Quanto la società è ricettiva rispetto all’innovazione sociale? L’esperienza di crowdsourcing in Provincia di Asti

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Responsabile servizio sistema informativo e statistica della Provincia di Asti

    1. Introduzione

    Da tempo la Provincia di Asti è impegnata, con la Regione Piemonte, in una serie di azioni per lo sviluppo della banda larga(1) all'interno del progetto WI-PIE(2). L'Ente è diventato così un punto di riferimento importante per le istanze di residenti e imprese relative all'accesso alla rete. In particolare, sono numerosi e 'attivi' gli stakeholder locali che hanno fatto pervenire, agli uffici provinciali, richieste, istanze e suggerimenti sulla problematica dell'accesso alla rete nel territorio astigiano.

    Ma non solo: spesso i Sindaci, sollecitati dai propri cittadini, hanno promosso iniziative di cui poi la Provincia si è fatta portavoce negli appositi tavoli regionali. In questo senso, si può dire che la Provincia si sia mossa in una dimensione transcalare e proattiva, cercando di ovviare a un problema diffuso e molto sentito a livello locale.

    Come documentato dal Rapporto 2012 dell'Osservatorio ICT del Piemonte, il territorio astigiano è infatti caratterizzato da un forte digital divide(3) dovuto a carenze di infrastrutture ed accesso alla rete (Occelli, Sciullo e Volontà, 2012). È inoltre un territorio che viene visto in modo assolutamente marginale dai grandi operatori delle telecomunicazioni che, per cause di seguito esposte, non hanno rientri a breve termini degli investimenti necessari alla diffusione della banda larga (TLC). Questo anche perché i comuni della provincia astigiana sono spesso caratterizzati da un forte divide di tipo sociale-culturale prima ancora che infrastrutturale: condizioni di elevata concentrazione di popolazione anziana, fenomeni di analfabetismo di ritorno, e situazioni di elevata dispersione insediativa e marginalità territoriale fanno sì che la banda larga sia spesso sentita come un'esigenza destinata principalmente a una limitata popolazione di under 20 (Rapporti 2012 e precedenti dell'Osservatorio ICT del Piemonte).

    Con il crowdsourcing(4) del progetto MIDA (Monitoraggio ICT Digital divide Astigiano) si è provato a misurare, mediante la trasmissione via SMS di informazioni da parte dei cittadini, lo stato della diffusione reale della banda larga nella provincia di Asti, specie nelle frazioni e case isolate(5).

    Nello specifico, si è ricostruita la mappa delle velocità di banda in quasi tutti i comuni astigiani, georeferenziando la provenienza delle misurazioni ricevute dai cittadini aderenti al progetto. Contestualmente, nell'ambito delle attività dell'Osservatorio ICT regionale (Ires Piemonte, 2012), sono state raccolte una serie di informazioni sull'accesso alla rete e sull'utilizzo di Internet. L'indagine annuale sullo stato della banda larga dell'Osservatorio è stata infatti considerata il terreno ottimale per una prima applicazione sul campo delle tecniche di crowdsourcing a supporto delle decisioni di governo, da poter in futuro replicare per l'acquisizione di uno spettro più ampio di informazioni, per esempio per la raccolta dei dati in tempo reale in caso di calamità naturali o per la manutenzione delle strade e delle scuole.

     

    2. Il progetto MIDA

    Il progetto MIDA nasce dalla volontà della Provincia di Asti di sperimentare tecniche di crowdsourcing per migliorare l'offerta di vari tipi di servizi da parte della Pubblica Amministrazione (PA) locale. In particolare, il progetto MIDA si è concentrato sulla dotazione ICT nella provincia di Asti. L'acquisizione dei dati è stata avviata il 20/9/2012 ed è terminata il 31/10/2012 per complessivi 42 giorni di esercizio del sistema MIDA. L'obiettivo era di coinvolgere gli Astigiani nel fornire informazioni dirette sull'accessibilità e l'uso della banda larga, possibilmente in tempi brevi. In questo, la significativa esperienza del servizio Sistema Informativo della Provincia di Asti nel campo dell'utilizzo degli SMS consentiva di utilizzare questo canale per lo scambio di informazioni tra i partecipanti al progetto MIDA e i responsabili dell'iniziativa. Il progetto prevedeva due fasi. Nella fase 1, al cittadino osservatore veniva richiesto di inviare informazioni di base inerenti la localizzazione del punto di osservazione e lo stato della connessione previsto. Nella fase 2, veniva chiesto di compilare online, con le credenziali fornite via SMS, il questionario basato sulle domande standard dell'Osservatorio.

