Il piano provinciale di sicurezza stradale: il bilancio 2010

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Provincia di Biella

    1. Introduzione

    Il Bilancio costituisce l'aggiornamento dello stato della conoscenza del fenomeno dell'incidentalità, già effettuato dalla Provincia di Biella per la stesura del Piano Provinciale di Sicurezza stradale 2006, e la verifica dell'efficacia di alcuni interventi realizzati negli ultimi anni.

    I costi umani dell’incidentalità stradale in Piemonte: la stima del Burden of Disease attraverso i DALYs

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Servizio sovrazonale di Epidemiologia, ASL TO3 di Grugliasco (TO)

    1. Introduzione

    Gli indicatori sanitari tradizionalmente utilizzati (tassi di mortalità e morbilità) non possono considerarsi sufficienti a descrivere i costi umani determinati da una malattia. Nel caso dei traumi causati da incidentalità stradale, ad esempio, mentre si hanno dati sufficientemente affidabili sulla mortalità, i dati relativi ai feriti non consentono una descrizione della disabilità conseguente, temporanea e permanente.

    L’impatto sanitario dell’incidentalità stradale

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Servizio sovrazonale di Epidemiologia, ASL TO3 di Grugliasco

    1. Introduzione

    A partire dall'inizio degli anni 2000, anche la Sanità pubblica regionale ha attivato programmi di sorveglianza e prevenzione dei danni alla salute derivanti dall'incidentalità stradale. Uno degli obiettivi del Piano Regionale di Prevenzione riguarda infatti lo sviluppo del sistema di sorveglianza integrato, per migliorare la descrizione dell'evoluzione e della distribuzione del fenomeno, caratterizzandolo rispetto a diverse dimensioni di analisi.

    Il fattore “uomo” nella sicurezza stradale: alcune esperienze avviate dalla Regione Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Regione Piemonte, Direzione Trasporti, Infrastrutture Mobilità e Logistica, Settore Viabilità e Sicurezza stradale

    1. Introduzione

    Quando si pensa ad interventi da mettere in campo per contrastare il fenomeno dell'incidentalità, come tecnici dei trasporti di un Ente pubblico, impegnati da anni nel campo della sicurezza stradale, si è spesso corso il rischio di ridurre il problema alla sola componente infrastrutturale. Come architetti e ingegneri della strada, si conoscono bene la normativa, i limiti e le opportunità che un determinato modo di intervenire possa portare a risultati tangibili e ben valutabili nel tempo.

    La sicurezza stradale degli utenti deboli in Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Centro di Monitoraggio Regionale della Sicurezza Stradale c/o IRES Piemonte

    1. Introduzione

    Andare in bicicletta o camminare sono modalità di spostamento che espongono gli utenti della strada, privi di protezione, ai rischi maggiori quando sono investiti da veicoli pesanti e veloci. Anche gli utenti delle due ruote motorizzate (ciclomotori e motocicli) sono in larga misura privi di protezione in caso di impatto con altri veicoli, sebbene la loro velocità spesso sia uguale o superiore a quella degli altri veicoli a motore: pertanto possono anch'essi essere inclusi nella categoria dei cosiddetti "utenti deboli", secondo la definizione coniata dal Piano Nazionale della Sicurezza Stradale del 2001.

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