Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma: la circular economy dei rifiuti organici

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (ACEA Pinerolese)

    Introduzione

    Quando si parla di economia circolare, di green economy e di Rifiuti/Risorse spesso l’immaginario comune vola a chissà quali teorizzazioni lontane dalla vita quotidiana. In realtà gran parte dell’innovazione dipende dall'organizzazione dei sistemi dei servizi.

    L’efficientamento energetico discende infatti anche dalle sinergie tra impianti, come l’applicazione del fotovoltaico in settori non tradizionali, l’utilizzo di salti e pressioni delle reti idriche per la creazione di mini centrali idroelettriche e impianti di waste to energy, il trattamento dei rifiuti organici e l’utilizzo del biogas, ecc..In Piemonte esempi di innovazione non mancano. In Val Borbera e Val Curone, nell’Alessandrino, Gestione Acque sfrutta i salti nelle opere di presa degli impianti di potabilizzazione tramite turbine idroelettriche per produrre energia ottenendo un risparmio economico-gestionale consistente oltre che la riduzione di emissioni di CO2 nell’ambiente.

    Un altro esempio. L’azienda Gestione Ambientale Integrata dell’Astigiano ha avviato una conduzione innovativa della propria discarica di rifiuti come bioreattore. A fronte di un investimento di 2,4 milioni di euro produce 1.800 Mwh/anno con risparmi tra l’1 e i 2 milioni di euro grazie all'efficientamento energetico della discarica e la riduzione dei tempi di post-gestione, a cui vanno aggiunti alcune centinaia di migliaia di euro di introiti per l’immissione di energia elettrica prodotta in rete ENEL.

    Ancora. SMAT ha realizzato un impianto di co-generazione alimentato da biogas prodotto dalla digestione anaerobica dei fanghi del depuratore di Collegno. E’ il primo impianto in Europa a scala industriale che consentirà di ottenere energia sfruttando celle a combustibile ad ossidi solidi (SOFC) ed è in grado di produrre 175 kW elettrici e 90 kW termici, con un’efficienza elettrica del 53% e risparmi per l’azienda in termini di abbattimento del 15-20% della bolletta energetica.

    Fig. 1 - Grafico rappresentativo della “gerarchia” dei rifiuti

     

    Fonte: Confservizi Nord-Ovest- Annual Stakeholder Report 2017

    Questi esempi indicano che è in corso un cambio di paradigma dove il rifiuto non è più (solo) uno scarto ma si trasforma in un “prodotto” della filiera del riciclo e del recupero di materia, diviene nuovo input per imprese industriali o energetiche.

     

    Un caso esemplare

    Un esempio a portata di mano è l’esperienza del Polo ecologico integrato di Acea Pinerolese che consente di trasformare la frazione umida della raccolta differenziata in un alleato per risolvere problemi come quello, ad esempio, dello smog cittadino.

    Dalla soluzione di un problema (il rifiuto organico) si evita la creazione di un altro problema (la scarsa qualità dell’aria): con il trattamento del rifiuto organico da raccolta differenziata si può infatti ricavare energia rinnovabile e biometano per autotrazione, evitando l’immissione in atmosfera di nuova CO2 da fonti fossili.

    Il rifiuto organico recuperato, grazie al comportamento virtuoso dei cittadini, viene ripulito al Polo Ecologico Acea Pinerolese dagli scarti plastici, ferrosi ecc. e, a seguito di diluizione con acqua viene pre-riscaldato e avviato alla digestione anaerobica (fermentazione in assenza d’aria) ad opera di batteri termofili che operano a 55°C. Questo processo consente la trasformazione della miscela in Biogas e Compost di alta qualità per l’agricoltura.

    L’impianto pinerolese sin dall'inizio (2003) trasformava il biogas in energia rinnovabile (termica ed elettrica); successivamente ha attivato la produzione dal rifiuto organico di biometano per autotrazione destinata all’immissione in rete (2014). La produzione del biometano, accanto all’impianto di valorizzazione dell’organico, ha segnato il primo risultato nello sviluppo di una vera e propria BIORAFFINERIA dalla quale ricavare nuove opportunità di sviluppo del concetto di economia circolare.

