Piemonte in Cifre 2012

    Lo scenario socio-economico piemontese descritto attraverso i dati dell'Annuario statistico regionale e del Quadro statistico complementare

    A cura di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Coordinatore Area Studi e Sviluppo del Territorio, Unioncamere Piemonte.

    Piemonte in cifre

    "Piemonte in cifre", curato da Unioncamere Piemonte, è giunto alla 20esima edizione. L'Annuario Statistico Regionale e il Quadro Statistico Complementare raccolgono le principali statistiche socio-economiche nel dettaglio regionale, provinciale e comunale, con l'obiettivo di far conoscere il territorio attraverso i numeri e da molteplici punti di vista. "Piemonte in cifre" traccia il bilancio del 2011 e dei primi mesi del 2012.

     

    Le Camere di commercio costituiscono un punto di osservazione privilegiato dell'economia locale. Da vent'anni "Piemonte in cifre", curato da Unioncamere Piemonte, adempie a questo incarico e nel corso del tempo ha sperimentato un continuo processo di innovazione: sino al 2006 ha prodotto l'Annuario Statistico Regionale del Piemonte mentre a partire dal 2007 tale strumento è stato affiancato dal Quadro Statistico Complementare e pertanto i dati statistici ufficiali sono stati arricchiti da informazioni di carattere non ufficiale, quali indagini congiunturali, previsioni macroeconomiche, dati ed analisi statistiche realizzate con indagini campionarie, indispensabili per il lavoro di policy makers, operatori economici, studenti e chiunque intenda conoscere e comprendere la realtà del nostro territorio. Il Quadro Complementare è inoltre orientato all'attualità e pertanto le tabelle che lo compongono contengono solo informazioni relative agli ultimi due o tre anni. Sono oltre 800 le tabelle dell'Annuario Statistico Regionale e poco meno di 500 quelle contenute nel Quadro Statistico Complementare intorno a temi quali il mercato del lavoro, la popolazione, l' istruzione, gli indicatori economici, il commercio estero, l'anagrafe delle imprese, il credito, il turismo, la congiuntura, le previsioni macro-economiche, ecc..

     

    Il Piemonte nel 2011 e nei primi mesi del 2012.

    A partire dall'estate del 2011 la congiuntura economica ha subito un repentino peggioramento, interrompendo la fase di ripresa che, pur con estrema lentezza e numerose difficoltà, si era avviata nella seconda metà del 2009. Tale dinamica è frutto da un lato del rallentamento dell'economia mondiale, dall'altro delle turbolenze finanziarie legate alle tensioni sul debito sovrano nell'area dell'euro.

    In base alle stime elaborate da Prometeia, nel 2011 il Pil piemontese ha registrato un incremento dello 0,7%, in netta decelerazione rispetto al ritmo di crescita esibito nel 2010 (+2,0%).

    Il comparto manifatturiero ha subito un graduale rallentamento dell'attività produttiva. Nel IV trimestre del 2011 si è, infatti, arrestata, la serie di risultati positivi concretizzati dal tessuto manifatturiero piemontese: dopo sette trimestri consecutivi di crescita nel periodo ottobre-dicembre 2011 la produzione industriale ha registrato, infatti, una variazione tendenziale grezza del -0,4%. La flessione realizzata nell'ultimo trimestre dell'anno era giunta dopo le performance progressivamente meno brillanti dei trimestri precedenti: ad un aumento del 6,8% registrato nel I trimestre avevano fatto seguito quelli più contenuti dei due periodi successivi, con variazioni pari rispettivamente al +4,8% e +3,0%. La tendenza negativa è proseguita anche nel I trimestre del 2012, quando la produzione industriale del tessuto manifatturiero piemontese è diminuita del 3,6% rispetto al corrispondente periodo del 2011.

    Il peggioramento della congiuntura economica non ha del tutto arrestato la vitalità del sistema imprenditoriale locale che è risultata, tuttavia, estremamente rallentata rispetto all'anno precedente. Nel 2011 sono state 30.588 le aziende nate in Piemonte; al netto delle 29.751 cessazioni, il saldo è positivo per 837 unità, dato che porta a 467.671 lo stock di imprese complessivamente registrate a fine dicembre 2011 presso il registro delle imprese delle camere di commercio piemontesi. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce in un tasso di crescita del +0,18%, inferiore rispetto a quello del 2010 (+0,82%). Il tasso di crescita piemontese si colloca, inoltre, al di sotto del tasso di crescita registrato a livello complessivo nazionale (+0,82%).

     

    Figura1. La congiuntura piemontese.

