I distretti piemontesi nella sfida con i mercati esteri

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Servizio Studi e Ricerche, Intesa Sanpaolo

    Introduzione

    Questo contributo presenta una sintesi dei principali risultati emersi nell'ultimo numero del Monitor dei distretti del Piemonte, la pubblicazione trimestrale del Servizio Studi di Intesa Sanpaolo che descrive l'evoluzione congiunturale dei distretti industriali piemontesi. E' un quadro a luci e ombre quello che emerge dall'analisi dell'andamento delle esportazioni e degli ammortizzatori sociali dei distretti piemontesi.

    Le aree distrettuali della regione hanno continuato a crescere sui mercati esteri, mostrando una dinamica migliore rispetto alla media dell'industria manifatturiera italiana e, soprattutto, di quella tedesca. Tuttavia, alcuni distretti piemontesi hanno subito nuovi cali di export e sono lontani dai livelli pre-crisi. Inoltre, i dati relativi agli ammortizzatori sociali confermano il momento di crisi che sta interessando una parte importante del tessuto produttivo locale, soprattutto sul mercato interno.

    Export al massimo storico nel 2013

    Nel quarto trimestre 2013 l'export dei distretti del Piemonte ha mantenuto un buon ritmo di crescita, confermando per il secondo trimestre consecutivo un aumento tendenziale del 6,5%. Tra le regioni a più alta intensità distrettuale solo Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Puglia hanno fatto meglio. Tassi di crescita più contenuti sono stati registrati in Lombardia, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Campania e Abruzzo.

    Nel complesso del 2013 le esportazioni dei distretti piemontesi hanno registrato un aumento del 3,4%. Sempre lo scorso anno, il complesso dell'industria manifatturiera italiana è rimasta ferma sui livelli esportati nel 2012, mentre Francia e Germania hanno subito cali delle vendite sui mercati esteri (-1,5% e -1,4% rispettivamente; Fig. 1).

     

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    Si tratta dunque di risultati molto incoraggianti che offrono nuove conferme sulla vitalità dei distretti industriali piemontesi, evidente dalla loro capacità di affrontare con successo la sfida dei mercati esteri. Nel 2013, infatti, le esportazioni delle aree distrettuali piemontesi hanno toccato un nuovo record storico, a quota 6,4 miliardi di euro (Fig. 2). Hanno raggiunto nuovi livelli di massimo storico il caffè, le confetterie e il cioccolato torinese, la nocciola e la frutta piemontese, l'oreficeria di Valenza e i vini di Langhe, Roero e Monferrato. Anche il saldo commerciale si è ulteriormente ampliato, raggiungendo la cifra record di 4,3 miliardi di euro.

    In termini di sbocchi commerciali, la maggiore spinta alla crescita è venuta dai mercati emergenti, dove, grazie anche all'accelerazione di fine anno, nell'intero 2013 si è registrato un aumento delle vendite pari al 7,6%. Spiccano per intensità di crescita Brasile, Russia, Sudafrica ed Emirati Arabi Uniti. E' stato positivo anche il contributo dei mercati avanzati, grazie ai buoni risultati conseguiti in Svizzera e negli Stati Uniti. Va inoltre segnalata l'importante inversione di tendenza maturata in Germania nella seconda metà del 2013. Su questo mercato si sono distinti in modo particolare i vini di Langhe, Roero e Monferrato, la nocciola e la frutta piemontese e il tessile di Biella.

     

    Trainanti i vini di Langhe, Roero e Monferrato e l'oreficeria di Valenza

    I distretti piemontesi sono stati trainati dai vini di Langhe, Roero e Monferrato (+15,5% nel 2013) e dall'oreficeria di Valenza (+12,6%). Il 2013 si è chiuso in territorio positivo anche per altri quattro distretti della regione: la nocciola e la frutta piemontese, il tessile di Biella, il caffè, le confetterie e il cioccolato torinese e i frigoriferi di Casale Monferrato. Gran parte di questi distretti ha mostrato segnali di accelerazione negli ultimi mesi dello scorso anno.

