Piemonte in Cifre 2014: lo scenario socio-economico piemontese descritto attraverso i dati dell’Annuario statistico regionale e del Quadro statistico complementare

    di Sarah Bovini (Responsabile Ufficio Studi e Statistica, Unioncamere Piemonte)

    Sintesi

    La ventiduesima edizione di "Piemonte in cifre" traccia un bilancio del 2013 e dei primi mesi del 2014. Nel 2013 hanno iniziato ad intravedersi alcuni segnali incoraggianti per l'economia piemontese: a fronte di dati ancora negativi relativi al prodotto interno lordo, che in base alle stime di Prometei è diminuito del 1,8%, si sono registrati i primi dati di ripresa della produzione industriale regionale.

    Il tessuto imprenditoriale ha subito un ridimensionamento. Anche le condizioni del mercato del lavoro, deboli già a partire dal 2011, sono ulteriormente peggiorate: contestualmente alla contrazione dell'occupazione, è aumentato, infatti, notevolmente il numero delle persone in cerca di occupazione. Un importante elemento di traino è rappresentato dalle esportazioni di merci, l'unica componente che ha fornito un contributo positivo alla dinamica del Pil regionale.

    Oltre a tracciare un bilancio dell'anno concluso e dei primi mesi di quelli in corso, "Piemonte in cifre" provare a delineare le tendenze per il prossimo futuro. Lo scenario previsionale elaborato per il Piemonte evidenzia una lenta ripresa per il prossimo triennio. Resterà ancora critica la situazione sul fronte del mercato del lavoro.

     

    Articolo

    Giunto quest'anno alla sua ventiduesima edizione "Piemonte in Cifre" continua a rappresentare un utile strumento conoscitivo per tutti coloro che sono interessati ad analizzare la struttura socio economica del Piemonte, a capirne l'evoluzione negli ultimi anni, nonché a conoscerne le prospettive di breve periodo.

    Mercato del lavoro, popolazione, istruzione, indicatori economici, commercio estero, anagrafe delle imprese, credito, turismo, congiuntura e previsioni macro-economiche sono gli ambiti principali analizzati nell'edizione 2014 di "Piemonte in cifre", consultabile al sito www.piemonteincifre.it.

    Anche quest'anno attraverso la mole di dati messa a disposizione grazie alle oltre 800 tabelle dell'Annuario Statistico Regionale e le 300 contenute nel Quadro Statistico Complementare è possibile delineare la situazione socio-economica del Piemonte nel 2013 e fornire alcune informazioni sui primi mesi dell'anno in corso.

    Dagli indicatori già disponibili relativi ai primi mesi del 2014 emerge come alcuni segnali di inversione di tendenza si siano manifestati. Alcuni elementi lasciano, infatti, credere che sia in atto un alleggerimento della fase recessiva che ha generato intensi fenomeni di ristrutturazione del nostro tessuto imprenditoriale, nelle sue diverse articolazioni settoriali e filiere produttive. Gli andamenti di questi ultimi anni hanno, infatti, fortemente segmentato il sistema produttivo, impoverendo e sfilacciando il commercio tradizionale, ponendo molte micro imprese del manifatturiero in una posizione marginale sul mercato e, non ultimo, tarpando le ali a un terziario avanzato ‒ specie quello operante nelle Ict, nella consulenza strategica e nelle strutture della R&S ‒ che avrebbe potuto rappresentare una leva della modernizzazione molto più potente di quanto sia accaduto fino a oggi.

    In base alle stime elaborate da Prometeia, nel 2013 il Pil piemontese ha registrato una contrazione del 1,8%, flessione comunque inferiore rispetto a quella registrata l'anno precedente (-2,6% rispetto al 2011). Analogamente a quanto avvenuto a livello nazionale, la flessione della ricchezza prodotta è scaturita principalmente dal crollo della domanda interna (sia dei consumi delle famiglie che degli investimenti fissi lordi), mentre hanno fornito un contributo positivo al PIL le esportazioni nette.

