La formazione in impresa nell’apprendistato professionalizzante in provincia di Torino

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Assistenza tecnica alla sperimentazione di attività formative in impresa nei percorsi in apprendistato finanziati dalle Province del Piemonte)

    Introduzione

    Prima del Testo Unico contenuto nel Decreto legislativo 167/2011 la formazione in apprendistato professionalizzante era svolta presso un'agenzia formativa esterna all'impresa, sia per le competenze di base-trasversali che per quelle tecnico-professionali, per un totale di 120 ore annue finanziate.

    Nel 2011 le Province di Torino e Cuneo avevano avviato, con la Regione Piemonte e le Parti Sociali, la sperimentazione di un modello di formazione per le competenze tecnico-professionali da realizzare direttamente in impresa con il supporto e sotto la responsabilità di un'agenzia formativa esterna.

    L'obiettivo era quello di aumentare la qualità della formazione attraverso un coinvolgimento diretto delle imprese ed una loro più stretta collaborazione con le agenzie formative.

    I risultati positivi della prima sperimentazione hanno portato all'estensione di questa modalità di erogazione della formazione a tutte le Province piemontesi.

    Con la piena attuazione del Testo Unico sull'Apprendistato l'organizzazione della formazione per le competenze tecnico professionali è stata demandata alle imprese, sulla base di quanto previsto dal CCNL di riferimento, senza prevedere un suo finanziamento pubblico.

    La nuova disciplina regionale e provinciale seguita al Testo Unico ha cercato comunque di valorizzare e mantenere questa logica di personalizzazione della formazione e stretta collaborazione tra impresa e agenzie formative. Nell'offerta di formazione finanziata sulle competenze di base-trasversali è prevista la possibilità di svolgere anche un'unità formativa direttamente in impresa.

    Tuttavia appare utile richiamare l'esperienza di formazione in impresa relativa allo sviluppo delle competenze tecnico professionali realizzata in Provincia di Torino. Essa offre interessanti elementi di riflessione sul ruolo che la formazione potrebbe avere per qualificare sia l'apprendistato professionalizzante che, più in generale, i percorsi di sviluppo delle competenze attraverso l'esperienza lavorativa.

     

    La formazione in impresa per l'apprendistato professionalizzante in Provincia di Torino

    La formazione in impresa per le competenze tecnico professionali attivata in Provincia di Torino tra il 2011 e il 2012 ha coinvolto circa 6000 apprendisti, in grande maggioranza inseriti in piccole e medie imprese.

    Il modello formativo adottato ha cercato di integrare esperienza lavorativa e attività formative in un coerente percorso di apprendimento e sviluppo delle competenze personali e professionali dell'apprendista all'interno dell'impresa.

    Il tutor aziendale e l'apprendista sono chiamati, con l'aiuto dell'agenzia formativa, a definire gli obiettivi da raggiungere ed il programma di attività e supporti formativi funzionali al loro conseguimento.

    Il tutor dell'agenzia formativa offre una puntuale attività di accompagnamento e supervisione nella definizione degli obiettivi e nella gestione del percorso di apprendimento funzionale al conseguimento dei risultati attesi.

    Gli elementi distintivi del modello sono riconducibili a:

    • forte centratura sui processi di lavoro in cui è coinvolto l'apprendista e sulle conoscenze ed abilità necessarie per un loro efficace presidio;
    • valorizzazione del know how aziendale e delle opportunità di apprendimento presenti in impresa (learning on the job, ma anche accesso guidato a repertori più o meno formalizzati di abilità e conoscenze rese disponibili all'interno del contesto lavorativo);
    • ricostruzione e monitoraggio con l'apprendista delle attività svolte e degli apprendimenti maturati;
    • periodica valutazione dei risultati conseguiti e definizione delle strategie più opportune per colmare eventuali gap rispetto alla padronanza delle conoscenze e abilità richieste per ricoprire il proprio ruolo professionale all'interno dell'impresa;
    • ridefinizione del ruolo del formatore esterno, con il passaggio dall'erogazione di attività didattiche alla supervisore di un processo formativo complesso all'interno del contesto lavorativo dell'apprendista.

    Le esperienze realizzate hanno naturalmente evidenziato criticità e fornito indicazioni per migliorare e qualificare ulteriormente i percorsi formativi all'interno delle imprese.

    Gli apprendisti ed i tutor aziendali coinvolti hanno tuttavia espresso un significativo apprezzamento della formazione svolta in impresa.

     

    Figura 1. Formazione in impresa: la percezione degli apprendisti

     Fonte: Elaborazione dati attività di customer satisfaction – Accompagnamento alla formazione in impresa, 2012

     

    Figura 2. Formazione in impresa: la percezione dei tutor aziendali

    Fonte: Elaborazione dati attività di customer satisfaction – Accompagnamento alla formazione in impresa, 2012

     

    Oltre il 70% degli apprendisti coinvolti ha giudicato l'esperienza di formazione in impresa utile, oltre che all'apprendimento dell'attuale lavoro, anche per le future prospettive di crescita professionale(1).

    Per oltre il 90% delle imprese il modello sperimentato consente di strutturare la formazione in modo funzionale all'apprendimento del ruolo professionale e di seguire meglio il giovane apprendista, che a sua volta mostra maggiore coinvolgimento e motivazione nello svolgimento delle attività lavorative. Il contributo delle agenzie formative è stato apprezzato in particolare dalle piccole e medie imprese.

