Classificazione e analisi delle borgate montane della Regione Piemonte

    A cura di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Politecnico di Torino

    Questo articolo trae spunto dal lavoro di ricerca intitolato "Sviluppo e rinnovamento dei villaggi montani" realizzato dall'IRES Piemonte e ha per oggetto l'esame del grado di vitalità delle borgate montane piemontesi. La ricerca nasce come studio preliminare per l'attuazione della Misura n. 322 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Piemonte. Tale misura prevede di finanziare progetti integrati di rivitalizzazione in alcune decine di borgate montane.

    • L'osservazione interessa tutti i livelli della rete di borgate montane della regione, intorno ai quali si è provato a formulare un modello nuovo di lettura dello spazio alpino regionale cercando di andare oltre gli assetti che apparivano, fino a poco tempo fa, alquanto consolidati se non statici. Si è cercato di fuoriuscire dalle rigide contrapposizioni tra sistemi forti e sistemi deboli (economici, culturali, istituzionali), a loro volta collocati in un'organizzazione dello spazio impostata in maniera strettamente gerarchica.

     


    La prima fase del lavoro ha sviluppato un percorso su scale diverse: a livello locale ciascuna borgata è stata intesa in termini di singolo sistema locale, a livello sovra locale l'analisi si è snodata attorno all'idea di un sistema regionale montano piemontese che puntasse a essere maggiormente equo e bilanciato.

    La seconda fase del lavoro ha puntato, invece, ad analizzare le singole borgate secondo un set di indicatori che ha riguardato gli aspetti socio-economici e quelli abitativo-ambientali, ordinandole secondo una scala di riferimento che comprende "borgate strutturalmente deboli", "borgate intermedie" e "borgate virtuose". La classifica che ne è derivata ha fornito un'immagine piuttosto complessa dell'intero sistema regionale delle borgate (fig. 1).

    Figura 1 – Marginalità montana e sviluppo

    Fonte: elaborazione Ires Piemonte, su dati Regione Piemonte

     

    Gli elementi delle borgate così individuati costituiscono le condizioni su cui è possibile intervenire per enfatizzarne le caratteristiche positive o, viceversa, per ridurne gli impatti negativi; le riflessioni che ne scaturiscono possono, dunque, essere orientate a produrre visioni utili per la definizione e l'implementazione di politiche e azioni orientale sia a uno sviluppo di livello micro territoriale (ovvero di borgata) che di livello sovra-locale (di reti di borgate o di portata regionale).

    A tal proposito si è fatto ricorso a una rappresentazione cartografica volta a evidenziare situazioni di contiguità o di isolamento fra borgate con caratteristiche di vitalità simili, sulla base dell'ipotesi che gruppi di borgate caratterizzate da elevata positività possano instaurare interazioni virtuose, determinando veri e propri "assi di sviluppo" per la qualificazione e riqualificazione dell'assetto territoriale delle aree marginali. Simmetricamente, gruppi contigui di borgate problematiche imprimeranno la presenza di sacche di marginalità.

    Naturalmente queste rappresentazioni, sebbene siano frutto di analisi che partono da dati concreti, non vanno assunte come "verità" indiscutibile, quanto semmai come terreno di discussione da cui partire per giungere a una visione più completa della realtà, che i dati e gli indicatori da soli non possono "restituire" in quanto, per loro stessa natura, soggetti ad approssimazioni (temporali, ad esempio) e semplificazioni.

    La figura 1 mette in evidenza le unioni di borgate caratterizzate da una significativa concentrazione di dinamismo (ellissi di colore verde) nonché quelle meno vitali (di colore rosso) distinguendo quindi le borgate che potrebbero attivare processi diffusivi di crescita da quelli che, al contrario, risultano essere "isolati" rispetto alle dinamiche regionali di rivitalizzazione. L'elaborazione fatta conferma alcune strutturazioni variamente note, ma presenta anche alcune sorprese.