    La fase 1 dava un ritorno immediato per l'osservatore che poteva vedere accendersi, su una carta realizzata con Google Map e pubblicata sul sito del progetto, il punto corrispondente alla rilevazione da lui inviata. Il colore del punto, in particolare, variava in funzione della velocità di banda in download rilevata mediante un apposito misuratore speed test di banda Internet, tutt'ora presente ed in uso sul sito del consorzio TOP-IX. Lo speed test ha consentito ai cittadini di misurare le prestazioni, in termini di velocità di trasferimento dei dati su rete Internet, della propria connessione di rete.

     

    Figura 1 - La Provincia di Asti racconta l'esperienza del progetto MIDA

    Fonte: Occelli, Sciullo e Volontà (2012: 72).

     

    Per incoraggiare la partecipazione, il progetto prevedeva di regalare, mediante estrazione a sorte tra i partecipanti, i seguenti premi: 2 tablet, 4 cesti di prodotti eno-gastronomici e alcuni libri d'arte della Regione Piemonte. Oltre agli incentivi, la Provincia ha messo in campo tutti i propri canali di comunicazione: comunicati stampa, rubrica fissa su bisettimanale locale, spot informativi su radio locali, manifesti, volantinaggio davanti alle scuole secondarie nella città di Asti, invio di una mail di sensibilizzazione a tutti i Sindaci. Tuttavia, le risposte pervenute sono state poche e incomplete. Come si vede dalla figura 1, complessivamente i punti trasmessi sono stati 350: un numero decisamente basso rispetto ad una stima di almeno 1.000 risposte attese, definita in relazione alle numerose e pressanti richieste di banda larga manifestate dal territorio e agli incentivi previsti dal progetto. Le previsioni ottimistiche della Provincia di basavano anche sul fatto che ogni Sindaco (118 comuni), con personale impegno di sensibilizzazione, poteva portare al progetto almeno 10 questionari compilati. Ciò avrebbe consentito di mappare al meglio ed omogeneamente il territorio. Inoltre, se si considera che, di norma, esperienze di crowdsourcing sono portate a compimento nel giro di qualche giorno (o addirittura di qualche ora come nel caso delle iniziative avviate dalla protezione civile), l'esperienza del progetto MIDA ha richiesto tempi estremamente lunghi, pari a sei settimane di servizio attivo.

     

    3. La risposta dei cittadini astigiani

    In questo paragrafo si analizzano i risultati di un approfondimento volto a comprende perché, nonostante il grande sforzo organizzativo, di comunicazione e di incentivazione messo in moto dall'Ente provinciale, gli Astigiani si siano rivelati piuttosto refrattari nell'accogliere il progetto. Le ragioni, da un'analisi dei risultati dell'iniziativa e dei colloqui svolti con studenti – veri stakeholder della rete (sono stati intervistati 18 allievi di una quarta classe dell'ITIS Artom di Asti sezione informatica in concomitanza dell'assegnazione dei premi – 20/12/2012) – sono riconducibili a:

    o diffidenza dei cittadini verso iniziative che partono da enti pubblici. C'è una naturale ritrosia nel comunicare informazioni alla PA. Tale diffidenza è stata accentuata dal fatto che l'Ente proponente, la Provincia, vive in Italia un periodo di forte incertezza istituzionale;

    o i premi incentivanti avrebbero potuto sopperire a questa mancanza di fiducia, ma anche i concorsi a premi spesso suscitano dubbi e perplessità. Questo fenomeno è stato più evidente nei giovani che, pur fortemente attirati dalla potenziale vincita di un iPad, non hanno partecipato all'iniziativa;

