Giovani, Ict e mercato del lavoro

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Ires Piemonte.

    Introduzione

    Il progresso tecnico è un marker fondamentale dello stadio di sviluppo di un sistema socioeconomico. Diversamente dalle tecnologie apparse nelle epoche precedenti, le ICT (Information and Communication Technology) sono pervasive e investono (o abilitano) tutte le solo singole componenti sistemiche e le loro relazioni.

    Non sorprende pertanto che queste tecnologie, come peraltro documentato nei lavori dell'Osservatorio ICT del Piemonte di questi anni, rappresentino una dimensione non accessoria anche nel qualificare il profilo dei giovani di oggi.

     

    Da questo punto di vista ci si può chiedere se, in Piemonte, esistano delle nicchie settoriali/forme imprenditoriali, che richiedendo nuove professionalità ICT-based e potrebbero offrire nuovi sbocchi occupazionali per i giovani di domani.

    L'analisi condotta in questo lavoro sulla consistenza dei flussi occupazionali nel mercato del lavoro piemontese per i profili occupazionali e di qualifiche legati alle ICT, fornisce alcuni spunti di riflessioni su questa tema(1).

     

    Un'analisi dei flussi occupazionali dei lavoratori con competenze ICT

    Realizzata a partire dalle basi dati dei Centri per l'Impiego della Regione Piemonte, l'analisi prende in esame il profilo ICT degli avviamenti e delle cessazioni al lavoro in Piemonte, negli anni 2008-2010(2), osservato dal duplice punto di vista(3):

    • delle qualifiche professionali con riferimento alle quali quelle ICT-related (ovvero strettamente collegate alle tecnologie dell'informazione) sono state ricondotte a due gruppi:

    a) quello che rappresenta i lavoratori della conoscenza (Knowledge Worker) quali definiti sulla base della tassonomia da tempo consolidata in letteratura;

    b) quello che raggruppa le qualifiche cui sono (presumibilmente) associate competenze tecnico scientifiche elevate, distinguendo, inoltre, tra livello qualificato (lavoratori Q_ict) e non (lavoratori NQ_ict);

    • dei settori economici, con riferimento ai quali, in particolare, si esamina la capacità di assorbimento (avviati e cessati) da parte degli aggregati settoriali ICT-related:

    o settore ICT, che richiama i 4 ambiti della codifica OECD in vigore fino al 2007;

    o settore ICT ristretto, un sottoinsieme del precedente che non considera l'ambito relativo ai contenuti digitali;

    o settore High Tech – manufacture;

    o settore High Tech – Knowledge Intensive Services (KIS).

     

    I dati generali sulla consistenza della popolazione e della forza lavoro per le classi anagrafiche prese in esame evidenziano, come più ampiamente descritto in altri lavori dell'IRES sulla condizione giovanile, che il tasso di disoccupazione della classe giovanile è il più elevato fra tutte le classi di età e due volte maggiore del valore medio regionale.

    Nel biennio considerato, gli avviamenti e le cessazioni insieme sono stati circa 1.200.000, con un saldo totale lievemente negativo, prodotto soprattutto da valori elevati delle cessazioni nelle classi di età più avanzate (oltre 46 anni). In Piemonte, tale flusso rappresenta circa il 45% della forza lavoro complessiva. La quota degli avviamenti e delle cessazioni per la classe dei giovani (18-29 anni) rappresenta più di un terzo dei movimenti totali e per il biennio considerato il loro saldo è moderatamente positivo (il rapporto tra avviamenti cessazioni vale 1,07). Per questa classe di popolazione, la quota di avviamenti a tempo indeterminato rispetto a quelli totali, 12%, è inferiore a quella osservata nelle altre fasce di popolazione e al valore medio regionale (18%).

    Nel complesso, gli avviamenti per la categoria Knowledge Workers sono i più numerosi fra tutti gli aggregati considerati, quasi il 45%. Quelli per il settore ICT rappresentano il 10%, mentre i lavoratori avviati negli altri settori ICT-related sono poco più dell'1%. Anche gli avviamenti per i lavoratori ICT qualificati sono modesti, intorno all'1%, tab 1.

     

    Tabella 1. Gli avviamenti nel 2009-2010 per aggregati settoriali, gruppi professionali e classi di età in Piemonte (media nel 2009-2010)

    04_Occelli-Tab1

    Fonte: elaborazione Ires Piemonte su dati ORML

    (*) per ogni aggregato la percentuale calcolata sul totale corrispondente per classe di età

     

    Esaminando più nel dettaglio l'andamento degli avviamenti a tempo indeterminato nei tre anni per i quali i dati sono disponibili (2008-2010), distinto per categorie professionali e classi di età si rileva che per la categoria dei lavoratori ICT qualificati la quota di assunzioni a tempo indeterminato è per tutte le classi di età sempre superiore a quella osservata nelle altre categorie professionali considerate. Ciò vale in particolare per la classe giovanile.

