Attuazione del PNRR. Rischi e sfide future sul fronte dell’anticorruzione in ambito sanitario piemontese

    di Biagio Fabrizio Carillo (Esperto in materia anticorruzione AGENAS, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali)

    L’Autorità Nazionale Anticorruzione, con l’Allegato 1 al Piano omonimo del 2019 di cui alla deliberazione ANAC n. 1064 del 13 novembre 2019, ha richiesto a tutte le Amministrazioni di intervenire sul proprio sistema di gestione del rischio al fine di renderlo maggiormente aderente alla propria realtà organizzativa e operativa. Ogni Azienda Sanitaria del Piemonte, pertanto, deve obbligatoriamente svolgere una corretta mappatura dei processi come elemento fondamentale, al fine di predisporre le adeguate misure di prevenzione e controllare il livello di rischio corruttivo.

    Ciò premesso, il recente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) é un documento complesso e articolato e per vigilare sulla sua corretta applicazione possono essere utilizzati, ai fini dei controlli, gli strumenti che sono attualmente utilizzati nel Piano triennale di prevenzione della corruzione[1].

    La materia sull’anticorruzione diventa quindi importante ai fini di una corretta attuazione delle risorse previste dal PNRR per prevenire i rischi corruttivi in ambito sanitario, per individuare nuovi e moderni strumenti e affrontare così i diversi pericoli e mettere in atto le attività di contrasto alla corruzione in ambito sanitario. Sarà altrettanto importante, per le 18 Aziende Sanitarie e Ospedaliere piemontesi, la continua formazione dedicata ai propri manager e referenti per il tema della prevenzione del fenomeno corruttivo.

    In quest’ottica, il dispositivo di Ripresa e Resilienza (RRF), di cui al Regolamento (UE) 2021/241, prevede che la sua attuazione sia rivolta al principio della precisa gestione finanziaria, che comprende la prevenzione e il perseguimento efficaci di frodi ed evasione fiscale oltre che della corruzione, il conflitto di interessi, il divieto di duplicazione dei finanziamenti erogati con diverse modalità di accredito di fondi.

    Anche per la sanità regionale nel settore dell’anticorruzione sarà quindi importante e strategico (art. 6 del Decreto Legge, comma 2):

    1. stabilire con chiarezza gli obiettivi programmatici e strategici della performance aziendale;
    2. identificare una corretta strategia di gestione del capitale umano e di sviluppo organizzativo;
    3. valutare la possibilità di reclutamento di nuove risorse e della valorizzazione delle risorse interne, compatibilmente con le risorse finanziarie;
    4. impiegare gli strumenti per giungere alla piena trasparenza dell’attività e dell’organizzazione amministrativa.

     

    Il sistema di prevenzione anticorruzione nel controllo sull’illecito impiego delle risorse del PNRR

    Nelle Aziende Sanitarie e Ospedaliere piemontesi si è lavorato al miglioramento della redazione dei piani anticorruzione per sviluppare al meglio il preciso modello organizzativo già esistente, puntando sempre più su un sistema di qualità che riduca il rischio di corruzione legando questi temi alla migliore organizzazione e alla performance aziendale[2].

    Una delle priorità delle Amministrazioni in questo settore riguarderà le attività che svolgeranno i responsabili della prevenzione anticorruzione per l’attuazione delle corrette misure contenute nel PNRR. Infatti, uno degli obiettivi fondamentali sarà quello di prevenire che l’ingente entità di denaro erogato non venga intaccato da gestioni illecite, nel rispetto dei principi di sana gestione finanziaria, evitando frodi e corruzione.

    Ciascuna amministrazione sanitaria piemontese sarà allora tenuta a esplicare periodici controlli sulla regolarità delle procedure e delle spese, adottando le misure necessarie a prevenire eventuali irregolarità e indebiti utilizzi delle risorse. Si dovranno adottare tutte le iniziative necessarie a proteggersi dai conflitti di interesse per eludere il rischio del doppio finanziamento pubblico degli interventi, garantendo la tracciabilità delle operazioni circa l’utilizzo delle risorse del PNRR[3].

    Le Aziende Sanitarie Regionali saranno responsabili dell’avvio delle procedure di recupero e restituzione delle risorse indebitamente utilizzate, ovvero oggetto di frode o doppio finanziamento pubblico. Ecco perché è importante fare una corretta analisi dei processi aziendali che permetterà di identificare meglio i punti più vulnerabili e i rischi di corruzione che si potrebbero generare per mezzo di attività svolte dall’azienda.

