EDITORIALE N.35 - L'apprendistato

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte)

     

    Il contratto di apprendistato fatica a decollare in Italia, nonostante i tentativi di renderlo più appetibile, o proprio per questo, per l'incertezza normativa che ne deriva (OPML and Provincia-di-Torino, 2014). Questa forma di apprendimento sul lavoro è antica e si basa sul principio che i nuovi arrivati possono apprendere dai colleghi più anziani: nulla di più ovvio, seppure solo parzialmente vero. Eppure in Italia ha finora dominato un approccio pedagogico e didattico che ha relegato l'apprendistato ad una modalità di apprendimento per mestieri poco qualificati (ad esclusione di alcuni ad elevata specializzazione e molto vicini a forme di arte come ad esempio il restauro di mobili antichi).

    Esso considera l'istruzione da parte di un docente professionista di livello superiore perché trasmette saperi teorici. Questa tesi deriva da una prospettiva filosofica, quella Gentiliana, le cui proposizioni di base vengono assunte acriticamente. Si tende a dimenticare che la conoscenza teorica nasce da quella pratica, e quella pratica è informata da quella teorica, in una interrelazione stretta, per cui risulta superficiale – come ha mostrato Knorr-Cetina – ritenere che i saperi teorici siano scevri di influenze culturali, in senso antropologico, derivanti cioè da pratiche. Occuparsi di apprendistato significa dunque discutere di modelli di apprendimento. L'apprendistato, come argomentato da alcuni autori, rappresenta un tipo di pedagogia e un modo di intendere l'apprendimento.

    Questo numero di PolitichePiemonte intende portare l'attenzione su questa forma di contratto di lavoro, e in particolare sulla problematica delle attività formative ad esso connesse, per render conto delle novità e sperimentazioni più recenti in Piemonte, e inquadrare ogni misura e intervento per sostenere l'apprendistato in un discorso più ampio, di tipo pedagogico.

    La lunga tradizione storica dell'apprendistato è accennata nel primo articolo Gli aspetti formativi sull'apprendistato in Piemonte. "L'apprendistato in Piemonte ha radici profonde" afferma Pietro Viotti nell'articolo, nel quale propone una panoramica di questo particolare contratto di lavoro. Dopo aver ripercorso, molto brevemente, alcuni passaggi storici e descritto le caratteristiche proprie dell'apprendistato, l'autore si sofferma sull'esperienza piemontese, tratteggiando un quadro delle differenti fattispecie di cui si compone e i principali risultati delle sperimentazioni di cui queste parti sono state oggetto.

    Tra i tipi di apprendistato definiti dal Testo Unico quello professionalizzante, rivolto all'accrescimento delle competenze attraverso la formazione al lavoro, è il più tradizionale e, rispetto al totale apprendisti, il più diffuso. Nell'articolo La formazione in impresa nell'apprendistato professionalizzate in provincia di Torino, Giuseppe Porzio dà conto della sperimentazione nella quale la formazione per le competenze tecniche professionali è stata erogata direttamente in/e dall'azienda, con il supporto e la responsabilità dell'agenzia formativa. La sperimentazione condotta in due province in collaborazione con la Regione ha avuto esito positivo anche se, con la piena attuazione del Testo Unico, risulta non più applicabile.

    Altri tipi di apprendistato prevedono l'ottenimento di un titolo di studio dalla qualifica professionale ai titoli di livello terziario. La Regione Piemonte è stata tra le prime a sperimentare il modello dell'Alto apprendistato, dapprima con percorsi di master e in seguito anche con percorsi di laurea e dottorato. L'articolo di Alberto Vergani, L'esperienza dell'alto apprendistato in Piemonte: mettere in produzione le idee e i saperi, propone i risultati di un'attività di verifica realizzata attraverso interviste su un campione di tali percorsi, dalla quale emergono aspetti positivi dal punto di vista di tutti gli attori in gioco. Cristina Cofacci, in Apprendistato in alternanza scuola-lavoro: la sperimentazione Enel, presenta un' esperienza pilota di alternanza scuola-lavoro per la quale sono state coinvolte su tutto il territorio nazionale sette scuole tra cui l'Istituto Avogadro di Torino. Ancora in fase di sperimentazione, l'alternanza scuola-persegue l'obiettivo di far conseguire il diploma di tecnico contestualmente alla prima esperienza lavorativa e al contempo di anticipare l'acquisizione delle competenze tecniche e operativi utili all'azienda.

    Infine, l'ultimo articolo di Maria Cristina Migliore chiude con una riflessione sul modello duale tedesco, - un modello di apprendimento basato sul lavoro e l'alternanza - per porre in evidenza alcune caratteristiche peculiari in relazione alla situazione italiana e piemontese. L'articolo si chiude con alcuni riferimenti a nuove elaborazioni teoriche sul concetto di apprendimento per la società e economia della conoscenza e pone l'interrogativo di come innovare l'apprendistato guardando al modello duale tedesco, ma nel contempo rinnovandolo per adeguarlo ai cambiamenti nel mondo del lavoro.

     

    OPML & PROVINCIA-DI-TORINO (2014) Apprendisti alla meta? Alcune ipotesi sulla scarsa diffusione dell'apprendistato. Torino.

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