Impatto e potenzialità della green economy nell’artigianato del settore delle costruzioni

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Ires Piemonte e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Dipartimento di Architettura e Design DAD - Politecnico di Torino

    Introduzione

    L'articolo si basa sulle evidenze risultanti da una ricerca volta a individuare l'impatto della green economy sull'artigianato nel settore delle costruzioni, La delimitazione dell'area di indagine a questo ambito specifico deriva dalla rilevanza di questo settore sia in termini di numerosità degli operatori attivi, in particolare degli artigiani, sia per il peso che gli edifici e l'ambiente costruito hanno per il raggiungimento degli obiettivi che la stessa green economy si pone.

    La ricerca ha considerato la definizione del quadro economico e normativo nel quale le imprese agiscono, l'individuazione delle criticità e potenzialità presenti nel mercato, le possibili azioni da intraprendere per la valorizzazione delle risorse imprenditoriali del settore, interrogandosi sul ruolo dell'artigianato in uno scenario in continua evoluzione delle esigenze, delle tecnologie, delle normative e del quadro economico.

     

    L'attività del settore delle costruzioni

    Dinamica degli investimenti in costruzioni (milioni di Euro-valori correnti)

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    Fonte: Ance e Istat (2010-2013: stime Ance)

     

    Fra il 2008 ed il 2012 gli investimenti in abitazioni si riducono del 21% in termini reali (stime Ance), con una contrazione del 47,3% della nuova edilizia abitativa, ma una crecita del 9,3% per la spesa reale in ristrutturazioni.

    Invece, un settore in continua crescita è quello del recupero e della manutenzione del patrimonio edilizio esistente, che rappresenta ormai stabilmente più della metà dell'output dell'intero settore delle costruzioni. All'interno di tale ambito, un particolare ruolo è da attribuire alle opere di miglioramento della qualità e della riqualificazione energetica del patrimonio residenziale privato, spinte dagli incentivi fiscali, e, in particolare, i nuovi segmenti del mercato rappresentati dagli impianti di energie rinnovabili, soprattutto fotovoltaici.

    I soggetti attuatori sono stati in larghissima misura i singoli proprietari residenti, confermando la propensione alla cura di un patrimonio immobiliare destinato in prevalenza alla propria abitazione e spesso vetusto - il parco di abitazioni costruito sino al secondo dopoguerra- ed energeticamente obsoleto: gli edifici che fino alla seconda metà degli anni '70 non presentavano alcuna soluzione mirata al contenimento dei consumi rappresentano una quota di circa il 51% dell'intero stock edilizio attuale.

     

    Tendenze evolutive e direzioni di trasformazione del settore

    Lo sviluppo e le criticità proprie del settore dell' "eco-costruzione" (1) sono influenzati da una molteplicità di fattori individuabili, sostanzialmente, nella normativa e nel progresso tecnico, spesso originato in ambiti esterni al settore ma interni alla filiera (fornitori di materiali e costruttori di impianti), innovazione spinta in misura rilevante da misure fiscali (quali le detrazioni fiscali per le ristrtturazioni edilizie ed il risparmio energetico, il sistema dei certificati bianchi ecc.).

    Il processo storico di evoluzione dell'edilizia ha registrato un progressivo spostamento delle lavorazioni dal sito del cantiere agli stabilimenti di produzione industriale, nei quali è originata gran parte dell'innovazione introdotta nel settore delle costruzioni, sviluppansosi per aree specifiche, in relazione alle diverse componenti che caratterizzano la complessità della produzione edilizia.Le piccola aziende e gli artigiani

    Ma a valle delle imprese industriali di grande e media dimensioni attive nei settori della produzione sia di semilavorati, quali i profilati in alluminio, sia di prodotti più complessi e di macchine, quali le caldaie, si colloca un vasto ambito di produttori e installatori riconducibili ai settori dell'artigianato del legno, i serramentisti, metalmeccanico, i produttori di serramenti in alluminio, dell'idraulica e termotecnica, oltre alle tradizionali imprese edili che installano manufatti isolanti e prefabbricati, quali il cartongesso, o posano intonaci o, ancora, svolgono le tradizionali mansioni del muratore e dello "strutturista". Tutte sono in misura maggiore o minore coinvolte nel processo di adozione di materiali e soluzioni tecnologiche innovative riconducibili all' "eco-costruzione", sia per gli aspetti di risparmio e razionalizzazione energetica, sia ancora per gli ambiti della cosiddetta "bio-edilizia".

