Progetti europei: il punto di vista dei gestori dei poli di innovazione

    A cura di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Direzione Attività Produttive, Regione Piemonte.

    1. Introduzione

    La Regione Piemonte è stata la prima regione italiana a istituire, nel 2008, i Poli di Innovazione, ovvero raggruppamenti di imprese, organismi di ricerca e fornitori di servizi, coordinati da un ente gestore, volti a favorire le sinergie tra i diversi attori del processo innovativo, e in grado di individuare le esigenze tecnologiche delle imprese, mettendo a disposizione delle stesse infrastrutture e servizi ad alto valore aggiunto.

     

    Attualmente sono attivi in Piemonte 12 poli nati in considerazione delle singole vocazioni di ciascun territorio: ICT, agroalimentare, creatività digitale e multimedialità, chimica sostenibile, energie rinnovabili e biocombustibili, architettura sostenibile e idrogeno, impiantistica, sistemi e componentistica per le energie rinnovabili, meccatronica e sistemi avanzati di produzione, energie rinnovabili e mini hydro, tessile, biotecnologie e biomedicale e nuovi materiali.

    La misura ha erogato, ad oggi, 120 milioni di euro a valere sul Programma FESR 2007-2013(1) con cui sono stati finanziate le attività di coordinamento dei soggetti gestori (9 milioni di euro) e le domande dei soggetti aggregati per lo sviluppo di progetti, o l'accesso a servizi ad alto valore aggiunto per la ricerca e l'innovazione.

     

    Tre domande aperte per comprendere il punto di vista degli enti gestori dei poli di innovazione sui benefici ottenuti e le difficoltà riscontrate dai poli stessi e/o dalla imprese loro aggregate dalla partecipazione e dalla gestione dei progetti europei. Le interviste vengono rivolte a 4 manager di 4 poli di innovazione piemontesi, particolarmente attivi nella partecipazione in progetti europei:

    • Fabrizio Conicella – BioPmed, Polo di Innovazione Biotecnologico e Biomedicale
    • Massimo Da Vià - Polight, Polo di Innovazione Architettura Sostenibile e Idrogeno
    • Gianmarco Piola - Torino Wireless, Polo di Innovazione Information and Communication Technology
    • Piero Cavigliasso – Consorzio Proplast, Polo di Innovazione Nuovi Materiali

     

    2. Domande

    2.1: Quali benefici ha avuto il polo, e quali le imprese ad esso aggregate, dalla partecipazione ai progetti europei?

    I quattro manager dei poli di innovazione intervistati concordano nel definire la partecipazione ai progetti europei un beneficio sia per il polo stesso ma anche, e soprattutto, per le imprese ad asso aggregate. Ne riconoscono dunque un impatto fortemente positivo soprattutto per quanto riguarda l'ampliamento della rete di collaborazioni delle imprese. L'incontro e il confronto con imprese e i poli di altre regioni europee, favorisce, dal loro punto di vista, la partecipazione dal basso, l'aggiornamento dell'offerta tecnologica delle aziende, l'accesso a nuove aree di mercato e a nuovi business model.

    Per le imprese, inoltre, non sono trascurabili i vantaggi economici e finanziari dovuti all'erogazione di anticipi che generano un flusso di cassa positivo, favorendo dunque l'investimento in progetti di ricerca e sviluppo che sarebbero difficilmente affrontabili senza il supporto finanziario e le opportunità derivanti dai progetti.

    Gli effetti principali della partecipazione dei poli ai progetti europei risultano dunque essere i seguenti:

    • diffondere la conoscenza, a livello europeo, dei bisogni delle imprese, che si rilevano essere soprattutto di tipo formativo ed informativo;
    • consentire la partecipazione delle imprese e degli organismi di ricerca a reti ben costruite finalizzate alla R&D di livello internazionale;
    • contribuire alla creazione di un'immagine del sistema territoriale piemontese della ricerca e dell'industria coordinato e visibile.

     

    2.2: Quali difficoltà ha eventualmente incontrato nella partecipazione e nella gestione dei progetti europei?

