Turismo ed uso del tempo libero nelle aree protette piemontesi. Un’indagine campionaria.

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    Introduzione

    Nelle pagine che seguono verranno illustrati i risultati di una survey condotta tra il 2009 ed il 2010 in tre aree protette piemontesi (La Mandria, Collina Torinese ed Orsiera – Rocciavré), scelte come casi di studio all'interno di un più ampio progetto di ricerca sul turismo e l'uso del tempo libero nelle aree protette della regione. La ricerca nel suo complesso, tramite la sistematica ricerca bibliografica della letteratura in materia di turismo ed ecoturismo, l'utilizzo comparativo di alcuni indicatori turistici e la già citata survey ha cercato di rispondere ad alcune domande: quali tipologie di attrazioni turistiche sono le aree protette piemontesi? In che modo gi operatori turistici percepiscono i parchi quali attrazioni turistiche? ed infine chi sono e come si comportano i turisti e gli escursionisti all'interno delle aree protette?

    La ricerca quindi ha, nel suo complesso, preso in considerazione aspetti geografici ed in qualche misura socio-demografici, focalizzandosi sugli aspetti psicografici e comportamentali di turisti ed escursionisti "verdi".

     

    Metodologia

    Il metodo di campionamento scelto è stato quello probabilistico casuale e sono state intervistate 120 persone per Parco, ripartite durante tutta la stagione estiva ed intervistate sia in giorni feriali che festivi. Le interviste sono state condotte personalmente ed in caso di gruppi (formati da due o più persone) il questionario è stato somministrato ad una sola persona per gruppo. Considerando la somma delle persone appartenenti ai singoli gruppi, in questo lavoro si è venuti in contatto con 1185 persone.

    Il questionario si componeva di 22 domande che, oltre a fornire informazioni generali sui frequentatori delle aree protette in oggetto, erano finalizzate ad indagare sull'attrattività dell'area protetta, l'affezione dei turisti e le tipologie ecoturistiche tramite l'incrocio delle motivazioni principali che li hanno spinti nell'area, le attività svolte e la fruizione.

     

    Risultati

    Dall'analisi delle risposte al questionario proposto ai visitatori dei parchi casi studio risulta che circa la metà di essi (48,7%) si trova nelle fasce d'età 26-35 anni e 46-60 anni.

    La distribuzione delle frequenze percentuali relative all'età nei tre parchi, pur essendo generalmente simile, presenta alcune differenze: il parco dell'Orsiera-Rocciavré esprime una percentuale di fruitori giovani (di età inferiore ai 25 anni) superiore alla media generale, nel parco della Collina sono risultati essere superiori alla media gli intervistati di età compresa tra i 26 ed i 35 anni ed assenti soggetti di età superiore ai 75 anni, mentre alla Mandria la maggior percentuale si riscontra nella fascia d'età 46-60 anni.

    Il 42,3% degli intervistati è in possesso di un titolo di studio secondario superiore e il 37,3% è in possesso di un titolo terziario (laurea o post laurea). Disaggregando il dato per i tre parchi si nota che al parco della Mandria si ha una percentuale maggiore d'intervistati con un titolo di studio più basso rispetto agli altri parchi. Alla Mandria, infatti, il 6,03% degli intervistati ha dichiarato di essere in possesso della sola licenza elementare ed il 21,55% della sola licenza media, contro lo 0 ed il 13% del Parco della Collina ed il 2,8 e 17,7% dell'Orsiera.

    Per ciò che concerne la provenienza geografica dei soggetti intervistati, risulta che il 66,6% è locale(1), il 18% proviene da altre regioni italiane ed il 15,4% è straniero. Collina e Orsiera sono i parchi nei quali si è riscontrata una maggiore presenza di stranieri, rispettivamente il 23,7 ed il 17,7%. Per raggiungere le aree protette, gli intervistati utilizzano principalmente mezzi di trasporto privati (85,22%) con l'eccezione del parco della Collina dove la presenza della "Dentiera" – la tramvia che sale a Superga e che può essere classificata come attrazione turistica a sé stante – aumenta notevolmente la percentuale d'utilizzo del mezzo pubblico. La sola Dentiera, infatti, ha trasportato il 32% degli intervistati fino all'interno dell'area parco della Collina, trasformandoli automaticamente in fruitori dell'area stessa.

    Il 67% degli intervistati è composto da escursionisti. Disaggregando il dato per i tre parchi si osserva che tale percentuale cresce notevolmente nel parco della Mandria (87,8% escursionisti) e diminuisce per quanto riguarda l'Orsiera (51,4%).

