La Cooperazione Territoriale Europea a supporto delle politiche di competitività

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.(2) e Tiziana Dell'Olmo(1) - Regione Piemonte

    Introduzione

    Per attuare le politiche di crescita e innovazione concordate con gli stati membri, la Commissione Europea ha sviluppato nel tempo un set diversificato di programmi e linee di finanziamento, strumenti che hanno assunto un ruolo sempre più strategico nel sostenere i paesi e le regioni europee impegnati ad affrontare le sfide degli ultimi decenni, dalla globalizzazione fino all'attuale crisi economica e finanziaria.

     

    Nel periodo di programmazione 2007-2013 in corso, coerentemente con la Strategia di Lisbona, hanno assunto un ruolo centrale nelle politiche europee temi quali sostegno alla capacità d'innovazione, trasferimento della conoscenza, sviluppo alle politiche di cluster, cooperazione strategica tra autorità pubbliche, mondo della ricerca e mondo economico.

    Per un sistema territoriale dinamico – nelle sue varie componenti istituzionali, accademiche, imprenditoriali e sociali – è cruciale sviluppare la capacità di cogliere queste opportunità e intercettare i fondi disponibili che meglio possano supportare i propri obiettivi di crescita.

    Tra i programmi europei in cui il sistema Piemonte si è rilevato particolarmente attivo, come dimostrano i casi esemplificativi dei progetti Alp4EU e Alplastics, vi sono i programmi di Cooperazione Territoriale Europea (CTE) articolati nelle tre componenti transfrontaliera, transnazionale e interregionale.

    La CTE si colloca all'interno della programmazione della politica di coesione, di cui condivide l'obiettivo di sostenere una crescita equilibrata delle Regioni europee, e si può configurare come potenziale complemento – l'entità dei finanziamenti messi a disposizione è pari al 2,44% dell'intera dotazione dei Fondi Strutturali – degli investimenti strutturali realizzati attraverso i programmi regionali del mainstream. Ciò che invece avvicina la CTE ai programmi a gestione diretta della Commissione Europea come il Settimo Programma Quadro o il Programma per la Competitività e l'Innovazione (CIP), sono le modalità di gestione attraverso programmi sovranazionali senza preassegnazioni a livello regionale, fattore che mira a sviluppare e ad esaltare le capacità progettuali e di relazione con soggetti di Paesi Membri diversi.

    I programmi della CTE agiscono a livello sistemico al fine di creare le condizioni per sviluppare politiche innovative, con un approccio integrato territoriale che tiene conto delle specificità delle aree coinvolte, in antitesi all'approccio tematico di altri programmi. Ciò ha determinato il crescente interesse da parte delle istituzioni regionali e delle comunità locali verso questo strumento, che permette di costruire strategie, strumenti, servizi comuni con altre regioni europee ed affrontare più efficacemente le sfide che le trasformazioni sociali ed economiche pongono ai territori. L'analisi della partecipazione piemontese ai programmi transnazionali e interregionali rappresenta esemplarmente questa tendenza ed evidenzia la vitalità del tessuto istituzionale, sociale ed economico piemontese.

     

    La partecipazione piemontese ai programmi transnazionali

    Il territorio piemontese è coinvolto in tre programmi di cooperazione transnazionale: ai programmi Spazio Alpino e Mediterraneo, a cui il Piemonte ha partecipato già nel periodo 2000-2006, si è infatti aggiunto il programma Europa Centrale, che ha permesso di intessere reti progettuali con soggetti provenienti dai nuovi Paesi Membri dell'Europa dell'Est.

    Gli attori piemontesi hanno saputo cogliere in pieno le nuove opportunità: per numero di progetti il Piemonte risulta infatti primo tra le 7 regioni italiane nel programma Spazio Alpino, secondo in Europa Centrale su 8 regioni partecipanti, quinto su 18 regioni nel programma Mediterraneo, per un totale di risorse acquisite pari a circa 22 milioni di euro.

    A ciclo di programmazione pressoché concluso, il quadro che emerge è estremamente significativo: la partecipazione piemontese si è qualificata sia in termini di progettualità, sia in termini di diversificazione degli attori coinvolti.

    Nel primo caso risulta evidente un netto spostamento del baricentro su progetti incentrati sui temi della competitività e dell'economia della conoscenza: definizione e applicazione di politiche pubbliche per l'innovazione, creazione di reti e partenariati per perseguire il rafforzamento delle capacità regionali d'innovazione, sviluppo di cluster e filiere, sostegno alla competitività delle PMI, sviluppo delle potenzialità delle nuove tecnologie. Accanto a questo raggruppamento un altro considerevole gruppo di progetti ha affrontato il tema dell'energia, in particolare dell'efficienza e del risparmio energetico, al centro delle politiche europee poiché ha in sé una forte componente di innovazione sia politica che tecnologica.

    Questi progetti – pur nell'entità limitata dei finanziamenti che non consente investimenti strutturali – rispondono alla necessità crescente di coordinare interventi e politiche, di apprendere buone pratiche, di stringere alleanze strategiche e di unire forze e competenze complementari per affrontare i problemi della competitività dei territori. Anche progetti appartenenti ad altre sfere tematiche, come l'accessibilità e la mobilità, i cambiamenti demografici e climatici, le politiche territoriali, la tutela e gestione delle risorse naturali possono essere letti, in ultima analisi, nell'ottica di un contributo a questo obiettivo fondamentale.

