Contratti di rete ed attori del credito: un’ipotesi interpretativa

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale)

    Istituti di credito, imprese e crisi economica

    La crisi economica iniziata nel 2008 si è caratterizzata, in molti paesi, da una rilevante riduzione dei prestiti finanziari ad imprese e famiglie. Secondo un recente studio CNA-Kpmg , in Italia nel periodo gennaio 2012- gennaio 2016, il credito alle imprese si è ridotto di circa 112 miliardi di euro (pari a oltre l'11% dello stock complessivo di credito erogato alle imprese). Tale riduzione ha però colpito maggiormente le piccole imprese: per questo segmento, infatti, essa si è attestata intorno al 20%. Inoltre, la differenza di accesso al credito fra medio-grandi imprese e piccole imprese si è accentuata dal 2014: sempre secondo lo studio CNA-Kpmg, dal 2014 ad inizio 2016, le imprese con più di 20 dipendenti hanno visto aumentare il credito ottenuto nei loro confronti dello 0,7% l'anno, mentre le seconde lo hanno visto diminuire dell'1,7%.

    Uno sguardo oltre il Piemonte: cosa insegnano le esperienze di Emilia-Romagna e Veneto

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.i (Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale)

    Introduzione

    Emilia Romagna e Veneto sono due tra le regioni italiane tradizionalmente più ricche di distretti industriali e presentano una struttura produttiva basata sulle PMI, parzialmente in contrasto con il Piemonte. In entrambe le regioni il settore manufatturiero è cruciale per l'economia locale ed è alto il grado di internazionalizzazione delle aziende, tipico dei contesti distrettuali. Entrambe le regioni hanno sofferto pesantemente la crisi economica con una riduzione del numero di imprese e di addetti, ma sono tornate a crescere nel 2014 più della media nazionale. Le due regioni, simili dal punto di vista della struttura produttiva, hanno adottato politiche parzialmente differenti per lo sviluppo economico territoriale e nella fattispecie per lo strumento del contratto di rete e soprattutto modelli differenti di governance.

    EDITORIALE N.42 - Il contratto di rete: uno strumento per lo sviluppo regionale

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Consorzio A.A.Ster srl) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università degli Studi di Milano-Bicocca)

     

    Questo numero di Politiche Piemonte si occupa di "contratti di rete". Si tratta di una forma di aggregazione tra le imprese relativamente recente (introdotta dal legislatore nel 2009) e che sta riscuotendo un interessante successo in tutto il Paese, seppure con importanti differenze territoriali. Come si chiarisce nel primo dei capitoli che compongono il numero, il Piemonte si distingue per il ricorso ancora scarso delle sue imprese a questa modalità di collaborazione, che ha mostrato in altre regioni una diffusione sorprendentemente maggiore.

    Modelli di rete: pratiche e prospettive per il Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale)

    Introduzione

    La ricerca sui contratti di rete alla quale si fa riferimento in questo numero di Politiche Piemonte ha suggerito l'individuazione di alcuni modelli di rete. Il modello più semplice, e forse più diffuso tra le aggregazioni oggetto della nostra analisi, è quello che abbiamo chiamato "a connessione orizzontale", o "per il mercato", nel quale le imprese cooperano per presentarsi sul mercato con un catalogo o una gamma di prodotti in qualche modo comuni.

    Contratti di rete e capitale sociale

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale)

    Reti di imprese e contratti di rete

    Il fenomeno delle reti di imprese ha attirato da sempre l'attenzione dei soggetti economici e delle politiche pubbliche, con la conseguenza di essere uno degli oggetti più studiati e indagati dalla sociologia economica, oltre che dalla letteratura economica e giuridica. Disponiamo infatti di numerose ricerche, studi di caso, riflessioni teoriche e analisi comparate sulle più importanti esperienze di collaborazioni tra le imprese, che toccano numerosi aspetti: dalle reti più informali a quelle più istituzionalizzate, dai gruppi aziendali ai consorzi, ai distretti industriali, ai patti di sviluppo territoriale, alle diverse associazioni temporanee di scopo, alle varie operazioni di joint-venture, fusioni e acquisizioni, agli accordi di filiera nella catena della fornitura, meta-distretti, peer production, cluster di ogni tipo e moltissime altre forme di reti orizzontali o gerarchiche, lunghe o corte, dense o ridotte, complementari o indipendenti, temporanee o permanenti.

    Le dimensioni del fenomeno

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Consorzio A.A.Ster srl)

    Introduzione

    Alla data dell'ultima estrazione disponibile al momento della redazione (metà maggio 2016) sono stati stipulati in Italia, complessivamente, 2.844 Contratti di rete che coinvolgono 14.307 imprese, dei quali 2.443 standard ("reti contratto") con 12.917 imprese, a cui vanno aggiunti 401 contratti con personalità giuridica ("reti soggetto"), con 2.870 imprese(1). Dopo una partenza rallentata i Contratti si sono progressivamente diffusi. I primi erano stati stipulati nel 2010, ma soltanto a partire dal 2012 il numero è iniziato a crescere sensibilmente, registrando un vero e proprio boom nel 2013.