    Per impiegare bene le risorse del PNRR sarà quindi necessario:

    • evitare la duplicazione delle attività;
    • fronteggiare le inefficienze organizzative che generano inevitabilmente mancanza di trasparenza;
    • migliorare la qualità dei servizi erogati;
    • evitare che i processi decisionali non siano correttamente identificati e descritti;
    • evitare analisi non sufficientemente dettagliate delle attività che scandiscono il processo;
    • identificare i responsabili del processo e dei soggetti deputati alla gestione dello stesso.

     

    Strategicamente importante a livello di anticorruzione in ambito sanitario piemontese sarà inoltre il potenziamento dell’assetto di supporto alle attività anticorruzione, ossia un impiego di maggiori risorse umane da dedicare. È altresì utile il rispetto delle recenti linee guida sulla predisposizione dei codici di comportamento per dare al sistema sanitario una maggiore trasparenza.

     

    Riferimenti normativi, prevenzione e controllo delle frodi nel PNRR

    L’estrema articolazione del PNRR richiede l’osservazione di una normativa specifica nonché il riferimento a prassi per la prevenzione e per il controllo delle frodi riportati nello schema seguente.

    Tabella 1. PNRR, normativa e prassi per la prevenzione e il controllo delle frodi

    §  Decreto Legge del 31 maggio 2021, n. 77, art. 7, attività di rendicontazione, monitoraggio e controllo sulle attività del PNRR;

    §  Decreto Legge del 6 novembre 2021, Titolo IV, n. 152, investimenti e rafforzamento del sistema di prevenzione del sistema antimafia;

    §  Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 settembre 2021, rilevazione dei dati di attuazione finanziaria fisica e procedurale per singolo progetto del PNRR, con disposizioni organizzative e procedimentali per il controllo e il contrasto di eventuali attività illecite, nell’ambito dell’attuazione dei progetti con un ruolo importante e trasversale dell’ANAC nelle varie fasi di attuazione del Piano;

    §  Sviluppo e implementazione della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP), strumento indispensabile per garantire monitoraggio della spesa pubblica nazionale ed europea e che porta alla digitalizzazione dei processi di dichiarazione e verifica dei requisiti per la partecipazione agli appalti pubblici;

    §  Digitalizzazione delle procedure di gara e qualificazione delle stazioni appalti, unitamente all’istituzione del portale unico della trasparenza;

    §  Creazione del “Fascicolo virtuale dell’operatore economico”;

    §  Istituzione del portale unico della trasparenza, allo scopo principale di consentire alle amministrazioni, soprattutto di piccole dimensioni, di gestire minori adempimenti e, di conseguenza, di consentire all’amministrazione centrale di disporre di un numero maggiore di informazioni utili;

    §  Collaborazione di ANAC con la Ragioneria Generale dello Stato, che svolge attività di monitoraggio come già previsto dal PNRR, in considerazione del patrimonio conoscitivo a disposizione acquisito tramite la BDNCP, ove confluiscono tutti i dati delle opere pubbliche.

     

    Conclusioni

    Per vincere le sfide future sul fronte dell’anticorruzione in ambito sanitario piemontese e garantire la corretta attuazione del PNRR è necessario agire per migliorare la capacità di fare analisi soprattutto del contesto regionale interno ed esterno, oltre alla adozione di buone pratiche nello svolgimento di attività conseguenti.

    Utile l’istituzione del portale unico della trasparenza, allo scopo principale di consentire alle amministrazioni, soprattutto di piccole dimensioni, di gestire minori adempimenti e, di conseguenza, di consentire all’amministrazione centrale di disporre di un numero maggiore di informazioni.

    Importante ruolo avrà l’attività di monitoraggio, così come già prevista nel PNRR, svolta dalla Ragioneria Generale dello Stato e da ANAC, che collabora con la Ragioneria, in considerazione del patrimonio a sua disposizione acquisito tramite la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, ove confluiscono tutti i dati delle opere pubbliche. In questo modo si intende rendere partecipe la Ragioneria stessa del patrimonio conoscitivo in proprio possesso su tale tema.

