Annual report: Piemonte estrapolazioni statistiche 2012

    A cura di Anna Zimelli, Laura Schutt Scupolito, Roberto Rossi, Federico Jahier, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

    Introduzione

    Nel 2012, la Regione Piemonte si è dotata di uno strumento di analisi per programmare le proprie politiche utilizzando il volume Piemonte Estrapolazioni Statistiche. Tale pubblicazione riguarda quattro tematiche specifiche: demografia, edilizia, lavoro e sicurezza analizzate con dati di almeno due anni e con una visione regionale e provinciale. Ciò dà la possibilità di potere tracciare un breve trend e di sottolineare le differenze esistenti fra le otto realtà provinciali piemontesi.

     

    Demografia

     

    La popolazione residente in Piemonte al 31/12/2010 ammonta a 4.457.335 individui e la proporzione di genere è di circa 94 maschi ogni 100 femmine. L'analisi della serie storica della popolazione dal 1990 al 2010 rileva una costante, seppur contenuta, crescita nel tempo: un incremento medio annuo in valori percentuali pari allo 0,25 (il 2004 e 2007 sono gli anni di maggiore aumento e coincidono con le regolarizzazioni da parte dello Stato degli stranieri).

     

    Figura 1 – Popolazione residente in Piemonte dal 1990 al 2010

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    Fonte: elaborazione Regione Piemonte - Settore Statistica e Studi su dati Istat

     

    Altra componente importante nell'analisi della popolazione è la struttura per età. In Piemonte la popolazione risulta distribuita per un 12,9% (Italia 14%) tra i 0-14 anni, per il 64,3% (Italia 65,7%) tra i 15-64 e per il 22,9% con età maggiore e uguale a 65 anni (media nazionale 20,3%).

    In Piemonte nel 2010 risulta una popolazione residente in famiglia pari a 4.423.909 individui per un totale di 2.009.958 famiglie e un numero medio di componenti per famiglia pari a 2,20 unità.

    La popolazione straniera al 31/12/2010 ammonta a 398.910 unità; 7.560 cittadini stranieri hanno preso la cittadinanza italiana nel 2010.

    Per quanto riguarda le previsioni dell'andamento della popolazione piemontese nei prossimi 50 anni lo scenario è certo: lo slittamento del baricentro demografico. L'invecchiamento della popolazione sarà trascinato dallo slittamento delle generazioni del baby boom - oggi massicciamente presenti nelle classi di età comprese tra i quaranta e i cinquantacinque anni – dalla fascia di età degli adulti maturi all'età anziana.

     

    Edilizia

    A fine 2010, il settore economico delle costruzioni in Piemonte riguarda circa 5.700 imprese di costruzioni in cui lavorano 138.472 addetti (tale dato è inferiore a quello registrato nel 2006); il numero di stranieri che lavorano in questo settore, al 2010, sono 35.774 (ovvero il 25%).

    Anche nel settore delle costruzioni è visibile l'andamento difficoltoso dell'economia: le ore totali di cassa integrazione dal 2005 al 2011sono passate da poco 2,8 milioni di ore a quasi 8,5 milioni di ore. Quest'ultime rappresentano il 6% delle ore complessive di Cassa Integrazione Guadagni del Piemonte.

    Secondo un'indagine campionaria effettuata dall'Istat sulle famiglie nel 2008, risulta che il 70,2% delle stesse abitano in una casa di loro proprietà.

    L'andamento dello stock abitativo in Piemonte evidenzia che ogni anno aumentano le unità abitative: si passa infatti da 2.538.569 del 2006 a 2.693.131 unità abitative del 2010. Rapportando i dati dello stock abitativo con quelli delle famiglie residenti nelle singole province e ipotizzando che ad ogni abitazione principale (indipendentemente dal fatto che sia proprietario o in affitto) corrisponda una famiglia, è possibile ipotizzare che in Piemonte ci sia un surplus di case, rispetto alle famiglie, di 683.173 alloggi pari ad un terzo in più.

     

    Figura 2 – Percentuale di case occupate e presunte vuote. Anno 2010

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    Fonte: elaborazione Regione Piemonte - Settore Statistica e Studi su dati dell'Agenzia del Territorio e Istat

     

    Dal 2005 al 2009 (ultimo dato disponibile) sono stati costruiti 15.298 fabbricati e 67.704 alloggi residenziali, di cui meno del 15% nel 2009. A fine dicembre 2011 sono state richieste in Piemonte circa 243mila domande per l'ottenimento del certificato energetico ai fini dell'ottenimento della detrazione fiscale del 55%.

     

    Tabella 1 - Abitazioni ristrutturate in base alla classificazione energetica a fine 2011

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    Fonte: Settore Programmazione e risparmio in materia energetica – Regione Piemonte

     

    Le compravendite immobiliari effettuate dal 2006 al 2010 sono passate da un totale di 72.786 a 52.610, con una contrazione nel quinquennio del 28%.

     

    Figura 3 - Acquisto di immobili residenziali con e senza ipoteca immobiliare

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    Fonte: elaborazione Regione Piemonte - Settore Statistica e Studi su dati Istat

     

    La difficoltà economica è registrata non soltanto negli acquisti ma anche negli affitti: mediamente, nel quinquennio 2006 – 2010, vi è uno sfratto ogni 410 famiglie ed il 93% degli sfratti sono dovuti a morosità.

    Il patrimonio di case popolari è al 2010 di 51.602 alloggi ovvero il 2% del patrimonio abitativo del Piemonte e date le vendite il numero di questi ultimi il totale delle alloggi è quasi al livello del dato del 2006. Nel 2010 in Piemonte vi erano 21mila domande insoddisfatte di alloggi popolari.

