Gli itinerari culturali e di pellegrinaggio in Piemonte: la via Francigena un progetto europeo in itinere

    Di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Politecnico di Torino, DIST - Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio

    Introduzione

    Il turismo culturale è oggi uno dei più ampi segmenti del mercato turistico e rappresenta un settore importante nella strategia europea in cui rientrano gli Itinerari Culturali Europei, riconosciuti dal Consiglio d'Europa come veicolo di comunicazione, scambio culturale tra le nazioni e strumento per consolidare l'identità europea. La Via Francigena è uno dei principali itinerari che, anche per la sua posizione geografica, rappresenta il cuore di una trama di antiche vie che attraversano l'Europa: è un itinerario che dal medioevo raduna viandanti (pellegrini, mercanti, soldati) provenienti da tutto il mondo e connette un patrimonio di arte, storia e cultura europea in grado di attrarre un notevole flusso turistico.


    Il territorio piemontese è attraversato da una rete di percorsi culturali riconosciuti nel corso degli anni come Itinerari Culturali Europei, tra queste, oltre alla Via Francigena, la via di San Michel, la Transromanica, le città termali e la via delle abbazie cistercensi.

     

    Analisi degli obiettivi del progetto e azioni in corso

    Il progetto Per Viam. Pilgrims' Routes in Action(1) , finanziato dall'Unione Europea, vede collaborare partner europei coinvolti nella valorizzazione degli itinerari di pellegrinaggio certificati dal Consiglio d'Europa al fine di migliorare la comunicazione, la visibilità e la fruibilità della Via Francigena e degli altri itinerari storici di pellegrinaggio quali il Cammino di Santiago di Compostela, quello di San Michele, la via di Sant'Olav, l'itinerario di San Martino di Tours, attraverso il coinvolgimento di dieci Paesi Europei ed il rafforzamento politico-istituzionale lungo l'asse Nord-Sud del Mediterraneo. La comunicazione è l'elemento cardine del progetto con il quale si vuole sviluppare e consolidare il network istituzionale di attori, pubblici e privati, che operano sulla via Francigena e sulle vie di pellegrinaggio, affinché il modello di governance "Via Francigena" diventi un esempio di "buona pratica" anche per gli altri 28 itinerari culturali del Consiglio d'Europa. I vari livelli istituzionali sono chiamati a dialogare tra di loro favorendo la messa in rete dei contatti e delle attività già in corso, con l'ottica di mettere a sistema e condividere azioni progettuali future, attraverso il coinvolgimento di Itinerari Culturali del Consiglio d'Europa, Ministeri, Regioni, Comuni, Università e Istituzioni.

    In sintesi gli obiettivi del progetto sono rivolti a: 1. costituire un'identità del prodotto Via Francigena e diffonderne la conoscenza a più livelli; 2. contribuire a fornire notorietà, visibilità e rilevanza al prodotto Via Francigena e vie di pellegrinaggio europee; 3. costituire un brand territoriale a livello europeo della Via Francigena e delle vie di pellegrinaggio, aumentandone la fruizione da parte di pellegrini e turisti; 4. associare la Via Francigena ai valori del turismo culturale, ambientale e sostenibile;

    5. costruire una community europea nell'ottica di rafforzare la rete dei soggetti che operano a sostegno dell'itinerario; 6. favorire uno sviluppo economico ed opportunità di investimento in ambito turistico nei territori locali attraversati dalla Via Francigena e dalle vie di pellegrinaggio.

    Il progetto prevede sette azioni all'interno delle quali confluiscono alcune attività consolidate negli ultimi anni e altre in fase di sperimentazione, legate al tema della Via Francigena. Ognuna di queste azioni afferisce a uno o più partner del progetto, coordinatore delle attività previste in ogni azione e coadiuvato da altre istituzioni o enti specifici:

    • Piattaforma tecnologica di cooperazione;
    • Via Francigena Collective Project e mostra cartografica Via Francigena;
    • Consulta europea per la Via Francigena;
    • Network istituzionale tra le regioni europee;
    • Rete della conoscenza: ricerca scientifica e didattica; Rete delle vie di pellegrinaggio.

    La progettazione, ideazione e realizzazione di questi strumenti di conoscenza, assumono una componente di forte interazione tra i partner coinvolti del progetto, ponendosi come attività trasversali alle diverse azioni previste. Le istituzioni coinvolte contribuiscono con ruoli differenti, garantendo una perfetta integrazione tra gli attori e le attività organizzate.

