Contratti di rete e capitale sociale

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale)

    Reti di imprese e contratti di rete

    Il fenomeno delle reti di imprese ha attirato da sempre l'attenzione dei soggetti economici e delle politiche pubbliche, con la conseguenza di essere uno degli oggetti più studiati e indagati dalla sociologia economica, oltre che dalla letteratura economica e giuridica. Disponiamo infatti di numerose ricerche, studi di caso, riflessioni teoriche e analisi comparate sulle più importanti esperienze di collaborazioni tra le imprese, che toccano numerosi aspetti: dalle reti più informali a quelle più istituzionalizzate, dai gruppi aziendali ai consorzi, ai distretti industriali, ai patti di sviluppo territoriale, alle diverse associazioni temporanee di scopo, alle varie operazioni di joint-venture, fusioni e acquisizioni, agli accordi di filiera nella catena della fornitura, meta-distretti, peer production, cluster di ogni tipo e moltissime altre forme di reti orizzontali o gerarchiche, lunghe o corte, dense o ridotte, complementari o indipendenti, temporanee o permanenti.

    Le dimensioni del fenomeno

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Consorzio A.A.Ster srl)

    Introduzione

    Alla data dell'ultima estrazione disponibile al momento della redazione (metà maggio 2016) sono stati stipulati in Italia, complessivamente, 2.844 Contratti di rete che coinvolgono 14.307 imprese, dei quali 2.443 standard ("reti contratto") con 12.917 imprese, a cui vanno aggiunti 401 contratti con personalità giuridica ("reti soggetto"), con 2.870 imprese(1). Dopo una partenza rallentata i Contratti si sono progressivamente diffusi. I primi erano stati stipulati nel 2010, ma soltanto a partire dal 2012 il numero è iniziato a crescere sensibilmente, registrando un vero e proprio boom nel 2013.

    I flussi di materia del settore estrattivo piemontese

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.(Ires Piemonte)

    Introduzione

    Una delle metodologie sviluppate in questi ultimi decenni per stimare gli impatti delle società umane sull'ambiente e rendere confrontabili misure economiche con analisi di tipo ambientale è la quantificazione del bilancio di massa di un sistema economico, ottenuta mediante l'analisi dei flussi di materia. Tale metodologia, chiamata Material Flow Analysis (MFA) è in grado di fornire un quadro sintetico della quantità di materia che attraversa un sistema socio-economico, permettendone una valutazione del livello di sostenibilità.

    Analisi geografica e cronologica della dell’attività estrattiva in confronto con quanto previsto dal documento di programmazione delle attività estrattive (DPAE)

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ag3 srl), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Dip. Scienze della terra, Università degli studi di Torino)

    Introduzione

    L'articolo propone un confronto tra la distribuzione delle cave piemontesi e gli ambiti previsti dal Documento di programmazione delle attività estrattive (DPAE) approvato dalla Regione Piemonte nel 2002.

    I dati sulla localizzazione delle cave dell'intero territorio piemontese sono stati forniti dalla Regione Piemonte tramite estrazione dalla Banca Dati Attività Estrattive (nel seguito BDAE), che raccoglie dati sin dagli inizi degli anni '80.

    Pianificazione e vincoli territoriali del settore estrattivo piemontese. Riflessioni a partire da un caso studio

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (architetto, dottore di ricerca in Pianificazione territoriale e politiche pubbliche per il territorio)

    Introduzione e contesto legislativo

    L'architettura della pianificazione delle attività estrattive in Piemonte è attualmente basata su tre strumenti principali:

    o una legge regionale, approvata nel 1978, che disciplina la coltivazione delle cave , e che negli ultimi anni è stata a più riprese oggetto di tentativi di riforma mai portati a compimento;

    Struttura teorica di un piano regionale delle attività estrattive

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ag3 srl), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Dip. Scienze della terra, Università degli studi di Torino)

    Introduzione

    La predisposizione di cosiddette Linee Guida per una successiva redazione del Piano delle Attività Estrattive di cava in Piemonte, costituisce un passo importante di valore metodologico che non può prescindere da una aggiornata definizione di termini specifici, già sistematicamente utilizzati per una coerente stesura del DPAE avvenuta, alla soglia degli anni 2000. Si trattava, programmaticamente, di dare un preciso significato tecnico ed operativo ad "entità geominerarie" presenti nel "contesto territoriale" con specifico riferimento ai diversi comparti estrattivi di cava, opportunamente mantenuti distinti anche in questa fase pianificatoria.

