Le politiche regionali per la transizione del sistema produttivo piemontese

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Regione Piemonte)

    La strategia della Regione Piemonte a sostegno della transizione dell’apparato produttivo piemontese verso tecnologie e modelli di business ad alta intensità “digitale” è stata sviluppata nel quadro delle politiche europee e nazionalie tenendo conto delle peculiarità del sistema economico regionale, sia dal punto di vista della specializzazione sia da quello dei modelli organizzativi e di cooperazione delle imprese.

    La diffusa vocazione manifatturiera, in particolare in alcuni settori “iconici” come quelli legati alla mobilità (costruzione di automobili, aerei, treni, yacht), con una marcata focalizzazione sui sistemi di propulsione e sulla componentistica, è registrata dalla “Strategia di Specializzazione Intelligente del Piemonte” (S3), frutto di un intenso lavoro di condivisione con lo Stato e la Commissione Europea. Sulle direttrici di tale Strategia è stata orientata la prima fase degli interventi, senza tralasciare l’evoluzione verso il mercato dei servizi e la tendenza alla “servitizzazione” delle attività manifatturiere. Contestualmente, si è prestata attenzione alla polarizzazione del sistema produttivo tra poche imprese molto dinamiche, con un'elevata propensione all'internazionalizzazione, all'innovazione e alla collaborazione con altri attori dell'ecosistema regionale e nazionale, e un numero molto più grande di aziende, per lo più PMI, meno preparate ad adattarsi al processo di trasformazione continuo, come ha rilevato recentemente anche l’Osservatorio europeo per i cluster e le trasformazioni industriali, nell’ambito della Pilot Action della Commissione Europea sulle Regioni in Transizione Industriale[1]. Quest’ultimo elemento ha sollecitato l’incentivazione di un modello cooperativo basato sulla rete di imprese, puntando sul ruolo giocato dai leader di distretto e di cluster, ossia dei capo-filiera in grado di facilitare il trasferimento tecnologico ai fornitori di minore dimensione. Ha inoltre promosso la valorizzazione dell’approccio della smart factory, finalizzato alla piena integrazione dei leader con la propria catena di fornitura, migliorando i flussi orizzontali e verticali. Inoltre, è stata valorizzata la propensione alla ricerca e all’innovazione e l’elevata dotazione nel campo della formazione in ambito ingegneristico, medico e delle scienze naturali.

    Questi fattori hanno concorso alla definizione di una strategia basata su cinque priorità, a diverso livello di intervento:

    1. il sostegno all’ammodernamento di impianti e attrezzature in un’ottica 4.0;
    2. la promozione della ricerca e sviluppo e dell’innovazione finalizzate alla trasformazione dei processi e dei prodotti;
    3. l’incentivazione alla cooperazione delle PMI con le grandi imprese (in una logica di filiera) e con i centri di ricerca;
    4. il sostegno alla maturazione di competenze tecniche di alto e medio livello e la promozione del loro inserimento in azienda, ovvero il reskilling del capitale umano già presente nelle imprese;
    5. lo sviluppo della servitizzazione della manifattura, intesa sia come trasformazione del modello di business da prodotto a servizio sia come integrazione di quote crescenti di servizio nei prodotti (p.e. assistenza post vendita, servizi metrologici e di calibratura).

     

     BOX 1 – La strategia europea per la fabbrica intelligente

    La prima fase della strategia europea a supporto della “Fabbrica intelligente” (o “Smart Factory” o “Industriam 4.0”), ossia le linee guida degli investimenti a sostegno della trasformazione e della competitività industriale dell’Europa, è stata definita a partire dai modelli messi in atto dai singoli stati membri (primo fra tutti quello tedesco) e strutturata nell’ambito del programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione “Horizon 2020”. In questo ambito la Commissione ha attivato l’iniziativa “Factories of the Future”, un partenariato pubblico-privato composto da centri di ricerca pubblici, università e associazioni imprenditoriali e dall’EFFRA, la European Factories of the Future Research Association, costituita dalle principali imprese industriali europee (tra cui Siemens, Airbus, Daimler, Philips, Bosch, nonché le italiane Comau, Fiat, Fidia, Prima Industrie). Horizon 2020 ha stanziato un budget di 1,15 miliardi di Euro per progetti di ricerca finalizzati alla realizzazione della Smart Factory. In questo quadro sono stati definiti i due principali interventi nazionali in materia, l’iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico, denominata in prima battuta “Industria 4.0, la via italiana per la competitività del manifatturiero”, e il “Cluster Tecnologico Nazionale Fabbrica Intelligente”, avviato su impulso del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca con l’attiva partecipazione delle Regioni. EC (2019).

