Lo Stato dell’Ambiente in Piemonte

    A cura di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.(1), Arpa Piemonte.

    Introduzione

    L'ultimo rapporto sullo Stato dell'Ambiente, che Arpa Piemonte quest'anno ha redatto insieme alla Regione, riporta dati, analisi, monitoraggi e tendenze degli indicatori per valutare la qualità dell'ambiente in Piemonte e la sua evoluzione, fornendo una fotografia aggiornata e precisa sulla situazione delle diverse matrici ambientali.

     

    L'articolo fa una sintesi della ricca trattazione cercando di focalizzarsi su alcuni punti che danno nuova luce allo stato dell'ambiente sebbene entro un quadro ambientale le cui variazioni significative si registrano, in generale, sul medio-lungo periodo.

     

    L'anno più caldo: clima, atmosfera, acque

    Il 2011 è stato l'anno più caldo osservato in Piemonte negli ultimi 50 anni, con un'anomalia positiva media stimata di 1,6 °C rispetto alla norma climatica. Le temperature medie annue sono state ovunque al di sopra della norma, con i valori più alti registrati nel Piemonte settentrionale, in particolare nelle zone montane e pedemontane nordoccidentali. I mesi più caldi sono stati aprile (in particolare la prima metà del mese), maggio, agosto, settembre e dicembre, mentre solo a luglio le anomalie di temperatura hanno avuto segno negativo.

    Le ondate di calore dell'estate 2011 hanno determinato un effetto sulla mortalità che si è mostrato in tutti i capoluoghi in modo più o meno evidente, ad eccezione di Novara e Vercelli.

    Nel 2011, le precipitazioni sono state essenzialmente nella norma (-4%), seppur concentrate in pochi episodi intensi (marzo, giugno, luglio, novembre). L'evento alluvionale di novembre, infatti, ha contribuito quasi per intero all'apporto pluviometrico autunnale e, senza di esso, la cumulata annua si sarebbe attestata ben al di sotto della norma climatica (circa meno 30%).

     

    Figura 1 - Precipitazione giornaliera. Media Piemonte anno 2011

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    Fonte: Arpa Piemonte

     

    Le particolari condizioni meteorologiche del 2011 hanno ostacolato la dispersione degli inquinanti in atmosfera, a differenza di quanto si era evidenziato nel 2010. Questo ha determinato un peggioramento della situazione del PM10 e del PM2.5(2), interrompendo la tendenza alla diminuzione dei valori registrata degli ultimi anni.

     

    Figura 2 - PM10, numero superamenti del valore limite di 24 ore per la protezione della salute umana

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    Fonte: Arpa Piemonte

     

    Per quanto riguarda gli altri inquinanti, sono confermate le buone situazioni ambientali del monossido di carbonio (CO), del biossido di zolfo (SO2), del benzene e dei metalli tossici mentre per altri la situazione si è mantenuta globalmente critica (ozono) o critica in alcuni punti caratterizzati da elevato traffico (NO2).

    Una particolare attenzione deve essere posta sull'utilizzo di biomasse (es. legna) per il riscaldamento domestico, che si sta diffondendo sempre più specialmente nelle zone rurali; se da un lato procura benefici in termini di minor produzione di gas serra, dall'altro va tenuto sotto controllo per quanto riguarda le emissioni in atmosfera e l'inquinamento al suolo.

    I risultati di un'analisi di dettaglio, che ha messo a confronto in termini emissivi le diverse tipologie di impianti termici presenti sul territorio piemontese, hanno evidenziato che i sistemi alimentati da biomasse legnose - in particolare i camini, sia quelli aperti tradizionali che quelli chiusi o a inserto, e le stufe tradizionali - incidono particolarmente sulle emissioni in atmosfera degli inquinanti presi in esame (biossido di zolfo, ossidi di azoto, composti organici volatili, particolato primario, anidride carbonica e metano). Pertanto, per ottenere un beneficio dal punto di vista della qualità dell'ambiente, occorre l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili ed economicamente supportabili per il trattamento delle emissioni gassose e una attenta localizzazione dei nuovi sistemi.

     

    Figura 3 - Emissioni da riscaldamento a legna. Ripartizione per sistema di combustione (IREA 2008)

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    Fonte: Regione Piemonte. Elaborazione Arpa Piemonte

     

    I dati del triennio 2009-2011 delle acque superficiali rilevano una situazione di sostanziale compromissione dello stato di qualità per quasi il 50% dei corpi idrici superficiali. Le principali pressioni antropiche che influiscono sullo stato di qualità sono quelle agricole, mediante la contaminazione con i pesticidi, e le modifiche dell'assetto idromorfologico come i prelievi idrici, gli interventi sulle rive, ecc.