    Estrapolazione di scenari per i prodotti da cava

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte)

    Introduzione

    Questa nota sintetica(1) espone i risultati di uno studio per la estrapolazione di scenari di domanda ed offerta sui prodotti da cava. Per diversi comparti la dinamica dell'offerta dei volumi d'estrazione tra il 1996 ed il 2012 è spiegata a partire da alcune grandezze verosimilmente ritenute come delle proxy di vari aspetti della domanda. Ipotizzando tre scenari per il tasso di crescita (storico, recente ed ottimistico) delle grandezze esplicative dal lato della domanda, si estrapolano altrettanti scenari per l'offerta.

    I distretti lapidei piemontesi nel contesto italiano

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRCrEs-CNR), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    Introduzione

    L'industria lapidea viene spesso considerata un settore tradizionale, destinato al declino in un quadro di sviluppo post-industriale, soprattutto per la forte concorrenza proveniente dai paesi emergenti. Si deve invece constatare che, nel corso del tempo, il settore delle imprese legate all'estrazione e alla lavorazione di pietre ornamentali ha dimostrato di sapersi adattare ai processi di globalizzazione e di innovazione tecnologica, riscoprendo una capacità competitiva che ha messo in luce performance apprezzabili, tenuto conto del quadro complessivo della crisi successiva al 2008, soprattutto mediante una maggiore attenzione alla domanda estera.

    EDITORIALE N.41 - Cave: prospettive di pianificazione

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRCrEs-CNR)

     

    Come indicato nei contributi presenti in questo numero di "Politiche Piemonte", l'attuale contesto competitivo è caratterizzato da profondi mutamenti nella regolamentazione dell'attività estrattiva, con politiche pubbliche di controllo del paesaggio e di gestione dell'ambiente sempre più stringenti, in un contesto che vede un netto calo della domanda nazionale di prodotti , conseguenza della crisi del settore edile.

    L’andamento occupazionale nelle aree provinciali del Piemonte durante la crisi

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Membro dell'AISRe, Associazione italiana di scienze regionali, e responsabile studi e statistica della Provincia di Vercelli)

    Introduzione

    L'utilizzo dei risultati dell'indagine ISTAT sulle forze di lavoro, disponibili su base provinciale in forma di media annua, consente un'osservazione sistematica degli effetti della crisi iniziata nell'autunno 2008 sulla situazione occupazionale dei territori locali. Come è noto, si tratta di dati stimati, ricavati da un'indagine campionaria, più precisi per le aree con maggiore popolazione, meno per quelle di più ridotta dimensione demografica. Le differenze tra i dati indicano la direzione degli andamenti verificatisi e la loro intensità e queste risultano tanto più attendibili quanto più la variazione assume un'entità consistente.

    Salubrità economico-finanziaria-patrimoniale territoriale: un esercizio sul manifatturiero piemontese

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    Introduzione

    Tra il 2008 ed il 2014 si sono contati circa 56 mila fallimenti in tutto il territorio nazionale, nel 2013 si è registrato un +11% rispetto al 2012 per le sole società di capitale, e nel primo semestre del 2014 si è registrato un ulteriore +12% (Cerved, 2014). La dinamica dei fallimenti è in crescita dal 2007, riguarda principalmente il comparto industriale e si concentra soprattutto nel Nord Ovest. Il numero di procedure fallimentari del 2011 è circa pari a quello del 2005: "ogni diecimila imprese di capitali sul mercato, quasi 60 sono state interessate nel 2012 dall'apertura di una procedura fallimentare". Nel Nord Ovest l'insolvency ratio è quasi raddoppiato tra il 2008 ed il 2012 (Banca d'Italia, 2013).

    La costruzione partecipata di infrastrutture ICT. Una occasione per lo sviluppo locale

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università di Torino) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    Introduzione

    L'affermarsi della società dell'informazione, per la quale ICT e banda larga risultano prerogative essenziali, è ormai considerata una condizione imprescindibile per lo sviluppo di un territorio attraverso il supporto che queste tecnologie possono fornire alla nascita di nuovi servizi e prodotti e al rafforzamento della competitività. Questa impostazione ha guidato la messa a punto della Digital Agenda europea del 2010 (pilastro della strategia EU2020) declinata a livello nazionale nel maggio del 2012 nel progetto dell'Agenda Digitale Italiana - ADI (D.L. 179/2012) che individua un quadro di azioni per colmare il divario digitale (tecnologico e di competenze) che caratterizza il Paese sia in termini di differenze interne al paese, sia rispetto alla media dei paesi UE.