    L'innovazione del prodotto e del processo edilizio si è, infatti, sviluppata prevalentemente in una razionalizzazione di materiali tradizionali, dando origine a sistemi più evoluti, ma ancora riconducibili a procedimenti consolidati e maestranze già formate.

    La figura dell'artigiano è comunemente riferitaai caratteri di indipendenza, capacità tecnica, autonomia creativa, innovazione continua implicita nella non serialità e senso della bellezza che si proietta sul frutto della propria attività. La figura dell'artigiano quindi sembra così tratteggiata potrebbe apparire lontana dalla dimensione economica contemporanea, caratterizzata da oggettività di comunicazioni, procedure, serialità, uniformità e norma, intercambiabilità di produttori e prodotti. Tali elementi, sono sicuramente presenti e preponderanti nell'operare contemporaneo, e indurrebbero a ritenere decisamente obsoleta la figura di produttore tratteggiata dalle definizioni dei dizionari.

     

    Artigiani ed edilizia

    Tuttavia, la dimensione artigianale è oggi molto diffusa e in alcuni settori, quali quello delle costruzioni, preponderante in termini quantitativi. Accanto ad alcune motivazioni 'patologiche' ( distorsioni economiche o normative che incentivano la polverizzazione delle imprese, soprattutto nell'edilizia, allo scopo di rendere sempre più flessibile l'uso della manodopera, ridurre i costi ecc.) o alla forte instabilità della domanda che caratterizza il mercato edilizio.

     

    Rilevanza dell'artigianato nella filiera delle costruzioni

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    Fonte: elaborazioni su dati Istat (Asia, 2010)

     

    Peraltro l'attività di costruzione è per sua natura decentrata, locale, integrata in condizioni operative progettuali particolari, alle quali essa si deve adattare. L'oggetto edilizio è, per sua natura, un pezzo unico, un prototipo che risponde a una domanda particolare. Anche dal punto di vista della domanda, infatti, l'utilizzo di processi di industrializzazione ha trovato scarsa applicazione; la produzione di serie è difficilmente accettata dalla committenza, sia nell'ambito residenziale che terziario o nelle opere pubbliche. La personalizzazione del prodotto sembra essere un requisito essenziale per il cliente/utente in un contesto, oltretutto caratterizzato da politiche pubbliche che hanno privilegiato la proprietà edilizia diffusa dell'abitazione. Non ultimo la diffusione degli interventi di manutenzione che necessitano di un elevato livello di personalizzazione dell'intervento.

    Queste rappresentano le ragioni che giustificano la persistenza della figura dell'artigino, e ne sollecitano forme di rivitalizzazione.

    Emerge un quadro caratterizzato da un costante mutamento delle tecnologie e da un ormai tradizionale aggiornamento delle maestranze artigiane sulla spinta dei produttori di materiali e componenti, dei rivenditori di materiali e di una domanda sensibile ai temi energetici, anche sulla spinta delle normative, e ai requisiti di salubrità e di sostenibilità.

    Si è quindi in presenza di tendenze apparentemente contrapposte e in parziale contrasto con le definizioni che abbiamo riportate in apertura del paragrafo.

    I tratti salienti sono rappresentati dalla conoscenza dell'intero processo produttivo, seppur limitata alla sua specializzazione, e questa è forse ciò che distingue il sapere dell'artigiano da quello dell'ingegnere o dell'architetto, oltre al suo carattere essenzialmente tecnico, dalla responsabilità individuale e diretta dei risultati dell'impresa, dal contatto e dall'interazione in termini tecnici ed economici con il cliente-committente.

    Nel settore specifico dell '"eco-costruzione" il livello degli obiettivi imposti dall'emergenza ambientale e dalle normative richiederà, con ogni probabilità, un salto tecnologico. La capacità di adattamento e le conoscenza e abilità diffuse nel mondo artigiano potrannopermettere una risposta a tale accelerazione. Tuttavia, è importante assecondare attivamente i percorsi di innovazione e di formazione continua presenti e mettere le imprese in condizioni di poterli esercitare in modo ottimale, con le risorse e i supporti dovuti.