    La configurazione emersa ribadisce, per esempio, la posizione dominante dell'area del "fondovalle": le borgate appaiono solo saltuariamente separate tra loro da elementi di discontinuità e attenuazioni più o meno significative. In generale nella bassa valle si sottolinea la presenza di insiemi "forti": si notino, in particolare, le concentrazioni della valli Chisone, Germanasca, Pellice e Pinerolese Pedemontano (per identificare la collocazione delle singole comunità montane si confronti la figura 2) e dell'Alto Canavese e valli Chiusella, Sacra e Dora Baltea Canavesana nella dorsale alpina nella porzione occidentale della regione, che presentano tessuti estremamente densi.

    L'affermarsi di alcuni lineamenti "forti" verso la Val Sessera, Valle di Mosso e Prealpi Biellesi e Valle del Cervo-la Bursch e Valle dell'Elvo, definisce l'asse settentrionale che si connette più a sud-ovest e in maniera congruente con la porzione del Canavese.

    Più a sud sembra realizzarsi invece una saldatura fra le comunità montane cuneesi con quelle della provincia di Asti: in particolare le Valli Grana e Maira attraverso le Valli Gesso, Vermenagna, Pesio e Bisalta che si uniscono con l'area dell'Alta Valle Tanaro, Valli Mongia e Cevetta, Langa Cebana e Valli Monregalesi e l'Alta Langa e Valli Bormida e Uzzone. È rilevante il fatto che questo allineamento mostri ulteriori estensioni (anche se meno pronunciate) in direzione dell'alessandrino. Talvolta anche la fascia di congiunzione tra l'area di bassa valle e di alta valle si propone quale componente importante che dilata e rafforza ulteriormente la configurazione delle borgate virtuose: si veda, ad esempio, come la rappresentazione apra suggestioni circa la presenza di rilevanti allineamenti nella Valle Chisone in direzione est-ovest lungo l'asse del torrente Chisone e nella Valli di Susa, lungo l'intero tratto del fiume Dora Riparia.

    Si evidenziano infine sistemi locali a basso e medio contenuto di vitalità e sacche di debolezza soprattutto nella parti più alte delle valli: si vedano i casi dell'Alta Val Lemme, Alto Ovadese, Alta Valle Orba, Valle Erro e Bormida di Spigno in provincia di Alessandria o della comunità Valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita nel cuneese o ancora della regione dei Due laghi, Cusio Mottarone e Val Strona nel Verbano Cusio Ossola.

    Queste sono in estrema sintesi le distribuzioni delle borgate riscontrate a livello regionale. Il lavoro è stato tuttavia condotto alla micro scala territoriale (statisticamente più dettagliata) e pertanto è in grado di tracciare un profilo per ogni borgata in base alle determinanti socioeconomiche e abitativo-ambientali che i dati Istat (al 2001, quelli più recenti non sono ancora disponibili) hanno permesso di identificare. Emergono diversi profili con circa un terzo di 'borgate' virtuose e quindi in grado di fornire un contributo attivo allo sviluppo locale.

     

    Tabella – Classi di borgate sulla base della negatività, neutralità, positività degli indici sintetici di sviluppo

    Fonte: elaborazione Ires Piemonte su dati CSI-Istat (2001)

     

    Tali osservazioni, certamente interessanti già di per se stesse, propongono domande e nuove questioni di non facile risposta: quali tipi di sinergie sono da perseguirsi per favorire la diffusione della virtuosità tra borgate? Come può configurarsi un aumento di relazioni fra un polo debole e uno forte? E ancora, come tali assetti influiscono sulle politiche e sulle visioni della pianificazione di area vasta? La rivitalizzazione delle borgate montane, intrapresa dalla Regione Piemonte, può certamente essere un valido strumento per ampliare la scala degli interventi e individuare nuovi filoni di risposta proprio al problema della marginalità montana.

     

    Per approfondimenti

    S.Aimone, S.Crivello, F.Ferlaino, A.Crescimanno. Indagine conoscitiva per la qualificazione e la caratterizzazione delle borgate montane piemontesi. Ires Piemonte. Contributi di Ricerca 230/2009 - Scarica il rapporto completo

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