    Strategie e modelli di innovazione delle imprese innovative della provincia di Torino

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    Introduzione

    Il contributo, i cui contenuti sono stati presentati in modo più esteso all'ultima Conferenza annuale dell'AISRe (14-16 settembre Rende, CS), utilizza i risultati dell'indagine 2014 dell'Osservatorio delle imprese innovative della Provincia di Torino per sviluppare una riflessione sulle loro strategie e i loro modelli di innovazione. In particolare, si considera un campione di 364 imprese che, per quanto non rappresentativo in senso statistico, permette di cogliere alcuni comportamenti emergenti tra le realtà più attive sul fronte dell'innovazione tecnologica.

    L’evoluzione delle formule organizzative delle imprese manifatturiere italiane dopo la crisi

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Fondazione Nord Est)

    Introduzione

    Una delle scelte strategiche più rilevanti che influisce sulla formula organizzativa di un'impresa è quella che riguarda quale parte delle catena del valore debba essere inclusa all'interno dei propri confini organizzativi e quale, invece, lasciata ad altre imprese. Le decisioni che determinano le attività da svolgere internamente e quelle da esternalizzare influenzano il livello di integrazione verticale di una impresa e dipendono anche da una serie di fattori che modellano l'ambiente in cui le imprese operano (ad esempio il tipo di domanda, il grado di stabilità macro-economica, il livello di concorrenza, le tecnologie produttive...).

    Il Piemonte tra sistemi locali di grande impresa e distretti industriali

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Istat) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Istat)

    Introduzione

    Il presente contributo si sviluppa da uno studio contenuto nel Rapporto Annuale 2015 dal titolo "Distretti industriali: geografia, demografia e dinamiche occupazionali" (Istat 2015a). Con l'identificazione dei nuovi Sistemi locali del lavoro (SL) e dei distretti industriali che da essi derivano è possibile avere il panorama della nuova organizzazione del territorio a partire dalle relazioni spontanee tra le persone, i soggetti economici e quelli sociali del contesto locale.

    EDITORIALE N.39 - Disgelo dopo il lungo inverno? L’industria piemontese tra ridimensionamento e prospettive di trasformazione

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    Introduzione

    La recessione originatasi dalla crisi finanziaria del 2007-2008 ha avuto drammatici effetti sull'economia reale, ben evidenziati dalle dinamiche negative degli indicatori di performance economica e dal drastico peggioramento dei dati occupazionali a livello globale (con l'eccezione di alcune economie asiatiche). Il Piemonte ha risentito in modo particolare di questa lunga fase negativa, che tuttora perdura.

    Artigianato piemontese e politiche regionali del settore. Il Comitato di Coordinamento delle Confederazioni artigiane del Piemonte dagli anni Ottanta a oggi

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Dipartimento di Studi Storici Università di Torino)

    Introduzione

    Il presente contributo intende affrontare con un taglio storico il tema della partecipazione del mondo artigiano alla definizione delle politiche regionali del settore. Verrà brevemente esaminata l'esperienza del Comitato di Coordinamento delle Confederazioni artigiane del Piemonte, soggetto creato nella seconda metà degli anni Ottanta dalle confederazioni di categoria piemontesi per dar maggiore visibilità agli interessi rappresentati, anzitutto nei confronti della Regione.

    Editoriale n.25 - Rinnovamento industriale e ripresa in Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Ires Piemonte

    La crisi da cui la regione sta faticosamente uscendo ha evidenziato un'accentuata e rapida erosione della base industriale della sua economia. Non è un fenomeno solo piemontese, tantomeno italiano, ma nella nostra realtà sta assumendo contorni di particolare gravità e preoccupazione per le ipoteche che può determinare sulle sorti dello sviluppo prospettico economico e sociale. Soprattutto se ci si confronta con tendenze in atto che attribuiscono al settore industriale un ruolo rilevante nella ripresa in atto, anche nei paesi avanzati, con fenomeni nuovi e interessanti di 'reindustrializzazione' nelle economie sviluppate, che fanno da contraltare alla 'terziarizzazione' che ha rappresentato la cifra dello sviluppo economico per le economie avanzate nel quadro della globalizzazione dell'ultimo ventennio.

    Primi risultati dei nuovi programmi europei per le pmi in materia di ricerca e innovazione

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università Ferrara, Dipartimento di Economia e Manage-ment) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Introduzione: presentazione dello Strumento per le PMI nell'ambito del Programma Horizon 2020

    La complessiva dotazione di risorse finanziarie che la Commissione Europea intende destinare alle Piccole e Medie Imprese (PMI) europee nel periodo 2014-2020 ammonta a 9 miliardi di euro, mediante i quali s'intende favorire la partecipazione di tali imprese e delle start-up ai bandi relativi ai programmi Horizon 2020(1) e COSME 2014-2020(2), anche attraverso specifici strumenti che forniscono supporto alle aziende durante tutto il ciclo di vita dell'innovazione - dall'iniziale idea fino all'arrivo sul mercato - e per i vari tipi d'innovazione (di prodotto o di servizio, di processo e di business model).