    Con riferimento alla tipologia di attori coinvolti nei progetti si osserva, quale fenomeno estremamente significativo, una crescente diversificazione. Rispetto al passato periodo di programmazione 2000-2006, la preponderante partecipazione di enti pubblici, pur mantenendosi ad alti livelli, è stata contemperata dall'ingresso o dal peso aumentato di altre tipologie di attori, tra i quali troviamo agenzie di sviluppo, società miste pubblico-privato, università ed istituti di ricerca. Gli stessi poli d'innovazione, attraverso i propri enti gestori, hanno partecipato direttamente ad alcuni progetti, determinando una filiera coerente delle politiche regionali e dimostrando la validità e la capacità di azione autonoma consentite dall'utilizzo degli strumenti creati per sostenere le eccellenze regionali.

     

    La partecipazione piemontese ai programmi transfrontalieri

    Per quanto riguarda i programmi di cooperazione transfrontaliera che coinvolgono il territorio piemontese, la Regione Piemonte partecipa ai programmi Italia-Francia Alcotra (di cui è Autorità di gestione) e Italia-Svizzera, il cui obiettivo è migliorare la qualità di vita delle popolazioni, nonché stimolare lo sviluppo sostenibile dei sistemi economici nel territorio transfrontaliero attraverso la cooperazione in ambito sociale, economico, ambientale e culturale.

    Alcotra 2007-2013, quarto programma di cooperazione transfrontaliera lungo la frontiera alpina tra l'Italia e la Francia e prosecuzione di un percorso di cooperazione ventennale, ha messo a disposizione un totale di 237,5 milioni di Euro di risorse europee, nazionali e regionali. Al partenariato della Regione Piemonte, sono pervenute dal 2008 a fine 2012 risorse pari a circa 57 milioni di Euro per le iniziative transfrontaliere che coinvolgono il proprio territorio. Il Programma Italia-Svizzera, con una dotazione complessiva di 100,5 milioni di euro, ha permesso ai territori della Regione Piemonte di accedere a risorse pari a circa 21 milioni di Euro.

    Per entrambi i programmi transfrontalieri sono attualmente in corso le fasi di completamento della programmazione, avendo dimostrato una buona performance sia in termini di allocazione delle risorse sia di avanzamento finanziario.

    Particolarmente significativa è stata la scelta di introdurre nell'attuale ciclo di programmazione nuove tipologie progettuali: i Piani integrati transfrontalieri e i Progetti strategici. I primi hanno carattere pluritematico, e sono costituiti da un insieme di progetti di cooperazione singoli che riguardano settori e temi diversi ma che hanno un comune obiettivo di sviluppo economico e sociale di uno specifico territorio transfrontaliero. Essi hanno rappresentato una novità nell'attuale ciclo di programmazione, poiché si è trattato della prima sperimentazione territoriale integrata a livello transfrontaliero che offrirà senz'altro importanti spunti di riflessione per orientare la futura impostazione dei programmi.

    I secondi hanno contemplato progetti "pubblici" di notevole rilevanza, finalizzati ad approfondire problematiche di interesse comune e a valorizzare le potenzialità di sviluppo di particolari ambiti o settori: prevenzione dei rischi naturali, innovazione, energie rinnovabili, turismo, istruzione e formazione, ecc. Anche in questo caso l'approccio è stato totalmente innovativo, coinvolgendo in prima linea le amministrazioni più rilevanti nel governo del territorio sui due lati della frontiera, sperimentando nuove modalità di cooperazione e di attuazione integrata delle proprie politiche, pur con le difficoltà connesse alla particolare complessità del diverso contesto istituzionale ed economico-finanziario.

    Non di minor rilievo sono le altre iniziative di cooperazione transfrontaliera dei due programmi, che hanno consolidato ed implementato esperienze già mature ma anche attivato interrelazioni nuove, corrispondendo quindi ad esigenze e bisogni di cooperazione ben individuate.

     

    Uno sguardo al futuro

    Forte della confortante performance ottenuta, con un partenariato regionale sempre più competitivo e capace di attivarsi per utilizzare al meglio le opportunità di finanziamento, il Piemonte è dal 2012 impegnato nella preparazione per il nuovo periodo di programmazione 2014-2020.

    Riconfermata nelle modalità di cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale, la CTE è ancor più strettamente incardinata nel disegno programmatico della politica di coesione, condividendo gli obiettivi nei quali è stata tradotta la strategia di crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva dell'Unione Europea (Europa 2020).

    I nuovi Regolamenti, il cui negoziato è in dirittura d'arrivo, attribuiscono un valore strategico alla CTE: ad essa viene affidato il compito di affrontare sfide che travalicano le frontiere e richiedono l'adozione di azioni comuni di cooperazione a un livello territoriale appropriato, ricorrendo ad economie di scala per raggiungere il livello di massa critica più adeguato a risolvere efficacemente specifici problemi.

    La CTE può inoltre contribuire al coordinamento e alla governance delle politiche di settore, delle azioni e degli investimenti su scala transfrontaliera e transnazionale; in questo senso sarà particolarmente interessante verificare il suo rapporto con le strategie macroregionali in corso e in fase di definizione, come quella per l'area alpina in cui la Regione Piemonte è attivamente coinvolta. È proprio questo, forse, l'aspetto più innovativo della futura programmazione, dove la cooperazione territoriale può giocare un ruolo strategico.

       
    Bibliografia web

    http://www.regione.piemonte.it/europa

    http://www.regione.piemonte.it/sit/argomenti/pianifica/programmi/cooperazione.htm

    http://www.regione.piemonte.it/montagna/montagna/rurale/coop_transf.htm

    http://www.alpine-space.eu

    http://www.central2013.eu

    http://www.programmemed.eu

    http://www.interreg-alcotra.org

    http://www.interreg-italiasvizzera.it/home-it

     

     

    Nota(1) Direzione Programmazione strategica, politiche territoriali ed edilizia - Regione Piemonte

    Nota(2) Direzione Opere Pubbliche, difesa del suolo, economia montana e foreste - Regione Piemonte

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