Editoriale n.22 - Sicurezza stradale “ON THE MOVE”

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – IRES Piemonte

    L'incidentalità stradale è un fenomeno che coinvolge al tempo stesso la collettività e l'individuo. La sua percezione è tuttavia diversa. Dal punto di vista della collettività, rappresenta uno dei problemi prioritari di salute pubblica: se, oggi, gli incidenti sono all'ottavo posto nella graduatoria delle cause di malattia o di invalidità, nel 2030 potrebbero salire al quinto (VHO, 2013). Si stima che per ogni morto in incidente stradale ci siano 4 persone con disabilità permanente, 8 con lesioni gravi e 50 con ferite minori.

    Per l'individuo, gli incidenti stradali sono spesso ritenuti un pedaggio, inevitabile, per mantenere certi livelli di mobilità. Al più, sono percepiti come eventi che fanno notizia nei fatti di cronaca, fino a quando non se ne sperimenta direttamente le conseguenze.

    Che la consapevolezza del fenomeno sia importante per i cittadini, e che la percezione dei fattori di incidentalità possa essere diversa a seconda del tipo di popolazione e del contesto, è testimoniato anche dai risultati di un'indagine sulla sicurezza stradale svolta nel 2010 in tutti i paesi membri dell'Unione Europea (Directorate General Communication ed. 2010). I dait evidenziano come i cittadini italiani, analogamente a quelli europei, considerino la guida sotto l'influenza dell'alcool il fattore più preoccupante nel causare gli incidenti, dopo la velocità e l'uso del telefono senza auricolari, Fig.1. Si tratta, inoltre, per la maggioranza dei cittadini intervistati, del fattore sul quale il governo del proprio paese dovrebbe impegnarsi a fare di più.

    Da segnalare inoltre come, secondo l'indagine citata, i cittadini italiani mostrino una sensibilità, un po' più elevata della media europea, per tutti i fattori investigati.

     

    Figura 1. Percezione dell'importanza dei fattori responsabili dell'incidentalità per i cittadini, in Italia e nell'Unione Europea, 2010 (valori in %)

    Fonte: Risultati dell'indagine Gallup sulla sicurezza stradale (Directorate General Communication ed.,2010)

     

     La riduzione della mortalità per incidente stradale e, più in generale, la realizzazione di azioni di contrasto al fenomeno incidentale sono obiettivi prioritari nell'agenda europea 2020 in materia di trasporti e di sviluppo sostenibile.

    Nel recente Libro Bianco sulle politiche di trasporto europee (Commissione Europea, 2011), la riduzione dell'incidentalità stradale è uno dei dieci obiettivi individuati per creare un sistema dei trasporti competitivo ed efficiente sul piano delle risorse e conseguire una riduzione di almeno il 60% delle emissioni – entro il 2050 – rispetto ai livelli del 1990. Nello specifico, l'obiettivo prevede di:

    «Avvicinarsi entro il 2050 all'obiettivo zero vittime nel trasporto su strada. Conformemente a tale obiettivo il numero di vittime dovrebbe essere dimezzato entro il 2020 e l'Unione europea dovrebbe imporsi come leader mondiale per quanto riguarda la sicurezza in tutti i modi di trasporto».

    Nello spirito di questi documenti, le azioni per la sicurezza stradale si collocano nel quadro delle iniziative per la mobilità sostenibile e dovranno pertanto essere declinate con riferimento alle iniziative volte all'integrazione nell'uso dei mezzi di trasporto, alla diffusione di dispositivi ICT nei veicoli e alla promozione di modi di trasporto più attenti all'ambiente.

    Il conseguimento degli obiettivi individuati dall'Europa richiede un approccio sistemico capace, per ciascun contesto specifico, di tener conto delle diverse componenti che concorrono a determinare il fenomeno incidentale (i comportamenti degli utenti della strada, i veicoli, le condizioni delle infrastrutture, le caratteristiche dell'ambiente edificato) e delle loro interrelazioni, e di identificare l'insieme delle azioni che per quel contesto è opportuno privilegiare.

    A proposito di queste ultime, ad esempio, per i cittadini intervistati nell'indagine sopra citata, gli ambiti di intervento prioritari sui quali occorrerebbe intervenire sono la sicurezza delle infrastrutture e l'applicazione delle norme del codice della strada, Fig.2. Non sono però da trascurare anche gli interventi volti a sanzionare i comportamenti non rispettosi del codice della strada da parte degli stranieri e le iniziative orientate aumentare la consapevolezza dell'importanza della sicurezza stradale.