    Per quanto riguarda le acque sotterranee, da una prima valutazione del triennio 2009-2011, si rileva una compromissione pressoché generalizzata della falda superficiale a causa di nitrati e pesticidi (pressioni agricole) e in seconda istanza da solventi organici volatili (pressioni industriali commerciali). Per quanto riguarda le falde profonde si rileva una situazione tendenzialmente migliore, nel senso che si riscontrano percentuali inferiori di contaminanti, pur permanendo un giudizio scarso sulla qualità complessiva delle acque in particolare nell'area torinese, alessandrina e cuneese. In tali settori i principali contaminanti delle falde profonde sono rappresentati dai solventi organici volatili e dal cromo esavalente.

    La balneabilità dei laghi è migliorata; ad inizio della stagione 2012, le zone idonee sono il 100% e di queste 80% sono in classe eccellente.

     

    Un Piemonte rumoroso

    Il Piemonte risulta rumoroso soprattutto nelle aree urbane, dove risiede oltre il 50% della popolazione, e di notte.

    Prendendo ad esempio l'agglomerato di Torino, costituito dal capoluogo e da una parte dei 23 comuni dell'area metropolitana (1.300.000 abitanti ca.), il rumore prodotto dagli autoveicoli è responsabile di oltre il 90% dell'esposizione della popolazione, mentre il traffico ferroviario contribuisce per il 7% circa e i siti di attività industriale per meno del 1%. Diversa però è la percezione dei cittadini, rappresentate dalle segnalazioni per disturbo al rumore arrivate in Arpa; infatti le proteste maggiori sono legate alle attività commerciali, pubblici esercizi e attività produttive.

    Particolarmente esposti al rumore sono i giovani. Al rumore vero e proprio derivante dal traffico, dai luoghi affollati ecc. si devono aggiungere altri "suoni" autoprodotti e ricercati volutamente.

    La tecnologia mobile odierna permette a tutti i giovani, dotati di smartphone, ipod, lettori musicali vari, collegamenti wireless a siti web specializzati, televisione sintonizzata su canali musicali 24 ore su 24, di ascoltare musica o pseudo musica ininterrottamente.

    Inoltre diventano sempre più pochi i luoghi di quiete dove non siano presenti intrattenimenti musicali, anche solo a scopo pubblicitario (stazioni, aeroporti, mezzi pubblici), annullando quasi del tutto tempi e spazi dedicati alla lettura, allo studio, all'ascolto dei suoni naturali. Solo ora la comunità scientifica si sta attivando per individuare e tutelare le "Quiet Areas" (aree del silenzio). anche nei maggiori centri urbani.

    Uno studio realizzato da Arpa ha dimostrato che il livello di esposizione medio sulle ore diurne di un ragazzo di 11 anni, impegnato in attività didattiche, sportive e ricreative, con gli immancabili spostamenti a piedi e in auto, supera i 72 decibel, con massimi compresi tra 78-80 decibel negli spostamenti casa-scuola e 86-88 decibel nella mensa scolastica e in piscina, e i momenti di quiete (inferiori a 45 decibel) sono limitati a non più del 15% del tempo compreso nelle 16 ore del periodo diurno.

     

    Figura 5

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    Un Piemonte stabile e in miglioramento: rifiuti, ICT, radioattività, fotovoltaico

    La produzione di rifiuti urbani risulta stabile (+0,1%), con 2milioni e 237mila tonnellate nel 2010. I dati pro capite si attestano su 502 kg/anno, con marcate differenze a livello provinciale: da 434 kg in provincia di Asti a 551 kg in provincia di Alessandria. Il valore pro capite rilevato continua ad essere più basso rispetto alla media nazionale e alla media europea (513 kg/anno annui EU27 - fonte: Eurostat).

    La percentuale di raccolta differenziata è ancora aumentata, raggiungendo il 50,4% e superando l'obiettivo di RD(3) posto dalla legislazione nazionale per il 31 dicembre 2009.

    Il quantitativo di rifiuti speciali prodotti nel 2009 sul territorio piemontese ammonta a circa 7 milioni tonnellate, delle quali il 91% è costituito da rifiuti speciali non pericolosi, compresi quelli da costruzione e demolizione, e il 9% da rifiuti speciali pericolosi. Rispetto all'anno precedente la produzione è diminuita vistosamente, soprattutto a causa dei rifiuti non pericolosi (-11% medio), con oscillazioni fra il -6% della provincia di Verbania e il -26% della provincia di Biella. Analizzando alcuni indicatori socio-economici a livello nazionale e regionale, quali ad esempio variazione del PIL e PIL procapite, si nota come il 2009 sia stato l'anno in cui la riduzione del PIL è stata più evidente, rispetto al 2008, e in cui vi è stato anche un considerevole aumento delle ore di cassa integrazione complessive in Piemonte, fattori che possono indubbiamente aver influito sulla produzione di rifiuti, specialmente quelli industriali.

    La densità di impianti di telecomunicazione, durante il 2011, ha mostrato un netto aumento per le Stazioni Radio Base per la telefonia, mentre si conferma la stabilizzazione e, per alcune province, addirittura una leggera diminuzione della densità di antenne Radio-Tv. Questi due diversi andamenti sono certamente da correlare con il forte incremento della copertura dei servizi forniti a banda larga per la telefonia e con l'ottimizzazione della copertura della televisione digitale terrestre per quanto riguarda le antenne Radio-Tv.