    o la modalità di invio delle informazioni via SMS si è rilevata una scelta obiettivamente complessa, soprattutto per utenti con poca conoscenza informatica. Essa richiedeva infatti di reperire la posizione geografica dell'abitazione (informazione presente nelle mappe di Google o su qualsiasi strumento GPS(6)) e la velocità di banda in download e upload (rilevabile attraverso il programma di misurazione reso disponibile su sito di TOP-IX);

    o il questionario online è risultato piuttosto lungo rispetto ad analoghe indagini che si svolgono sulla rete;

    o è mancata la collaborazione del mondo scolastico, forte di non meno di 5.000 studenti, che avrebbe potuto fare massa critica. Sono infatti soprattutto gli studenti, in particolare quelli che vivono nei centri minori, che si lamentano della mancanza di infrastruttura in banda larga. Eppure, i manifesti, i comunicati radio e i volantini a loro destinati non hanno avuto effetto. Anche la collaborazione da parte degli insegnanti, salvo rara eccezione, è stata scarsa;

    o l'impegno dei Sindaci portatori delle istanze degli Astigiani sui problemi del digital divide è risultato scarso. La maggior parte di essi si è limitata ad affiggere i manifesti del progetto presso gli uffici comunali.

     

    4. Conclusioni

    L'esperienza del progetto MIDA ha evidenziato un'inattesa inerzia partecipativa proprio da quella parte di cittadini – gli insegnanti, gli studenti e i Sindaci – che, per età anagrafica, ruolo, interesse personale e formazione, avrebbe dovuto essere più ricettiva rispetto alle iniziative di crowdsourcing. E, se nel caso degli studenti e degli insegnanti, la mancata partecipazione può far pensare ad una diffusa diffidenza nei confronti delle iniziative della PA. Nel caso dei Sindaci, ci si trova probabilmente di fronte a atteggiamenti non-collaborativi dovuti a surplus di richieste di informazioni di vario genere da parte degli altri enti territoriali con fini non sempre chiari e definiti. Più che un problema legato alla limitata infrastrutturazione e alfabetizzazione informatica della popolazione astigiana (problema che comunque esiste, come dimostrato dal Rapporto 2012 dell'Osservatorio regionale ICT), quello che si è rilevato è un problema di tipo culturale, di limitata sensibilizzazione, collaborazione e predisposizione degli Astigiani a partecipare alla vita sociale e istituzionale della comunità territoriale di appartenenza.

    Ciò nondimeno, pur in presenza di una partecipazione inferiore alle aspettative, il progetto MIDA ha funzionato correttamente, testimoniando come questo tipo di strumenti possa essere efficacemente utilizzato a servizio della pianificazione e programmazione territoriale. La Provincia intende quindi continuare a sviluppare il crowdsourcing per la raccolta di informazioni georeferenziate in nuovi settori, quali la protezione civile, l'ambiente e l'agricoltura. Inoltre, il sistema viene messo a riuso per tutta la PA piemontese. Altri Enti piemontesi possono, cioè, riutilizzare l'infrastruttura telematica per altre campagne di crowdsourcing in settori strategici come la protezione civile e il monitoraggio ambientale.

    In conclusione, se, da un lato, lo sviluppo e la sempre maggiore diffusione delle tecnologie e delle reti sociali (nuovi canali di comunicazione, nuove applicazioni GPS per smartphone in grado di geolocalizzare automaticamente i dati inviati ecc.) consentiranno di migliorare e diffondere le esperienze di crowdsourcing. Nello stesso tempo, però, l'esperienza MIDA evidenzia che l'innovazione sociale in Piemonte è da sviluppare. E, da questo punto di vista, la PA astigiana è un promotore di social innovation. Eventi di presentazione dei risultati del progetto MIDA sono stati utilizzati come occasione per sviluppare e mantenere attivi i contatti con gli studenti, impegnandoli nella realizzazione di alcuni filmati sulla penetrazione della banda larga nell'Astigiano, che rappresentano ulteriori mezzi di diffusione dei dati rilevati da MIDA(7). Inoltre, la Provincia di Asti prevede di rilanciare a breve il progetto, integrandolo con le modifiche sopra esposte, al fine di avere un quadro più preciso della diffusione della rete, specie per quanto riguarda gli accessi attraverso operatori WISP .

