altre 10 città italiane capoluogo di regione di dimensione metropolitana.

    Elaborando informazioni, di varia fonte e data, abbiamo prima elaborato cinque indicatori quantitativi (presenza di musei, visitatori ai 30 musei più frequentati e ai musei nazionali, consistenza di beni archeologici e architettonici), poi calcolato l'indice di heritage rappresentato nel grafico 1, assegnando a ciascuna caratteristica un peso. Torino risulta posizionata all'ottavo posto, dopo città d'arte quali Roma, Venezia, Genova, Napoli, Milano e Bologna (ma prima di Bari, Cagliari e Palermo).

    Operando in modo analogo su otto indicatori scelti a rappresentare la back region (n. di editori attivi, valore dei contributi del Fondo Unico per lo Spettacolo, contributi delle fondazioni bancarie e altre, addetti ai settori culturali, studenti iscritti a corsi universitari on qualifica nel settore culturale, numero spettacoli, posti nelle sale cinematografiche e spesa comunale pro-capite in cultura) si è costruito l'indice di back region del grafico 1.

    Qui Torino si posiziona al terzo posto, dopo Roma e Milano, per effetto del ricco substrato culturale della città, per la presenza di molte attività culturali (teatri) e di un notevole finanziamento operati da parte di stakeholders pubblici e privati.

    Le elaborazioni per gli aspetti legati al leisure (limitatamente ai cinque indicatori che abbiamo potuto costruire: capacità ricettiva delle sale di spettacolo, livello di esposizione su riviste culturali specializzate, n. citazioni dei musei sulla stampa nazionale, mostre con più di 100.00 visitatori ed esposizione su web dei teatri lirici) ci restituiscono la rappresentazione dell'indice di leisure grafico 1.

    Anche qui il piazzamento di Torino è ottimo: in terza posizione, dopo Roma e Venezia. Nonostante Torino non sia una città di tradizione turistica, gli aspetti culturali e le politiche intraprese negli ultimi anni la rendono una meta attraente per i visitatori.

     

    Grafico 1. Indice di heritage, back region e leisure: Torino e le altre

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    Negli ultimi quindici anni, come mostra il posizionamento rispetto ai tre indici, Torino ha intrapreso un profondo processo di trasformazione e rinnovamento urbani, a partire dall'approvazione nel 1995 del Piano regolatore generale. Come noto, l'assegnazione dei XX Giochi olimpici invernali ha agito da catalizzatore per l'accelerata realizzazione di opere pubbliche, che è stata accompagnata da una vivace ripresa delle attività edilizie private negli anni che accompagnano la preparazione dei Giochi. La città ha, quindi, registrato un sensibile riposizionamento del proprio sistema metropolitano complessivo rispetto alla funzione di una metropoli post-manifatturiera, in un periodo globale di trasformazione dal modello industriale al modello di società postindustriale, dalla produzione di beni materiali all'attribuzione di maggior valore ai beni immateriali, come la conoscenza, il benessere, la qualità della vita, la comunicazione, l'informazione. Tale trasformazione ha inciso anche sul lato culturale, attraverso lo sviluppo di iniziative che sono state in grado di utilizzare l'occasione olimpica per diffondere una nuova immagine della città.

     

    Conclusioni

    Torino, sebbene presenti valori inferiori a molti altri capoluoghi nell'heritage, negli ultimi anni è riuscita a recuperare negli aspetti di back region e leisure, grazie ad una serie di interventi mirati che hanno saputo riqualificarne l'offerta turistica, culturale e di intrattenimento, più in generale, ottenendo un incremento di attività turistica, che si è tradotto in maggiori flussi turistici sia dall'Italia che dall'estero.

    Nonostante per alcuni versi si rischi di entrare nella fase di maturità del prodotto, il turismo può ancora rappresentare per Torino una leva di sviluppo, se gli stakeholeders saranno in grado di investire in quei fattori di back region e leisure, che hanno contribuito negli ultimi anni a migliore l'attrattività della città.

    Anche in questo settorei maggiori problemi sono connessi alla sopravvenuta scarsità delle risorse disponibili, soprattutto da parte pubblica, mentre il settore privato sembra risentire dei contraccolpi della crisi ed è più cauto nel decidere nuovi investimenti. I tagli finanziari agli enti locali e i vincoli imposti loro dal Patto di stabilità hanno colpito soprattutto le risorse da destinare alla comunicazione e al marketing, ma anche alle iniziative culturali. Tuttavia, per il capoluogo piemontese, le opportunità connesse allo sviluppo turismo sono ancora molteplici, soprattutto se attoripubblici e privati sapranno attuare politiche integrate di promozione della città, sfruttando appieno le potenzialità di leisure della città e integrandole in un pacchetto di offerta turistica regionale.

     

    Bibliografia

    Becheri E. (1998), Il Turismo Fra Economia E Sociologia: Uno Scenario Di Lungo Periodo, In Pcm (1998), Presidenza Del Consiglio Dei Ministri, Ottavo Rapporto Sul Turismo Italiano

    Bondonio P., Dansero E., Guala, C., Mela A., Scamuzzi S., (2007), (A Cura Di), A Giochi Fatti. Le Eredità Di Torino 2006, Carocci, Roma

    Traclò F., Tortorella W. (2007), Oltre I Limiti Del Turismo All'italiana, Il Mulino, Bologna

    Vicari Haddock S. (2004) La Città Contemporanea, Il Mulino, Bologna.

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