    Gli intervistati che soggiornano in Piemonte per più di un giorno, quindi i turisti propriamente detti (33% del totale), si fermano per un periodo medio di 4,7 giorni a fronte del tempo di permanenza medio regionale di 3,1 giorni. Raggruppando le frequenze in classi emerge che il 46% degli intervistati si ferma per un periodo compreso tra 2 e 3 giorni, il 25% tra i 4 ed i 5 giorni, il 23% tra i 5 ed i 7 giorni e solo il 6% per più di una settimana. La differenza tra il tempo di permanenza medio degli intervistati e quello regionale, in ogni caso, può essere legato al tipo di struttura di pernottamento. Il dato regionale è, infatti, calcolato sulle presenze alberghiere od extralberghiere senza tenere in conto il pernottamento in abitazione privata (propria, di parenti o di amici). La quota di intervistati che usufruisce di tali strutture ammonta al 18% del totale ed il tempo di permanenza medio, relativo soltanto a questi elementi, è di circa 7 giorni.

    Analizzando il dato totale rispetto alla struttura di soggiorno emerge che la maggioranza relativa degli intervistati sceglie l'albergo (36%). Per ciò che concerne le strutture extralberghiere è da evidenziare il dato relativo ai rifugi, i quali, pur essendo presenti solo nel caso dell'Orsiera-Rocciavrè, sono secondi solo al campeggio (tenda) nelle preferenze dei turisti. Se la scelta dell'albergo è piuttosto trasversale per le diverse tipologie di ecoturisti, quella del rifugio è certamente più adatta a turisti più hard, quali ad esempio quelli per evasione e gli ecoturisti propriamente detti secondo la divisione di Palacio e McCool (1997).

    Analizzando il dato "struttura di soggiorno" per i singoli parchi, risulta che l'albergo è la struttura ricettiva preferita dai visitatori della Collina (65,2%), il campeggio (accorpando le voci campeggio e camper) è quello dei visitatori della Mandria e dell'Orsiera, ma in quest'ultimo parco il Rifugio è stato scelto come struttura di soggiorno dal 22,6% degli intervistati e risulta essere quindi molto utilizzata.

    L'attrattività dei parchi è stata valutata in base all'importanza, in termini di priorità di visita, che il turista o l'escursionista assegnano all'ambiente naturale del parco rispetto ad una diversa attrazione (culturale) che si trova all'interno dell'area parco o nelle sue vicinanze. Dal dato complessivo risulta che il 51,3% del campione considera il parco un'attrazione primaria (lo scopo della vacanza), ed all'interno di questo gruppo il 25,83% (13,26% sul totale degli intervistati) visitava il parco per la prima volta, mentre il 74,17% aveva già frequentato l'area. Disaggregando il dato per i tre parchi risulta che i parchi Mandria ed Orsiera-Rocciavré sono attrazioni primarie rispettivamente per il 62,07% ed il 65,42% degli intervistati, mentre il parco della Collina risulta essere un'attrazione primaria solo per il 31,15% degli intervistati. Rispetto a questi risultati si può evidenziare che la zona ad alta naturalità del parco della Collina torinese è "in competizione" con la visita alla Basilica di Superga e con la gita in "Dentiera" ed in tale situazione è atteso che la gran parte dei visitatori non consideri il parco l'attrazione turistica primaria, ma nonostante tutto ci pare un ottimo segnale che più del 30% degli intervistati si rechi in quei luoghi proprio per la presenza del parco. La Mandria, invece, si è dimostrata attrazione primaria per più del 60% degli intervistati e tale risultato, a nostro avviso, può essere spiegato con il fatto che la ristrutturazione dell'adiacente Reggia di Venaria e del suo giardino ha sviluppato una forte attrazione turistica concorrente all'area parco ed i turisti, italiani e stranieri, a seguito della visita difficilmente esplorano l'area parco. La Mandria, quindi, ha assunto sempre più le caratteristiche del "giardino pubblico", utilizzato principalmente dagli abitanti dei comuni adiacenti (Druento, Venaria) che vi si recano appositamente (da qui l'elevata percentuale di risposte positive alla domanda sull'attrattività) per fare sport o passare qualche ora di relax. E' inoltre importante sottolineare che un possibile freno all'utilizzo turistico dell'area durante i fine settimana è stata l'introduzione dei parcheggi a pagamento lungo il viale che porta al principale ingresso, il Ponte Verde, e tale disagio è stato evidenziato da molti intervistati.

    La definizione di tipologie di turisti che frequentano i parchi è un lavoro piuttosto complesso in quanto le variabili da tenere in considerazione per effettuare tale tipo di analisi possono essere numerose e di difficile interpretazione. Gli studi di segmentazione del mercato del turismo-natura finalizzate all'identificazione di "turisti tipo" sono molti e ciascuno di questi studi utilizza diversi criteri andando successivamente ad individuare dei cluster omogenei (Arnberger e Brandenburg, 2001; Arnberger e Haider, 2005; Chapman, 1995; Diamantis, 1999; Farias Torbidoni et al., 2005; Frochot, 2005; Galloway, 2002; Palacio e Mc Cool, 1997; Sterl et al., 2006; Taczanowska et al, 2006; Weaver, 2002). In linea generale tutti questi studi si muovono lungo le diverse sfumature del segmento ecoturistico. La struttura del questionario non ha permesso di svolgere le classiche analisi fattoriali che di norma sono utilizzate per individuare le tipologie turistiche, ma, utilizzando le risposte relative alla fruizione, alla motivazione ed alle attività svolte all'interno del parco si è messo a punto un modello che ha portato alla definizione di quattro diverse tipologie di fruitori delle aree casi studio (fig. 1).