    La messa in rete degli Itinerari Culturali è divenuta un elemento strategico delle politiche turistiche e del patrimonio delle regioni. Essa si inserisce sempre più spesso all'interno di un quadro interregionale ed europeo cercando di rispondere alle domande della Commissione Europea riguardanti la messa in rete degli itinerari culturali. Nel 2004, a seguito di un rapporto chiesto all'Istituto Europeo degli Itinerari Culturali di Lussemburgo (IEIC) è stata redatta la Risoluzione 185(2004) sulla promozione del Turismo culturale come fattore di sviluppo per le regioni mettendo in evidenza l'implicazione di certe regioni stesse per la crescita degli Itinerari culturali. La Regione Toscana si pone come modello europeo al'interno del programma degli Itinerari Culturali, e, soprattutto, nei confronti della Via Francigena. L'attività della Regione Toscana a sostegno del progetto europeo è finalizzata alla condivisione della metodologia applicata sul Master Plan ʽVia Francigenaʼ, presentato ufficialmente nel dicembre 2009. Un piano, lungo i 400 km della Via Francigena in Toscana, che individua con concretezza le infrastrutture da realizzare, a basso impatto ambientale, per dare visibilità all'antico sentiero di pellegrinaggio. Il metodo di lavoro adottato viene proposto dalla Toscana, che è capofila del progetto interregionale, anche alle altre 13 Regioni europee dislocate lungo la Via Francigena(2).

    Il primo meeting del progetto Per Viam a Torino, lo scorso mese di aprile, ha fornito l'occasione per aggiornare le attività delle diverse istituzioni e associazioni attive sul territorio piemontese. Piemonte: il ruolo delle istituzioni e delle associazioni locali negli Itinerari Culturali Europei. L'incontro è stato finalizzato alla condivisione delle esperienze maturate in questi anni sul tema delle vie di pellegrinaggio, per costituire un network a scala locale indirizzato ad una cooperazione per futuri progetti di valorizzazione e di conoscenza sugli itinerari culturali(3).

    Sono numerose le attività e i progetti, realizzati e in corso, sul tema delle vie di pellegrinaggio e degli itinerari culturali sul territorio piemontese. Turismo Torino ha concluso con la Regione Piemonte (direzione Turismo) nel corso di quest'anno, nell'ambito del progetto di valorizzazione e promozione della Via Francigena, la definizione e pubblicazione di carte turistiche sui tratti principali della via Francigena (Morenico-Canavesana, Torino-Vercelli, Valle di Susa), che segnalano il tracciato del percorso e i luoghi dell'ospitalità e dell'accoglienza presenti lungo il tratto della via.

    La Regione Piemonte, Turismo Torino e la Provincia di Torino hanno proposto e sostenuto la certificazione da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del tratto valsusino della Via Francigena, antico collegamento tra Roma e Santiago di Compostela. La richiesta di certificazione accompagnata da relazione tecnica per il tratto Monginevro – Moncenisio – Rivoli è stata presentata, nel novembre del 2011, al comitato scientifico della Consulta degli Itinerari Storici, Culturali e Religiosi, presso il Ministero, e accolta il 5 dicembre 2011.

    Un elemento importante che impreziosisce il già inestimabile patrimonio storico, artistico e culturale che caratterizza i tre tratti della Via Francigena in Piemonte, attraverso il territorio Morenico-Canavesano, tratto che entra in Piemonte dalla Valle d'Aosta, il tratto della Valle di Susa (che, con il tratto Monginevro-Arles, si collega con il cammino di Santiago di Compostela) e il tratto Torino-Vercelli, è l'attenzione per l'accoglienza per il turista camminatore, sulla quale ancora molto rimane da definire, pur a fronte di iniziative di significativo interesse. Sono stati quindi curati anche gli aspetti della enogastronomia, punto forte della cultura e dell'offerta turistica piemontese, attraverso l'ideazione del "Menu del Pellegrino", permettendo ai pellegrini di oggi e agli escursionisti, di intraprendere, anche, un vero e proprio viaggio alla scoperta dei sapori del territorio assaporando lungo il percorso, le ricette di un'antica cucina sapientemente selezionate dai ricettari medioevali, proposte da alcune strutture della ristorazione lungo il percorso.