     

    Lavoro

    Dal primo semestre 2008 (ultimo dato prima dell'arrivo della crisi in Europa) a fine 2011, si osserva innanzitutto una importante crescita del ricorso agli istituti della cassa integrazione (CIG), sia in Piemonte che in tutte le articolazioni del territorio nazionale. A tale proposito l'unico dato piemontese in chiara controtendenza è quello della provincia di Biella, ove il ricorso alla CIG Ordinaria nel primo semestre 2008 risulta superiore rispetto allo stesso periodo del 2011, anche se in questo caso si può pensare che abbia giocato un ruolo una dinamica locale, probabilmente nel settore tessile, dove la crisi già prima del periodo d'osservazione aveva mandato fuori mercato numerose aziende, impedendo così che potessero accedere ai meccanismi della CIG.

    Disaggregando temporalmente i dati si nota però che la responsabilità di tale crescita è ascrivibile soprattutto al 2009 e al 2010, mentre con il 2011 sembrava iniziare il rientro dai livelli eccezionali di utilizzo dell'integrazione salariale che avevano caratterizzato il biennio precedente.

    Il numero di procedure di assunzione è stato di oltre 640.000 nel 2010 e di quasi 670.000 nel 2011; in realtà le persone fisiche interessate sono state poco più della metà, con un numero di assunzioni pro-capite rispettivamente di 1,67 e 1,69, ciò che indica l'alta dinamicità delle situazioni in atto. L'incidenza percentuale degli stranieri sul totale del numero di tali procedure è notevole, andando nel 2011 dal 13,44 di Biella al 35,13 di Cuneo.

    I tassi di occupazione al primo trimestre 2011 confermano il primo posto al Nord rispetto al resto dell'Italia, con il primato del Nord-Est e una sostanziale tenuta del Piemonte nel Nord-Ovest.

     

    Sicurezza

    (un quadro sulla sicurezza stradale, sanitaria, lavorativa, alimentare, sulle condizioni di salute e sugli stili di vita della popolazione).

    La rilevazione dei dati 2010 mostra che il traguardo che l'Unione Europea si era prefissata nel 2011 (dimezzare il numero di morti in incidenti stradali nell'arco di un decennio) non è stato ancora raggiunto, anche se il Piemonte non è lontano dall'obiettivo. Con un -44%, si trova tra le regioni che presentano una situazione migliore della media italiana. In Piemonte ogni settimana si verificano in media 261 incidenti in seguito ai quali muoiono 6 persone, mentre altre 384 rimangono ferite. Nel 2010 sono stati rilevati 13.580 incidenti stradali nei quali sono decedute 327 persone, mentre altre 19.965 hanno subito lesioni di diversa gravità.

    Si possono notare negli ultimi dieci anni in Piemonte due linee di tendenza crescenti e parallele, corrispondenti all'andamento del numero degli incidenti e dei feriti, ed una linea in discesa, che testimonia di una riduzione nel numero complessivo di morti da incidente.

    Nel 2008, la spesa sanitaria per abitante in Italia è pari a 1.800 euro. In Piemonte la spesa pro capite è in linea con la media nazionale (1.827 euro).

    La spesa sanitaria complessiva rappresenta l'8,3 per cento del Pil e viene finanziata per 6,5 punti percentuali con risorse pubbliche mentre i restanti 1,8 punti sono coperti attraverso risorse delle famiglie. La maggiore partecipazione delle famiglie alla spesa sanitaria totale si registra in Friuli-Venezia Giulia (27,2 per cento), seguito da Emilia-Romagna (26,2 per cento) e Piemonte (26,0 per cento).

    I medici di medicina generale nel 2008 sono circa 47.000 in Italia, confermando un'offerta pressoché stabile di 8 medici ogni 10.000 abitanti. In Piemonte il numero di assistiti per medico è di 1.280.

    I più recenti Piani sanitari nazionali e regionali hanno stabilito tra gli obiettivi la razionalizzazione della rete ospedaliera, in particolare anche l'Intesa Stato-Regioni di marzo 2005 ha fissato lo standard dei posti letto a 4,5 per mille abitanti. Tra il 2002 e il 2007, in tutte le regioni l'offerta di posti letto ospedalieri si è allineata alla media nazionale, che è passata da 4,3 a 3,7 posti letto per mille abitanti. Nello stesso periodo, anche il numero di strutture ospedaliere si è ridotto da 1.286 a 1.197.

    Nel 2009 le schede di dimissione ospedaliera ammontano a circa 11,7 milioni, le giornate di ricovero sono quasi pari a 73,5 milioni e sono relative a 1.333 istituti di ricovero (97,2 per cento del totale).

    Le malattie trasmesse da alimenti (MTA) hanno portato al ricovero di 146 persone nel 2008 e di 105 nel 2009. Non si sono verificati decessi. Il trend negli ultimi dieci anni è costante. L'alimento sospetto che più frequentemente è causa di MTA è rappresentato dalle uova.

    Il trend degli infortuni sul lavoro in Piemonte è in calo. Gli infortuni sono stati 60.014 nel 2010 con una diminuzione del 3,6 % dal 2009 e del 13 % dal 2008. Gli incidenti mortali sono stati 75. La provincia con maggior incidenza di infortuni sul numero di abitanti è quella di Cuneo seguita da quella di Alessandria.

     

    Figura 4 - Pedoni feriti in incidenti stradali per Comune. Anno 2010

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    Fonte: elaborazione Regione Piemonte - Settore Statistica e Studi su dati Istat

     

    Il rapporto è consultabile alla pagina web: regione.piemonte.it/stat/annualReport

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