     

    Il ruolo della formazione nella qualificazione dei percorsi di inserimento e apprendimento sul lavoro

    Le esperienze appena richiamate lasciano intravedere le potenzialità di dispositivi che mettono al centro del percorso formativo le pratiche lavorative e le utilizzano per generare apprendimento e consolidamento/sviluppo delle competenze delle persone.

    Un soggetto costruisce e sviluppa la propria professionalità a partire dalle diverse "situazioni-problema" che è chiamato progressivamente ad affrontare nello svolgimento delle attività lavorative.

    Tuttavia un apprendimento adeguato non implica semplicemente la sperimentazione diretta di compiti operativi e situazioni problematiche, ma anche la possibilità/capacità di riflettere criticamente su come essi vengono affrontati, per evidenziare ed integrare nel proprio bagaglio professionale le strategie di azione che si rivelano più efficaci e le competenze (conoscenze, abilità) che esse richiedono.

    Si tratta di processi comunque messi in atto, in modo spesso implicito e più o meno esaustivo, all'interno di ogni specifica situazione lavorativa. Attraverso di essi le persone apprendono e le imprese provvedono ad un più o meno soddisfacente rinnovo e sviluppo delle competenze necessarie per le proprie attività.

    Un buon funzionamento dell'Apprendistato Professionalizzante dovrebbe contribuire significativamente ad innalzare la qualità di questi processi, utilizzando il contesto di lavoro e il periodo di inserimento come risorse consapevolmente orientate all'apprendimento. Caratterizzandosi come un'esperienza di inserimento in impresa in grado di fornire "valore aggiunto" rispetto a quanto già accade "spontaneamente", proprio perché pensato come percorso "intenzionalmente" orientato a favore e sostenere la qualità dell'apprendimento (deliberate learning) che può potenzialmente essere generato all'interno dello specifico contesto lavorativo.

    L'intero periodo di apprendistato (e non solo il monte ore di formazione formale) andrebbe quindi strutturato come un "progetto formativo" che si realizza essenzialmente attraverso l'esperienza lavorativa in impresa.

    La formazione formale assume una reale valenza solo se non viene concepita come un monte ore "aggiuntivo" ai processi di apprendimento sul lavoro. Essa va al contrario intesa come "coessenziale" per i processi di sviluppo delle competenze che avvengono attraverso le pratiche lavorative. Trova la sua ragion d'essere, in primo luogo agli occhi dei giovani e delle stesse imprese, solo se finalizzata a evidenziare e facilitare il processo di apprendimento e lo sviluppo di competenze potenzialmente producibili attraverso il percorso di inserimento dell'apprendista.

    Qualificare l'apprendistato significa quindi in primo luogo supportare le imprese (e in particolare quelle piccole e medie) nella efficace definizione e gestione, nel rispetto ed in coerenza con le peculiari condizioni di contesto di ciascuna, dei percorsi di apprendimento che avvengono al loro interno e delle attività di formazione che li accompagnano e li favoriscono.

    Si tratterebbe di ragionare, a partire da esperienze come quelle richiamate in questa sede, sui servizi formativi che sarebbe eventualmente opportuno mettere a disposizione e sui requisiti di qualità che dovrebbero caratterizzarli affinché i percorsi di apprendistato professionalizzante possano pienamente e diffusamente assumere le caratteristiche di efficacia auspicate in precedenza.

    In questa prospettiva potrebbe essere interessante anche interrogarsi sul possibile ruolo di un'offerta territoriale di servizi di consulenza formativa di questo tipo.

    Non si intende qui fare riferimento necessariamente ad attività finanziate con risorse pubbliche, né tantomeno evocare iniziative a cui le imprese dovrebbero essere obbligate ad aderire per assolvere a vincoli e/o adempimenti normativi.

    Si potrebbe invece pensare di promuovere un'offerta chiara e trasparente di servizi, validata attraverso un ruolo attivo delle parti sociali e delle istituzioni territoriali, a disposizione delle imprese (soprattutto piccole e medie) che fossero interessate a qualificare i percorsi di inserimento e apprendimento dei propri lavoratori (e non necessariamente solo di quelli assunti in apprendistato).

    La promozione e il consolidamento di pratiche formative centrate sull'apprendimento nei contesti lavorativi rappresenta un punto di attenzione rilevante per coloro che sono interessati ad un funzionamento di alto profilo dell'apprendistato professionalizzante. Ma potrebbe anche costituire un'interessante prospettiva per la qualificazione dell'intera offerta di formazione continua a disposizione delle imprese presenti nel territorio regionale.

     

    Per approfondimenti

    Ricerche

    L'accompagnamento delle sperimentazioni delle attività di formazione per gli apprendisti all'interno delle imprese. Assistenza alle sperimentazioni realizzate in Provincia di Torino e Provincia di Cuneo, con il coordinamento e la supervisione della Regione Piemonte".

    Il modello di formazione in impresa nel contratto di apprendistato professionalizzante

    www.cittametropolitana.torino.it/cms/ifp/osservatorio-oifp/apprendistato

    Rapporto

    Rapporto Istruzione e Formazione Professionale della Provincia di Torino Anno 2013

    www.cittametropolitana.torino.it/cms/ifp/osservatorio-oifp/raep

     

     

    Nota(1) Cfr., oltre ai due grafici riportati in questa sede, il dettaglio dei risultati di monitoraggio e valutazione riportati in "Il modello di formazione in impresa nel contratto di apprendistato professionalizzante", all'interno del Rapporto di Istruzione e Formazione Professionale della Provincia di Torino 2013

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