Programmi europei e sistema dei comuni montani e delle Terre Alte

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    1. Introduzione

    L'UNCEM Piemonte, già Unione delle Comunità ed ora Unioni dei Comuni Montani, con l'avvio della Programmazione Comunitaria 2007-2013, che sta volgendo al termine, ha fortemente voluto scommettere sulla possibilità di prendere parte in modo attivo alle opportunità fornite dall'Unione Europea.

     

    Rappresentare territori montani e Amministrazioni di piccole e piccolissime dimensioni non poteva essere un ostacolo per partecipare alla costruzione dell'integrazione comunitaria e non doveva essere un limite per poter accedere a risorse per aumentare la competitività e la coesione sociale delle "Terre Alte".

    Per queste ragioni, nel 2007, UNCEM ha avviato un'azione di animazione locale su scala regionale per presentare i Programmi Comunitari di maggiore interesse. In seguito si è costituito un gruppo di lavoro permanente che si è fatto promotore delle risorse locali e ha sopperito, in caso di necessità, alla mancanza di professionalità specifiche direttamente sui territori.

    Al termine di questa prima fase sono stati individuati i Programmi Europei, le priorità e gli ambiti a partire dai quali avviare progetti di cooperazione territoriale e si è quindi passati operativamente alla progettazione.

    L'esordio dell'UNCEM Piemonte su scala europea è stato tempestivo fin dai primi bandi disponibili e, insieme agli attori locali, le Terre Alte hanno avuto una grande capacità di fare sistema. Il risultato è stato che nella programmazione in corso la montagna piemontese, attraverso l'UNCEM, ha ottenuto l'approvazione di quattro progetti nell'ambito del Programma Spazio Alpino, tre progetti nell'ambito del Programma Central Europe e un progetto nell'ambito del Programma Med.

     

    2. I Progetti

    In questi anni di profonde trasformazioni e grandi criticità i territori montani, oltre a fronteggiare le emergenze quotidiane, hanno avuto la lungimiranza di investire sui loro punti di forza e di utilizzare le scarne risorse disponibili per affrontare le debolezza con consapevolezza ed estrema concretezza. Le risorse europee sono divenute, in questo contesto, importanti per intervenire in settori di intervento prioritari quali la green economy, le energie rinnovabili, il turismo legato al cambiamento climatico e la gestione dei servizi locali in relazione all'evoluzione demografica.

    2.1 Demochange 03_LogoDemo

    L'evoluzione demografica delle Terre Alte, legata alla pianificazione territoriale, è stata uno dei punti di forza della progettazione UNCEM.

    Il progetto DEMOCHANGE, è stato finanziato nell'ambito del Programma di Cooperazione Territoriale Spazio Alpino.

    L'obiettivo principale è stato quello di studiare i fenomeni di cambiamento demografico all'interno del territorio alpino e mettere a frutto le diverse analisi degli scenari di evoluzione demografica, per mezzo della individuazione di linee guida programmatiche utili allo sviluppo di adeguate azioni territoriali.

    Le attività prevedevano una fase di rilevazione dei dati demografici ed una di definizione degli scenari di sviluppo futuri. Tutte le attività sono state realizzate con processi partecipativi condivisi che hanno visto il coinvolgimento di gran parte degli attori locali, pubblici e privati.

    UNCEM ha scelto per ogni progetto un'area pilota di riferimento in cui concentrare le attività, le sperimentazioni e quindi ottenere risultati concreti e misurabili.

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    Per il Progetto DEMOCHANGE il territorio di riferimento è stato quello della Comunità Montana "Langa Astigiana Val Bormida", in provincia di Asti.

    E' un'area interessante del sud del Piemonte, al centro di un vasto territorio che confina con le Province di Cuneo, Alessandria e Savona, che ha subito negli ultimi decenni - in maniera oltremodo paradossale - un processo di spopolamento proprio "in virtù" della sua posizione interstiziale, non distante da importanti e attrattivi centri urbani.