    Concentrando l'attenzione sull'andamento della produzione industriale, misura dello stato di salute del tessuto manifatturiero regionale, emerge, in base alle informazioni provenienti dall'indagine congiunturale di Unioncamere Piemonte, come nel corso del 2013, questo indicatore sia diminuito mediamente dell'1,2% rispetto all'anno precedente. Scendendo nel dettaglio dei singoli trimestri si segnala, tuttavia, come l'intensità della fase recessiva si sia progressivamente attenuata nel corso dell'anno: facendo seguito alle variazioni tendenziali del -5,1% e del -1,2% rispettivamente registrate nel I e nel II trimestre dell'anno, il periodo luglio-settembre ha, infatti, registrato l'attesa inversione di tendenza (+0,6%), poi confermata dall'aumento dello 0,9% concretizzato nel IV trimestre dell'anno.

    Facendo riferimento ai dati medi annui relativi al 2013 si rileva come, a livello settoriale, le criticità maggiori abbiano riguardato le industrie del legno, quelle meccaniche e dei metalli. Le industrie chimiche e delle materie plastiche e il settore dei mezzi di trasporto hanno, invece, registrato incrementi, se pur lievi, dei rispettivi livelli produttivi.

    Tutte le province piemontesi hanno evidenziato decrementi dell'output dei rispettivi comparti manifatturieri. Asti, il Verbano C.O., Novara e Vercelli hanno scontato le flessioni più rilevanti, Torino e Alessandria quelle di intensità minore.

     

    Figura 1. La congiuntura industriale in Piemonte

    Variazione % della produzione sullo stesso trimestre dell'anno precedente

     

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    Il I trimestre 2014 si apre con dei risultati incoraggianti per il tessuto manifatturiero regionale che registra una crescita della produzione industriale del 3,5%. Risultati positivi vengono conseguiti anche da tutti gli altri principali indicatori congiunturali (ordinativi interni, ordinativi esteri, fatturato e fatturato estero)

    Passando ai comparti del commercio al dettaglio e della somministrazione si rileva, in base ai dati dell'indagine congiunturale trimestrale di Unioncamere Piemonte, come il 2013 si sia confermato un anno di difficoltà, concretizzatosi in una flessione media annua del fatturato dello 0,2%.La disaggregazione per tipologia distributiva evidenzia un andamento analogo per gli esercizi di vicinato, che nella media del 2013 hanno scontato una flessione tendenziale del volume d'affari generato dello 0,3%, e le medie e grandi strutture di vendita, che hanno registrato una variazione media annua del -0,4%. È apparsa, invece, migliore la dinamica della ristorazione, che ha realizzato un incremento medio del volume d'affari dello 0,6%.

    Anche i dati dei primi tre mesi del 2014 non mostrano segni significativi di miglioramento per questi settori che complessivamente registrano una variazione negativa del fatturato dell'1%.

    La crisi che ha caratterizzato tutto il 2013 ha ulteriormente indebolito il tessuto produttivo piemontese: il sistema imprenditoriale regionale ha registrato una nuova contrazione, interrompendo, pertanto, per il secondo anno consecutivo il dinamismo che da sempre ha caratterizzato il nostro territorio. Nel 2013 il saldo tra nuove iscrizioni di imprese e richieste di cessazioni è, infatti, risultato negativo per 2.489 unità, dato che porta a 454.613 lo stock di imprese registrate a fine dicembre 2013 presso il registro delle imprese delle camere di commercio piemontesi. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce in un tasso di crescita del -0,54%.

    Al dato negativo sulla natimortalità del tessuto imprenditoriale locale si accompagnano i risultati preoccupanti registrati sul fronte occupazionale. Anche nel 2013, infatti, le criticità congiunturali hanno continuato ad avere importanti conseguenze sul mercato del lavoro regionale. I dati riferiti alla media del 2013 mostrano come gli occupati in Piemonte risultino pari a circa 1,8 milioni, il 2,4% in meno rispetto al 2012 (oltre 45mila unità in meno). Il tasso di occupazione della popolazione in età 15-64 anni è pari al 62,4%, quasi 1,5 punti percentuale in meno rispetto al 2012. Parallelamente alla contrazione dell'occupazione, il 2013 ha registrato un consistente aumento delle persone in cerca di occupazione (+14,2%), passate da 187mila a 213mila unità. Il tasso di disoccupazione è passato dal 9,2% del 2012 al 10,6% del 2013.

    I primi mesi del 2014 non hanno evidenziato cambi di rotta sul fronte occupazionale, il tasso di disoccupazione è ulteriormente salito raggiungendo il 12,2%, sintomo che le difficoltà non sembrano essere destinate ad attenuarsi nel breve periodo.

