EDITORIALE N.7 - Istruzione e formazione

    Istruzione e formazione

    A cura di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - IRES Piemonte

    Il sistema dell'Istruzione e della Formazione(1) costituisce l'ampio perimetro entro il quale si collocano gli articoli che compongono il settimo numero di PolitichePiemonte.

    Il panorama dell'istruzione nell'ultimo decennio appare in continua evoluzione sia dal punto di vista della composizione degli allievi e della partecipazione agli studi, sia per le numerose riforme che hanno investito tutti i livelli di scuola e l'università sia per l'incessante ristrutturazione della rete in cui viene erogato il servizio.

     

    La composizione della popolazione scolastica è mutata, in particolare, per la presenza sempre più consistente di bambini e ragazzi figli di famiglie immigrate dall'estero e, negli anni più recenti, per l'avanzare all'interno di questo insieme delle seconde generazioni, ovvero dei giovani con cittadinanza straniera nati in Italia. Dal punto di vista delle riforme degli ordinamenti, il sistema dell'istruzione è ancora in progressivo assestamento. Per i giovani la scelta del percorso da seguire dopo l'esame di Stato al termine del primo ciclo si è arricchita dell'offerta formativa dei percorsi di qualifica di istruzione e formazione professionale regionale, attivi in via sperimentale dal 2002, e divenuti parte integrante del secondo ciclo di istruzione dal 2010 con la riforma Gelmini. Inoltre, la recente riforma dell'apprendistato introduce per i quindicenni un'ulteriore novità: la possibilità di frequentare l'ultimo anno dell'obbligo di istruzione anche in questo tipo di percorso.

    All'interno di questa cornice si collocano i cinque articoli che compongono questo numero di PolitichePiemonte. Il primo articolo, Il sistema dell'istruzione piemontese nel 2010/11, a firma di chi scrive, fornisce un breve profilo dell'istruzione in Piemonte attraverso i dati dell'Osservatorio Istruzione 2011. I tratti caratteristici della scuola piemontese risultano comuni ad altre regioni del Nord, diversamente da quanto si registra in altre aree del Paese, come ad esempio l'elevata incidenza di allievi stranieri - ai quali si deve la ripresa dell'incremento complessivo degli iscritti - e il notevole successo del tempo pieno come modalità oraria e di insegnamento nella scuola primaria.

    Nel secondo articolo, PISA 2009: i risultati del Piemonte nel contesto nazionale e internazionale, Paola Borrione presenta i principali risultati dell'indagine internazionale Ocse-Pisa 2009 (Programme for International Student Assessment) sulle competenze dei quindicenni scolarizzati. Emerge come, nel complesso, gli studenti piemontesi si collochino su buone posizioni al di sopra della media italiana e di quella OCSE. Nella comparazione con le altre regioni, in particolare quelle del Nord, si confermano risultati più deboli per gli allievi degli istituti professionali piemontesi.

    Il confronto fra le scelte scolastiche degli adolescenti di classe media e classe operaia costituisce il tema focale del contributo: Come va la scuola. Note da una ricerca, di Manuela Olagnero. L'articolo descrive gli esiti di una ricerca condotta su un campione di famiglie torinesi con figli adolescenti realizzata da un gruppo multidisciplinare composto da sociologi e psicologi. La ricerca mostra quanto sia ancora influente il peso della famiglia e del background sociale nell'indirizzare le scelte dei giovani nei differenti percorsi secondari e nella capacità di sostenerli successivamente.

    Anche il terzo contributo, Quale percorso di studio scegliere? Studenti stranieri crescono, a firma di Roberta Ricucci, riguarda le scelte di formazione dei giovani lette attraverso il filtro della cittadinanza. I giovani stranieri costituiscono un insieme sempre più eterogeneo in termini di esperienze e anni vissuti in Italia, ma, si osserva, al momento della scelta si rivolgono più frequentemente dei loro coetanei italiani verso i percorsi tecnico professionali. Diviene, dunque, sempre più importante svolgere, accanto alle politiche di accoglienza, una corretta azione di orientamento che tenga nella giusta considerazione le capacità, le attitudini e i desideri dei giovani stranieri.

    Infine, l'articolo di Maria Grazia Santagati, Il contributo della ricerca alle politiche formative: giovani stranieri e formazione professionale in Provincia di Torino, declina il tema della partecipazione ai percorsi formativi degli adolescenti stranieri su di un altro registro, quello della loro presenza nella formazione professionale. La ricerca documenta come questa linea formativa configuri per i figli di famiglie immigrate una chance per l'inserimento professionale e la conquista di una piena cittadinanza sociale, grazie a strategie formative personalizzate che danno prova di grande efficacia.

    Nell'ambito dell'Istruzione e della Formazione, rispetto al passato, il Piemonte ha registrato notevoli progressi: è cresciuta la partecipazione dei giovani ai percorsi formativi, così come la quota di giovani che completano la scuola secondaria e quella di coloro che raggiungono un titolo terziario. Permangono, tuttavia, criticità di cui gli articoli contribuiscono a dar conto, insieme ad indicazioni agli attori istituzionali chiamati a far fronte ai problemi, in un delicato momento di crisi economica e riduzione delle risorse.

     

    Nota 1: In questo numero sono considerati i percorsi di qualifica di istruzione e formazione professionale regionale rivolti agli adolescenti in obbligo di istruzione e obbligo formativo.

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