Lo scenario socio-economico piemontese nel 2014 e nei primi mesi del 2015

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Responsabile Ufficio Studi e Statistica, Unioncamere Piemonte)

    Introduzione

    Nel 2014 hanno iniziato ad intravedersi molteplici segnali incoraggianti per l'economia piemontese: a fronte di dati ancora stazionari relativi al prodotto interno lordo, che, in base alle stime di Prometeia, ha registrato una variazione nulla, è proseguita la ripresa della produzione industriale regionale, trainata dal settore dei mezzi di trasporto e dalla chimica, gomma, plastica. Il tessuto imprenditoriale ha, tuttavia, continuato a subire un progressivo ridimensionamento, fenomeno che ha avuto ancora pesanti ripercussioni sul fronte occupazionale.

    Anche nel 2014, infatti, le condizioni del mercato del lavoro regionale sono risultate caratterizzate da notevoli elementi di criticità: a fronte di un aumento del tasso di occupazione e di una diminuzione del ricorso alla cassa integrazione, si è registrato infatti ancora un tasso di disoccupazione elevato, circa il doppio rispetto al periodo pre-crisi.

    Un importante contributo all'andamento dell'economia regionale è arrivato, ancora una volta, dai mercati esteri. Anche nel 2014 le esportazioni piemontesi si sono incrementate, raggiungendo i 42,8 miliardi di euro.

    Le previsioni di breve periodo per l'economia piemontese appaio positive, torneranno a crescere, seppur lentamente, tutti i principali comparti produttivi.

     

    L'analisi

    Nel 2014 l'economia mondiale ha complessivamente registrato una crescita del Prodotto Interno Lordo pari al 3,3%. All'interno di questo contesto la zona euro, potendo contare anche su una politica monetaria accomodante e proattiva, ha finalmente intrapreso la strada nella crescita. La variazione tendenziale del PIL per quest'area è stata del +0,8%. Tra i Paesi dell'area Euro la performance migliore è stata registrata dal Regno Unito (+2,6%), seguito dalla Germania (+1,5%). Positivi, anche se di intensità minore, i risultati realizzati da Spagna (+1,4%) e Francia (+0,4%). L'Italia ha, invece, manifestato ancora una flessione del PIL (-0,4%); si tratta del terzo anno consecutivo di calo per questo indicatore. Va, tuttavia, sottolineato come l'intensità della contrazione si sia progressivamente ridotta. Ancora una volta il contributo negativo all'andamento del PIL è stato fornito dalla domanda interna, mentre la domanda estera netta ha dato un apporto positivo.

    All'interno del contesto nazionale il Piemonte ha più di altre regioni evidenziato elementi di ripresa, soprattutto nella seconda parte dell'anno. In base alle stime elaborate da Prometeia, nel 2014 il Pil piemontese ha registrato una variazione nulla rispetto al 2013, anno in cui la contrazione della produzione di ricchezza regionale aveva raggiunto l'1,8%. Analogamente a quanto avvenuto a livello italiano, anche in Piemonte il contributo positivo è arrivato dalle esportazioni nette, accompagnate da una leggera ripresa dei consumi delle famiglie. Ancora negativo, invece, l'andamento degli investimenti fissi lordi.

     

     
    Fonte: Unioncamere Piemonte su dati InfoCamere

     

    Sebbene nel 2014 il quadro socio economico sia lievemente migliorato rispetto al biennio precedente, il tessuto produttivo piemontese ha ancora scontato le forti difficoltà vissute a causa della crisi. Si è infatti assistito ad una progressiva riduzione del numero di imprese registrate sul territorio regionale, tale da riportare quantitativamente la realtà imprenditoriale piemontese indietro di quindici anni.

    Segnali incoraggianti emergono, però, anche in merito allo stato di salute delle imprese del territorio. In base alle informazioni provenienti dall'indagine congiunturale di Unioncamere Piemonte risulta, infatti, come, grazie soprattutto all'ottimo andamento del comparto dei mezzi di trasporto, anche nel IV trimestre 2014, il tessuto manifatturiero regionale abbia manifestato una crescita tendenziale della produzione industriale, portando a sei il numero dei risultati positivi consecutivi per questo indicatore. Complessivamente l'incremento medio annuo della produzione industriale manifatturiera piemontese del 2014 ha raggiunto il +3,0%. Negli ultimi tre mesi dell'anno alla crescita della produzione industriale si sono associati, inoltre, i risultati positivi realizzati da tutti gli altri indicatori congiunturali. L'aumento dei livelli produttivi non ha interessato tutti i settori di attività economica. I mezzi di trasporto hanno realizzato la performance migliore, seguiti dalle industrie elettriche ed elettroniche. In crescita, anche se in misura minore rispetto al dato medio regionale, anche le Industrie chimiche, petrolifere e delle materie plastiche. Il segno positivo ha caratterizzato anche il comparto alimentare e quello meccanico, negativa, invece, la performance che ha connotato gli altri comparti dal settore tessile alle industrie dei metalli.

    Anche per quanto concerne i settori del commercio e della ristorazione si sono iniziati ad intravedere alcuni segnali di ripresa. Nel IV trimestre 2014 il fatturato delle imprese di questi comparti ha registrato mediamente una variazione del +0,7% rispetto allo stesso trimestre del 2013, risultato che ha consentito di chiudere il 2014 con una sostanziale tenuta complessiva dell'indicatore rispetto all'anno precedente. La disaggregazione per tipologia distributiva mette in luce un andamento debolmente positivo sia per gli esercizi di vicinato che per le medie e grandi strutture di vendita, mentre attribuisce la performance migliore alle attività della ristorazione.