     

    La piattaforma tecnologica Fabbrica Intelligente

    Con l’accordo di programma attuativo del protocollo d'intesa sottoscritto tra la Regione e il Ministero dell’Istruzione dell’Università e la Ricerca, diretto a promuovere azioni congiunte a sostegno della ricerca e dello sviluppo sperimentale anche attraverso il coinvolgimento degli atenei piemontesi, il Piemonte ha anticipato la strategia nazionale sulla manifattura 4.0. Da questo accordo è scaturito nel novembre del 2015 il bando Piattaforma tecnologica Fabbrica Intelligente che, con una dotazione programmatica di € 39.200.000, ha finanziato progetti di ricerca industriale e/o progetti sperimentali per lo sviluppo di tecnologie innovative e l’applicazione di sistemi avanzati di produzione (Regione Piemonte, 2019), con ricadute nei diversi settori industriali previsti dalla già citata Strategia di specializzazione intelligente regionale S3. Lo strumento di attuazione dell’iniziativa è stato la “piattaforma tecnologica” concepita come un insieme integrato, coordinato e organico di azioni di progetto, che ha recuperato l’esperienza del sistema di piattaforme sviluppato durante la precedente programmazione POR FESR.

     BOX 2 – La strategia di specializzazione intelligente del Piemonte

    La Strategia di specializzazione intelligente, detta anche “S3”, è una politica volta a rafforzare la ricerca e l’innovazione quali strumenti per trasformare e rafforzare i settori della tradizione industriale piemontese, disegnare nuove traiettorie e sviluppare nuove competenze. I pilastri della strategia sono due:

    • l’innovazione del sistema produttivo richiama le eccellenze e i settori di una regione ad alto tasso di industrializzazione e con una forte vocazione manifatturiera (aerospazio, automotive, chimica verde/cleantech, meccatronica, Made in Piemonte);
    • l’innovazione per la salute rappresenta una delle principali sfide del Piemonte dettata dai numerosi bisogni che i cambiamenti demografici e il progressivo arretramento del welfare richiedono.

    La Strategia è guidata da due traiettorie - smart e resource efficiency - che rispondono ai principi di crescita intelligente, di sostenibilità ambientale ed energetica e di risparmio delle risorse.

     

    Le aree scientifiche e tecnologiche dei progetti ammessi al finanziamento hanno riguardato: 

    • le soluzioni ICT quali tecnologie abilitanti per la fabbrica del futuro;
    • la stampa additiva e l’impiego di materiali innovativi;
    • i modelli ergonomici e di interazione uomo-macchina per il manifatturiero avanzato;
    • i processi di produzione e i modelli di gestione della manifatturiera avanzata.

    In una logica di complementarietà con la misura Piattaforma Fabbrica Intelligente, il POR FESR 14-20 ha successivamente finanziato altre tre proposte, precedentemente collocate in lista di attesa per insufficienza di risorse, con un finanziamento ulteriore pari a 14M€. I progetti si sono qualificati per l’ampiezza delle compagini (mediamente una trentina di imprese coinvolte, oltre alle università e ai centri di ricerca) e, dal punto di vista della specializzazione, hanno riguardato l’automotive, l’aerospazio, la meccanica di precisione, la farmaceutica la chimica e l’agroalimentare.

