Analisi geografica e cronologica della dell’attività estrattiva in confronto con quanto previsto dal documento di programmazione delle attività estrattive (DPAE)

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ag3 srl), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Dip. Scienze della terra, Università degli studi di Torino)

    Introduzione

    L'articolo propone un confronto tra la distribuzione delle cave piemontesi e gli ambiti previsti dal Documento di programmazione delle attività estrattive (DPAE) approvato dalla Regione Piemonte nel 2002.

    I dati sulla localizzazione delle cave dell'intero territorio piemontese sono stati forniti dalla Regione Piemonte tramite estrazione dalla Banca Dati Attività Estrattive (nel seguito BDAE), che raccoglie dati sin dagli inizi degli anni '80.

    Pianificazione e vincoli territoriali del settore estrattivo piemontese. Riflessioni a partire da un caso studio

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (architetto, dottore di ricerca in Pianificazione territoriale e politiche pubbliche per il territorio)

    Introduzione e contesto legislativo

    L'architettura della pianificazione delle attività estrattive in Piemonte è attualmente basata su tre strumenti principali:

    o una legge regionale, approvata nel 1978, che disciplina la coltivazione delle cave , e che negli ultimi anni è stata a più riprese oggetto di tentativi di riforma mai portati a compimento;

    Struttura teorica di un piano regionale delle attività estrattive

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ag3 srl), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Dip. Scienze della terra, Università degli studi di Torino)

    Introduzione

    La predisposizione di cosiddette Linee Guida per una successiva redazione del Piano delle Attività Estrattive di cava in Piemonte, costituisce un passo importante di valore metodologico che non può prescindere da una aggiornata definizione di termini specifici, già sistematicamente utilizzati per una coerente stesura del DPAE avvenuta, alla soglia degli anni 2000. Si trattava, programmaticamente, di dare un preciso significato tecnico ed operativo ad "entità geominerarie" presenti nel "contesto territoriale" con specifico riferimento ai diversi comparti estrattivi di cava, opportunamente mantenuti distinti anche in questa fase pianificatoria.

    Estrapolazione di scenari per i prodotti da cava

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte)

    Introduzione

    Questa nota sintetica(1) espone i risultati di uno studio per la estrapolazione di scenari di domanda ed offerta sui prodotti da cava. Per diversi comparti la dinamica dell'offerta dei volumi d'estrazione tra il 1996 ed il 2012 è spiegata a partire da alcune grandezze verosimilmente ritenute come delle proxy di vari aspetti della domanda. Ipotizzando tre scenari per il tasso di crescita (storico, recente ed ottimistico) delle grandezze esplicative dal lato della domanda, si estrapolano altrettanti scenari per l'offerta.

    I distretti lapidei piemontesi nel contesto italiano

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRCrEs-CNR), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    Introduzione

    L'industria lapidea viene spesso considerata un settore tradizionale, destinato al declino in un quadro di sviluppo post-industriale, soprattutto per la forte concorrenza proveniente dai paesi emergenti. Si deve invece constatare che, nel corso del tempo, il settore delle imprese legate all'estrazione e alla lavorazione di pietre ornamentali ha dimostrato di sapersi adattare ai processi di globalizzazione e di innovazione tecnologica, riscoprendo una capacità competitiva che ha messo in luce performance apprezzabili, tenuto conto del quadro complessivo della crisi successiva al 2008, soprattutto mediante una maggiore attenzione alla domanda estera.

    EDITORIALE N.41 - Cave: prospettive di pianificazione

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRCrEs-CNR)

     

    Come indicato nei contributi presenti in questo numero di "Politiche Piemonte", l'attuale contesto competitivo è caratterizzato da profondi mutamenti nella regolamentazione dell'attività estrattiva, con politiche pubbliche di controllo del paesaggio e di gestione dell'ambiente sempre più stringenti, in un contesto che vede un netto calo della domanda nazionale di prodotti , conseguenza della crisi del settore edile.

    L’andamento occupazionale nelle aree provinciali del Piemonte durante la crisi

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Membro dell'AISRe, Associazione italiana di scienze regionali, e responsabile studi e statistica della Provincia di Vercelli)

    Introduzione

    L'utilizzo dei risultati dell'indagine ISTAT sulle forze di lavoro, disponibili su base provinciale in forma di media annua, consente un'osservazione sistematica degli effetti della crisi iniziata nell'autunno 2008 sulla situazione occupazionale dei territori locali. Come è noto, si tratta di dati stimati, ricavati da un'indagine campionaria, più precisi per le aree con maggiore popolazione, meno per quelle di più ridotta dimensione demografica. Le differenze tra i dati indicano la direzione degli andamenti verificatisi e la loro intensità e queste risultano tanto più attendibili quanto più la variazione assume un'entità consistente.