     

    Conclusioni e indicazioni per le politiche

    Dalla ricerca discendono alcune indicazioni per le politiche destinate al promuovere l'adozione di soluzioni eco compatibili - nel settore dell'edilizia.

    Un primo aspetto riguarda la necessità di mettere in atto interventi volti a ridurre l'asimmetria informativa che domina ampi segmenti di questo mercato e che non consente che siano opportunamente riconosciute le effettive potenzialità degli interventi, tali da indurre un accurato calcolo economico da parte degli attori in essi coinvolti sia sul lato della domanda che su quello dell'offerta. Da questo punto di vista è importante l'azione svolta dagli sportelli energia del comuni, ma occorre pensare a g forme di divulgazione mirate lungo la filiera agendo sugli attori che rappresentano snodi rilevanti nelle decisioni (es amminitrstori di condominio)

    In una filiera produttiva piuttosto fitta di soggetti con ruoli diversi, ma le cui performance sono fortemente connesse nel produrre un risultato finale adeguato, vanno colte le opportunità offerte dalle forme di messa in rete, utilizzando gli strumenti promozionali esistenti e quelli più nuovi (contratti di rete) che consentono di aggredire la frammentazione aumentando il potenziale di coordinamento fra gli attori finalizzato all'offerta di pacchetti di prodotto/servizio strutturati, consentendo quindi anche di affrontare gli interventi più complessi e onerosi in termini di risorse economiche e know how attivati.

    Importnate inoltre la formazione congiunta fra progettisti, imprese, artigiani, fornitori dei materiali, la committenza, pubblica e privata, in modo da creare maggior condivisione delle caratteristiche tecniche ed economiche degli interventi, sistemi di valutazione delle alternative che indirizzino alla scelta delle soluzioni più adatte, individuazione dei nodi critici nei processi di realizzazione degli interventi nelle diverse fasi/attori. Tutto questo in un'ottica di condivisione di finalità, strumenti e codici d comunicazione, recuperando capacità di disegnare ed applicare soluzioni ottimali, con particolare attenzione alla fase di corretta realizzazione).

    Non secondario, inoltre, la messa punto di un sistema informativo sull'edificato con la creazione e diffusione di codici che consentano di guidare i processi operativi spettanti a ciascun operatore della filiera. Lo scopo delle iniziative sopra suggerite si inquadra in una visione generale che porta ad individuare le opportunità, ritenute necessarie per una efficace innovazione nel settore, insite in una relazione fra la prosecuzione, talvolta il recupero, della tradizione e le ragioni portate dalla modernizzazione (industrializzazione) delle operazioni in nuova edilizia e sul costruito. Come è stato osservato (Micelli, 2011) in alcuni casi gli artigiani italiani sono diventati "custodi della tradizione" più che innovatori. Un simile approccio può essere utile al conseguimento di taluni obiettivi che le sfide ambientali pongono al settore di cui ci stiamo occupando, operando soprattutto su ambiti di mercato di nicchia, ma non paiono sufficienti ad agire sul complesso del mercato, laddove ci si trovi di fronte ad ambiti che richiedono ampia scala di produzione, rilevanti guadagni di produttività, forti iniezioni di conoscenza e interazione fra gli attori, che richiedono, pertanto, un'integrazione con approcci di tipo neo-industriale, che la ricerca mette in evidenza.

     

     

     

    Ricerca promossa dal Sistema Infromativo delle Attività produttive della Regione Piemonte, realizzata congiuntamente all'Ires Piemonte (Ferrero, V., Migliore, M. C., Pollo, R., Armano, E., Ruo Roch Molina Cansino C.A. (2013).L'artigianato nella prospettiva della green economy. Un'analisi sulla diffusione dell'innovazione eco-compatibile nell'edilizia e nelle imprese artigiane. Torino, Ed. Regione Piemonte), scaricabile al seguente indirizzo: http://www.regione.piemonte.it/artigianato/dwd/2013/greenEconomy.pdf

     

     

     

     

    Nota(1) Nella ricerca sono stati individuati gli ambiti più importanti della green economy riferiti al settore delle costruzioni, o "eco-costruzione", che può definirsi come l'insieme delle attività volte alla realizzazione o alla riqualificazione degli edifici nell'ottica della riduzione del loro impatto ambientale: fra di essi gli impianti di climatizzazione estiva ed invernale, gli isolanti, i sistemi di involucro, i serramenti

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