    Le progettualità avviate, che mobilitano quindi complessivamente 80 M€ di investimenti in attività di R&S, e coinvolgono quasi 200 partner di cui oltre la metà PMI, 40 grandi imprese, e praticamente tutti i centri di ricerca della Regione specializzati su queste tematiche, hanno anche previsto l’assunzione di oltre 150 giovani ricercatori con contratti di apprendistato in alta formazione (in grado quindi di conseguire un master, un dottorato o altro titolo equivalente, durante lo svolgimento delle attività di ricerca industriale). Andando così a costituire un importante “ponte” tra ricerca e industria.

    Lo spettro delle soluzioni in corso di sviluppo comprende pressoché tutte le aree tecnologiche del paradigma Industria 4.0 : dalle piattaforme ICT per la gestione integrata delle operazioni di produzione ad alto livello di automazione customizzate sulle esigenze di filiere diverse come l’automotive, la meccanica, l’agroalimentare, o quella dei materiali plastici; all’utilizzo dell’IoT (internet of things), degli open e big data per potenziare la tracciabilità e la sicurezza nel controllo dei processi di produzione e trasformazione degli alimenti; oppure delle medesime tecnologie IoT per realizzare una Piattaforma OpenSource in grado di monitorare le operazioni di fabbrica integrando operatori umani e macchine; all’impiego di materiali polimerici compositi riciclabili e ad elevate prestazioni per l’automotive; allo sviluppo di tecnologie industriali per l’additive manufacturing di parti metalliche di grandi dimensioni, destinate al settore aerospaziale ed automobilistico; all’integrazione di additive manufacturing polimerico e saldatura laser su componenti plastici e multimateriale; allo sviluppo di robot industriali in grado di “uscire dalle gabbie” e lavorare cooperativamente con gli operatori umani.

     

    IR2- Industrializzazione dei Risultati della Ricerca

    IR² è un’azione di sostegno della valorizzazione economica dell’innovazione, attraverso il finanziamento dell’industrializzazione dei risultati della ricerca, che affianca altre misure del POR FESR (poli di innovazione, piattaforme tecnologiche, infrastrutture per la ricerca). In specifico, IR² sostiene progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale relativamente prossimi al mercato, affrontando il divario tra la conoscenza prodotta dalla R&D e la valorizzazione di prodotti e servizi proposti sul mercato. Al programma è stata attribuita una dotazione significativa di 88 M€ a cui si aggiungono 35 M€ su fondi nazionali (Ministero dello Sviluppo Economico). Tra le innovazioni introdotte dalla misura è importante la procedura di selezione dei progetti in due fasi: la prima di manifestazione di interesse e di macroprogettazione, la seconda di presentazione di un piano analitico. A fine aprile 2019 erano stati ammessi 28 progetti sul canale regionale e sei progetti di grandi dimensioni sul canale nazionale. Con riferimento alle aree di specializzazione previste dalla strategia di specializzazione regionale S3, quattordici progetti hanno riguardato l’automotive e soprattutto lo sviluppo di componenti chiave per il veicolo elettrico, connesso ed autonomo; dodici sviluppano applicazioni avanzate elettroniche e meccaniche di prodotto e processo (meccatronica); quattro si focalizzano nel campo biomedicale, farmaceutico e agroalimentare, tre nell’aerospazio ed uno nella chimica. Tutti i progetti hanno incorporato una elevata componente tecnologica, con forte concentrazione su alcune tecnologie abilitanti 4.0, talvolta cuore stesso dell’iniziativa, in altri casi condizione necessaria per la sua realizzazione.

    Gli investimenti in R&S avviati, che si concluderanno entro il 2022, ammontano complessivamente a quasi 400M€, e proseguiranno con investimenti industriali già pianificati per oltre un miliardo di euro. Anche grazie al coinvolgimento, anche in questo caso, di circa 300 alte professionalità assunte dalle imprese coinvolte con la modalità dell’Apprendistato di Alta Formazione e Ricerca.