    Salubrità economico-finanziaria-patrimoniale territoriale: un esercizio sul manifatturiero piemontese

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    Introduzione

    Tra il 2008 ed il 2014 si sono contati circa 56 mila fallimenti in tutto il territorio nazionale, nel 2013 si è registrato un +11% rispetto al 2012 per le sole società di capitale, e nel primo semestre del 2014 si è registrato un ulteriore +12% (Cerved, 2014). La dinamica dei fallimenti è in crescita dal 2007, riguarda principalmente il comparto industriale e si concentra soprattutto nel Nord Ovest. Il numero di procedure fallimentari del 2011 è circa pari a quello del 2005: "ogni diecimila imprese di capitali sul mercato, quasi 60 sono state interessate nel 2012 dall'apertura di una procedura fallimentare". Nel Nord Ovest l'insolvency ratio è quasi raddoppiato tra il 2008 ed il 2012 (Banca d'Italia, 2013).

    Il Piemonte tra sistemi locali di grande impresa e distretti industriali

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Istat) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Istat)

    Introduzione

    Il presente contributo si sviluppa da uno studio contenuto nel Rapporto Annuale 2015 dal titolo "Distretti industriali: geografia, demografia e dinamiche occupazionali" (Istat 2015a). Con l'identificazione dei nuovi Sistemi locali del lavoro (SL) e dei distretti industriali che da essi derivano è possibile avere il panorama della nuova organizzazione del territorio a partire dalle relazioni spontanee tra le persone, i soggetti economici e quelli sociali del contesto locale.

    La costruzione partecipata di infrastrutture ICT. Una occasione per lo sviluppo locale

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università di Torino) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    Introduzione

    L'affermarsi della società dell'informazione, per la quale ICT e banda larga risultano prerogative essenziali, è ormai considerata una condizione imprescindibile per lo sviluppo di un territorio attraverso il supporto che queste tecnologie possono fornire alla nascita di nuovi servizi e prodotti e al rafforzamento della competitività. Questa impostazione ha guidato la messa a punto della Digital Agenda europea del 2010 (pilastro della strategia EU2020) declinata a livello nazionale nel maggio del 2012 nel progetto dell'Agenda Digitale Italiana - ADI (D.L. 179/2012) che individua un quadro di azioni per colmare il divario digitale (tecnologico e di competenze) che caratterizza il Paese sia in termini di differenze interne al paese, sia rispetto alla media dei paesi UE.

    EDITORIALE N.39 - Disgelo dopo il lungo inverno? L’industria piemontese tra ridimensionamento e prospettive di trasformazione

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    Introduzione

    La recessione originatasi dalla crisi finanziaria del 2007-2008 ha avuto drammatici effetti sull'economia reale, ben evidenziati dalle dinamiche negative degli indicatori di performance economica e dal drastico peggioramento dei dati occupazionali a livello globale (con l'eccezione di alcune economie asiatiche). Il Piemonte ha risentito in modo particolare di questa lunga fase negativa, che tuttora perdura.

    Strategie e modelli di innovazione delle imprese innovative della provincia di Torino

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    Introduzione

    Il contributo, i cui contenuti sono stati presentati in modo più esteso all'ultima Conferenza annuale dell'AISRe (14-16 settembre Rende, CS), utilizza i risultati dell'indagine 2014 dell'Osservatorio delle imprese innovative della Provincia di Torino per sviluppare una riflessione sulle loro strategie e i loro modelli di innovazione. In particolare, si considera un campione di 364 imprese che, per quanto non rappresentativo in senso statistico, permette di cogliere alcuni comportamenti emergenti tra le realtà più attive sul fronte dell'innovazione tecnologica.

    Artigianato piemontese e politiche regionali del settore. Il Comitato di Coordinamento delle Confederazioni artigiane del Piemonte dagli anni Ottanta a oggi

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Dipartimento di Studi Storici Università di Torino)

    Introduzione

    Il presente contributo intende affrontare con un taglio storico il tema della partecipazione del mondo artigiano alla definizione delle politiche regionali del settore. Verrà brevemente esaminata l'esperienza del Comitato di Coordinamento delle Confederazioni artigiane del Piemonte, soggetto creato nella seconda metà degli anni Ottanta dalle confederazioni di categoria piemontesi per dar maggiore visibilità agli interessi rappresentati, anzitutto nei confronti della Regione.

    L’evoluzione delle formule organizzative delle imprese manifatturiere italiane dopo la crisi

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Fondazione Nord Est)

    Introduzione

    Una delle scelte strategiche più rilevanti che influisce sulla formula organizzativa di un'impresa è quella che riguarda quale parte delle catena del valore debba essere inclusa all'interno dei propri confini organizzativi e quale, invece, lasciata ad altre imprese. Le decisioni che determinano le attività da svolgere internamente e quelle da esternalizzare influenzano il livello di integrazione verticale di una impresa e dipendono anche da una serie di fattori che modellano l'ambiente in cui le imprese operano (ad esempio il tipo di domanda, il grado di stabilità macro-economica, il livello di concorrenza, le tecnologie produttive...).

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