    La potenza complessiva degli impianti per telecomunicazioni ha avuto negli anni un andamento crescente, con un contributo preponderante da parte degli impianti radiotelevisivi. Negli ultimi 3 anni, però, la potenza di questi impianti è andata stabilizzandosi intorno ad un valore di 1,2 milioni di W(4), mentre ha continuato a crescere la potenza delle stazioni radiobase. Quest'ultima è in effetti passata da un contributo pari al 34% del totale nel 2006 al 46% del totale nel 2011.

    Per quanto riguarda l'esposizione della popolazione, i livelli di campo elettromagnetico rilevabili in prossimità di SRB(5) per telefonia mobile sono ampiamente inferiori al limite di esposizione, al valore di attenzione e all'obiettivo di qualità. Valori più elevati sono stati misurati nei siti Radio-Tv: nel 3,1% delle misure si è riscontrato un superamento del valore di attenzione di 6 V/m(6); in 1 solo caso, invece, si è rilevato il superamento del limite di esposizione di 20 V/m.

    È stato installato a Torino, presso la sede Arpa di via Pio VII, il Sistema di Monitoraggio Automatico e in Remoto delle Telecomunicazioni (SMART) che consente di acquisire i livelli di emissione elettromagnetica di tutti i trasmettitori radiofonici del sito della Maddalena e visualizzare tutte le emittenti che presentano variazioni nelle emissioni superiori ad una soglia fissata.

     

    Figura 6

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    La presenza di radioattività artificiale nell'ambiente in Piemonte è ormai a livelli molto bassi. Il radioisotopo più diffuso è il Cs-137, la cui origine è da far risalire all'incidente di Chernobyl del 1986. Allo stato attuale, nella maggior parte delle matrici alimentari non si riscontra quasi più la presenza di Cs 137. Tale radionuclide si rileva più frequentemente solo in alcuni alimenti particolari noti per le loro proprietà radio-accumulatrici (funghi, miele, selvaggina).

    Nelle matrici ambientali, invece, la presenza di Cs-137 è maggiore. Viene riscontrato infatti sempre nei suoli, nei sedimenti e nei fanghi.

    Nel 2011 sono state eseguite molte misure aggiuntive di campioni ambientali e alimentari in seguito all'incidente avvenuto alla centrale nucleare di Fukushima in Giappone. Tracce di radioattività provenienti da Fukushima sono state effettivamente misurate anche in Piemonte, ma l'impatto radiologico di questo evento è stato estremamente modesto.

     

    Una particolare attenzione meritano le sorgenti radioattive presenti nei rottami metallici, nei semilavorati metallici di importazione e nei radionuclidi di origine medicale dispersi in ambiente.

    Prosegue la crescita del fotovoltaico, spinta dal sistema di incentivazione del "Conto energia", tanto che a livello nazionale, nel 2011, la potenza fotovoltaica installata si è quasi quadruplicata rispetto all'anno precedente, arrivando a 12.750 MW(7).

    In Piemonte, è la provincia di Cuneo a guidare la classifica per numero di impianti e potenza installati, mentre negli ultimi 16 mesi sono le province di Biella e Vercelli quelle nelle quali si è osservata la maggiore crescita della potenza installata (rispettivamente + 514% e +504% rispetto a fine 2010).

     

    Approfondimenti

    L'intero documento sullo Stato dell'Ambiente in Piemonte è consultabile e scaricabile, capitolo per capitolo, all'indirizzo: http://rsaonline.arpa.piemonte.it/rsa2012/


    Nota (1)  Gli autori dei singoli argomenti sono riportati nel documento: Lo Stato dell'Ambiente in Piemonte 2012 http://rsaonline.arpa.piemonte.it/rsa2012/

    Nota (2) Particolato sospeso è costituito dall'insieme di tutto il materiale non gassoso in sospensione nell'aria.

    • le particelle con diametro superiore ai 10 μm si fermano nelle prime vie respiratorie (PM10);

    • le particelle con diametro tra i 5 e i 10 μm raggiungono la trachea ed i bronchi;

    • le particelle con diametro inferiore ai 5 μm possono raggiungere gli alveoli polmonari (ad esempio PM2,5).

    Nota (3) Il DLgs 152/06, all'art.179, stabilisce che in ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata una raccolta differenziata (RD) dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti:

    - entro il 31 dicembre 2009 il 50%

    - entro il 31 dicembre 2011 il 60%

    - entro il 31 dicembre 2012 il 65%

    Nota (4) Il watt (simbolo: W) è l'unità di misura della potenza del Sistema Internazionale.

    Nota (5) Le stazioni radio base (SRB) sono gli impianti della telefonia mobile che ricevono e ritrasmettono i segnali dei telefoni cellulari, consentendone il funzionamento.

    Nota (6) V/m (Volt/metro) unità di misura del campo elettrico.

    Nota (7) Il watt (simbolo: W) è l'unità di misura della potenza del Sistema Internazionale.

    MW (mega Watt) = 1.000.000 W

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