Industria 4.0: un primo bilancio dell’esperienza piemontese

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Digital Innovation Hub Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Digital Innovation Hub Piemonte)

    L’applicazione aziendale di strumenti hardware e software sempre più potenti ha portato ad una serie di cambiamenti organizzativi, culturali e tecnologici che vengono collettivamente definiti “trasformazione digitale”. Per meglio rappresentare questo concetto nel 2011 in Germania è stato coniato il termine Industrie 4.0, con un richiamo alla cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”. Negli anni successivi in diversi paesi sono state introdotte politiche volte a indirizzare e sostenere il sistema produttivo lungo queste trasformazioni. Nelle pagine che seguono si riassume l’esperienza italiana, con particolare attenzione alla realtà piemontese.

     

    Il Piano nazionale “Industria 4.0”

    Il 21 settembre 2016, al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, venne presentato il Piano Nazionale Industria 4.0, la via italiana alla trasformazione digitale. La definizione del Piano ha visto il coinvolgimento delle parti sociali e, in particolare, delle associazioni imprenditoriali, dei sindacati e delle Università. Uno dei driver che hanno fortemente influenzato la definizione delle azioni previste dal piano è stata l’osservazione che l’Italia disponeva di un parco macchine tra i più anziani d’Europa. Secondo quanto rilevato da UCIMU, l'associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, nel 1996 e nel 2005, oltre il 25% dei macchinari aveva un’anzianità non superiore a 5 anni. Nel 2014 tale quota è scesa al 13%, mentre la quota di macchine con oltre 20 anni è aumentata dal 15% del 2005 al 27% del 2014. È stata anche rilevata una graduale riduzione del parco esistente: in particolare il Piemonte nel 2014 era sceso al quarto posto a livello italiano quanto a disponibilità di mezzi di produzione.

    Le misure previste dal Piano hanno poi trovato attuazione nella legge di bilancio 2017 e sono state confermate, con alcune modifiche, negli anni successivi. Se, sulla carta, il Piano prevedeva una serie di misure ad ampio spettro, nella attuazione pratica l’enfasi maggiore è stata posta sul cosiddetto “iperammortamento”, una forma agevolativa rivolta specificatamente all’acquisto di beni strumentali. La misura dell’iperammortamento ha certamente agito da forte stimolo all’acquisizione di nuovi macchinari. Sempre secondo i dati rilevati da UCIMU il volume (a prezzi costanti) degli ordinativi sul mercato italiano nel 2017 è cresciuto rispetto all’anno precedente del 46%, mentre nel 2018, rispetto al 2016, si è rilevato un incremento del 29%, trend che si è mantenuto, seppure in misura minore, nel 2019.

    Il Piano ha comunque agito da catalizzatore per l’aumento della consapevolezza delle aziende e per l’avvio dei primi progetti. Come si evince dalla figura 1, tratta dal report 2018 dell’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano, il numero di aziende che afferma di non conoscere Industria 4.0 è scesa a livelli minimi (2,5% contro 38% nel 2015), mentre il numero di aziende che ha iniziato ad implementare soluzioni di trasformazione digitale è raddoppiato dal 2017 al 2018 (dal 28% al 55%).

    Figura 1. Livello di conoscenza di Industria 4.0 da parte delle imprese. Fonte: Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano

    Peraltro, si rileva un forte divario di preparazione tra le aziende medio grandi e le piccole, come evidenziato nel grafico successivo, elaborato dal Centro Studi di Confindustria (figura 2).

    Figura 2. Maturità digitale delle imprese per classe dimensionale. Fonte: Centro Studi Confindustria su dati ISTAT

     

    Le imprese piemontesi di fronte alla nuova sfida

    A livello regionale, l’analisi effettuata dall’Osservatorio MECSPE evidenzia come, nella percezione dei manager (invitati a indicare un giudizio da 1 a 10), all’interno delle imprese piemontesi sia presente una buona diffusione delle conoscenze e una discreta preparazione del personale: per quasi l’80% dei rispondenti il giudizio sulla preparazione complessiva del personale nell’analisi e gestione dei dati è pari o superiore a 7, con un valore medio dei giudizi pari a 7,1. E, sempre a livello piemontese, l’analisi effettuata dall’Ufficio Studi di Unioncamere nel 2018 mostra un significativo incremento del numero di aziende che hanno iniziato ad introdurre le nuove tecnologie digitali (figura 3).