     

    Prospettive per il futuro

    La via italiana a Industria 4.0 è rappresentata dalla necessità di adattare al contesto industriale nazionale l’approccio innovativo della “fabbrica intelligente”. Coniugando le nuove tecnologie con un know-how produttivo consolidato è infatti possibile raggiungere maggiore efficienza e produttività e ampliare l’offerta, purché si tengano in adeguata considerazione alcune caratteristiche specifiche del sistema italiano: le piccole dimensioni delle imprese, il vantaggio competitivo basato sulla leadership di nicchia, la talvolta limitata capacità di investimento.

    La prima fase della strategia piemontese ha tenuto conto di queste peculiarità attribuendo grande attenzione al ruolo degli “integratori di sistema” e al loro rapporto con le PMI. Molta enfasi è stata anche posta sulla valorizzazione della specializzazione di nicchia, favorendo l’utilizzo di tecnologie digitali in grado di aumentare ulteriormente la capacità di produzione personalizzata. La diffusione delle tecnologie di smart production dentro il sistema delle piccole imprese consente infatti di favorire la capacità di personalizzazione, già molto diffusa nelle aziende che producono beni di consumo di alto livello per il segmento premium.

    Molte opportunità restano ancora da cogliere nel superamento dei compartimenti tra industria e terziario, così come tra i diversi settori, uno degli aspetti più salienti della transizione in atto. In Piemonte, come nel resto del Paese, una chiave di lettura innovativa delle vocazioni consolidate potrebbe favorire l’utilizzo del know-how manifatturiero (prevalentemente meccanico, automotive, aerospaziale…) anche in relazione aprodotti e servizi differenti o “contigui” (ad esempio il know-how robotico industriale utilizzato nelle tecnologie mediche), secondo una razionalità in grado di contemperare la continuità e l’evoluzione del sistema produttivo regionale.

      

    Bibliografia

    EC (2019), Documento di lavoro dei servizi della Commissione. Relazione per paese relativa all'Italia 2019 comprensiva dell'esame approfondito sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici che accompagna il documento. Comunicazione della Commissione {COM(2019) 150 final}, https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/file_import/2019-european-semester-country-report-italy_it.pdf

    Regione Piemonte (2019), Piattaforma tecnologica Fabbrica Intelligente (scheda informativa), https://www.regione.piemonte.it/web/temi/fondi-progetti-europei/fondo-europeo-sviluppo-regionale-fesr/ricerca-sviluppo-tecnologico-innovazione/piattaforma-tecnologica-fabbrica-intelligente

    Regione Piemonte (2019), Strategia di specializzazione intelligente (scheda informativa), https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sviluppo/sistema-ricerca-innovazione/s3-strategia-specializzazione-intelligente 

    EC (2019), Pilot action: Regions in Industrial Transition, https://ec.europa.eu/regional_policy/en/information/publications/factsheets/2018/pilot-action-regions-in-industrial-transition

    EC (2019), European Observatory for Clusters and Industrial Change, https://www.clustercollaboration.eu/eu-initiatives/european-cluster-observatory

     

    Note

    [1] La Pilot Action ha coinvolto 12 Regioni europee, 4 Direzioni generali della Commissione (Regio, RTD, Grow, JRC), l’OECD e, appunto, l’Osservatorio. I suoi risultati, divulgati in un rapporto finale, sono confluiti anche nel recente “Country Report Italy 2019 - Including an In-Depth Review on the prevention and correction of macroeconomic imbalances” che accompagna la Comunicazione della Commissione, del Parlamento, del Consiglio e della Banca Centrale europei, sulla valutazione del progresso delle riforme strutturali e delle ineguaglianze macroeconomiche in Europa. In esso infatti, tra i “Fattori per un'attuazione efficace della politica di coesione” si raccomanda all’Italia di “tenere conto degli insegnamenti tratti in Piemonte durante l'attuazione del progetto pilota della Commissione sulla transizione industriale, in particolare per quanto riguarda l'impatto delle nuove tecnologie, la decarbonizzazione e la promozione della crescita inclusiva”.

     

    Parole chiave: specializzazione intelligente, pilot action, industria 4.0

     

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