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    Per questa ragione, UNCEM ha inteso scegliere questa zona pilota, su cui è stato definito un piano di sviluppo per sostenere e implementare, tra i settori di maggior interesse, le scelta degli attori locali trasformandole in azioni concrete.

    La Comunità Montana Langa Astigiana ha voluto investire in particolare nel settore turistico e agro alimentare attraverso attività diverse e differenziate di promozione delle realtà produttive e ricettive locali.

     

    2.2 ADAPT2DC 03_LogoAdapt

    Il Progetto ADAPT2DC, ovvero "adattamento al cambiamento demografico", è stato finanziato nell'ambito del programma Central Europe, un bando riservato a una tipologia particolare di progetti, definiti "strategici" (www.adapt2dc.eu).

    Si tratta di progetti ai quali sono chiamati a partecipare gli enti che hanno già maturato esperienze precedenti su alcuni temi specifici, dai collegamenti infrastrutturali all'efficienza energetica, dalle soluzioni abitative per anziani e soggetti deboli al cambiamento demografico.

    Proprio quest'ultimo tema, particolarmente caro all'UNCEM Piemonte data la situazione complessa in cui si trovano le vallate alpine, è al centro del progetto ADAPT2DC, nel quale l'obiettivo è innanzitutto capitalizzare l'importante esperienza legata al progetto DEMOCHANGE, non ancora concluso nell'area pilota della Langa Astigiana. 

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    Foto: Ostana

     

    ADAPT2DC è uno dei sette progetti strategici selezionati e ricade all'interno dell'ambito "Competitività": l'obiettivo principale consiste nello sviluppo di modelli innovativi di governance nelle regioni e città che hanno subito, o stanno vivendo, fasi di spopolamento, allo scopo di assicurare e ottimizzare infrastrutture pubbliche sostenibili, in campo educativo, assistenziale, sanitario, culturale. Il partenariato è guidato dal Ministero per l'Edilizia, lo Sviluppo Regionale e le Infrastrutture della Turingia e vede coinvolti quattordici partner, provenienti da sei paesi europei (Germania, Italia, Slovenia, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca). Gli ambiti entro cui si collocano le azioni dei quattordici partner riguardano:

    • lo sviluppo di strategie transnazionali nel campo delle infrastrutture e dei servizi pubblici, per ridurre i costi di manutenzione nelle aree scarsamente popolate;
    • la ricerca di soluzioni per le aree e le città che attraversano una contrazione demografica;
    • la diffusione della consapevolezza nei confronti dell'impatto dello spopolamento;
    • la proposizione di raccomandazioni pratiche, per la gestione delle infrastrutture a livello politico e amministrativo;
    • il trasferimento di conoscenze a livello europeo, per avviare un dialogo intenso e a lungo termine tra attori dello sviluppo regionale;
    • la messa in opera di progetti pilota per testare i processi di adattamento;

    E' previsto che ogni partner sviluppi un progetto pilota nel territorio di propria competenza. In questo caso la scelta di UNCEM è ricaduta sul Comune di Ostana, con il quale è stata avviata una collaborazione allo scopo di impostare la realizzazione di un centro multi-servizi che si possa proporre come punto di riferimento per il territorio dell'alta Valle Po. Tra i numerosi servizi che potranno essere attivati all'interno del centro figurano la biblioteca, un'area dedicata a incontri e presentazioni, un piccolo spaccio alimentare, uno sportello bancomat, un internet point; insomma, una ricca serie di offerte per un centro che si spera possa diventare un giorno un luogo di aggregazione e di promozione del territorio e delle sue caratteristiche salienti.

     

    2.3 RETURN 03_LogoReTurn

    Il Progetto RETURN, anch'esso inserito nel Programma Central Europe, ha preso vita dalla consapevolezza che gran parte dell'impoverimento dei territori montani è causato dalla fuga dei giovani più promettenti e di talento.

