Il programma ERA-Net al servizio delle imprese e della ricerca

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Direzione Attività Produttive, Regione Piemonte.

    Introduzione

    Manunet I e II, Crosstexnet, Electromobility+, M-ERA.net e Eco-Innovera, sono nomi noti tra le Piccole e Medie Imprese (PMI) piemontesi che hanno risposto ai bandi regionali ad essi collegati. Per chi non li conoscesse, invece, il fattore comune è il Settimo Programma Quadro (7PQ) ovvero il programma per la ricerca e l'innovazione della Commissione Europea, in particolare il programma di coordinamento ERA.Net(1).

     

    Il Programma Quadro, nato nel 1984 e giunto alla sua settima edizione, è lo strumento di finanziamento dell'Unione Europea per la ricerca e l'innovazione rivolto a imprese, enti pubblici, industria, centri di ricerca e ricercatori. Ha investito, dalla sua creazione, più di 100 miliardi di euro in progetti di ricerca volti alla creazione di un'Area di Ricerca Europea (ERA) e riunisce tutte le iniziative dell'UE collegate alla ricerca e all'innovazione, in forte coordinamento con i programmi di ricerca e innovazione degli Stati membri.

    In particolare, il 7PQ, la cui programmazione copre il periodo 2007-2013, è strutturato su 4 assi, cooperazione, idee, persone e capacità(2), ad oggi ha supportato, con 55 miliardi di euro di dotazione, circa 19.000 progetti di ricerca che hanno coinvolto oltre 79.000 partecipanti europei, tra cui un ampio numero di piccole e medie imprese, alle quali sono stati destinati circa 1,2 miliardi di euro tra finanziamenti diretti e supporto alla ricerca.

    Tra le varie misure messe in atto dal Programma Quadro, emerge in particolare il Programma di Coordinamento ERA.Net, nato nel periodo di programmazione 2002-2006 (6PQ). Lo schema ERA-Net fornisce alle regioni o stati partecipanti uno strumento tecnico e finanziario adeguato per confrontare i programmi di ricerca in atto e sperimentare forme di cooperazione internazionale tra imprese e centri di ricerca. La sua implementazione, che può coinvolgere partner di tutte le regioni europee e, in alcuni casi anche regioni di paesi candidati ad entrare nell'UE, si delinea su quattro fasi importanti:

    1. Scambio di informazioni su programmi di ricerca esistenti
    2. Identificazione di settori strategici comuni
    3. Pianificazione e sviluppo di attività congiunte tra programmi nazionali e regionali
    4. Implementazione di attività transnazionali congiunte quali bandi transnazionali per il finanziamento di progetti di ricerca presentati da almeno 3 paesi partner.

    La finalità delle ERA.Net è dunque di migliorare la coerenza e il coordinamento delle politiche industriali e di ricerca, sperimentando strategie di finanziamento congiunte per favorire la cooperazione transnazionale e l'internazionalizzazione delle imprese.

     

    Il Settimo Programma Quadro e lo schema Era.Net in Piemonte.

    Il territorio piemontese ha ottenuto 145 milioni di euro(3) dai progetti approvati sul Settimo Programma Quadro, una cifra ragguardevole ma inferiore alla media delle altre regioni europee (190 milioni di euro). Sull'ultimo programma, i progetti finanziati sono 450, e vedono la partecipazione di 157 soggetti piemontesi di cui 63 sono PMI. Risulta inoltre che 14 soggetti sono presenti in 369 progetti su 450 complessivamente finanziati (80% circa), ciò significa che alcuni enti sono maggiormente in grado di catalizzare i fondi del 7FP. Questo dato fa emergere una sostanziale difficoltà dei soggetti piemontesi ad essere competitivi nella presentazione dei progetti in risposta a bandi europei. Le motivazioni sono plurime, prima fra tutte la dimensione delle imprese piemontesi, che non permette di dedicare le risorse umane necessarie alla partecipazione ai bandi e, in misura non secondaria, una difficoltà dei soggetti piemontesi a fare sistema (solo 89 progetti sui 450 finanziati vedono la partecipazione di due o più soggetti piemontesi in cooperazione), riducendone dunque le possibilità di successo.

    La partecipazione ai bandi regionali risulta invece notevolmente più alta, infatti 900 soggetti hanno partecipato ai bandi regionali nello stesso periodo, dato di per sé ampiamente positivo ma che sottolinea come il potenziale di sviluppo insito nella cooperazione transnazionale tra imprese (primo valore aggiunto della partecipazione ai bandi europei) sia gravemente sottovalutato o difficilmente conseguibile.

    Per incentivare la cooperazione a livello europeo, la Regione Piemonte ha dunque ritenuto importante avvalersi delle opportunità riservate agli Enti pubblici regionali e nazionali, offerte dal Settimo Programma Quadro, in particolare dal suddetto programma di coordinamento ERA-Net.

    Il Piemonte, attraverso lo schema ERA.Net, partecipa attualmente a 5 reti transnazionali attive in diversi settori: manifatturiero (MANUNET I e II), tessile (Crosstexnet), elettro-mobilità (Electromobility +), nuovi materiali e nanotecnologie (M.ERA-Net) e innovazione (Eco – Innovera).