    Molto brillante è stata la performance dei vini di Langhe, Roero e Monferrato che si è confermato il primo distretto vitivinicolo italiano per valori esportati (1,2 miliardi di euro di export nel 2013) e ha mostrato una crescita molto sostenuta e inferiore solo a quella dei vini della Franciacorta.

    Grazie alla spinta del mercato svizzero e al contributo positivo di Francia, Stati Uniti e Hong Kong, ha ripreso a correre anche l'export dell'oreficeria di Valenza che ha toccato la soglia record del miliardo di euro esportati. Sembra, dunque, che il distretto piemontese, al pari di quello aretino, stia dimostrando di saper cogliere le opportunità di crescita presenti sui mercati, evidenti dal boom della domanda di oreficeria nel mondo attivata, in particolare, dai consumatori dei paesi asiatici e del Medio Oriente (fonte: Gold Demand Trends, World Gold Council, febbraio 2014).

     

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    Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

     

    Nel 2013 ha poi registrato una crescita in doppia cifra e in accelerazione la nocciola e la frutta piemontese, che ha potuto contare sul contributo determinante di Germania e Arabia Saudita. Sempre nel settore agro-alimentare ha chiuso il 2013 in territorio positivo anche il caffè, confetterie e cioccolato torinese, che si è particolarmente distinto in Germania, Olanda e Russia.

    Ha inoltre mantenuto un profilo di crescita lievemente positivo il tessile di Biella, che è stato trainato dal recupero dei flussi di export di filati e dal nuovo balzo delle vendite estere di abbigliamento, in progresso da 11 trimestri. Per il terzo trimestre consecutivo si è confermato in territorio positivo il primo sbocco commerciale del distretto, la Germania, dove hanno continuato a crescere a doppia cifra le vendite di filati e di abbigliamento. Un buon contributo alla crescita del distretto è poi venuto da Svizzera, Regno Unito e Turchia.

    Un quadro a luci e ombre è invece presente negli altri distretti industriali della regione. Le macchine tessili di Biella, ad esempio, pur mostrando una contrazione dei valori esportati nel complesso del 2013 (-4,4%), hanno registrato un'inversione di tendenza nell'ultimo trimestre (+30,5% la variazione tendenziale), grazie alla spinta di alcune commesse acquisite in Cina, Portogallo, Francia e Germania. Anche la rubinetteria e il valvolame di Cusio-Valsesia, pur chiudendo il 2013 in lieve territorio negativo (-1,3%), è tornata a crescere nel quarto trimestre (+4,9%). Più pesante il bilancio per i casalinghi di Omegna (-10,5% nel 2013). Per il secondo anno consecutivo ha registrato un arretramento dei valori esportati il riso di Vercelli. Infine, nell'ultimo trimestre dell'anno si è intensificata la riduzione dei valori esportati riscontrata per i dolci di Alba e Cuneo. Tuttavia, i dati di questo distretto vanno letti con molta attenzione poiché potrebbero essere stati influenzati dall'apertura a settembre del 2013 di un nuovo stabilimento produttivo della Ferrero in Turchia che ha l'obiettivo di potenziare la presenza del gruppo nel mercato dolciario turco e in quelli del Medio Oriente e dell'Asia centrale.

     

    Ancora critica la situazione nel mercato del lavoro

    Dalla lettura dei dati di commercio estero emerge pertanto un quadro a luci e ombre, con distretti in salute e distretti in difficoltà, penalizzati dal difficile momento congiunturale e, in alcuni casi, da debolezze/criticità strutturali che stanno innescando profondi processi di ristrutturazione produttiva. Inoltre, anche nei distretti più dinamici sui mercati esteri, le buone performance all'export non sono state sufficienti a sbloccare il mercato del lavoro: le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, infatti, pur evidenziando un lieve calo, sono rimaste su livelli storicamente elevate. Sono pertanto evidenti gli effetti pesanti della lunga fase recessiva che sta attraversando il tessuto produttivo italiano e piemontese, colpito in modo particolare dalla crisi della domanda interna non compensata dai buoni risultati ottenuti sui mercati esteri.

     

    Riferimenti

    Intesa Sanpaolo, Monitor dei Distretti del Piemonte, Servizio Studi e Ricerche, Aprile 2014

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