    Questo sistema è virtuoso e innovativo poiché consente di alimentare le auto e i mezzi pubblici con carburanti rinnovabili ed evitare lo sfruttamento di risorse fossili provenienti dal sottosuolo che comporterebbero l’incremento della Co2 presente in atmosfera, gravando sul bilancio del riscaldamento globale.

    Un impianto come quello del Polo ecologico Acea consente infatti di recuperare oltre 10 milioni di metri cubi di biogas anno dal trattamento anaerobico (1 fase) dei rifiuti organici (60.000 tonnellate di rifiuti organici anno) che andrebbero altrimenti dispersi in atmosfera e di produrre 6.000 tonnellate anno di compost anno, con un successivo trattamento aerobico di miscelazione al digestato (ovvero fango derivato dalla digestione) degli sfalci di potatura. Attraverso lo sfruttamento del biogas recuperato dalla digestione anaerobica dell’umido si producono 17.1 Gwh/anno di energia elettrica e 18,8 Gwh/anno di energia termica rinnovabile (dati 2015). E’ così possibile riscaldare 2500 abitazioni circa e alimentare con energia elettrica 5.700 abitazioni.

    Fig. 2 - Variabili di esercizio del polo ecologico

     

    Fonte: ACEA Pinerolese Industriale SpA

     

    Conclusioni

    La digestione anaerobica, unita a una fase di compostaggio aerobico, è un caso esemplare che ha fatto scuola.  Nel 2017,  al Parlamento di Bruxelles, il Vice Presidente dell’Unione Europea Jyrki Katainen ha premiato il modello Pinerolo in quanto Campione Europeo di Economia Circolare.

    La tecnologia pinerolese di trattamento del rifiuto organico è un modello imitato dalla Città di Hangzhou e dalla Provincia dello Zhejiang in Cina, ma anche in Brasile dove la città di Curitiba, capitale dello stato del Paraná, ha ospitato un meeting internazionale per raccontarne la case history. Più recentemente questo modello impiantistico di trasformazione del rifiuto organico in risorsa è stato l’oggetto del tour promosso da Legambiente in Sicilia (Sicilia Munnizza Free) nonché di grande interesse da parte di (amministrazione comunale di?)Roma, che intende realizzare infrastrutture simili per risolvere gli annosi problemi dei rifiuti della Capitale. Oltre che in Piemonte, impianti che integrano il trattamento anaerobico e aerobico sono stati sviluppati negli ultimi tempi anche in Lombardia, Veneto.

    Questa è la direzione verso la quale muoversi. Viaggiare con un’auto a biometano da rifiuti organici equivale allo stesso impatto ambientale di usare un’auto elettrica la cui carica si intenda da fonte interamente eolica. Ecco la grande sfida che le città italiane devono raccogliere. L’ auto alimentata a rifiuti del famoso film Ritorno al Futuro del 1985 (diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Michael J. Fox e Christopher Lloyd) è una realtà. Superare l’immagine del catino di smog presente sulle città dipende molto dalle scelte che le amministrazioni sapranno fare con la collaborazione dei cittadini sul fronte rifiuti.

    Un motivo d’orgoglio: la rivoluzione ambientale di cui leggiamo, oggi, sui giornali e vediamo nei telegiornali, relativa al trattamento dei rifiuti organici e alle bioenergie è nata qui alla Porte d’Italia, come usava definire De Amicis la cittadina di Pinerolo.

     

    Bibliografia

    Confservizi NordOvest (2018), Il sistema industriale delle utility del Nord-Ovest, Confservizi NordOvest.

     

    Per approfondimenti :

    http://www.confservizi.nordovest.info

    http://www.public-utilities.it/wp-content/uploads/confservizi-report-summary.pdf

    https://www.aceapinerolese.it/ambiente/

     

     

    Parole chiave: partecipate, rifiuti, polo ecologico integrato

     

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