EDITORIALE N.28 - Come va il Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte)

    Eccoci di nuovo a riflettere sui processi socioeconomici regionali trattati prima del periodo estivo dai diversi istituti di ricerca e ora aggiornati: Banca d'Italia, IRES, Ufficio Studi Unioncamere Piemonte, Fondazione Giorgio Rota. Si ritorna, o meglio si riparte dalla crisi che non accenna a cessare.

    Certo l'intensità recessiva si va progressivamente attenuando ma il quadro complessivo regionale non appare per niente roseo: ulteriore calo nel 2013 della produzione industriale, del commercio, dei consumi, del tasso di crescita delle imprese, del credito, degli investimenti, delle transazioni immobiliari, dell'occupazione e, più in generale, del PIL. Al di là di qualche piccola differenza nei dati (dovuta alla fonte o al periodo considerato) la lettura degli articoli mostra sfaccettature socioeconomiche diverse ma fortemente congruenti della congiuntura economica, sia degli aspetti negativi che positivi. Tra questi ultimi vanno segnalati: l'andamento positivo delle esportazioni, quello del turismo e dei settori annessi (ristorazione), dell'agroalimentare, l'incremento delle attività a medio-alta tecnologia, il calo delle sofferenze bancarie dei debiti delle imprese, il miglioramento della situazione patrimoniale delle famiglie.

    La crisi detta quindi le condizioni entro cui si stanno modificando i comportamenti e le modalità dell'interazione sociale. Alcune connotazioni sembrano emergere:

    • primo, la coesione sociale e la qualità della vita non seguono meccanicamente l'andamento negativo del PIL , anzi, vi avvertono persino segnali di miglioramento e di moderato ottimismo che fanno registrare un aumento della soddisfazione per la vita in generale;
    • secondo, alla diminuzione del reddito e del PIL si risponde incrementando i risparmi;
    • terzo, alcuni segnali muovono verso la qualità e il well-being (il benessere), l'aumento del turismo, dell'agro-industria di qualità, la stessa ristorazione.

    - Il quarto elemento che connota la situazione fa molto riflettere. E' dato dalla polarizzazione sociale ed economica dei primi tre, cioè dall'effetto 'clessidra', che appare, ad esempio, nei valori immobiliari di Torino (e non solo) o nel reddito dei suoi residenti. A esso si accompagna il dato della polarizzazione territoriale che ha visto la crisi incidere (con una progressiva riduzione negli ultimi tempi) più profondamente nelle aree centrali metropolitane del Piemonte rispetto a quelle periferiche.

    La situazione del Piemonte, piuttosto grave, è uno specchio (addirittura "positivo") della situazione più generale dell'Italia. E se l'Italia piange l'Europa certo non ride. Le politiche monetarie attuate negli ultimi tempi (l'immissione enorme di liquidità nel sistema finanziario europeo) non sembrano fornire i risultati sperati. Sono recenti le dichiarazioni di molti analisti che vedono l'entrata della crisi europea in uno stadio strutturale superiore, dettato dalla keynesiana "trappola della liquidità", cioè di quella fase (già sperimentata in passato) in cui un ulteriore abbassamento dei tassi di interessi (oramai prossimi allo zero) non provoca alcun incremento della domanda e degli investimenti. Come diceva Keynes è possibile portare un cammello all'abbeveratoio ma non lo si può costringere a bere.

    In questa situazione il "colpo di reni" innovativo e creativo, più volte invocato, appare estremamente difficile in una società demograficamente "matura" e soggetta ad una forte path dependance. Bisogna crearne le condizioni. Le proposte non mancano (come si legge nell'articolo di sintesi della relazione del Presidente uscente dell'IRES, Enzo Risso): rinnovare la classe dirigente e porre fine alla corruzione, sostenere l'economia di comunità (social innovation, civic empowerment, crowdfunding, social housing, ecc.), sostenere chi vuole fare impresa innovativa e/o on-line, rinnovare i rapporti formativi e di lavoro sviluppando tecniche di empowerment del capitale umano (il coaching per esempio). Sono suggerimenti che si possono tradurre in breve in azioni politiche concrete.

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