Le informazioni a supporto del Piano per la salute mentale. A che punto è il Piemonte?

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte)

    Introduzione

    La disponibilità di informazioni e di immagini - di salute, dei servizi – che consentano di monitorare i percorsi di cura delle persone con problemi di salute mentale rappresenta un prerequisito essenziale per l'applicazione del Piano d'Azione per la Salute Mentale (PASM) che la Regione Piemonte si appresta ad approvare.

    Ma la costruzione e la manutenzione di sistemi informativi efficaci è un lavoro complesso, che riflette la complessità dei fenomeni osservati. La Regione Piemonte, dopo aver messo a punto – nell'ambito del Sistema Informativo Sanitario Nazionale - la strumentazione necessaria, sta partendo con il suo utilizzo, pur tra limiti e qualche disomogeneità nei dati.

     

    Leggere la complessità dell'organizzazione dei servizi per la salute mentale

    Con i Percorsi assistenziali integrati - previsti nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza ed erogati dal Servizio Sanitario - più figure professionali prendono in carico congiuntamente le persone con disturbi mentali.

    I Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) realizzano, nelle Asl, i percorsi di presa in carico e cura delle persone con problemi di salute mentale, insieme ai Servizi per i disturbi neuropsichici di infanzia e adolescenza e alla rete dei Servizi socio-sanitari nei Distretti.

    I nove DSM presenti in Piemonte contengono in sé servizi territoriali (i servizi ambulatoriali dei Centri di Salute Mentale, domiciliari, di sostegno territoriale integrato e le strutture residenziali) e ospedalieri (il Servizio Psichiatrico Ospedaliero di Diagnosi e Cura).

    Le cure che i DSM erogano sono differenziate per tenere conto della diversa complessità dei bisogni:

    • gli utenti che non richiedono cure specialistiche e continuative ricevono interventi di consulenza e di supporto per la gestione del problema insorto (es. consulenza dei medici del DSM ai medici delle Cure Primarie per disturbi psichiatrici lievi);
    • gli utenti che richiedono cure specialistiche ma non interventi multi professionali ricevono le cure per risolvere uno specifico problema (es. sindromi depressive risolvibili con supporti terapeutici);
    • gli utenti che presentano bisogni complessi e richiedono l'intervento di differenti profili professionali vengono presi in carico in modo continuativo dal DSM e dagli altri servizi interessati (es. psicosi e altri disturbi mentali gravi e persistenti trattati al domicilio e eventualmente inseriti in strutture residenziali).

     

    Le informazioni per conoscere quel che si fa: il rodaggio del Sistema Informativo per la Salute Mentale

    Nel 2010 il Ministero della Salute ha istituito il Sistema Informativo per la Salute Mentale (SISM) per fornire uno strumento di conoscenza sui percorsi delle persone con problemi di salute mentale. Il Sistema raccoglie le informazioni relative ai dati anagrafici dei pazienti, al personale in servizio, al processo di presa in carico (caratteristiche dei contatti) e alle prestazioni erogate (compresa la somministrazione di farmaci). Obiettivi del Sistema sono quelli di:

    • monitorare le attività dei servizi (prestazioni e valutazioni epidemiologiche);
    • supportare le attività gestionali dei DSM (efficienza e utilizzo delle risorse);
    • contribuire alla costruzione di indicatori di struttura, processo e esito.

    La diffusione del Sistema informativo per la salute mentale in tutte le regioni italiane consente di creare un linguaggio comune per valutazioni e utili confronti tra le differenti realtà .

    Nel dicembre 2016 il Ministero della Salute ha diffuso il primo Rapporto Nazionale sulla Salute Mentale, contenente i dati estratti dal SISM ..

    La "manutenzione" del sistema informativo a livello nazionale e regionale ha consentito di raggiungere, in pochi anni, risultati apprezzabili: dal 2017 si rileva un'applicazione generalizzata del SISM in tutte le Asl del Piemonte.

    Le informazioni relative alle diagnosi cliniche sono integrate con le indicazioni sull'intensità delle cure prestate ai pazienti da tutti gli operatori coinvolti. Questo grazie all'introduzione del Programma Terapeutico Individualizzato (PTI), nel quale confluiscono i dati relativi agli interventi erogati e alla loro frequenza, agli operatori coinvolti e ai bisogni di ogni singolo paziente.

    Dal 2017 il Programma Terapeutico Individualizzato è utilizzato in tutti i DSM delle Asl piemontesi ed è per ora applicato agli ospiti delle strutture residenziali.

     

    Cosa sappiamo sulla Salute Mentale in Piemonte? Un quadro di sintesi

    Grazie ai primi frutti del "giovane" Sistema Informativo per la Salute Mentale cominciamo a conoscere quel che si sta facendo per i pazienti che afferiscono ogni anno ai DSM, con quali risorse e quale organizzazione dei servizi.

    Nel 2015 in Piemonte 56.770 pazienti sono ricorsi ai DSM delle Asl piemontesi, per la maggior parte donne: 56,3 %, a fronte di 43,7 % uomini. Quasi 54.000 pazienti vivono in famiglia o da soli, supportati da interventi ambulatoriali, mentre solo il 5% del totale sono ricoverati in strutture residenziali (2.869 in valori assoluti)

    La fetta preponderante dei circa 720.000 interventi ambulatoriali erogati nel 2015 dai DSM delle Asl piemontesi era rappresentato da prestazioni e colloqui, che costituiscono il 59 % del totale. Visite psichiatriche e psicoterapia rappresentano il 16 % del totale degli interventi ambulatoriali, gli interventi di supporto, di rete e risocializzazione il 14 % .

    Circa il 9 % degli interventi ambulatoriali consiste in somministrazione di farmaci.

     

    E' elevato il numero di cittadini a rischio di incorrere in problemi di salute Mentale

    Il numero di cittadini a rischio di incorrere nella loro vita in problemi di salute mentale è ben più elevato rispetto ai cittadini che afferiscono ai servizi: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, tra i pazienti che si rivolgono ai servizi sanitari uno su quattro ha problemi mentali, neurologici o di disordini comportamentali, ma queste patologie non vengono diagnosticate né tantomeno trattate. Circa 800.00 piemontesi, quindi, sono in grado di incorrere nella loro vita in problemi di salute mentale. Nei prossimi anni andranno intensificati gli sforzi per prendersi carico di questa grossa fetta di popolazione: sarà opportuno integrare le informazioni per intercettare i bisogni agli esordi e progettare servizi appropriati.

     

    Cosa serve?

    In una regione dove la spesa pro capite per la Salute Mentale è di 66,6 euro, circa il 10 % in meno rispetto al valore medio nazionale di 73,9 euro, si pone il problema della qualità e dell'efficienza dei servizi: fornire servizi appropriati ai bisogni differenziati dei pazienti incre-menta l'appropriatezza clinico-organizzativa, liberando al contempo risorse per quei servizi oggi carenti, come le cure domiciliari.

    Il lavoro relativo alla programmazione dei servizi dovrà procedere quindi contestualmente con il perfezionamento del sistema informativo, così da garantirne monitoraggio e valutazione e tempestivi cambiamenti di rotta quando necessari..

     

     

     

     

     

    Nota(1) I livelli di assistenza rappresentano i servizi garantiti dal servizio sanitario ai cittadini

    Nota(2) http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2550_allegato.pdf

    Nota(3)   si veda il Report Salute Mentale in Piemonte 2017, OESM e IRES, http://www.ires.piemonte.it/pubblicazioni_ires/Rapporto-SaluteMentale_2017.pdf

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