Il fattore “uomo” nella sicurezza stradale: alcune esperienze avviate dalla Regione Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Regione Piemonte, Direzione Trasporti, Infrastrutture Mobilità e Logistica, Settore Viabilità e Sicurezza stradale

    1. Introduzione

    Quando si pensa ad interventi da mettere in campo per contrastare il fenomeno dell'incidentalità, come tecnici dei trasporti di un Ente pubblico, impegnati da anni nel campo della sicurezza stradale, si è spesso corso il rischio di ridurre il problema alla sola componente infrastrutturale. Come architetti e ingegneri della strada, si conoscono bene la normativa, i limiti e le opportunità che un determinato modo di intervenire possa portare a risultati tangibili e ben valutabili nel tempo.

    Ma per intervenire sulle strade servono risorse - di una certa consistenza - che negli anni sono venute pian piano a mancare, costringendo la pubblica amministrazione a studiare nuove opportunità di azione: analizzare il fenomeno dell'incidentalità dal punto di vista multidimensionale.

    Il fenomeno della incidentalità stradale è frutto dell'interazione di una molteplicità di cause: oltre alle caratteristiche della strada, la componente umana e lo stato del veicolo sono sicuramente elementi di cui è necessario tenere conto. L'attore pubblico è pertanto chiamato ad agire su più direttrici, facendo leva su competenze ed azioni di natura diversa che possono essere messe "a sistema" solo attraverso una programmazione pluriennale e di dettaglio, ispirata al principio dell' integrazione delle varie politiche.

    In tal senso si colloca il Piano regionale della sicurezza stradale, approvato nel 2007 e l'ultimo Programma Triennale di attuazione della sicurezza stradale 2011-2013, all'interno dei quali per i diversi campi d'azione infrastruttura, uomo, veicolo, gestione, governo e governance vengono individuate le priorità di intervento ed una stima delle risorse necessarie alla loro realizzazione.

    Come detto, la scarsità di risorse disponibili negli anni per la sicurezza stradale non ha permesso di dar corso alla maggior parte delle azioni infrastrutturali individuate. Questa criticità di azione è stata l'occasione per concentrare gli sforzi e le limitate risorse disponibili per azioni di tipo preventivo, volte a contrastare i comportamenti scorretti della componente "uomo", sviluppando una nuova cultura della sicurezza stradale.

    Il Piano regionale della sicurezza stradale aveva individuato in tal senso le seguenti linee strategiche chiave, volte a promuovere a diffondere comportamenti di guida responsabile e a formare i tecnici e i decisori facenti parte delle pubbliche amministrazioni :

    • Linea strategica "Diffondere un comportamento di guida responsabile";
    • Linea strategica "Attivare la formazione professionale permanente".

    Gli orientamenti della Unione Europea per il decennio 2011-2020(1) hanno confermato questa attenzione al fattore "uomo" indicando tra gli obiettivi strategici quello del miglioramento della preparazione degli utenti della strada sia nella fase di rilascio della patente che anche successivamente mediante una formazione ad hoc sul comportamento di guida difensiva. Gli orientamenti prevedono altresì l'obiettivo prioritario di promuovere l'applicazione dei principi in materia di gestione della sicurezza delle infrastrutture alle strade secondarie, in particolare tramite lo scambio di buone pratiche.

     

    2. Corsi di guida sicura per neopatentati

    Il Piano Regionale della Sicurezza Stradale prevede la linea strategica "Diffondere un comportamento di guida responsabile" rivolta in particolar modo alle categorie più a rischio dei conducenti di autoveicoli, con l'obiettivo da agire sulla prevenzione dell'evento incidentale.

    Tra il 2004 ed il 2013 la Regione Piemonte ha finanziato la realizzazione di corsi di guida sicura, rivolti ad alcune categorie a rischio, principalmente giovani neopatentati (età 18-29 anni) ma anche motociclisti e conducenti di mezzi di soccorso e trasporto pubblico. I corsi sono stati realizzati presso il Centro di Guida Sicura MotorOasi di Susa da parte della società Consepi S.p.A. Il costo per la realizzazione dei corsi è stato a totale carico della Regione; la partecipazione è stata gratuita per le suddette categorie a rischio. In totale sono stati effettuati n. 19.865 corsi di guida sicura, di cui n. 11.761 per neopatentati e n. 8.104 per le altre categorie. La Regione ha investito per questa azione un totale di 3,6 milioni di euro.

    L'obiettivo di un corso di guida sicura non è accrescere le competenze tecniche di guida sportiva o aumentare la sensazione di sicurezza del guidatore, ma piuttosto quello di indurre nel conducente la sensazione di "insicurezza", ovvero la consapevolezza dei rischi in cui qualsiasi automobilista può incorrere. Il corso mira pertanto a "prevenire" un incidente più che a correggere con tecniche e manovre le conseguenze dell'incidente stesso, facendo sperimentare al guidatore la perdita di controllo del veicolo conseguente al fenomeno dell'"acquaplanning", dell'asfalto bagnato in curva o nel caso di frenatura di emergenza per evitare un ostacolo improvviso.