    Attraverso l’entrata in vigore delle recenti Linee Guida sulla corretta predisposizione e attuazione dei Codici di comportamento delle 18 Aziende Sanitarie e Ospedaliere della Regione Piemonte, recentemente approvati dalla Giunta in data 25 febbraio 2022, saranno messi a fattor comune indicatori utili per far emergere con maggiore puntualità i diversi fattori abilitanti del rischio corruzione e, conseguentemente, ricavarne i correttivi, e quindi le prassi, da mettere in atto in relazione ovviamente a quello che potrebbe essere il livello e grado di rischio.

    Ad esempio: a partire dalle buone pratiche in materia di decessi ospedalieri, che individuano prassi utili da inserire nei piani anticorruzione attraverso la compilazione periodica dei rischi nei singoli processi, da predisporre a cura dei responsabili delle camere mortuarie e attraverso procedure standard, predisporre una formazione specifica per i nuovi operatori appena assunti in materia di corruzione, in relazione ai decessi ospedalieri e ai rapporti con le camere mortuarie; pubblicazione sul sito aziendale, e sulla intranet, di tutte le procedure aziendali approvate, intensificando i controlli a campione dell’operato dei dipendenti delle camere mortuarie; diffusione delle buone pratiche in tema di liste di attesa, sul rispetto dei codici e delle priorità in relazione ai due canali visita ambulatoriale, ricoveri  e registri aziendali.

    Obiettivo cui tendere è la diffusione, nei referenti deputati all’anticorruzione, del modello del controllo come esito di un approccio integrato e sistemico tra modello professionale e gestione aziendale, così da garantire legittimità e correttezza dell’area amministrativa e contabile.

    I responsabili vinceranno infatti le sfide future del PNRR solo se saranno capaci di entrare in una logica sempre più volta alla programmazione delle diverse azioni correttive, fornendo non solo dati o restituendo analisi, ma divenendo un valido supporto alle decisioni dei vertici aziendali e garantendo – in via preventiva e in modo più adeguato – la limitazione della corruzione e l’impiego corretto e migliore delle risorse previste dal PNRR in ambito sanitario.

     

    Bibliografia

    Corte dei Conti, 2016, “Relazione annuale 2016. I rapporti finanziari con l’Unione Europea e l’utilizzazione dei Fondi comunitari” (Delibera n. 17)

    Regione Piemonte, 25 febbraio 2022, Deliberazione di Giunta Regionale n. 9, Linee guida per la predisposizione dei codici di comportamento delle aziende sanitarie

    Martinelli F., 2014, Manuale di Diritto dell’Unione europea. Aspetti istituzionali e politiche dell’Unione”, Edizioni Giuridiche Simone

     

    Parole chiave: Trasparenza, organizzazione amministrativa, chiarezza.

     

     

    Abstract   

    Le Aziende sanitarie piemontesi saranno tenute ad applicare periodici controlli sulla regolarità delle procedure e delle spese, fronteggiando le inefficienze organizzative che generano mancanza di trasparenza per una corretta attuazione del PNRR. importante e strategico diventa allora stabilire con chiarezza gli obiettivi programmatici e migliorare così le performance aziendali, ricercando la massima efficienza e trasparenza per prevenire la corruzione anche attraverso una continua formazione dei responsabili in materia di procedure e processi aziendali.

     

     

    [1] Il Piano Anticorruzione è destinato a confluire nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), ma restano invariati i poteri e il ruolo di ANAC, spettando alla Funzione pubblica solo il potere di punire la mancata approvazione del Piano, e potendo invece ANAC applicare le sanzioni di cui all’art. 19 del Decreto Legge 90/2014.

     

    [2] Pertanto è lecito aspettarsi che il Piano di prevenzione della corruzione possa essere ricompreso tra quelli che saranno abrogati ed assorbiti nel nuovo Piano, consistendo il suo contenuto proprio nell’individuazione di misure (strumenti) per il trattamento del rischio residuo di corruzione e nella loro programmazione (fasi) anche in termini di tempi di attuazione e di relative responsabilità. Il nuovo PIAO dovrà quindi farsi carico anche degli strumenti di prevenzione della corruzione previsti dalla legge 190.

    [3] A tal proposito, l’art. 7, comma 8, del Decreto Legge del 31 maggio 2021, n. 77, convertito con modificazioni dalla Legge del 29 luglio 2021, n. 108, prevede la possibilità di stipulare specifici protocolli d’intesa con il Corpo della Guardia di Finanza senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

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