    In particolare, le esperienze di MANUNET I e II, Crosstexnet e Electromobility+, attraverso i bandi ad essi sottesi, hanno permesso di finanziare più di 130 imprese per un valore complessivo, dal 2007 ad oggi, superiore ai 30 milioni di euro per progetti transnazionali di ricerca.

    Queste esperienze sono state particolarmente apprezzate dalle imprese piemontesi che espletano le loro attività nei settori menzionati, le quali hanno potuto proporre progetti transnazionali in collaborazione con centri di ricerca o imprese di regioni e/o Stati europei, accedendo ai fondi (regionali) attraverso modalità già abitualmente attuate dalla Regione. In tal modo è stato aumentata la possibilità di successo rispetto ai bandi ad accesso diretto della Commissione Europea(4) che, al contrario delle ERA.Net, si avvalgono di procedure più complesse e richiedono partenariati di grandi dimensioni.

     Il valore aggiunto dello schema Era-Net è dunque evidente: la partecipazione dell'Ente regionale alle reti di cui sopra non solo permette un reale confronto con le politiche e gli strumenti di innovazione presenti nelle altre regioni europee, favorendo l'attuazione di politiche più uniformi, più efficienti e in grado di creare sviluppo nel sistema economico regionale, ma porta le imprese stesse e i centri di ricerca a cooperare tra loro sia sul piano regionale che su quello internazionale, incrementandone la competitività. Inoltre, attraverso le ERA-Net, le imprese possono confrontarsi sul piano europeo con riferimento al proprio know how, alle proprie traiettorie tecnologiche, e sui modelli di finanziamento in atto, facilitando il loro accesso ai mercati internazionali ma operando nel più "rassicurante" sistema regionale forti del contatto diretto col territorio di appartenenza.

    La strategicità dello schema ERA-Net(5) è stata riconosciuta dalla Commissione Europea, e presumibilmente verrà riproposto nella prossima Programmazione Europea 2014-2020, attraverso la cosiddetta Strategia Horizon 2020 che congiungerà in un unico strumento di finanziamento, del valore di 80 mld di Euro, i programmi ad oggi attivi (7FP, CIP).

    Lo schema ERA.Net verrà probabilmente rifinanziato, limitando le risorse destinate all'implementazione della rete ma incoraggiando la partnership pubblico-pubblico attraverso il cosiddetto topping up funding(6), ovvero fornendo un contributo aggiuntivo per l'implementazione di bandi congiunti tra stati membri che assicurino però un loro coinvolgimento importante in senso sia finanziario che politico.

     

    Conclusioni

    Pur nell'attesa del lancio ufficiale della prossima programmazione Europea Horizon 2020, in particolare per quanto riguarda l'accesso ai finanziamenti diretti alla ricerca e all'innovazione e all'industria, possiamo definire l'esperienza regionale di partecipazione ai programmi ERA-Net ampiamente positiva, avendo favorito l'affaccio delle imprese piemontesi sul territorio europeo e la cooperazione con imprese e centri di ricerca di altre regioni e paesi membri. Nonostante non manchino difficoltà dovute per lo più alla diversità dei sistemi di finanziamento presenti in Europa, si è potuto quanto meno evidenziarne le differenze e trovare, laddove possibile, tra gli elementi di continuità, strumenti e soluzioni congiunte per agevolare la cooperazione transnazionale. Sebbene l'esperienza regionale su questo tipo di programmi sia relativamente breve (il primo bando congiunto è stato attivato nel 2007 attraverso il progetto MANUNET), 5 reti sono attualmente attive, di cui 3 hanno già avviato bandi congiunti e tutte hanno agevolato il confronto diretto tra politiche di settore. Inoltre hanno permesso l'elaborazione di studi di caso e l'individuazione di buone pratiche di livello europeo, e proposto attività congiunte quali scambio di ricercatori, seminari internazionali, attività di benchmarking e di matchmaking tra imprese e poli di innovazione su scala internazionale, creato un territorio comune di conoscenze e opportunità concrete per la collaborazione tra i sistemi produttivi di regioni e stati europei.

     

     

     

    Nota(1) European Research Area Network

    Nota(2) Per approfondimenti su 4 assi del 7PQ

    Nota(3)   Dati MIUR del dicembre 2011, elaborati, per conto della Regione Piemonte – Direzione Innovazione, Ricerca, Università e Sviluppo energetico sostenibile, dal dott. Claudio Ingaggiato

    Nota(4)  I programmi ad accesso diretto rappresentano lo strumento attraverso il quale vengono erogati i fondi europei, direttamente gestiti dalla Commissione Europea, tramite le sue Direzioni Generali o le Agenzie esecutive. Nel caso della ricerca e dell'industria, i programmi ad accesso diretto sono: il Settimo Programma Quadro, il Programma quadro per l'innovazione e la Competitività (CIP) e i bandi proposti dalla DG Industria

    Nota(5) Per ulteriori dati sull'implementazione delle ERA-Net in Europa

    Nota(6) Il "topping up funding" è uno strumento già in parte sperimentato all'interno del 7FP nelle cosiddette ERA-Net +

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