    I flussi di materia del settore estrattivo piemontese

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.(Ires Piemonte)

    Introduzione

    Una delle metodologie sviluppate in questi ultimi decenni per stimare gli impatti delle società umane sull'ambiente e rendere confrontabili misure economiche con analisi di tipo ambientale è la quantificazione del bilancio di massa di un sistema economico, ottenuta mediante l'analisi dei flussi di materia. Tale metodologia, chiamata Material Flow Analysis (MFA) è in grado di fornire un quadro sintetico della quantità di materia che attraversa un sistema socio-economico, permettendone una valutazione del livello di sostenibilità.

    Analisi geografica e cronologica della dell’attività estrattiva in confronto con quanto previsto dal documento di programmazione delle attività estrattive (DPAE)

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ag3 srl), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Dip. Scienze della terra, Università degli studi di Torino)

    Introduzione

    L'articolo propone un confronto tra la distribuzione delle cave piemontesi e gli ambiti previsti dal Documento di programmazione delle attività estrattive (DPAE) approvato dalla Regione Piemonte nel 2002.

    I dati sulla localizzazione delle cave dell'intero territorio piemontese sono stati forniti dalla Regione Piemonte tramite estrazione dalla Banca Dati Attività Estrattive (nel seguito BDAE), che raccoglie dati sin dagli inizi degli anni '80.

    I distretti lapidei piemontesi nel contesto italiano

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRCrEs-CNR), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    Introduzione

    L'industria lapidea viene spesso considerata un settore tradizionale, destinato al declino in un quadro di sviluppo post-industriale, soprattutto per la forte concorrenza proveniente dai paesi emergenti. Si deve invece constatare che, nel corso del tempo, il settore delle imprese legate all'estrazione e alla lavorazione di pietre ornamentali ha dimostrato di sapersi adattare ai processi di globalizzazione e di innovazione tecnologica, riscoprendo una capacità competitiva che ha messo in luce performance apprezzabili, tenuto conto del quadro complessivo della crisi successiva al 2008, soprattutto mediante una maggiore attenzione alla domanda estera.

    Pianificazione e vincoli territoriali del settore estrattivo piemontese. Riflessioni a partire da un caso studio

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (architetto, dottore di ricerca in Pianificazione territoriale e politiche pubbliche per il territorio)

    Introduzione e contesto legislativo

    L'architettura della pianificazione delle attività estrattive in Piemonte è attualmente basata su tre strumenti principali:

    o una legge regionale, approvata nel 1978, che disciplina la coltivazione delle cave , e che negli ultimi anni è stata a più riprese oggetto di tentativi di riforma mai portati a compimento;

    EDITORIALE N.41 - Cave: prospettive di pianificazione

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRCrEs-CNR)

     

    Come indicato nei contributi presenti in questo numero di "Politiche Piemonte", l'attuale contesto competitivo è caratterizzato da profondi mutamenti nella regolamentazione dell'attività estrattiva, con politiche pubbliche di controllo del paesaggio e di gestione dell'ambiente sempre più stringenti, in un contesto che vede un netto calo della domanda nazionale di prodotti , conseguenza della crisi del settore edile.

    Struttura teorica di un piano regionale delle attività estrattive

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ag3 srl), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Dip. Scienze della terra, Università degli studi di Torino)

    Introduzione

    La predisposizione di cosiddette Linee Guida per una successiva redazione del Piano delle Attività Estrattive di cava in Piemonte, costituisce un passo importante di valore metodologico che non può prescindere da una aggiornata definizione di termini specifici, già sistematicamente utilizzati per una coerente stesura del DPAE avvenuta, alla soglia degli anni 2000. Si trattava, programmaticamente, di dare un preciso significato tecnico ed operativo ad "entità geominerarie" presenti nel "contesto territoriale" con specifico riferimento ai diversi comparti estrattivi di cava, opportunamente mantenuti distinti anche in questa fase pianificatoria.

    L’andamento occupazionale nelle aree provinciali del Piemonte durante la crisi

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Membro dell'AISRe, Associazione italiana di scienze regionali, e responsabile studi e statistica della Provincia di Vercelli)

    Introduzione

    L'utilizzo dei risultati dell'indagine ISTAT sulle forze di lavoro, disponibili su base provinciale in forma di media annua, consente un'osservazione sistematica degli effetti della crisi iniziata nell'autunno 2008 sulla situazione occupazionale dei territori locali. Come è noto, si tratta di dati stimati, ricavati da un'indagine campionaria, più precisi per le aree con maggiore popolazione, meno per quelle di più ridotta dimensione demografica. Le differenze tra i dati indicano la direzione degli andamenti verificatisi e la loro intensità e queste risultano tanto più attendibili quanto più la variazione assume un'entità consistente.

    Estrapolazione di scenari per i prodotti da cava

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte)

    Introduzione

    Questa nota sintetica(1) espone i risultati di uno studio per la estrapolazione di scenari di domanda ed offerta sui prodotti da cava. Per diversi comparti la dinamica dell'offerta dei volumi d'estrazione tra il 1996 ed il 2012 è spiegata a partire da alcune grandezze verosimilmente ritenute come delle proxy di vari aspetti della domanda. Ipotizzando tre scenari per il tasso di crescita (storico, recente ed ottimistico) delle grandezze esplicative dal lato della domanda, si estrapolano altrettanti scenari per l'offerta.

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