    I distretti piemontesi nella sfida con i mercati esteri

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Servizio Studi e Ricerche, Intesa Sanpaolo

    Introduzione

    Questo contributo presenta una sintesi dei principali risultati emersi nell'ultimo numero del Monitor dei distretti del Piemonte, la pubblicazione trimestrale del Servizio Studi di Intesa Sanpaolo che descrive l'evoluzione congiunturale dei distretti industriali piemontesi. E' un quadro a luci e ombre quello che emerge dall'analisi dell'andamento delle esportazioni e degli ammortizzatori sociali dei distretti piemontesi.

    Leggere le trasformazioni dell’artigianato in Piemonte attraverso il lungo periodo : cosa (non) è cambiato dal 1980 al 2012

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - (R&P sc)

    Introduzione

    È probabile che ognuno abbia una propria idea e definizione di artigiano e lavoro artigianale, naturalmente legate al peso culturale e al valore di un saper fare manuale antico e radicato (cfr. Micelli, 2011). Anche la legislazione italiana, a cominciare dal codice civile, e la burocrazia se ne sono ampiamente occupate nel tempo e questo ha dato origine, come effetto collaterale, a ricche basi di dati. Dalla fonte amministrativa si possono ricavare molte informazioni sulle caratteristiche degli artigiani, nello spazio e nel tempo.

    La crisi e la sopravvivenza dei componentisti italiani automotive

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Ceris-CNR e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (1) - Università di Torino

     

    Il punto di partenza della ricerca è stato il rapporto tra la situazione di crisi che ha caratterizzato la Fiat a partire dal 2008 (calo dei volumi produttivi realizzati in Italia e difficoltà ad usare la leva dell'export per compensare il debole mercato interno (tabella 1); riduzione dei modelli prodotti in Italia con la non sostituzione di quelli a fine vita; perdita di quote di mercato in Italia ed in Europa; chiusura dello stabilimento di Termini Imerese; il consistente eccesso di capacità produttiva degli stabilimenti italiani – circa 1.400.000 vetture anno contro la produzione effettiva di meno di 400.00 nel 2013) e l'andamento delle imprese di componentistica localizzate in Italia.

    Recenti misure di politica economica a favore delle piccole imprese italiane e piemontesi

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università Ferrara, Dipartimento di Economia e Management)

    Il ruolo delle PMI innovative e internazionalizzate a favore della ripresa economica in Italia

    Secondo l'ultima Relazione annuale del Garante delle Micro, Piccole e Medie Imprese, un sottoinsieme di imprese di piccole e medie dimensioni – contraddistinte per essere aggregate in rete, innovative, internazionalizzate, far registrare performance di fatturato superiori alla media di settore e, soprattutto, risultare in grado di finanziarsi attraverso canali alternativi al credito bancario – sta facendo da traino al "rinnovamento" ed alla riforma del nostro sistema produttivo.

    Processi di innovazione e apprendimento nelle produzioni eco-compatibili. uno studio etnografico nell’artigianato edile green

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Ires Piemonte e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Regione Piemonte, Sistema informativo delle Attività produttive

    Introduzione: per conoscere in profondità la green economy nell'artigianato(1)

    L'artigianato è un ambito tradizionalmente associato all'idea di piccola impresa, lavoro autonomo, saper fare, creatività e autonomia. Ma come si vive il cambiamento in corso verso la green economy? Quali sono gli effetti della green economy e della crisi sui margini e le capacità creative, sull'autonomia e sull'identificazione per il lavoro?

    Cultura e qualità del lavoro artigiano

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Università degli Studi di Verona)

    La ricerca

    Il lavoro artigiano costituisce un argomento di ricerca e di studio che riveste un particolare interesse. In un paese come l'Italia, caratterizzato dalla forte presenza di piccole e piccolissime imprese, interrogarsi sulle condizioni di lavoro nelle imprese artigiane rappresenta una strada per conoscere da vicino organizzazioni che costituiscono spesso l'ossatura fondamentale di interi settori e territori produttivi. Da sempre le piccole imprese sono state oggetto di studio, nella loro configurazione organizzativa e per quel che attiene la capacità di trasformare i prodotti e i processi e di inserirsi nelle diverse aree e filiere di mercato (Centro Studi CNA, 2011; Confartigianato, 2011). Un po' meno approfondita risulta invece la prospettiva delle condizioni lavorative.