    L'obiettivo del progetto consiste nello sviluppare, condividere, testare e implementare nuove politiche di supporto, strumenti e servizi per promuovere il ritorno degli emigranti a beneficio dello sviluppo regionale.

    Non solo la montagna ma l'Italia tutta, negli ultimi anni, è stata vittima della fuga dei cervelli. In seguito all'apertura del mercato europeo del lavoro, circa tre milioni di cittadini europei hanno lasciato il loro Paese d'origine per trasferirsi all'estero. Dopo un'esperienza di alcuni anni, molti di essi intenderebbero ritornare, ma spesso incontrano grandi problemi nella ricerca di un lavoro adeguato alle loro esigenze o per difficoltà di carattere burocratico.

    Per questo UNCEM Piemonte attraverso la partecipazione al progetto europeo RETURN, intende supportare gli emigrati che desiderano ritornare al Paese d'origine.

    Il Progetto RE-TURN coinvolge 12 partner, provenienti da 7 Paesi europei differenti. Tutti condividono questa problematica è hanno l'obiettivo di creare condizioni migliori per attrarre capitale umano, contrastare la fuga dei cervelli e supportare lo sviluppo economico dei territori locali.

    La prima fase del progetto è stata orientata ad una analisi partecipata degli emigranti attraverso cui sono state raccolte preziose informazioni per comprendere meglio le condizioni e le aspettative di coloro che intendono ritornare. L'indagine ha coinvolto anche coloro che già erano protagonisti di forme di riallocazione e ritorno e che hanno condiviso le loro esperienze e le eventuali difficoltà incontrate.

    L'UNCEM, dopo aver selezionato l'area pilota di riferimento, la Valle Ossola, ha partecipato attivamente alla ricerca e ha avviato la sperimentazione per i migranti di ritorno, partendo da un'immagine quanto più possibile rappresentativa delle loro necessità e delle loro competenze. Con la collaborazione della Regione Piemonte, della Provincia di Verbania, delle Associazioni di categoria, dei Centri di Formazione, degli Istituti scolastici e della Camera di Commercio, l'UNCEM ha avviato quindi un proficuo processo di concertazione per:

    • individuare quali politiche di sistema devono essere adottate per reintegrare in modo effettivo coloro che ritornano, a beneficio dello sviluppo economico;
    • incentivare i migranti di ritorno a investire sul territorio d'origine e sviluppare attività di lunga durata;
    • definire le esigenze (in termini di formazione, supporto generale, ecc) dei migranti di ritorno, necessarie a valorizzare nel modo più opportuno le loro conoscenze, capacità e disponibilità economiche a vantaggio del loro Paese d'origine.

    Il progetto ha riscosso un particolare interesse internazionale poiché tratta una tematica poco approfondita e per la quale sono state individuate scarse soluzioni.

     

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    Foto: Domodossola


    CONCLUSIONI

    L'esperienza maturata nel periodo di programmazione 2007-2013 si è dimostrata molto positiva per la montagna piemontese. Certo, le problematiche legate allo sviluppo montano non possono trovare una completa soluzione unicamente attraverso i Programmi Europei di cooperazione. Tuttavia risulta evidente che la capacità di mettere a sistema tutte le risorse disponibili, l'abilità di riunire e coordinare gli attori locali e il dinamismo di alcune aree possono fare la differenza nel radicamento delle attività e nello sviluppo locale.

    I Programmi di Cooperazione territoriale sono stati il motore, lo spunto e il collegamento con altre misure regionali e comunitarie attive sul territorio. Hanno messo in evidenza e in valore anche esperienze maturate da altre realtà mostrando che esse, molto spesso, si possono trasferire arricchendo mutualmente i territori e i soggetti partecipanti. I Programmi Spazio Alpino, Central Europe e Med sono quindi una finestra importante e prestigiosa dalla quale affacciarsi sull'Europa ed una occasione che il territorio montano piemontese intende cogliere anche in futuro.

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