    Se, poi, si considerano le cessazioni e si esamina il bilancio netto che ne risulta si notano alcune tendenze che meritano di essere sottolineate:

    • in primo luogo, i lavoratori ICT qualificati mostrano un saldo positivo, nel complesso, e per tutti gli aggregati settoriali ICT-related (e in particolare per il settore High Tech – manifatturiero). Da notare che per i lavoratori ICT non qualificati, il saldo è nel complesso molto negativo, ad eccezione del settore High Tech–manufacture e di quello ICT ristretto;

    • in secondo luogo, considerando l'articolazione per classe di età, si rileva per tutti i settori un saldo positivo per la classe giovanile, a fronte di una variazione negativa nei totali. In particolare, il saldo positivo risulta significativo per i lavoratori ICT qualificati.

    Tabella 2. Indice di intensità dei flussi avviamenti/cessazione per classi di età, aggregati settoriali, gruppi professionali in Piemonte (media nel 2009-2010)(*)

    04_Occelli-Tab2

    Fonte: elaborazione Ires Piemonte su dati ORML

    (*) L'indice calcolato come rapporto tra il saldo (avviamenti – cessazioni) e il totale dei movimenti (la somma avviamenti più cessazioni).

     

    Le mappe di Fig.1 riportano il valore dell'indice di concentrazione per gli avviamenti e le cessazione dei lavoratori ICT qualificati nelle due classi di popolazione giovanile. Si ricorda che l'indice è calcolato come rapporto, per ciascuna classe di età, tra la distribuzione nei bacini dei CPI di avviamenti e cessazioni dei lavoratori ICT qualificati e la distribuzione di avviamenti e cessazioni totali.

    Le mappe confermano come un bilancio positivo dei flussi occupazionali per la classe dei più giovani (18-29 anni) caratterizzi la maggior parte delle aree sub-regionali.

     

    Figura 1. Indice di concentrazione degli avviamenti e delle cessazioni dei lavoratori ICT qualificati nei bacini dei CPI della Regione Piemonte (dati cumulativi del biennio) (*)

    04_Occelli-Fig1

    (*) Le aree in verde più scuro indicano che il rapporto tra lavoratori ICT qualificati avviati e lavoratori totali avviati è superiore a 1,3 o, in altre parole, che quell'area ha una 'vocazione' relativamente più marcata nell'accogliere gli avviamenti dei lavoratori qualificati ICT.

     

    Conclusioni

    Oggi come in passato i giovani sono risorse fondamentali per lo sviluppo. Oggi, come in passato, i giovani sono portatori di cambiamento e, proprio grazie all'uso delle ICT, possono, diversamente dal passato, imprimere un'accelerazione significativa all'adozione di pratiche innovative.

    Ancorché impliciti, questi aspetti sono ben presenti nella strategia Europa2020, che con l'iniziativa Youth on the Move, colloca la "mobilitazione" dei giovani nel pilastro della crescita intelligente accanto alle altre due iniziative della Digital Agenda e dell'Innovation Union.

    Questa analisi segnala con tutti i caveat del caso come, pur in un periodo particolarmente difficile della situazione economica del paese, i giovani piemontesi in possesso di competenze ICT-related siano stati una risorsa relativamente più ricercata sul mercato del lavoro.

     

     

    Nota(1) La tematica è più ampiamente trattata in Occelli S., Ricciardi M, Sciullo A. (2012) Giovani e ICT: i Millennials in Piemonte

    Nota(2) I dati utilizzati sono quelli delle "dichiarazioni obbligatorie" che le imprese devono inoltrare al Centro Per l'Impiego (CPI) competente sul proprio territorio, ogniqualvolta avviano o cessano un rapporto di lavoro. Se questi dati hanno il pregio dell'ufficialità e dell'universalità (non sono dati campionari) vanno però utilizzati e letti con cautela, sia per l'estrema eterogeneità in termini di durata dei contratti, sia per il fatto che esiste un certo grado di genericità in termini di collocazione professionale degli avviati

    Nota(3)   L'identificazione dei gruppi ha richiesto un lavoro non banale di ri-codifica dei singoli profili occupazionali considerati dalla nomenclatura contenuta nella base dati originaria. Rimandando al lavoro di Ires per i dettagli del lavoro di analisi, qui basti ricordare che il gruppo dei Knowledge Worker è piuttosto ampio e comprende anche profili occupazionali diversi da quelli più strettamente tecnico-scientifici

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