    Per dare ulteriore visibilità alla Via Francigena, gli enti regionali e provinciali torinesi e piemontesi, insieme alle numerose associazioni presenti lungo la Via hanno organizzato percorsi guidati e iniziative di animazione, per la quarta Giornata Nazionale dei Cammini Francigeni di domenica 6 maggio. L'evento, esteso a tutta Italia, è promosso dalla RETE DEI CAMMINI® e dedicato alla riscoperta dei piccoli e grandi itinerari di pellegrinaggio italiani (www.retecamminifrancigeni.eu). Per tale evento, alcuni operatori turistici hanno proposto dei pacchetti di soggiorno tematici per promuovere la conoscenza e la fruizione dell'itinerario culturale europeo.

    Il ruolo delle associazioni piemontesi legate alle vie di pellegrinaggio e ai percorsi degli itinerari culturali è particolarmente attiva e capillare sul territorio piemontese(4). Si segnala in particolare l'attività coordinata dalle associazioni Amici della Via Francigena di Santhià e di Vercelli di censimento dei flussi dei pellegrini lungo il tratto piemontese della via. Nel corso degli ultimi anni hanno in maniera sistematica registrato i dati su questionari che venivano sottoposti ai turisti in pernottamento presso alcune delle strutture ricettive disposte lungo il percorso, riuscendo a ricostruire un profilo del pellegrino, finalizzato ad aumentare l'efficacia e l'efficienza delle politiche pubbliche rivolte alla valorizzazione degli itinerari e all'incremento della cultura dell'accoglienza, con significative ricadute economiche sul territorio(5).

     

    Conclusioni

    Il territorio, le istituzioni amministrative e di ricerca, insieme alle associazioni locali stanno costituendo un network sugli itinerari culturali e di pellegrinaggio, nell'ambito dei progetti di finanziamento europeo, in modo da sviluppare e valorizzare le risorse culturali e turistiche presenti ed incentivare la creazione di nuove proposte.

    Partendo dalle sollecitazioni della comunità europea e dal riscontro di alcune mancanze come quelle legate allo studio e monitoraggio dell'afflusso di pellegrini e turisti lungo gli assi degli itinerari, NECSTouR(6), network di 28 regioni europee e 30 istituzioni universitarie e associative che a vario titolo si confrontano sui temi del turismo sostenibile, ha definito, nell'ambito degli itinerari culturali, un questionario rivolto alla verifica delle attività di management economico, turistico e culturale delle cultural routes. Le future ipotesi di ricerca e di attività sugli itinerari culturali, non potranno prescindere dall'incremento di studi e di analisi sul visitatore e sulle sue esigenze per far crescere a livello europeo il prodotto turistico degli itinerari culturali sul territorio piemontese.

     

    Bibliografia:

    Baldacci V., 2006, Gli itinerari culturali. Progettazione e comunicazione, Guaraldi Universitaria, Rimini.

    Dallari F., 2008, Distretti turistici tra sviluppo locale e cooperazione interregionale, in Bencardino F., Prezioso M.(eds.), Geografia del turismo, McGraw-Hill, Milano.

    Madau C. (eds.), 2004, Risorse culturali e sviluppo locale, Memorie della Società Geografica Italiana, volume LXXIV.

    Matto M., 2011, Indagine sulle caratteristiche e sulle esigenza dei pellegrini della Via Francigena di Sigerico, G8 editrice, Santhià.

    Richards G., 2007, Cultural Tourism. Global and Local Perspectives, The Haworth Hospitality Press, New York.

    Rizzi P., Onorato G., 2011, Il turismo culturale e la Via Francigena, Genova, Brigati.

     

    Per approfondimenti:

    viafrancigena.eu; francigenalibrari.beniculturali.it; culture-routes.lu; siti.polito.it;

    economiarimini.unibo.it.

     

    Nota 1: Il progetto Per Viam. Pilgrims' Routes in Action è coordinato dall'Associazione Europea delle Vie Francigene; riferimenti sui partner coinvolti e sulle azioni previste si trovano su www.viafrancigena.eu.

    Nota 2: Le regioni del Kent (UK), Nord Pas de Calais, Champagne-Ardenne, Franche-Comté, Picardie, (F), cantoni Valais e Vaud (CH); Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Lazio (I).

    Nota 3: I partecipanti alla tavola rotonda hanno fornito un contributo significativo al dibattito e alla discussione (www.siti.polito.it).

    Nota 4: Uno dei problemi spesso evidenziati dalle associazioni è la scarsa presenza delle istituzioni locali, civili e religiose, sul territorio. Molti comuni piemontesi sono entrati a far parte dell'Associazione Europea delle Vie Francigene.

    Nota 5: Matto, 2011, pp. 6 e sgg.

    Nota 6: www.necstour.eu.

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