    Figura 3. Tecnologie 4.0 abilitanti introdotte dalle imprese manifatturiere piemontesi. Fonte: Ufficio Studi Unioncamere

    Per contro, sono da evidenziare alcune criticità:

    1. l’iperammortamento e l’agevolazione finanziaria detta “Nuova Sabatini” hanno posto grande enfasi sull’acquisto di beni strumentali e di software per implementare la cosiddetta interconnessione, senza incidere significativamente sugli aspetti organizzativi e sistemici che sono alla base della vera trasformazione digitale;
    2. il piano è stato indirizzato essenzialmente alle aziende manifatturiere (si noti come nel 2018 è stato ribattezzato Piano Nazionale Impresa 4.0, per aumentarne l’inclusività), nessuno stimolo era previsto per i fornitori di servizi se non in modo indiretto attraverso le forniture di software e servizi a supporto degli investimenti in beni strumentali;
    3. tra le dimensioni chiave della trasformazione digitale appare sottovalutata l’innovazione di prodotto (prodotti intelligenti e connessi) ovvero il cambiamento del modello di business (allungamento della catena del valore attraverso l’offerta di servizi digitali): purtroppo l’assenza di incentivi non ha stimolato le aziende a ragionare in questo senso.

    Come evidenziato dal grafico seguente, sempre tratto dall’analisi Unioncamere, le aziende implementano tecniche di trasformazione digitale per migliorare produttività, efficienza, flessibilità, cioè per migliorare le proprie capabilityma in misura minima (circa il 12%, senza particolari incrementi anno su anno) pensano a implementare le tecnologie digitali sui propri prodotti (figura 4).

    Figura 4. Benefici tratti dalle innovazioni tecnologiche abilitanti introdotte. Fonte: Ufficio Studi Unioncamere Piemonte

    Nel contesto del Piano Nazionale e sulla base della definizione della Commissione Europea nell’ambito del cosiddetto Mercato Unico Digitale, è stato richiesto alle associazioni imprenditoriali di costituire delle strutture, i Digital Innovation Hub, che fungessero da snodo tra il sistema delle imprese e l’ecosistema dell’innovazione, per supportare le imprese nella definizione ed implementazione dei propri piani di trasformazione digitale. Nel corso del 2017 Confindustria ha costituito una rete nazionale di Digital Innovation Hub, su base regionale. Il Digital Innovation Hub Piemonte opera da gennaio 2017 sul territorio piemontese a supporto delle aziende interessate. Oltre ad organizzare e partecipare a più di 90 eventi informativi e divulgativi, DIHP ha avviato una serie di incontri one-to-onecon le aziende del territorio. Sono state incontrate circa 360 aziende, in molti casi per fornire supporto relativamente alle agevolazioni fiscali o chiarimenti ad ampio spettro sulla tematica della trasformazione digitale. In 102 casi è stato effettuato un assessmentdel posizionamento aziendale, sia dal punto di vista organizzativo che dal punto di vista tecnologico, per individuare punti di forza e di debolezza e tracciare una prima ipotesi di percorso di trasformazione.

     

    Un primo bilancio

    Grazie alle numerose aziende incontrate ed al confronto con i Digital Innovation Hub delle altre regioni, è possibile tracciare un primo bilancio dell’efficacia delle azioni volte a diffondere la tematica della trasformazione digitale nella nostra regione.

    A livello generale si notano due fenomeni:

    • la trasformazione digitale viene spesso vista come un mezzo per accedere alle agevolazioni fiscali, piuttosto che un fine per il miglioramento dell’azienda, quindi vengono implementate soluzioni minimali senza una chiara roadmapche porti ad una reale digitalizzazione;
    • nonostante il livello di competenza medio sia migliorato, le competenze per implementare un serio piano di trasformazione digitale sono carenti, in particolare le PMI hanno difficoltà ad attrarre risorse qualificate, ancor di più se sono localizzate lontano dai grandi centri urbani. Il rapporto dell’Osservatorio MECSPE evidenzia le tipologie di competenze per il Piemonte.