     

    Figura 2. Ambito sul quale, secondo i cittadini, occorrerebbe intervenire prioritariamente per migliorare la sicurezza stradale, in Italia e nell'Unione Europea, 2010 (valori in %)

    Fonte: Risultati dell'indagine Gallup sulla sicurezza stradale (Directorate General Communication ed.,2010)

     

    In Piemonte, come in numerose altre regioni italiane, l'incidentalità stradale è da tempo oggetto di attenzione da parte dei diversi enti e organismi che, con competenza diversa, sono impegnati al suo contrasto. In Italia, la Regione Piemonte è stata tra le prime a creare una banca dati unica sugli incidenti stradali e aderire al Protocollo d'Intesa sottoscritto tra ISTAT, Ministero degli Interni, Ministero della Difesa, Ministero dei Trasporti, Conferenza delle Regioni e province autonome, UPI e ANCI per il coordinamento della rilevazione statistica sull'incidentalità. Responsabile di questa attività è il Centro di Monitoraggio Regionale della Sicurezza Stradale (CMRSS), attivo dal 2007, quando questo fu istituito dal Piano Regionale della Sicurezza Stradale. I compiti e le attività del CMRSS nonché i materiali di ricerca prodotti sono consultabili sul sito www.sicurezzastradalepiemonte.it.

    Grazie alla collaborazione delle diverse forze dell'ordine impegnate nella raccolta dei dati sull'incidentalità, da gennaio 2010 il sito monitora, mensilmente, l'andamento del fenomeno incidentale a livello provinciale.

    Le analisi del CMRSS hanno consentito di render conto dei progressi fatti in questi anni nella riduzione del fenomeno nelle diverse parti del territorio regionale.

    A questo proposito, si ricorda che nel 2012 il Piemonte ha raggiunto, pur con due anni di ritardo, l'obiettivo posto dall'Unione europea di dimezzamento del numero di vittime a partire dal 2001. Si tratta di un risultato rimarchevole, in particolare quando si consideri che il parco veicoli circolanti ha continuato a crescere dal 2001 per tutto il periodo. Non va dimenticato, tuttavia, che in questi ultimi anni si sta assistendo ad una modificazione dei comportamenti di mobilità, influenzata anche dalle ripercussioni della crisi economica, che producono una contrazione dei consumi di mobilità, soprattutto per quanto riguarda l'uso dell'auto. Se una diminuzione degli spostamenti e dell'uso del mezzo privato influiscono positivamente sul fenomeno incidentale, confidare nelle dinamiche recessive dell'economia per fronteggiare i problemi di incidentalità, non appare una strategia auspicabile.

    Le analisi condotte dal CMRSS evidenziano altresì che il miglioramento rilevato non è omogeneo nelle diverse parti del territorio regionale e che permangono delle criticità da non trascurare soprattutto per quanto riguarda gli utenti "deboli" (i pedoni, i ciclisti e i motociclisti).

    La carenza di risorse con la quale gli enti di governo locale si devono confrontare impone scelte di intervento che richiedono, oggi ancor più che in passato, un rafforzamento nella capacità di riconoscere e di affrontare le criticità associate alle diverse situazioni di incidentalità. In questa direzione, i contributi di questo numero di Politiche Piemonte offrono alcuni approfondimenti che affrontano il fenomeno da diversi punti di vista: quello volto all'affinamento conoscitivo del fenomeno (l'analisi dell'incidentalità per gli utenti deboli e negli ambiti urbani )e delle sue conseguenze dal punto di vista dei costi sociali (l'analisi dei costi sanitari e dei ricoveri); quello finalizzato al contrasto del fenomeno attraverso le attività di pianificazione territoriale (l'esperienza della Provincia di Biella) e di formazione (le attività di formazione per i guidatori e i tecnici realizzate dal Settore Viabilità e Sicurezza Stradale della Regione Piemonte).

     

    Bibliografia

    Directorate General Communication (2010) Road Safety, Gallup.

    European Commission (2011) Libro Bianco - Tabella di marcia verso uno spazio unico europeo dei trasporti - Per una politica dei trasporti competitiva e sostenibile. Bruxelles, 28.3.2011, COM (2011) 144 definitivo.

     

    Per approfondimenti

    http://ec.europa.eu/transport/road_safety/specialist/statistics/index_en.htm

    http://www.sicurezzastradalepiemonte.it

    http://ec.europa.eu/transport/eyfrs/

    ISFORT (2011) La domanda di mobilità degli italiani. Rapporto congiunturale di fine anno 2011

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