    Nel dettaglio i corsi avevano una durata complessiva di 8 ore e prevedevano una parte teorica introduttiva volta ad evidenziare tutti i possibili fattori di rischio della strada e una parte pratica con i seguenti esercizi in pista:

    • corretta posizione di guida e prove con simulatori sull'uso delle cinture di sicurezza;
    • slalom per la verifica del trasferimento dinamico dei carichi dell'auto ed il corretto controllo della direzionalità della vettura;
    • corretto comportamento in curva;
    • simulazione di ostacoli improvvisi e tecniche per evitare gli stessi;
    • guida in condizioni di ridotta aderenza (fondo stradale bagnato e fenomeno "acquaplanning");
    • gestione dell'auto con strumenti elettronici di controllo (ABS, ESP).

    A conclusione dell'attività i partecipanti hanno espresso una valutazione dell'efficacia del corso attraverso la compilazione di questionari. Dall'analisi dei questionari compilati è emerso come la partecipazione al corso abbia portato i conducenti ad acquisire un approccio alla guida più prudente ed una maggiore consapevolezza dei rischi della strada.

     

     3. Attività formativa in materia di sicurezza stradale per tecnici delle amministrazioni locali

    Il Piano Regionale della Sicurezza Stradale prevede la linea strategica "attivare la formazione professionale permanente" volta a sviluppare una nuova cultura della sicurezza stradale dei decisori e dei tecnici con competenze e responsabilità dirette in questa materia.

    Se si pensa che la rete stradale piemontese è costituita da un totale di circa 73.000 km di strade, in prevalenza strade comunali (80%) e provinciali (18%), il ruolo dei tecnici di Comuni e Province, che hanno competenze dirette nella gestione della rete delle strade, diventa determinante ai fini della riduzione dell'incidentalità stradale in Piemonte.

    Al momento in Italia non esiste un percorso di studi strutturato e continuativo volto a formare figure professionali specializzate nella gestione della sicurezza sulle strade, con una visione sistemica e multidisciplinare del fenomeno dell'incidentalità che comprenda materie diverse che vanno dalla progettazione, alla normativa, ma anche alla psicologia degli utenti della strada e alla statistica dei dati.

    Al fine di rispondere a questa domanda formativa, tra il 2008 ed il 2012 la Regione Piemonte in collaborazione con alcune agenzie formative, ha realizzato corsi di formazione in materia di sicurezza stradale rivolti ai tecnici degli Enti locali. La partecipazione ai corsi è stata gratuita per il personale comunale e provinciale e i costi sono stati totalmente sostenuti dalla Regione.

    Sono state realizzate un totale di 65 giornate formative, organizzate in moduli didattici di più giorni, con una partecipazione complessiva di 120 tecnici.

    L'attività formativa è stata finalizzata a migliorare le specifiche competenze professionali per il governo e controllo del fenomeno dell'incidentalità che, come detto in precedenza, richiede un approccio multidisciplinare con competenze in varie materie.

    I corsi hanno trattato le seguenti materie:

    • stato ed evoluzione dell'incidentalità stradale;
    • le responsabilità degli Enti locali in materia di sicurezza stradale.;
    • la normativa in materia di progettazione stradale;
    • segnaletica stradale, manutenzione;
    • migliori pratiche a livello nazionale e internazionale;
    • rotatorie stradali;
    • interventi di moderazione del traffico e Zone 30;
    • valutazione e monitoraggio degli interventi.

    L'attività in aula è stata completata con visite ad alcuni siti oggetto di intervento e con sopralluoghi in altri per svolgere le ispezioni di sicurezza delle infrastrutture. I docenti dei corsi sono stati scelti all'interno di Enti pubblici di vario grado e tra professionisti operanti nel settore della sicurezza stradale.

    La formazione svolta, oltre ad accrescere la conoscenza in materia, ha avuto il merito di creare una rete tra gli operatori della sicurezza stradale, per favorire lo scambio di idee ed esperienze su problematiche comuni. Il fatto di avere avuto come docenti in aula figure appartenenti ad Enti di livelli diversi - Stato, Regione ed Enti locali - ha permesso di superare visioni strettamente locali da parte degli Enti territoriali coinvolti e nel contempo ha permesso a Ministero e Regione di prendere coscienza delle criticità degli enti gestori della strada.

    A supporto dell'attività formativa, il portale www.sicurezzastradalepiemonte.it, di libera consultazione anche a chi non ha partecipato ai corsi, garantisce un continuo aggiornamento in materia di normativa, studi scientifici, campagne comunicative, eventi, best practices a livello internazionale.

    I corsi di formazione sono stati valutati positivamente da parte dei soggetti formati, sia per quanto riguarda la professionalità e la competenza dei docenti, che per la grande utilità delle conoscenze acquisite ai fini dello svolgimento del proprio incarico tecnico presso le amministrazioni comunali e provinciali di appartenenza.

     

    4. Conclusioni

    Come risulta dai questionari di valutazione le azioni svolte dalla Regione hanno avuto una ricaduta positiva sulla componente uomo, nello specifico sui gestori locali della sicurezza stradale e sugli utenti della strada che hanno partecipato ai corsi di guida sicura.

    Ma le ricadute sul territorio sono molto più ampie, perché chi partecipa ad un corso di guida sicura è portatore del valore di un comportamento di guida responsabile verso la rete sociale; i tecnici delle Amministrazioni locali formati trasferiscono la professionalità acquisita all'Ente di appartenenza, che accresce, a sua volta, la capacità di diffondere la cultura della sicurezza stradale verso tutta la collettività.

     

     

     

    Nota(1) Comunicazione della Commissione Europea del 20/07/2010 "Verso uno spazio europeo della sicurezza stradale: orientamenti 2011/2020 per la sicurezza stradale"

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