    Impatto e potenzialità della green economy nell’artigianato del settore delle costruzioni

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Ires Piemonte e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Dipartimento di Architettura e Design DAD - Politecnico di Torino

    Introduzione

    L'articolo si basa sulle evidenze risultanti da una ricerca volta a individuare l'impatto della green economy sull'artigianato nel settore delle costruzioni, La delimitazione dell'area di indagine a questo ambito specifico deriva dalla rilevanza di questo settore sia in termini di numerosità degli operatori attivi, in particolare degli artigiani, sia per il peso che gli edifici e l'ambiente costruito hanno per il raggiungimento degli obiettivi che la stessa green economy si pone.

    Tra antichi e nuovi mestieri

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Agenzia Piemonte Lavoro)

    Introduzione

    Riflettere sull'artigianato mette sempre un po' in difficoltà. Da una parte, si rischia di rimanere attaccati ad immagini di mondi che non ci sono più, dall'altra, dopo ulteriori approfondimenti, ci si rende conto di immergersi in un mondo che è vivo ed in continua mutazione. Rimane comunque utile partire da quello che c'è, per meglio capire quello che potrà esserci.

    L’automobile snella

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Torino Nord Ovest

    Introduzione

    Samec è una impresa torinese con 20 dipendenti, produce sistemi automatici asservimento macchine operatrici e lavora anche per il comparto automotive. Spesso Gaskets fa guarnizioni per motori e i relativi kit, ha 80 dipendenti e una forte predisposizione all'export. Sinterleghe è un'azienda di Verbania, ha 12 dipendenti, ma esporta in 38 paesi i suoi ravvivatori. BRC è un'impresa di Cherasco con 900 dipendenti che producono impianti gpl e metano. Quattro aziende diverse per dimensione, mercato, organizzazione, storia: cos'hanno in comune?

    Il lavoro autonomo nell’artigianato piemontese

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ricercatore)

    Introduzione

    Delimitare lo spazio di pertinenza dell'artigianato, alla luce dei mutamenti regolativi intervenuti dai provvedimenti istitutivi di questa fattispecie giuridica e delle profonde trasformazioni (tecniche, dei prodotti e dei mercati) dell'assemblaggio produttivo dei paesi a capitalismo maturo, è divenuto problematico. Altrettanto lo è qualificare come imprese tutte le unità economiche di questo campo amministrativo. A fine 2013 il 62 per cento delle imprese artigiane piemontesi era composto da ditte individuali senza dipendenti.

    Domande di conoscenza dal territorio nella transizione verso la knowledge economy in Piemonte

    Di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Dipartimento Interateneo Territorio (DITER) Università e Politecnico di Torino

    I territori e la sfida della conoscenza

    A tutte le scale geografiche, da quella internazionale sino al livello locale, lo sviluppo di un'economia ad elevato contenuto di conoscenza è ormai pienamente riconosciuta come una linea strategica fondamentale per affrontare la crisi e transitare verso un sistema economico più maturo.

    EDITORIALE N.34 - Artigianato, artigianalità e neo-artigiani

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Sistema Informativo delle Attività Produttive della Regione Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ricercatore)

     

    L'artigianato occupa uno spazio importante nel sistema produttivo regionale: a fine 2013 le aziende artigiane "ufficiali", in Piemonte, erano circa 129.500, pari ad un terzo circa del totale delle imprese regionali, e impiegavano oltre 278.000 occupati, tra indipendenti (169.000) e dipendenti (109.000), corrispondenti al 15,4% dell'occupazione complessiva e a quasi il 21% di quella del settore privato (esclusa agricoltura). Questo numero di Politiche Piemonte si focalizza dunque su una componente significativa dell'economia regionale, cui è necessario dedicare particolare attenzione a partire dagli effetti generati dalla crisi in cui siamo tuttora immersi.

    Nanotecnologie in Piemonte. Uno strumento delle politiche pubbliche per rinnovare il sistema industriale.

    A cura di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Ceris-Cnr e Gruppo Economisti di Impresa

    Negli ultimi decenni l'economia del Piemonte è stata caratterizzata da un profondo processo di ristrutturazione dell'apparato produttivo - al cui interno le produzioni più tradizionali subiscono la concorrenza proveniente dai nuovi paesi industrializzati - che genera pesanti effetti di deindustrializzazione del sistema economico.

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