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    Fonte: Unioncamere Piemonte, Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera piemontese, trimestri vari

     

    Sul fronte del mercato del lavoro sono state 154mila, 77mila uomini e 77mila donne, le persone che hanno cercato un'occupazione nel corso del 2011, circa 3mila in più rispetto all'anno precedente. E', tuttavia, il confronto tra i primi 3 mesi del 2012 e il corrispondente periodo del 2011 a generare le preoccupazioni maggiori: il numero delle persone in cerca di occupazione è aumentato, infatti, del 15,6%, con un tasso di disoccupazione che si è portato all'8,9%, dal 7,8% del I trimestre 2011. Nello stesso periodo, gli occupati sono diminuiti di 2 decimi di punto percentuale, mentre è rimasto stabile al 64,7% il tasso di occupazione.

    Le esportazioni di merci hanno fornito, anche nel 2011, il principale contributo alla crescita osservata per l'intera economia piemontese, registrando un incremento su base annua dell'11,8%, tendenza che è proseguita anche nei primi tre mesi del 2012, quando il valore delle vendite piemontesi oltre confine è aumentato del 5,1% rispetto al I trimestre dell'anno precedente. Il Piemonte ha consolidato la quarta posizione tra le regioni esportatrici, con una quota del 10,2% dell'export nazionale.

    Nel I trimestre del 2012 la crescita dell'export ha coinvolto, pur con intensità differenti, quasi tutti i principali settori delle vendite regionali oltre confine, con le performance migliori messe a segno dalla meccanica, dai metalli e prodotti in metallo e dal comparto alimentare. Il bacino dell'Ue-27 ha attratto il 62,8% delle esportazioni regionali, contro il 37,2% dei mercati situati al di fuori dell'area comunitaria. Osservando la dinamica esibita dalle vendite piemontesi, la crescita è risultata più intensa per le esportazioni dirette ai partner extra Ue-27 (+8,5%), e meno sostenuta per quelle destinate complessivamente all'Ue-27 (+3,2%).

    Nel quadro che si sta via via delineando per il 2011, caratterizzato da luci ed ombre, c'è stato un settore, quello turistico, che ha continuato a crescere. Nel 2011 il numero di turisti giunti in Piemonte per trascorrervi almeno una notte ha raggiunto la soglia dei 4.247.695, per un incremento del 3,9% rispetto al 2010; una crescita di intensità analoga ha riguardato anche le presenze turistiche, giunte a 12.845.074. Il segno positivo ha riguardato sia il mercato italiano sia quello internazionale. Il primo, con una quota del 66% delle presenze e del 69% degli arrivi, ha registrato, tuttavia, incrementi di intensità minore rispetto al secondo (+3,5% e +3,0%, a fronte di variazioni del +4,6% e +5,9% registrate rispettivamente per le presenze e gli arrivi stranieri). Sul fronte internazionale, la Germania si conferma primo paese di provenienza dei turisti stranieri, con il 9,3% delle presenze complessive in crescita del 6,8% rispetto al 2010.

    Per quanto riguarda le tendenze per il prossimo futuro lo scenario elaborato per il Piemonte prevede una flessione del Pil dell'1,5% per l'anno in corso. L'economia piemontese sperimenterà, tuttavia, già a partire dal 2013 una nuova fase di crescita, seppure di lieve entità (+0,5%), che si consoliderà nel biennio successivo. Le esportazioni continueranno a sperimentare una dinamica positiva anche se a ritmi meno sostenuti rispetto al biennio 2010-2011. Il mercato del lavoro continuerà, invece, ad essere caratterizzato da condizioni critiche: il tasso di disoccupazione, infatti, è destinato ad attestarsi a quota 8,8% nel 2012, all'8,9% nel 2013, per poi scendere all'8,3% nel 2014.

     

    Previsioni per le principali variabili macroeconomiche del Piemonte

    Variazioni percentuali rispetto all'anno precedente

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    (a) valori concatenati, anno di riferimento 2000

    Fonte: Elaborazioni Unioncamere Piemonte su dati Prometeia

     

    Per concludere.

    I dati che descrivono la congiuntura economica regionale del 2011 permangono ancora, nella maggior parte dei casi, sul terreno positivo. Si tratta, tuttavia, del risultato di due tendenze profondamente distinte: i primi sei mesi dell'anno hanno beneficiato del perdurare di un'incerta ripresa, che si è interrotta, però, dopo l'estate, quando sono risultati evidenti i primi segnali di una nuova fase recessiva, tutt'ora in corso. La crisi, che da americana e poi globale, è divenuta ora europea, ha amplificato i problemi strutturali di cui soffre da lungo tempo il tessuto produttivo piemontese, che trovano origine nella sua specializzazione settoriale prevalente, nella dimensione medio - piccola delle sue imprese e nei nuovi assetti della competitività internazionale. Tutto ciò fa sì che l'economia piemontese fatichi a reagire. Diviene, dunque, sempre più urgente la ricerca di soluzioni e l'adozione di politiche territoriali condivise che consentano al tessuto produttivo locale dapprima di fronteggiare la crisi, in seguito di uscirne, non da vinto, ma rafforzato, per poter cogliere adeguatamente le opportunità di crescita future.

     

    L’intero Rapporto Piemonte in Cifre è consultabile e scaricabile al seguente indirizzo: www.piemonteincifre.it

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