    • "Infedeli-inattivi": caratterizzati da una scarsa fruizione sia del parco luogo dell'intervista, sia del più generale sistema di aree protette piemontesi. Non frequentano i parchi per svolgere attività fisica impegnativa, compiono una passeggiata di una durata massima di due ore, ed interpretano l'area protetta come luogo sociale o come contenitore verde di attrazioni culturali per loro più interessanti.
    •  "Fedeli-inattivi": caratterizzati da una fruizione continua se non costante dell'area protetta luogo dell'intervista (ed in questo caso è possibile ipotizzare siano soggetti locali, residenti in prossimità del parco) o del sistema di aree protette regionali. Al pari degli "infedeli inattivi" frequentano l'area per motivazioni più sociali o ricreative che naturalistiche, praticano attività fisiche con moderazione: passeggiata di massimo due ore o, in particolare per il parco della Mandria, un'escursione in bicicletta evitando tratti impegnativi.
    •  "Infedeli-attivi": caratterizzati da una scarsa fruizione sia del parco luogo dell'intervista, sia del sistema di aree protette regionale (si può ipotizzare che tale gruppo si adatti ai turisti che provengono dall'estero o da località italiane distanti). Praticano attività fisiche impegnative o mediamente impegnative (jogging, trekking o ciclocross) per mantenersi in forma, ma possono anche essere mossi dalla loro passione per la natura.
    •  "Fedeli-attivi": caratterizzati da una fruizione continua se non costante dell'area protetta luogo dell'intervista (ed anche in questo caso, come per i fedeli inattivi, si può ipotizzare una provenienza locale) o del sistema di aree protette piemontesi. Frequentano il parco o i parchi per le stesse motivazioni degli infedeli attivi dai quali si differenziano solo per la frequenza di fruizione.

     

    Figura 1. Rappresentazione grafica delle quattro categorie di fruitori individuate e valori percentuali. La grandezza delle bolle è proporzionale alla percentuale di soggetti intervistati che ricadono nelle diverse tipologie.

    4_Adamo-Fig1

     

    Conclusioni

    Alla luce delle analisi svolte si può concludere affermando che sebbene messe giuridicamente sullo stesso piano le aree protette piemontesi siano enormemente diverse per ciò che riguarda l'offerta turistica e, di conseguenza possono rendersi competitive per segmenti turistici specifici e variegati. La tendenza in atto alla specializzazione, che caratterizza un certo tipo di mercato turistico, può portare nuove località ad avere un rilevante vantaggio competitivo rispetto a quelle tradizionali su segmenti specifici. A questo si aggiungono i cambiamenti comportamentali dei turisti dettati dalla contingente crisi economica. Tali cambiamenti comprendono la scelta di mete più vicine ed un periodo di soggiorno più breve e destagionalizzato. Il Piemonte ed in particolar modo le sue aree protette possono entrare in questa competizione in due modi: sia conquistando ampie fette del mercato turistico e escursionistico di prossimità, sia specializzandosi e diventando in tal modo appetibili sul mercato mondiale relativamente a segmenti specifici da individuare e selezionare accuratamente. Oltre a ciò, lo sviluppo del sistema di aree protette regionali in senso turistico sarebbe una necessaria integrazione della variegata offerta culturale in modo da rendere il Piemonte competitivo rispetto ad altre regioni alpine.

    In conclusione è importante porre l'accento sul fatto che tutte le politiche volte a migliorare la qualità dei territori (rurali, ma anche urbani) ne aumentano automaticamente il potenziale d'attrazione turistica, in quanto, senza paura di apparire banali, si può affermare che un territorio nel quale i residenti possono avere una buona qualità della vita diventa anche un territorio attrattivo per i turisti e la presenza di aree ad alto valore naturalistico, se ben gestite e tutelate, non possano far altro che incrementare il potenziale attrattivo dei territori sui quali insistono.

     

    Bibliografia

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    • Taczanowska, K., A. Arnberger, and A. Muhar 2006 Exploring spatial behaviour of visitors in peri-urban recreational areas: multi-attribute analysis of individual route profiles. Paper presentato in occasione del convegno: CORP 2006: 11th International Conference on Urban Planning & Regional Development in the Information Society, Vienna, Austria, 13-16 febbraio, 2006. Atti del Convegno.

    • Weaver, D. 2002. Overnight Ecotourist Market Segmentation in the Gold Coast Hinterland of Australia. Journal of travel research 40(3): 270-280.

    • Weaver, D. B. 2006. Sustainable tourism: theory and practice. Amsterdam, London: Elsevier Butterworth-Heinemann.


    Nota 1: Con il termine locale si intendono gli intervistati residenti in Piemonte.


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