     

    Riferimenti bibliografici

    European Commission (2013), Guide To Social Innovation, Brussels

    IRES Piemonte (2012), Rapporto 2012 dell'Osservatorio ICT del Piemonte. Le Ict nei percorsi di innovazione del sistema regionale

    Occelli S., Sciullo A., Volontà P. (2012), Diffusione e adozione delle Ict tra i cittadini: un confronto tra regioni italiane e l'esperienza di crowdsourcing in Provincia di Asti. In IRES Piemonte (2012) Rapporto 2012 dell'Osservatorio ICT del Piemonte. Le Ict nei percorsi di innovazione del sistema regionale, pp. 72-73.


     

     

     

    Nota(1) Ci si riferisce in generale alla trasmissione e ricezione di dati informativi, inviati e ricevuti simultaneamente in maggiore quantità grazie all'utilizzo di mezzi e tecniche di trasmissione più performanti. Per la Commissione europea, si può parlare di banda larga in presenza di una velocità di connessione in download pari almeno a 2 Mbps (2 milioni di bit per secondo) (cfr. Wikipedia)

    Nota(2) WI-PIE è un progetto di quattro anni (dal 2004 al 2008) della Regione Piemonte finalizzato a diffondere l'infrastruttura digitale regionale e, contestualmente, promuovere e sviluppare servizi nuovi che utilizzano la banda larga. Informazioni sul progetto si trovano al sito http://www.wi-pie.org/cms/

    Nota(3)   Il digital divide è il divario esistente tra chi ha accesso alle tecnologie dell'informazione e chi ne è escluso per vari motivi quali: mancanze di infrastrutture e servizi di accesso alla rete, grado di istruzione, classi anagrafiche, sociali ed etniche (cfr. Wikipedia)

    Nota(4)  Il termine crowdsourcing è un neologismo che definisce un modello organizzativo nel quale un'azienda o un'istituzione affida la progettazione, la realizzazione o lo sviluppo di un progetto, oggetto o idea ad un insieme indefinito di persone non organizzate in comunità pre-esistenti. Tecniche semplici di crowdsourcing consentono di acquisire informazioni dai cittadini in tempo reale, specie nel campo della protezione civile e del monitoraggio ambientale (cfr. Wikipedia)

    Nota(5)  La descrizione del progetto è reperibile all'indirizzo www.provincia.asti.it/crowdsourcing

    Nota(6)Acronimo di Global Positioning System, è un sistema di posizionamento e navigazione satellitare civile che, attraverso una rete satellitare dedicata di satelliti artificiali in orbita, fornisce ad un terminale mobile o ricevitore GPS informazioni sulle sue coordinate geografiche (cfr. Wikipedia)

    Nota(7)  Si rimanda ai se guenti filmati presenti su youtube:

    http://www.youtube.com/watch?v=eYkDQxSENlo&feature=c4-overview&list=UUO7ZiuikZ9xYk1tuSLl2hdQ

    http://www.youtube.com/watch?v=UdeT0SX-ctY&list=UUO7ZiuikZ9xYk1tuSLl2hdQ&feature=c4-overview

    http://www.youtube.com/watch?v=wxTkI5xW8WA&list=UUO7ZiuikZ9xYk1tuSLl2hdQ

    http://www.youtube.com/watch?v=hTPNdJIaAbQ&list=UUO7ZiuikZ9xYk1tuSLl2hdQ

    Nota(8)  Acronimo di Wireless Internet Service Provider. Gli operatori WISP forniscono servizi di accesso alla rete Internet mediante sistemi di trasmissione radio (cfr. Wikipedia)

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