    Anche su questo punto gli intervistati convergono sulle problematiche incontrate nella partecipazione ai progetti europei, distinguendo però tra la partecipazione del polo stesso da quello delle imprese ad essi aggregati.

    Infatti, i 4 poli intervistati, essendo molto attivi sul piano europeo, ad oggi sono stati in grado di sviluppare internamente le capacità e le competenze di coordinamento e gestione necessarie, pur riscontrando difficoltà dovute alle differenze procedurali dei diversi programmi di finanziamento.

    Tutti riconoscono che la percentuale di successo, specialmente su alcuni programmi quali il Settimo Programma Quadro, sia molto ridotta non solo per le difficoltà nella predisposizione di progetti con potenzialità di successo elevati ma anche per la presenza di lobby che possono influenzare la scelta di specifici settori di sviluppo.

    Per quanto riguarda le imprese piemontesi, sono concordi nel sostenere che, stante la natura medio-piccola che le caratterizza, hanno forti difficoltà nel dedicare risorse alla progettazione e alla gestione di progetti che comportano un lavoro di adattamento a nuove regole, la padronanza dell'inglese, una gestione finanziaria differente.

    Per questo motivo i poli svolgono l'azione di supporto nei confronti delle imprese che vogliono partecipare ai progetti europei, soprattutto per quanto riguarda la costituzione di partenariati e l'elaborazione delle proposte progettuali.

     

    2.3: Quali suggerimenti ha per rendere più efficace la partecipazione delle imprese e dei poli piemontesi ai progetti europei al fine di ottenere maggiori benefici?

    Su questo ultimo punto i 4 poli hanno visioni parzialmente differenti.

    Mentre alcuni prediligono un supporto regionale di sistema, ovvero la messa in comune di competenze e azioni che favoriscano la progettualità europea sia dei poli che delle imprese, e vedono la Regione come un possibile collettore in grado di supportare le istanze e i progetti delle imprese piemontesi a livello europeo, ma che non sia direttamente coinvolto sui progetti, altri prediligerebbero invece misure di sostegno regionali più dirette quali, per esempio, la predisposizione di voucher o contributi (diretti e indiretti) alla spesa legata alla progettazione europea (consulenze mirate e di alto livello, creazione di un albo di consulenti esperti in progettazione, supporto per la gestione finanziaria), e misure di credito agevolato per le imprese a copertura dei finanziamenti richiesti alle imprese nei progetti già vinti, esempi e prassi già in atto in altre regioni europee.

     
    3. Conclusioni

    Dalle interviste emerge un quadro sostanzialmente positivo e dinamico, nel quale i gestori dei poli di innovazione piemontesi hanno saputo creare opportunità per le imprese anche sul piano internazionale. Il supporto dei poli risulta dunque rilevante in questo ambito perché la maggior parte delle imprese da sole difficilmente riuscirebbe ad accedere a questi finanziamenti e ad altri benefici immateriali quali l'esperienza stessa di rapportarsi ad altre imprese e nel contesto europeo. Dalle risposte si evincono dunque elementi importanti che rappresentano buoni presupposti per l'identificazione di strumenti rivolti alle imprese piemontesi a supporto della progettazione europea, in vista della futura programmazione.

     

     

     

    Nota(1) Il Programma Operativo Regionale 2007/2013 (P.O.R.) a titolo dell'obiettivo "Competitività ed Occupazione" è lo strumento che regola l'intervento del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) in Piemonte per il periodo 2007/2013.

    L'obiettivo generale perseguito dal POR FESR 2007/2013 è quello di sviluppare le capacità di adattamento del sistema regionale ai repentini cambiamenti indotti dall'interdipendenza dei sistemi economici, potenziando quindi le capacità di innovare ed agevolando l'aggancio alle aree europee con standard di vita più elevati. Si delinea su 4 obiettivi specifici: 1. Innovazione e transizione produttiva, 2. Sostenibilità ed efficienza energetica, 3. Riqualificazione Territoriale, 4.Assistenza Tecnica. www.regione.piemonte.it/industria/por/index.htm


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