    Figura 5. Profili specializzati più richiesti nell’industria entro il 2030. Fonte: Osservatorio MECSPE 

    A livello regionale, si notano alcune specificità:

    • scarsa capacità di lavorare in filiera: le aziende piemontesi che operano in settori B2B interagiscono con una pluralità di soggetti clienti, con esigenze di integrazione variabili. Poiché il perimetro aziendale definisce l’ambito prevalente entro il quale si misurano costi e benefici dell’adozione delle tecnologie digitali, in assenza di una forte guida da parte dei capofiliera, per le imprese di minori dimensioni risulta poco conveniente sostenere i costi fissi, inclusi quelli organizzativi, necessari alla transizione verso il paradigma 4.0;
    • diversamente da altre regioni si nota una scarsa attitudine alla cooperazione tra aziende dello stesso settore per mettere a fattore comune esperienze e competenze;
    • scarsissima partecipazione della filiera agricola e alimentare (ad eccezione di poche grandi aziende);
    • la gestione del Piano Nazionale Industria 4.0 è stata a suo tempo affidata ad una “Cabina di Regia”, molto ampia comprendente rappresentanti dei Ministeri, parti sociali, accademia etc. Si decise di non costituire un organismo stabile simile a quanto fatto dalla Germania con la costituzione della Plattform Industrie 4.0 o dalla Francia con l’Alliance Industrie du Futur. Questo ha portato in generale ad una frammentazione dei centri decisionali a livello nazionale: in Piemonte in particolare si è verificato un fenomeno di dispersione a livello provinciale, con approcci e azioni di supporto spesso diversi da provincia a provincia.

    Peraltro si possono citare casi virtuosi di particolare interesse:

    • uno dei principali produttori di componenti plastici ed in gomma per l’industria automobilistica, con il patrocinio della Regione Piemonte e del MIUR (Fondi FESR 2014-2020 nell’ambito della piattaforma tecnologica Fabbrica Intelligente) ha riunito 9 aziende della filiera tra produttori di componenti, produttori di macchinario, fornitori di software ed istituti di ricerca per realizzare una piattaforma di integrazione in ottica Industria 4.0. Tale piattaforma, denominata Openplast, verrà messa a disposizione secondo le linee guida dell’open source a tutte le aziende interessate della filiera.
    • un gruppo di 8 aziende vinicole ha concordato di avviare un progetto congiunto.
    • un numero crescente di aziende del territorio, di varie categorie merceologiche, ha avviato progetti di Gestione in tempo reale della produzione (Manufacturing Execution System), in molti casi includendo sistemi di schedulazione della produzione.

    Una doverosa considerazione finale riguarda i Centri di Competenza. Il Piano Nazionale prevedeva la costituzione di Centri di Competenza ad alta specializzazione su tematiche Industria 4.0, nella forma del partenariato pubblico-privato, per svolgere attività di orientamento e formazione alle imprese nonché di supporto nell'attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale. I Centri di Competenza saranno parzialmente finanziati con fondi pubblici.

    Nella primavera del 2018 è stata esperita una gara per la costituzione di una graduatoria per l’assegnazione dei fondi. La proposta presentata dal Politecnico di Torino, dall’Università di Torino e da 24 imprese del territorio e centrata essenzialmente sulla Manifattura Additiva, si è classificata al primo posto a livello nazionale. Questo mette in evidenza la rete di competenze esistente sul territorio e la capacità, se opportunamente stimolati, di “fare sistema”.

     

    Riferimenti

    Uniocamere Piemonte (2018) Congiuntura industriale in Piemonte: i risultati a consuntivo per il I trimestre 2018 (atti del covegno del 8 maggio 2018), http://images.pie.camcom.it/f/ComunicatiStampa/28/28401_UCCP_852018.pdf

    Osservatorio MECSPE (2018) Industria manifatturiera italiana: focus sulle PMI in Piemonte, https://www.mecspe.com/it/osservatori/osservatorio-mecspe-pmi-italiane/

     

    Parole chiave: industria 4.0, manifattura, trasformazione digitale 

     

    Scarica il pdf del nr. 58 di Politiche Piemonte 

    Copyright © 2018 Politiche Piemonte. Tutti i diritti riservati.