     

    L'export e la produzione

    Un importante contributo all'andamento dell'economia regionale è arrivato dai mercati esteri. Anche nel 2014 le esportazioni piemontesi sono cresciute (+3,3%), raggiungendo i 42,8 miliardi di euro. Dato che ha consentito al Piemonte di confermarsi la quarta regione esportatrice italiana, con una quota del 10,7% delle esportazioni complessive nazionali, in lieve aumento rispetto a quella del 10,6% del 2013. L'aumento dell'export non ha coinvolto tutti i principali comparti delle vendite piemontesi all'estero. Le esportazioni di mezzi di trasporto sono cresciute del 9,5% rispetto al 2013, confermandosi il primo settore per rilevanza rivestita sul totale dell'export regionale (24,8%). Al secondo posto troviamo le esportazioni della meccanica, che rappresentano il 19,5% del totale piemontese, e sono aumentate del 1,8%. Le vendite all'estero di prodotti alimentari piemontesi si sono incrementate del 3,8%, attestandosi a 4,3 miliardi di euro. I prodotti del tessile ed abbigliamento, che si collocano in quarta posizione con una quota del 7,3% dell'export regionale, hanno manifestato in termini di vendite oltre confine una sostanziale stabilità rispetto al 2013 (-0,3%). Positivo l'andamento dell'export degli articoli in gomma e materie plastiche (+1,3%), mentre appare deludente la performance manifestata dal comparto dei metalli (-11,0%).

    Analizzando la destinazione delle vendite piemontesi oltre confine si osserva come il principale bacino di riferimento risulti, anche nel 2014, l'Ue-28. Il 57,5% dell'export della nostra regione è diretto, infatti, verso i Paesi appartenenti a quest'area, contro il 42,5% destinato ai mercati extra Ue-28.

    Nel 2014 rimangono ancora attuali le criticità vissute dal mondo del lavoro: a fronte di un aumento del tasso di occupazione e di una diminuzione del ricorso alla cassa integrazione, si è registrato infatti ancora un tasso di disoccupazione elevato, circa il doppio rispetto al periodo pre-crisi.

    Guardando all'anno in corso si rileva come, dopo un 2014 ancora complesso, i primi mesi del 2015 abbiano mostrato segnali incoraggianti per l'economia mondiale. In particolare, nell'area dell'euro gli indicatori economici più recenti hanno individuato una fase di espansione economica in atto già nel primo trimestre dell'anno. Guardando oltre il breve termine, le misure di politica monetaria adottate di recente, il basso livello dei costi petroliferi e il deprezzamento dell'euro dovrebbero contribuire ad ampliare e rafforzare gradualmente la ripresa. Al tempo stesso, nonostante il mercato del lavoro abbia registrato segnali di miglioramento, la disoccupazione resta comunque elevata in molti paesi e continua a rappresentare un grave problema economico e sociale.

    Anche a livello nazionale il I trimestre 2015 ha mostrato l'inversione di tendenza tanto attesa: la crescita del prodotto interno lordo italiano nei primi tre mesi dell'anno ha, infatti, finalmente chiuso la fase recessiva del triennio precedente. Le prospettive di breve termine indicano una prosecuzione della ripresa, legata all'evoluzione positiva del ciclo internazionale, al deprezzamento del cambio dell'euro, nonché al risveglio delle componenti di domanda interna. Il prodotto interno lordo è previsto in lieve aumento nel corso dell'anno, con un'accelerazione nel secondo semestre.

    Scendendo dal livello nazionale a quello regionale emerge come i segnali positivi, soprattutto relativi al comparto manifatturiero, che erano emersi già nel 2014, si siano confermati anche nei primi mesi del 2015, accompagnati però da significativi elementi di criticità.

    Il tessuto imprenditoriale regionale, infatti, nel primo trimestre dell'anno ha continuato a contrarsi, sebbene con un'intensità inferiore rispetto agli ultimi anni. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si è tradotto in un tasso di crescita del -0,62%, in lieve miglioramento rispetto a quello registrato nel periodo gennaio-marzo 2014. A fronte di una riduzione della base imprenditoriale è però proseguita la crescita della parte più strutturata del tessuto produttivo regionale: si sono incrementate le società di capitale a fronte di una riduzione delle società di persona e delle ditte individuali.

    Secondo i dati della 174ª "Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera" realizzata da Unioncamere Piemonte, nel I trimestre 2015 la produzione industriale piemontese ha manifestato una sostanziale stabilità (-0,4%) rispetto al I trimestre 2014, periodo in cui però si era registrata una crescita significativa (+3,5%). Il dato sulla produzione industriale è accompagnato, nel periodo gennaio-marzo 2015, dai risultati incoraggianti relativi agli altri principali indicatori.

     

     

    Fonte: Unioncamere Piemonte, Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera piemontese, trimestri vari

     

    Anche le previsioni di breve periodo per l'economia piemontese appaio positive. In base alle stime elaborate da Prometeia, nel 2015 il Piemonte, che genera l'8% della ricchezza nazionale, dovrebbe registrare una crescita del prodotto interno lordo regionale (+0,9%), manifestando un miglioramento significativo del contesto economico rispetto all'anno precedente. Il biennio successivo sarà caratterizzato da un maggior ritmo espansivo (+1,8% nel 2016 e +1,6% nel 2017), grazie al buon andamento delle esportazioni e alla parallela ripresa dei consumi interni. Il tasso di disoccupazione inizierà ad attenuarsi lentamente di circa un punto all'anno.

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