    Migliori i risultati che arrivano dal settore turistico. Nel 2013 hanno soggiornato in Piemonte 4.277.946 turisti (+0,03% rispetto al 2012); le presenze turistiche, pari a 12.690.568 unità, hanno registrato un aumento del +2,2%. La disaggregazione delle dinamiche complessive per provenienza dei turisti rivela come le componenti italiana e straniera abbiano registrato tendenze opposte: il turismo nazionale, con il 65,2% degli arrivi e il 60,2% delle presenze, ha registrato un incremento per entrambe le voci, rispettivamente +3,3% e +4,8%; il turismo da oltre confine registra, invece, una diminuzione sia degli arrivi (-5,5%) che delle presenze (-1,4%). La disaggregazione territoriale dei flussi turistici mostra come l'Atl di Torino rappresenti la meta prediletta dai turisti italiani, mentre la quota maggiore dei turisti stranieri si dirige verso il Distretto Turistico dei Laghi.

    L'unico vero fattore che, anche nel 2013, ha fornito un contributo positivo all'andamento complessivo dell'economia regionale è rappresentato dalle esportazioni di merci. Nel 2013 il loro valore ha raggiunto i 41,4 miliardi di euro, registrando un incremento del 3,8% rispetto al 2012. Nel 2013 il Piemonte è stata la regione che ha contribuito maggiormente a sostenere le esportazioni nazionali, concretizzando una performance migliore rispetto a quella registrata dalle altre principali regioni esportatrici. Il Piemonte si conferma, dunque, la quarta regione esportatrice, con una quota del 10,6% delle esportazioni complessive nazionali, in aumento rispetto a quella del 10,2% del 2012. L'aumento dell'export non ha coinvolto tutti i principali comparti delle vendite piemontesi all'estero. Le esportazioni di mezzi di trasporto sono cresciute del 17,5% rispetto al 2012, tornando a rappresentare il primo settore per rilevanza rivestita sul totale regionale, mentre quella della meccanica sono diminuite del 2,8%. Le vendite all'estero di prodotti alimentari piemontesi, così come quelle di prodotti tessili e dell'abbigliamento sono, invece, aumentate rispetto al 2012. È risultata, invece, particolarmente marcata la flessione scontata dalle esportazioni di metalli e prodotti in metallo (-13,5%). Analizzando la destinazione delle vendite piemontesi oltre confine si osserva come il principale bacino di riferimento risulti, anche nel 2013, l'Ue-28. Il 57,2% dell'export della nostra regione è diretto, infatti, verso i Paesi appartenenti a quest'area, contro il 42,8% destinato ai mercati extra Ue-28. Quanto alla dinamica si rileva come, a fronte di una variazione del +0,7% registrata dalle esportazioni destinate all'Ue-28, quelle dirette ai Paesi extra Ue-28 sono aumentate dell'8,2%.

    Incoraggianti anche i dati di inizio 2014. Nei primi tre mesi dell'anno, infatti, il valore delle esportazioni piemontesi ha raggiunto i 10.513milioni di euro registrando un aumento del 6,9% rispetto al dato registrato nello stesso periodo del 2013.

    Le previsioni contenute in "Piemonte in Cifre" per i prossimi anni delineano, in fine, un quadro caratterizzato ancora da qualche criticità. Se il PIL smetterà di contrarsi iniziando a manifestare una crescita significativa a partire dal 2015, grazie soprattutto al comparto dell'industria in senso stretto e dei servizi, il mercato del lavoro, in quanto indicatore ritardatario del ciclo economico, mostrerà nel 2014 ancora una diminuzione del numero di occupati e manterrà in tutto il triennio 2014-2016 un tasso di disoccupazione a due cifre.

     

    Tabella 1. Previsioni per le principali variabili macroeconomiche del Piemonte

    Variazioni percentuali rispetto all'anno precedente

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    (a) Variazioni % annue calcolate su valori concatenati, anno di riferimento 2005

    Fonte: Elaborazioni Unioncamere Piemonte su dati Prometeia

     

     

    Per approfondimenti

    L'intero Rapporto Piemonte in Cifre è consultabile e scaricabile al seguente indirizzo: www.piemonteincifre.it

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